Cattleya x Dolosa

by: Guido Opinioni 3 Commenti »

Ibrido naturale brasiliano conosciuto anche come “Falsa Catteya”
Probabilmente il nome “dolosa” gli è stato dato per quella sua spiccata caratteristica, rivolta ad ingannare chi la osserva, da cui il nome “Dolosa”
Dolo: la previsione del danno che si compierà e la volontà di compierlo.
Nella sostanza, la Cattleya x Dolosa è ingannatrice e pertanto non di facile identificazione.

Cattleya x Dolosa – foto tratta da internet
Questa orchidea è stata per lungo tempo considerata specie assestante (Cattleya walkeriana var. dolosa), ora è universalmente ritenuta il frutto di ibridazioni naturali fra Cattleya loddigesii e Cattleya walkeriana avvenute nei siti dove sono entrambe endemiche.
Le varianti sono molteplici, sia nella loro struttura morfologica che nel colore dei fiori. Con gli incroci artificiali il problema è ancor più complesso in quanto gli ibridatori possono usare varietà di C. walkeriana e di C. loddigesii non necessariamente originarie degli stessi siti.

L’idea di approfondire questi aspetti mi è frullata in testa alla mostra di Padova, dopo aver visto una Cattleya x Dolosa premiata con “menzione d’onore per il colore”.
Probabilmente la pianta ha tratto in inganno anche i preparatissimi giudici AIO. A mio avviso la piramide genealogica della Cattleya in giudizio andava oltre il livello primario e quindi poteva anche essere un ibrido più evoluto.
E’ pur vero che, magari raramente, anche la Cattleya x Dolosa presenta pseudobulbi unifoliati, ma essi mantengono sempre la morfologia dei genitori.. e quelli della pianta in questione insinuavano ragionevoli dubbi.
Per poter produrre un analisi più attenta sarebbe stato utile conoscere l’albero genealogico della pianta in giudizio.
Sugli incroci fra Cattleya loddigesii e Cattleya walkeriana vi propongo la lettura di questo interessante post tratto dal blog di Marcus Vinicius Locatelli, un giovane agronomo Brasiliano.

Orchidee in mostra “San valentino al Flover” 19a edizione

by: Guido Opinioni 20 Commenti »

Al Flover di Bussolengo, oggi alle 15 è stata inaugurata l’esposizione di orchidee botaniche.

L’esposizione è curata dai soci di Orchids Club Italia e le orchidee esposte provengono dalle loro collezioni amatoriali.

Leggo con dispiacere che alcune/i amanti delle orchidee sono rimasti delusi, in occasione delle loro visite di sabato e di domenica.

Anche a nome di Orchids Club Italia mi scuso con quanti, forse sollecitati dal post divulgativo apparso sul blog – evidentemente necessitava di qualche altro ragguaglio, che, a causa di problemi personali non sono riuscito a comunicare – si sono recati al Flover convinti di trovare esposte anche le nostre orchidee.

Per vari motivi, l’esposizione delle botaniche è stata aperta solamente oggi 11 Febbraio e rimarrà a vostra disposizione fino a Domenica prossima.

Permettetemi però, di fare alcune riflessioni e soprattutto di spezzare una lancia in favore dei gestori della Flover che da 19 anni, in occasione di S. Valentino, oltre alla vendita di orchidee commerciali, danno spazio ad Associazioni amatoriali per le loro esposizioni.
In questo senso i titolari del Grden Flover sono stati dei sensibili e lungimiranti promotori dell’amatorialità nel campo orchidofilo. Venti anni fa nessun Garden e nessuna Fiera in Italia si sognavano di spendere tempo e denaro per dare spazio alle Associazioni Orchidofile ed alla loro divulgazione amatoriale…per la verità in qualche caso nemmeno ora questo avviene, ed è il caso di Padova dove a (verdecasa) anche le associazioni devono pagare gli spazi per presenziare l’evento…almeno così ci è stato riferito dall’organizzazione fieristica.
Ora, ci sono molti eventi e svariate occasioni di mercato dove si radunano i venditori di orchidee…questo è business. La Flover sceglie di guardare ad una platea ampia e quindi promuove, a mio avviso con molto senso estetico, il tripudio delle orchidee per tutti…poi uno/a su mille ce la farà!
Il nostro Club non ha come finalità statutaria l’organizzazione di mercati orchidofili, cerca solamente di essere un umile compagno di viaggio di quanti s’incamminano nel fantastico mondo delle orchidee….lungo la strada qualche volta si perde, ma ha ben chiara la meta.
Guido
Altre notizie su www.orchidcoltura.it , il sito amatoriale curato da Alberto Ghedin, socio fondatore di Orchids Club Italia.
PS) – Fra Cymbidium, Phalaenopsis ed altre orchidee in vendita c’erano anche alcune piante fiorite di Plectrelminthus-caudatus specie africana molto rara e difficile da trovare nei mercati…peccato che nessuno se ne sia accorto ;)

