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	<title>Orchids.it &#187; Orchidee: stampe antiche</title>
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		<title>Francis Bauer e le sue orchidee</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 16:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dipingere orchidee Franz Andreas Bauer (1758-1840) fu un pittore botanico. Fu molto meno noto del fratello Ferdinand (1760-1826), il cui nome è legato all’illustrazione di Flora Graeca. Non di meno Francis, come venne chiamato successivamente, ci interessa in questo blog dedicato alle orchidee perché parte molte delle sue opere ritraggono specie di orchidee botaniche sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dipingere orchidee</strong></p>
<p><strong>Franz Andreas Bauer</strong> (1758-1840) fu un pittore botanico. Fu molto meno noto del fratello <strong>Ferdinand</strong> (1760-1826), il cui nome è legato all’illustrazione di <em>Flora Graeca</em>. Non di meno <strong>Francis</strong>, come venne chiamato successivamente, ci interessa in questo blog dedicato alle orchidee perché parte molte delle sue opere ritraggono specie di orchidee botaniche sia native dell’Austria, paese nativo, che dell’Inghilterra, dove andò a vivere,  che piante fiorite nelle serre dei già allora famosi Giardini Reali di Kew.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/51bt8rcxsyl_ss500_.jpg"rel="lightbox[f-b]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/51bt8rcxsyl_ss500_-300x300.jpg" alt="The Orchid Paintings of Franz Bauer" title="The Orchid Paintings of Franz Bauer" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-4140" /></a>Grazie al sapiente uso del microscopio trasferì immagini dettagliate della struttura di varie parti delle orchidee, dal fiore nel suo insieme, al labello, alla colonna, al frutto, fino ai minuti semi. <strong>Dr. Lindley</strong> scelse  28 opere di <strong>Bauer</strong> a cui ne aggiunse 7 di proprio pugno per pubblicare <em>Illustrations of Orchidaceous Plants</em> (1830-1838). Il libro che vi consiglio, <strong>The Orchid Paintings of Franz Bauer</strong>, raccoglie immagini provenienti da diversi Musei e Biblioteche presenti in Europa, che “nascondono” tesori di inestimabile valore scientifico e artistico. Ciascuna delle 63 opere sono accompagnate da note introduttive  del genere e quindi della specie in questione. Molti di questi disegni non sono altrimenti visibili, perché finora mai pubblicati. I critici ritengono che le opere dei fratelli Bauer siano a tutto oggi quanto di meglio sia mai stato eseguito.        </p>
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		<title>Cattley, Swainson, Lindley&#8230;: storia di una leggenda</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 16:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cattleya labiata: la sua scoperta, storia e leggenda. William Cattley (1787-1835) era un mercante benestante abitante nei dintorni di Londra, a High Barnet. Era conosciuto anche per la passione per le piante, grande collezionista ed esperto coltivatore. Come in uso in quei tempi incaricò un giovane botanico ed artista, John Lindley (1799-1865), di comporre un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Cattleya labiata</em>: la sua scoperta, storia e leggenda.</strong></p>
<p><strong>William Cattley</strong> (1787-1835) era un mercante benestante abitante nei dintorni di Londra, a High Barnet. Era conosciuto anche per la passione per le piante, grande collezionista ed esperto coltivatore.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/sc0001a685.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/sc0001a685-213x300.jpg" alt="Cattleya labiata - Coll. Bot." title="Cattleya labiata - Coll. Bot." width="213" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3625" /></a> Come in uso in quei tempi incaricò un giovane botanico ed artista, <strong>John Lindley</strong> (1799-1865), di comporre un <em>florilegium </em>delle piante più rare che era riuscito a far fiorire nelle proprie serre (Lindley usufruì del momento per farsi sponsorizzare una delle sue prime opere,  <em>Digitalium Monographia</em>). Ciò che ne uscì fu un piccolo capolavoro. Lindley disegnò molte delle tavole presenti in <strong><em>Collectanea Botanica</em></strong>, fra cui <em>Trizeuxis falcata</em>, fiorita a Cattley nel 1820 e <em>Vanda</em> [<em>Aerides</em>] <em>multiflora</em>, fiorita sempre a Cattley nel 1822.  Nessuno ancora sapeva che la descrizione e la raffigurazione di <em>Cattleya labiata</em> sarebbe stato l’inizio di un ‘movimento sussultorio’ negli animi di molti avventurieri, orticultori, botanici e orchidofili per quasi un secolo.<br />
