IL CORSIVO DELLA DOMENICA

La coltivazione domestica.

Enciclia nemorale Collezione Guido De Vidi. Foto del 3.7.04
Tutti i diritti riservati.
Parlando, della coltivazione delle orchidee esotiche, s’immaginano queste piante nel loro ambiente, oppure sistemate in serre attrezzate per simularlo il più possibile.
In questi casi, è abbastanza facile immaginarsi collezionisti, poiché la maggior parte dei problemi di coltura, si superano normalmente.
Con le orchidee, l’amore per la loro coltivazione, arriva spesso, con impeto e molte volte ti trovano impreparato e disorganizzato.
Ecco che i neofiti, si trovano con quest’improvvisa smania d’attenzione verso i primi casuali arrivi, cercano di conoscerne le esigenze, cominciano a leggere ed acquisire informazioni e si trovano senza saperne il perché, completamente presi da un’incontenibile ammirazione per le loro orchidee.
Nasce di solito così, la grand’avventura dell’appassionato orchidofilo, una passione non paragonabile ad altre forme di collezionismo, perché procura sensazioni incontenibili e continui motivi d’approfondimento, teorico e pratico.
Desidero pertanto, dedicare il corsivo di questa Domenica, a tutti quegli appassionati, che riescono a coltivare le loro orchidee, in casa, o come qualche amico ama dire, negli “armadi”.
Ho sempre nutrito profonda ammirazione per i risultati che i coltivatori domestici, riescono ad ottenere. Ovviamente, in questo tipo di coltivazione, vanno incluse tutte le strategie di sopravvivenza escogitate: l’ex acquario modificato, la piccola veranda, l’intercapedine fra i due vetri della finestra, l’angolo soggiorno con umidificatore, l’occupazione del bagno, i vasi di vetro, usati come micro serre, per arrivare ai palloncini gonfiati alla stregua di piccole ‘nursering home’.
Ieri, durante l’incontro con un gruppo di neofiti, riunitisi nella mia serra per esercitazioni di rinvaso, (a gran maggioranza, sprovvisti di serra, per il momento), ho notato i loro volti felici per aver scoperto un mondo affascinante ed ho ascoltato i loro racconti, sulle strategie già messe in cantiere per le loro prime piante, e per me, immeritato divulgatore, è stato un pomeriggio molto gratificante.
A tutte le amiche ed amici senza serra, che ogni giorno si cimentano, tra mille difficoltà ambientali, per far vivere le loro amate orchidee, con la speranza che anche questo piccolo strumento, vi sia d’aiuto, in bocca al lupo!

WEBLOG: INFORMAZIONE IN TEMPO REALE

CORSIVO DELLA DOMENICA

SPENNACCHIATURE: INSULTO O METAFORA DI UN MALESSERE

In questo fine giugno, si punta il dito, su una parola di qualche anno fa, apparsa in un notiziario locale, quale metafora per porre l’accento su dei fatti, a mio avviso, negativi: spennacchiare.

Mi sono riletto la bozza di quell’articolo, e ad onor del vero, il passaggio dal Personal del segretario ATAO al Macintosh della tipografia, senza una tranquilla correzione d’anteprima stampa, ha prodotto qualche errore grafico: ad esempio, “trae” e “spremere” diventano “trattengono”, e “spennacchiare”.
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LAVORARE CON LE ASSOCIAZIONI

LAVORARE INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI

SEMINE, CHE PASSIONE!
Uno dei miti dell’orchidofilo, è la creazione di nuove piantine, attraverso la semina di capsule fecondate, magari tra due specie diverse, per ottenere un nuovo ibrido.
Chi può dire di non averci provato!
Addirittura, qualche appassionato, si cimenta nelle semine, prima di conoscere e saper coltivare le piante stesse, servendosi di semi inviati da amici.
Poter dire agli amici: questa pianta è una mia creazione, è sempre una bella soddisfazione, però, da un po’ di tempo, la semina delle orchidee, ha perso il suo fascino pionieristico e diventa sempre più scienza di laboratorio ed attività professionale, al punto che gli esperimenti artigianali e dilettantistici, creano soltanto confusione e produzioni approssimative.
Ciò che si conosce della genetica delle orchidee, è veramente poco, rispetto ad altre forme di vita.
Il problema è complicato, dall’esistenza di migliaia di tipi d’orchidee, dal fatto che la trasmissione dei caratteri in generi diversi può essere compiuta da vari gruppi di geni e non ultimo, dalla lunghezza del tempo che passa tra la semina e la fioritura.
Si capisce con ciò, che l’avventura di semine occasionali, lascia spesso il tempo che trova ed ottiene l’unico risultato di invadere il mercato con nuove piante, mediocri.