Due parole sul blog

by: Guido News, Opinioni 5 Commenti »

Questo sito internet, forse è eccessivo chiamarlo sito…questo foglio virtuale, un po blog (inteso come diario personale) ma anche forum di discussione per molti appassionati di orchidee, si avvia verso il suo 4° anno di vita.

Forse non sbaglio se definisco questo spazio informativo, un piacevole approdo per chi ama le orchidee, per chi le coltiva, le studia e le racconta.
L’aspetto più positivo è che attorno a orchids.it è cresciuto un club orchidofilo reale “Orchids Club Italia” che pulsa spontaneamente, che organizza esposizioni, incontri ed occasioni di divulgazione della nostra passione.

L’archivio di questo blog, le pagine, i post, le foto ed i vostri commenti sono già uno strumento prezioso per molti visitatori, che quasi giornalmente fanno un click da noi per leggere qualche notizia o per lasciare un commento.

Su orchids.it, voi potete interagire sia con i vostri commenti ai post, ma anche scrivendoli direttamente.

La redazione del blog conta ormai 13 autori abilitati alla scrittura di post.
Forse perché scrivo quasi sempre io, noto che vi sfugge il nome di altri autori, ad esempio l’ultimo post è stato scritto da Alberto G.

E’ un bel libro questo… virtuale per il momento.
Buon 2008.
Guido

Commercio delle orchidee in Italia, etica e valori

by: Guido Opinioni 11 Commenti »

Fotografia dei produttori e dei commercianti italiani di orchidee

Come si può intuire dal sottotitolo non spendo l’epiteto “botaniche”perché in Italia non esiste più la figura del produttore e venditore di specie botaniche, tanto cara a noi collezionisti di lungo corso: tutti i commercianti del settore hanno capito che conviene puntare anche sulle “commerciali”, per capirci, le innominate che andranno al macero dopo la fioritura.
Oggi poi, è molto facile effettuare grosse importazioni di orchidee botaniche, svezzate nei paesi più caldi e con manodopera a basso costo.
E’ difficile trovare in Europa, in Italia quasi impossibile, aziende che producono su larga scala orchidee provenienti da semina asimbiotica o riprodotte da meristemi. Sì le eccezioni ci sono, ma la tendenza è quella della globalizzazione produttiva.
Anni fa era anche fiorente la vendita di specie botaniche raccolte in sito ed importate dai venditori europei, ora, per vari motivi è sempre meno praticabile.
Ecco che nasce il commerciante di orchidee tutto tondo.
Le orchidee botaniche da vendere sono acquistate e tenute in parcheggio in serra in attesa di essere vendute on line, oppure nelle mostre o in occasione di altri eventi, dove il venditore andrà anche con un bel carico di “commerciali fiorite” pronta consegna.