<span id="more-3618"></span><br />
<em>“Questa è una altra  delle belle orchidee che furono raccolte assieme a Oncidium barbatum da Mr. Swainson in Brasile, e mandata al Dr. Hooker. La tavola è stata disegnata da Mr. Curtis da un esemplare che fiorì nella serra di Mr. Cattley lo scorso novembre. Senza eccezioni, è la più bella specie dell’ordine che abbiamo mai visto dal vivo: e questo ci aggrada maggiormente pubblicarla ora, in quanto ci da l’opportunità di ringraziare un gentiluomo, il cui ardore nel collezionare, e il cui impareggiabile successo nella coltivazione, della difficoltosa tribù di piante alla quale appartiene, da molto tempo gli hanno dato grandissimi onore e riconoscenze”</em>. Così la descrisse Lindley, onorando il suo benefattore con la creazione di questo nuovo genere. <em>Cattleya labiata</em> fu la specie tipo. (<em>C. labiata</em> Lindley, Collectanea Botanica, tavola 33. 1821)</p>
<p><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/c-labiata-bot-mag.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/c-labiata-bot-mag-183x300.jpg" alt="Cattleya labiata - Bot. Mag." title="Cattleya labiata - Bot. Mag." width="183" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3577" /></a><strong>William John Swainson</strong> (1789-1855), naturalista,  mandò la pianta dal Brasile nel 1818 al <strong>Dr. William Jackson Hooker</strong> (1785-1865). Questi nel  1820 divenne professore di Botanica all’Università di Glasgow e contribuì allo sviluppo del Glasgow Botanic Garden, prima di diventare direttore dei Royal Botanic Gardens, Kew. Per richiesta di Swainson una parte della pianta fu mandata anche a Mr. Cattley, nelle cui serre fiorì lo stesso anno, 1818.Hooker in <strong>Exotic Flora</strong> (Vol II, tab 157. 1825) scrisse: <em>“La più splendida, forse, delle orchidee, che fiorì per la prima volta in Bretagna nella serra del mio gradino a Suffolk, nel 1818, essendomi stata mandata la pianta da Mr. W. Swainson durante la sua visita in Brasile. La pianta qui descritta è un getto della pianta madre di cui ho appena detto, ed è fiorita nel Glasgow Botanic Garden nel novembre del 1824.. Il piacevole profumo di cui Mr Lindley fa cenno esalare dai fiori dell’esemplare ritratto per Collectanea Botanica, non era apprezzabile nei fiori di questa pianta, sebbene la pianta di Mr. Cattley abbia la stessa origine”.</em><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/c-labiat-bot-reg-1836.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/c-labiat-bot-reg-1836-189x300.jpg" alt="Cattleya labiata  Bot. Reg." title="Cattleya labiata  Bot. Reg." width="189" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3575" /></a><br />
Ancora Lindley nel 1836 in <strong>Botanical Register</strong> (Tav. 1859) ne elogiava le  caratteristiche del labello, della sua consistenza della sua forma dei suoi colori; non erano state ancora scoperte altre specie e tantomeno era stato ritrovato il luogo di origine della <em>C. labiata</em>. A quel tempo si credette che Swainson non avesse detto a nessuno dove aveva scoperto la magnifica pianta; qualcuno ipotizzò che non fosse stato neppure lui a raccoglierla. Quindi fece molto clamore quando il <strong>Dott. Gardner</strong> (1812-1849) annunciò che aveva ritrovato la <em>C. labiata</em> in natura. Era il 1846 quando fu pubblicato <strong>Travels in the Interior of Brazil</strong>, riferito al suo viaggio eseguito nel 1836.  <em>“Vicino al mare, a circa 15 miglia dalla città </em> [Rio de Janeiro]<em>, sorge il Gavea, ovvero Topsail Mountain, così chiamato per la forma squadrata, e ben noto ai naviganti inglesi per il nome del naso di Lord Hood. Ha una cima piatta e si innalza a 2000 piedi sopra il livello del mare, verso il quale si affaccia con un precipizio quasi in verticale…Su di essa, a diverse centinaia di piedi d’altezza, intravedemmo macchie di quelle piante di orchidee così frequenti  in Brasile. I suoi fiori rosa erano molto grandi, ma non riuscimmo a raggiungerli. Alcuni giorni dopo, la ritrovammo sulle montagne circostanti, e ci accertammo che era la Cattleya labiata. Quelle che crescono a Gavea lo faranno per molto tempo ancora, così inaccessibili alla bramosia dei raccoglitori”</em>. Ma Gardner si sbagliava, era <em>C. lobata</em>.<br />