PROPOSTE DI ORCHIDS IT
Nelle collezioni Italiane, ci sono piante di gran valore, sia in termini di rarità, sia d’età.
L’età delle piante, è molto importante, perché segna il periodo della loro nascita e magari della raccolta ex sito, in tempi consentiti, e segnala la possibilità della presenza d’esemplari originali e non già frutto di semine o clonazioni.
Poter avviare la ricerca dell’esistente, assume quindi,valenza storico/scientifica e può essere la base di partenza di un lavoro conservativo, del patrimonio presente nelle varie collezioni Italiane.
Un lavoro di questa portata, non può essere lasciato al caso ed alla buona volontà di qualche collezionista o produttore, penso che se ne debbano far carico, le varie associazioni Italiane che s’interessano d’orchidee.

Ritengo che il primo passo da fare, sia il censimento delle varie collezioni e delle piante importanti, presenti: anche in questo caso, non è un’iniziativa da demandare ai singoli collezionisti, non lo faranno mai, ma lo possono realizzare gli attivisti delle associazioni, previa l’ovvia autorizzazione degli interessati.
Seconda fase importante, attivare a livello Nazionale, (leggi AIO), un laboratorio sperimentale, attrezzato di braccia e di menti che non mancano nel variegato ambiente dell’orchidologia Italiana, dove si possano fare le semine e quant’altro, con i semi delle capsule, impollinate prima, in giro per l’Italia.
Terza fase, le beute, le fiaschette ed altro, potranno tornare nelle varie collezioni, per essere coltivate da chi ne fa richiesta.
Naturalmente, queste sono idee che vanno studiate e perfezionate, se c’è condivisione e la volontà di cominciare un percorso che potrebbe dare spessore a tante attese, non ultima l’EOC del 2006, battete un colpo.

La redazione di orchids it si rivolge a tutti gli appassionati delle orchidee, ma soprattutto, ai vari dirigenti delle Associazioni Italiane ed Europee che leggono quest’articolo, per conoscere la loro opinione; questo sito è a disposizione per qualsiasi forma di divulgazione, con i commenti, con la pubblicazione di articoli,inviati a De Vidi Guido che saranno pubblicati integralmente, in tempo reale, su questa rubrica, chiamata per l’appunto – LAVORARE CON LE ASSOCIAZIONI.

SCAMBI SCAMBI

SOS SCAMBI: L’ANGOLO DEI DESIDERI

Broughtonia sanguinea var. alba

Collezione Guido De Vidi: foto del 13.06.04.

Broughtonia
Genere nativo delle Indie Occidentali, costituito da tre specie.
La specie più nota è la Broughtonia sanguinea, una piccola pianta con pseudobulbi di 5cm. e foglie carnose di 6/8 cm.
Dagli pseudobulbi, partono steli sottili di circa 70 cm, all’apice dei quali, si formano gruppi di 10/15 fiori.

Broughtonia sanguinea var. rosea

Collezione Guido De Vidi: foto del 13.06.04

Nelle foto potete vedere le varietà alba e rosea: cerco la varietà rossa, da scambiare con una divisione di rosea, su zattera.
Scrivere a: De Vidi Guido
Tutti i diritti riservati.

PUNTURA

COLLEGAMENTO INTERNET – motore di ricerca (GOOGLE), cerco AIO, mi collego e cerco la pagina(ASSOCIAZIONI AFFILIATE), cerco ALAO, “LINKATA” come associazione affiliata AIO, esce una pagina con tre LINK – RIBONI (DITTA COMMERCIALE) – POZZI (DITTA COMMERCIALE) – e finalmente, ALAO (ASSOCIAZIONE LOMBARDA AMATORI ORCHIDEE) ????????????????
Domanda al responsabile del sito AIO: E’ CORRETTO? NO COMMENT.