Il quadro dei venditori italiani
Esclusi i garden, ed i centri commerciali, che possiamo definire dei meri punti vendita, attualmente in Italia ci sono sette forse otto Aziende che vendono orchidee, commerciali e botaniche. Sostanzialmente sono aziende agricole, la legge lo consente: qualsiasi prodotto vegetale acquistato, per essere considerato di propria produzione è sufficiente che rimanga in serra per un certo periodo…poi può essere venduto anche senza rilascio di fattura e/o scontrino fiscale (questo è consentito dalla contabilità semplificata prevista per le aziende agricole), mentre per prodotti accessori (sfagno, corteccia ecc.) è necessario il rilascio di apposita documentazione di vendita perché in questo caso diventa operazione commerciale.
Continua a leggere »

Attenti a quei due

by: Guido Opinioni 8 Commenti »

Tutto quello di cui le orchidee non hanno bisogno
Non fosse che questi personaggi sono dirigenti dell’orchidofilia nazionale, la cosa potrebbe sembrare perfino comica e non varrebbe nemmeno la pena di occupare tempo e spazio.
Leggete questo “eclatante” spaccato di un dialogo, scovato sul web orchidofilo italiano:

Siamo in un forum italiano e si sta discutendo di Laelie rupicole, la discussione naviga su binari corretti quando ad un certo momento scatta irrefrenabile nella mente del solito Ronin, la voglia di polemica e di denigrazione a cui fa prontamente eco un’altra “promessa” dell’orchidologia italiana, tale Filippo…che nel forum è pure moderatore, ovvero riveste il ruolo di chi dovrebbe frenare eventuali eccessi.
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….Ronin
Guru

See… “….”, non è che i brasiliani non le riconoscono… è che certe specie sono difficili da reperire in natura: per l’itambana, il cui intero territorio di distribuzione ricade in un’area protetta i raccoglitori, oltre a dover sfidare la sorveglianza di guardiaparco e guide locali (che ci sono), si devono sorbire 30 km tra andata e ritorno dall’auto, con un dislivello in salita di un migliaio di metri (a temperature tropicali); quindi, chi vuoi che ci vada? Fosse un rotschildianum…
Visto poi che da piccole son tutte simili ed in pochi sono in grado di distinguerle anche da adulte (dato che la vera itambana in pochi l’hanno vista), spacciare una briegeri per itambana è un gioco da ragazzi, così come vendere una sanguiloba o una cinnabarina per angereri, altra specie inconfondibile data la “stazza”, ma che io sappia non sul mercato.
Alla fine, chissà quante false angereri ed itambana ci saranno in giro, probabilmente tutte (o quasi) quelle vendute come tali!

Comunque, questa è una pratica abbastanza comune e non solo tra i venditori brasiliani: sono note le colossali fregature che rifila un famoso commerciante asiatico, da cui compri piante particolari (a caro prezzo, naturalmente), magari per migliaia di euro, per poi ritrovarti in fiore un comune (anche se bello) Paphiopedilum helenae …
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Filippo
Moderatore

Ronin ha scritto: citazione
per poi ritrovarti in fiore un comune (anche se bello) Paphiopedilum helenae …

ahahahah
Ma quell’helenae non era nemmeno poi così bello…Almeno, secondo me, non vale i soldoni che certamente sarà costato…
Fosse capitata una forma di colore particolare, forse….ne sarebbe valsa la pena prendere la sola….
Ma di helenae così ne trovi in giro anche per qualche decina di euro senza scomodare i cinesi. Basta contattare un qualunque “spennacchiatore di polli” per avere uno straccio di garanzia e piante certamente più sane.
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L’indecenza di questo dialogo è impressionante perché fa riferimento, con malcelata soddisfazione ed in forma anonima, a fatti specifici riguardanti scelte personali di un socio del nostro Club.
Ovviamente i fatti non stanno così come sono stati riportati dai due dialoganti, ma tant’ è, invece di avviare una seria riflessione sulla garanzia degli acquisti di specie botaniche si liquida il tutto con cattiveria e sarcasmo.
Il problema dell’incertezza tassonomica negli acquisti di orchidee è vecchio e purtroppo non risolvibile (potremo quasi dire che fa parte del gioco), ma usarlo come occasione di “sfottimento” cattivo ed anonimo è assai deplorevole, sterile e disgustoso.
Questo è il supporto informativo che si da sul forum agli appassionati? Vergogna!

Attenti a quei due… forse le orchidee non hanno bisogno di loro

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