<strong>Joseph Paxotn</strong> (1803-1865), grande giardiniere, forse più noto per la sua mastodontica costruzione, <em>Crystal Palace</em>, scrisse in <strong>Flower Garden</strong>, Vol 1, 1850-1, tav. 24.<em>“Fu mandata originariamente in Europa da Mr. Swainson, che la scoprì in Brasile e usò i suoi fusti come una sorta di paglietto per mantenere saldamente le scatole con i licheni. Non disse dove li raccolse, ma ora lo sappiamo con precisione grazie a Mr. Gardner.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/cl-paxton-flower-garden.jpg"rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/cl-paxton-flower-garden-236x300.jpg" alt="Cattleya warneri - Paxton&#039;s Flower Garden" title="Cattleya warneri - Paxton&#039;s Flower Garden" width="236" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3580" /></a>Questo compianto botanico la trovò sul bordo di un precipizio nella zona est di Pedro Bonita Mountain, a circa 15 miglia da Rio de Janeiro, dove cresceva assieme a <strong>Vellozia</strong>, allo <strong>Zygopetalum</strong> di <strong>Mackay</strong> e a <strong>Dipladenia</strong>”</em>. L’Europa venne inondata da migliaia di piante, solo per scoprire ancora una volta che non si trattava della vera labiata ma di una specie diversa, <em>C. warneri. </em>Qui nasce  anche la leggenda dell’arrivo accidentale in Europa della originaria <em>C. labiata</em> come materiale da imballaggio. Buttata sotto un bancale la pianta crebbe e fiorì. Di fatto Swainson sapeva benissimo cosa stava raccogliendo anche se come botanico ricevette dallo stesso Hooker dell’<em>oca</em>. Stranamente o per lo meno non lo sappiamo, nessuno chiese a Swainson notizie certe, prima che partisse definitivamente per la Nuova Zelanda nel 1841.<br />
La caccia proseguì!<br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/cattleya_labiata_plate-lindenia.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/cattleya_labiata_plate-lindenia-227x300.jpg" alt="Cattleya labiata - Lindenia" title="Cattleya labiata - Lindenia" width="227" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3579" /></a>Nel 1889 la riscoperta, finalmente. <strong>Monsieur Moreau</strong>, un entomologo parigino, aveva mandato uomini a raccogliere esemplari nella foresta brasiliana. Lo stesso Moreau era un appassionato di orchidee e i raccoglitori gli mandarono anche 50 piante di orchidea dai fiori lavanda, originari della provincia di Pernambuco, Brasile. Si narra che <strong>Frederick Sander</strong> (1847-1920), uno dei maggiori orticoltori di orchidee mai esistiti, fece visita a M. Moreau proprio nel periodo in cui l’orchidea iniziò a fiorire e riconobbe immediatamente la vera identità della pianta. Si fece dire dove era stata raccolta; nel 1892 ben 25.000 piante raggiunsero il mercato inglese.Nel frattempo un altro raccoglitore di nome <strong>Erich Bungeroth</strong>, orchidofilo tedesco, si trovava in Sud America,  ai servizi di <strong>Cowan</strong>. Nel 1890 stava viaggiando in Colombia ma fu interrotto dallo scoppio di una guerra interna. Venne quindi incaricato da <strong>Linden</strong>(1813-1898, l&#8217;antagonista belga di Sander, di proseguire la propria caccia in Venezuela (li scoprì <em>Catasetum bungerothii</em>, <em>Coryanthes bungerothii</em>, <em>Notylia bungerothii</em>, <em>Rodriguezia bungerothii</em>  e <em>Oncidium bungerothii.</em>)<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/pic002.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/pic002-300x222.jpg" alt="Cattleya labiata - Lindenia" title="Cattleya labiata - Lindenia" width="300" height="222" class="alignleft size-medium wp-image-3578" /></a>Per caso venne a sapere che nella provincia di Pernambuco c’erano orchidee dai fiori porpora. Chiese a Linden l’autorizzazione di esplorare quella zona invece di proseguire per il Perù.  Linden battezzò quella orchidea <em>C. warocqueana</em>. Oggi sappiamo trattarsi della <em>C. labiata</em> originale o <em>vera</em>, come venne spesso nominata. Era il 1890.<br />
Nel 1893 venne pubblicato <strong>About Orchids – A Chat</strong> di <strong>Boyle</strong>. Questi fu uno scrittore fra l’altro anche di libri riguardanti le orchidee. In questo narrò l’introduzione quasi leggendaria della C. labiata, fino alla introduzione sotto  il ‘falso’ nome di <em>warocqueana</em>. Boyle è stato ingiustamente accusato di avere creato un mito attorno a quanto effettivamente si conosceva dai fatti. Infatti la storia non era ancora finita.<br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/cattleya-labiata-the-orchid-album.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/cattleya-labiata-the-orchid-album-231x300.jpg" alt="Cattleya labiata-The Orchid Album" title="Cattleya labiata-The Orchid Album" width="231" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3609" /></a>Nel 1897 un cacciatore di piante francese, <strong>Louis Forget</strong>, scrisse un articolo su <em>Le jardin</em> dal titolo ‘<em><strong>Erreurs geographiques concernant les Orchidées</strong></em>’, pag. 246-248. In questo articolo attesta che la vera origine della <em>Cattleya labiata</em> è nella provincia di Pernambuco e non nello stato di Rio de Janeiro. Ciò rimase inatteso finché <strong>Robert Allen Rolfe</strong> (1855-1921, fondatore di <strong>Orchid Review</strong>, la più antica rivista dedicata alle orchidee ancora esistente) nel 1907 confrontò le specie presenti in erbario, della pianta descritta da Lindley e della pianta scoperta da Gardner, per comprendere che erano due specie diverse e quindi Pernambuco era l’unica vera fonte di provenienza della <em>C.labiata</em>, l’altra essere <em>Laelia lobata</em>, sinonimo <em>C. lobata</em>. Ho letto il libro scritto da Gardner, e ironia della sorte, lui aveva visitato anche la provincia di Pernambuco!<br />
Nel frattempo, nel 1900, venne alla luce quanto Swainson scrisse riguardo al suo viaggio in Brasile (pubblicato originariamente sul primo volume di <em>Edinburgh Philosophical Journal</em>, 1819 . pag. 369-373), <strong>Sketch of a Journey through Brazil in 1817 and 1818</strong>.  “<em>Decisi di andare in Sud America nell’autunno del 1816….Invece di seguire l’esempio dei colleghi andando dapprima a Rio de Janeiro, attraccai, circa alla fine di dicembre, 1816 at Recife, nella provincia di Pernambuco, 8° sotto la linea </em>[dell’equatore]. <em><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/c-labiata-reichenbachia.jpg" rel="lightbox[c-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/c-labiata-reichenbachia-211x300.jpg" alt="Cattleya labiata - Reichenbachia" title="Cattleya labiata - Reichenbachia" width="211" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3576" /></a> Questa provincia non era mai stata visitata da un naturalista contemporaneo. Iniziai a fare i preparativi per una esplorazione dell’interno, ma furono improvvisamente resi vani per lo scoppio della rivolta del 6 marzo del 1817&#8230;Ciò mi costrette  a fare ricerche unicamente nei dintorni della città…Ritornata la calma spedii quanto avevo raccolto a casa in Inghilterra, lasciai Pernambuco nel giugno del 1817 e con un piccolo treno mi diressi verso il gran fiume S. Francesco.L’interno era molto diverso dalla costa…. Raggiungemmo il paesino di Penedu, all’inizio di agosto. I soggetti botanici raccolti in questo viaggio furono numerosi e interessanti, soprattutto fra le piante parassite [orchidee] e le crittogamiche, che , con gli uccelli, insetti  erano per lo più nuovi….Nel mese di aprile mi imbarcai per Rio de Janeiro…Tra i viaggiatori c’era il Prof. Raddi, direttore del museo a Firenze…Con lui feci un’escursione al grandioso gruppo di monti, chiamato Organ Mountains, ricoperti di felci, melastomacee e insetti….Ritornai in Inghilterra nel 1818.</em>”<br />
<strong>Articolo scritto da Alberto Grossi</strong><br />
Nota: a seguito di aggiornamenti del sito, gli articoli scritti da vari autori compaiono come &#8220;REDAZIONE&#8221; sarà nostra cura reinserire il nome dell&#8217;autore.</p>
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		<title>Cymbidium mastersii</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 17:19:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cymbidium mastersii Griff. ex Lindl. in Bot. Reg. 31: t. 50 (1845) Sottofamiglia: Epidendroideae Tribù: Cymbidieae Sottotribù: Cymbidiinae Sezione: Cyperorchis Sinonimi: C. affine Griff.; C. micromeson Lindl.; Cyperorchis mastersii (Griff. ex Lindl.) Benth.; C. maguanense F.Y Liu E&#8217; pur sempre emozionante, dopo anni di coltivazione e di conoscenze acquisite, vedere sbocciare una pianta in inverno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Cymbidium mastersii</strong></em> Griff. ex Lindl. in <em>Bot. Reg.</em> 31: t. 50 (1845)<br />
<strong>Sottofamiglia</strong>: <em>Epidendroideae</em><br />
<strong>Tribù</strong>: <em>Cymbidieae</em><br />
<strong>Sottotribù</strong>: <em>Cymbidiinae</em><br />
<strong>Sezione</strong>: <em>Cyperorchis</em><br />
<strong>Sinonimi</strong>: <em>C. affine</em> Griff.; <em>C. micromeson</em> Lindl.; <em>Cyperorchis mastersii</em> (Griff. ex Lindl.) Benth.; <em>C. maguanense</em> F.Y Liu </p>
<p><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/img_8526-copia.jpg" rel="lightbox[c-m]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/img_8526-copia-300x199.jpg" alt="C. mastersii" title="C. mastersii" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2946" /></a>E&#8217; pur sempre emozionante, dopo anni di coltivazione e di conoscenze acquisite, vedere sbocciare una pianta in inverno. Fuori dalla serra le giornate sono cupe per la nebbia fitta alternate  a giornate fredde e temperature che al momento scendono di notte a -4°C. Solo il calicanto è in fiore e in qualche angolo più riparato l&#8217;iris (<em>Iris unguicularis</em>). Il tepore dei 10°C mantenuti all&#8217;interno è stato sufficiente per far progredire la spiga e ottenere quindi la fioritura. I fiori sono pochi, in numero di 5, ma già mi immagino quando la pianta potrà chiamarsi esemplare e decine di spighe si innalzeranno e delicatamente arcuate mostreranno tutto il loro splendore e forte si potrà apprezzare il profumo di mandorla dei loro fiori. Griffith dedicò questa pianta a Mr. Masters, uno dei principali assistenti impiegati presso l&#8217;orto botanico di Calcutta. I <strong>Loddiges</strong> (noti vivaisti londinesi, particolarmente dediti alle orchidee) la ricevettero dall&#8217; India nel 1841 e fiorì nelle loro serre nel dicembre del 1844. <a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/cymb_ag.jpg" rel="lightbox[c-m]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/cymb_ag-187x300.jpg" alt="C. mastersii - Bot. Reg." title="C. mastersii - Bot. Reg." width="187" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3046" /></a><br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/c-mastersii.jpg" rel="lightbox[c-m]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/c-mastersii-225x300.jpg" alt="C. mastersii - Lindenia" title="C. mastersii - Lindenia" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2954" /></a><br />
<small> <strong>Riproduzione di stampe antiche libere da copyright. Si ringraziano Missouri Botanical Garden e Swiss Orchid Foundation. </strong></small></p>
<p>Questa specie è originaria del nord dell&#8217;India, del Myanmar, del nord della Tailandia e del sud della Cina. Il suo habitat è costituito dalle foreste sempreverdi dove cresce in piena ombra come epifita sugli alberi o sulle rocce ricoperte da muschi e altro materiale ricco di humus. A differenza di altri cymbidium, è provvisto di pseudobulbi che non si accrescono in maniera simpodiale, ma hanno crescita indeterminata venendosi a creare col tempo una specie di fusto recante la base rinsecchita delle foglie.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/img_8527-copia.jpg" rel="lightbox[c-m]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/img_8527-copia-300x199.jpg" alt="C. mastersii" title="C. mastersii" width="300" height="199" class="alignright size-medium wp-image-2957" /></a> Queste sono disposte in maniera distica all&#8217;apice, in numero di 6-17, lineari lunghe circa 65 cm e larghe 2,5, con un caratteristico apice bilobato che permette di differenziare questa specie da altre molto simili. Eventuali nuovi getti possono formarsi alla base del fusto. Lo stelo floreale di circa 35 cm in lunghezza si erge tra le basi fogliari; con la crescita si arcua gentilmente. I fiori che di solito si contano in numero di 5-10, sono bianchi, talvolta rosati, di circa 6 cm di larghezza, non si aprono completamente. Profumati. Esiste una ampia variabilità in natura sia nel colore che nella forma dei fiori. Molto probabilmente esistono anche ibridi naturali. </p>
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		<title>Orchidee: stampe antiche</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 20:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orchidee: stampe antiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Le preziose illustrazioni della collezione &#8220;Antonio Borsato&#8221; Questo pomeriggio è venuto a far visita alle orchidee, l&#8217;amico Antonio Borsato, sensibilissimo studioso della natura e del fantastico mondo delle orchidee. Antonio possiede una invidiabile collezione di illustrazioni raffiguranti fiori e piante di orchidee. Da parecchio tempo sta lavorando con pazienza certosina per raccogliere su CD-ROM, tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le preziose illustrazioni della collezione &#8220;Antonio Borsato&#8221;<br />
</strong><br />
Questo pomeriggio è venuto a far visita alle orchidee, l&#8217;amico Antonio Borsato, sensibilissimo studioso della natura e del fantastico mondo delle orchidee.<br />
Antonio possiede una invidiabile collezione di illustrazioni raffiguranti fiori e piante di orchidee.<br />
Da parecchio tempo sta lavorando con pazienza certosina per raccogliere su CD-ROM, tutta la sua collezione di stampe antiche.<br />
In occasione della visita, Antonio mi ha donato una copia del suo ultimo CD-ROM che raccoglie circa 130 illustrazioni, alcune del 1500.<br />
Come potete osservare, alla destra del monitor <strong>(categorie)</strong> è stata inserita una voce specifica <strong>&#8220;Orchidee: stampe antiche&#8221; </strong>. Cliccando sopra potete rivisitare tutti i post contenenti le illustrazioni già pubblicate e quelle che col tempo saranno inserite.<br />
Quale miglior simbologia per testimoniare l&#8217;eleganza del suo lavoro se non la pubblicazione di questo post e di questa bellissima stampa raffigurante un delicato esemplare di<em> Restrepia elegans?</em><br />
<strong>Grazie Antonio</strong><br />
<img src='/img_up/restrepia_elegans_300_01.jpg' alt=''/><br />
Riproduzione tratta dalla rivista <strong>” Flore des serres et des jardins de l’Europe”</strong> Vol. VII 1851-52</p>
<p><strong>Link:</strong> tutto quello che il blog  vi racconta sul genere <a href="http://www.orchids.it/2007/07/13/cura-e-rinvaso-delle-restrepia/"> <em>Restrepia</em></a></p>
<p>Nota: chi è interessato ad approfondire la visione dei CD-ROM scriva a info@orchids.it</p>
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		<title>Stampe antiche di orchidee: interessante raccolta</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/08/18/interessante-raccolta-di-stampe-antiche/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Aug 2007 17:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orchidee: stampe antiche]]></category>

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		<description><![CDATA[La pazienza certosina dell&#8217;amico Antonio Borsato ci delizia con queste splendide stampe di orchidee Toni di professione è medico patologo, non ha una serra, non coltiva orchidee, ma sta ad esse come l&#8217;acqua sta al mare. La nostra comune passione per le orchidee risale a molti anni fa, molte sue orchidee vivono nella mia serra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La pazienza certosina dell&#8217;amico Antonio Borsato ci delizia con queste splendide stampe di orchidee</strong></p>
<p>Toni di professione è medico patologo, non ha una serra, non coltiva orchidee, ma sta ad esse come l&#8217;acqua sta al mare. La nostra comune passione per le orchidee risale a molti anni fa, molte sue orchidee vivono nella mia serra e soprattutto, molto di quello che è di mia conoscenza sulle orchidee lo devo alla sua grande preparazione letteraria, storica e tassonomica.</p>
<p>Toni non coltiva orchidee, ma da diverso tempo colleziona stampe antiche che le rappresentano, ora ha deciso di raccoglierle in vari CD. Il primo l&#8217;ho ricevuto con immenso piacere in regalo e cosa ancor più gradita ho avuto l&#8217;autorizzazione di pubblicarle in esclusiva sul blog: grazie Toni.<br />
<img src='/img_up/stampe_toni_1_450_01.jpg' alt='' />  </p>
<div style="overflow:hidden; background:#EEEEEE; border: 1px dotted gray; padding:3px;"><strong>Revue Horticole dal 1829</strong></p>
<p>Revue orticole<br />
Journal d’Horticulture Pratique<br />
Rivista fondata nel 1829 dagli autori del Bon Jardinier<br />
Librairie Agricole de la maison Rustique<br />
26, rue Jacob – Paris</p>
<p>Attualmente è pubblicato come:<br />
RHM – Revue Horticole<br />
Mensuel technique destinè aux pépinieristes horticulteurs, maraichers et services espaces verts.<br />
RHM-Revue Horticole è nato nel 1974 dalla fusione di <em>PHM</em> (1959) e della <em>Revue Horticole</em> (1829)</p>
<p>Tutte le stampe sono eseguite con la tecnica della cromolitografia.<br />
Gli autori delle cromolitografie di questa raccolta sono:<br />
G. Severeyns: 22 tavole<br />
J.L.Goffart:     26 tavole<br />
P. Stroombant: 3 tavole<br />
Essi, per effettuare le varie tavole, hanno utilizzato disegni propri, ma più spesso quelli di altri artisti. </p></div>
<p><span id="more-1171"></span><br />
<small>Note: per non appesantire il post, le stampe sono pubblicate una per pagina, in totale sono 51 &#8211;  le notizie a piè stampa, escluso il nome originario e la data di pubblicazione sono aggiunte dalla redazione. </small></p>
<p><img src='/img_up/stampa_aganisia_tricolor_45.jpg' alt='' /><br />
<small> <em>Aganisia tricolor</em> 1889 </small><br />
Attualmente: <em>Warrea warreana</em> (Lodd. ex Lindl.) C. Schweinf. 1955<br />
Basionimo: <em>Maxillaria warreana </em>Lodd. ex Lindl. 1832<br />
Sinonimi:  <em>Aganisia tricolor</em> (Lindl.) Bois 1885 &#8211; <em>Warrea speciosa</em> Schltr. 1929 &#8211; Warrea tricolor Lindl. 1843 &#8211; <em>Warrea unijugata </em>Regel 1855;</p>
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		<title>Cattleya, la regina delle orchidee</title>
		<link>http://www.orchids.it/2005/02/09/la-regina-delle-orchidee/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2005 23:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orchidee: stampe antiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Con questo post desidero scoprire insieme a voi l&#8217;orchidea per antonomasia &#8220;la Cattleya Non sarà un trattato scientifico, ma un viaggio a nel tempo, nei miti e nelle passioni create da questa orchidea. Cattleya jenmanii Rolfe 1906 Collezione Guido De Vidi. Foto del 05.02.05 Inizio il viaggio presentando una specie abbastanza rara. Questa specie non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b> Con questo post desidero scoprire insieme a voi l&#8217;orchidea per antonomasia &#8220;la Cattleya</b><br />
Non sarà un trattato scientifico, ma un viaggio a nel tempo, nei miti e nelle passioni create da questa orchidea.<br />
<img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/cat,sp,colombia.jpg"class="alignleft"/> <b><i>Cattleya jenmanii</i> Rolfe 1906</b><br />
<small>Collezione Guido De Vidi. Foto del 05.02.05</small><br />
Inizio il viaggio presentando una specie abbastanza rara. Questa specie non è fra più appariscenti della mia collezione, ma per me ha un valore simbolico: è stata portata in Italia direttamente dal suo paese d&#8217;origine durante uno di quei tanti viaggi di ritorno dei nostri migranti in cerca dell&#8217;America, che poi non hanno trovato.<br />
<em>Origine del nome</em>: in onore di <strong>Mr. G. S. Jenman</strong>, direttore del Giardino Botanico di Georgetown (Guiana Inglese), nel tardo 19° secolo.<br />
<i>Cattleya jenmanii </i>è l’ultima Cattleya scoperta in Venezuela ed è stata descritta da Rolfe nel 1906.<br />
Vive nel sud di Bolivar è stata trovata nella fitta foresta del Gran Sabana nel sud-est del Venezuela a 300 a 600 metri di altezza sul livello del mare, ed al limite della frontiera fra il Brasile e Guaiana ad altitudini di 800-1200 m. Sono state trovate colonie anche in Colombia.<br />
In genere, questa specie preferisce crescere vicino a fiumi e torrenti. Ama ambienti con umidità relativa elevata, appartiene al gruppo delle Cattleye unifoliate, generalmente è epifita, ma si sviluppa senza problemi anche su supporti litofiti. Fiorisce da Febbraio ad Aprile e da Settembre ad Ottobre, produce uno o più fiori, che possono raggiungere anche la misura di 15 cm.<br />
<img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/c.jenmanii-alba.jpg" class="alignleft"/><em>Cattleya jenmanii </em>&#8216;alba&#8217;<br />
<small> Collezione Gianni Morello</small><br />
I fiori di questa specie sono profumati e di vari colori, vanno dal rosa carico alla forma alba o semi alba.<br />
<i>Cattleya jenmanii</i>, richiede clima caldo intermedio e nel suo periodo vegetativo desidera essere innaffiata e fertilizzata adeguatamente, mentre durante la fase di riposo è utile garantire condizioni più secche. Una buona ventilazione e tanta luce garantiscono buone fioriture.</p>
<p><b>Cattleya, storie e miti sull&#8217;origine del nome</b></p>
<p><img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/lc.pastoral-innocence_01.jpg" class="alignleft"/>Bc Pastoral &#8216;Innocence&#8217; AM/AOS<br />
<small>Collezione Guido De Vidi.</small>Cattleya: la regina delle orchidee, sicuramente la più conosciuta dal pubblico e per molti decenni il suo fiore è stato simbolo di classe e signorilità negli omaggi floreali, forse lo è ancora.<br />
Il nome <b>Cattleya </b>porta con sé, storie e miti intriganti.<br />
Ci sono Paesi in cui crescono migliaia di orchidee diverse, <em>Phragmipedium, Sobralia, Miltoniopsis </em>ecc, tuttavia il loro fiore nazionale è la <em>Cattleya</em>: il Venezuela con la <i>Cattleya mossiae </i>e la Colombia con la <i> Cattleya trianaei. </i><br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2005/02/cattleya_labiata_1_rodrigo.jpg"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2005/02/cattleya_labiata_1_rodrigo-150x150.jpg" alt="cattleya_labiata_1_rodrigo" title="cattleya_labiata_1_rodrigo" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3316" /></a><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2005/02/cattleya_labiata_stampa.jpg"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2005/02/cattleya_labiata_stampa-150x150.jpg" alt="cattleya_labiata_stampa" title="cattleya_labiata_stampa" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-3317" /></a><em>Cattleya labiata</em> Lindley 1821<br />
Il nome al genere <em>Cattleya </em>è stato dato in onore del coltivatore inglese <a href="http://www.canadianorchidcongress.ca/Ingrid/Cattley.html"><strong> Sir William Cattley</strong></a>, che ha esposto per la prima volta questa orchidea fiorita in una mostra: a quella orchidea fu dato il nome <i>Cattleya labiata.</i><br />
I misteri ed i racconti attorno ai fatti di allora, occuparono molte pagine delle riviste specializzate ed alimentarono discussioni fra raccoglitori e collezionisti di piante tropicali dell’epoca.<br />
La storia più colorita racconta che William Cattley, coltivatore e collezionista di muschi e licheni ricevette da William Swainson un carico dal Brasile, imballato con materiale vegetale, che gettò fra i bancali della sua serra. Con sua sorpresa dopo qualche tempo scoprì che delle strane foglie turgide avevano prodotto dei fiori strani ed appariscenti, erano i fiori della <i>Cattleya labiata.</i></p>
<p>Il mito dell’orchidea fiorita incidentalmente fu alimentato anche dal racconto &#8220;THE LOST ORCHID.&#8221; a pag. 173 del libro di Frederick Boyle (1893) dal titolo &#8220;ABOUT ORCHIDS <small> A CHAT</small> (1893)<br />
Probabilmente con quel racconto Boyle intendeva ironizzare sul fatto che il raccoglitore William Swainson non aveva colto l’importanza di quella pianta, ne sapeva o voleva spiegare dove era stata trovata; più tardi Swainson raccontò che quelle strane piante forse le aveva trovate in altri luoghi uno sfortunato cercatore morto a Rio e successivamente usate per proteggere i suoi licheni da spedire in Europa.<br />
Effettivamente, nel 1893 nessuno sapeva ancora dove era stata trovata la strana orchidea, ma quell’assurda storia raccontata da Boyle fu presa molto sul serio dai produttori del tempo.<br />
Solamente nel 1900 quando fu pubblicato il resoconto di un viaggio effettuato da Swainson attraverso il Brasile tra il 1817 ed il 1818, si fece chiarezza degli avvenimenti.<br />
Swainson raccontò che quelle piante le scoprì in Pernambuco e non a Rio de Janeiro. In quell’occasione, vedendole in piena fioritura le descrisse a William Cattley che manifestò di gradirle. Furono inviate successivamente a Carnet e William Cattley se le prese in cura e le fece fiorire alcuni anni dopo.</p>
<p><strong>Flash</strong>: le vostre Cattleye<br />
<img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/Lcbeauroque-raffaele.jpg" class="alignleft"/> La prima Cattleya di Raffaele<br />
Anche le Cattleye fioriscono in salotto &#8211; condividiamo tutti insieme la grande gioia di Raffaele &#8220;autodefinitosi principiante&#8221; ecco i fiori della sua LC Beaumesnil &#8216;Roquebrune&#8217; (= Lc. Culminant x C. loddigesii Pff. V. &#038; L.1977) Complimenti Raffaele.<br />
Inviate vostre le foto e le schede delle vostre Cattleye a <a href="mailto:info@orchids.it">orchids.it</a>, la redazione le inserirà su questa pagina.</p>
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