Scaphosepalum microdactylum

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Scaphosepalum microdactylum Rolfe Bull. Misc. Inform. Kew 1893: 335 1893
SEZIONE: Distichium Luer 1988
Etimologia del nome di specie: si riferisce alla forma del sepalo mediano
Dimensione fiore [5 mm]
Luoghi di diffusione: Messico, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia e Ecuador nelle foreste pluviali montane ad altitudini da 200 a 2600 metri.
Orchidea epifita e/o terrestre piccole dimensioni (miniatura), da clima freddo intermedio strutturata con sottili ramicauls avvolti da 2 a 3, guaine tubolari che trasportano un unica foglia apicale, eretta, coriacea, strettamente ellittica. L’infiorescenza si forma alla base del ramicaul con brattee floreali oblunghe, oblique, acute, conduplicate ed apre in progressione, un fiore singolo al di sotto o appena sopra l’altezza della foglia.

Sinonimi: Scaphosepalum elasmatopus Schltr. 1913; Scaphosepalum longirepens Ames 1921; Scaphosepalum pittieri Schltr. 1906; Scaphosepalum standleyi Ames 1925

Scaphosepalum microdactylum è una specie molto fiorifera, raramente è senza fiori. Ogni infiorescenza mostra in sequenza un piccolo fiore viola dalla lingua a testa di serpente. Di particolare interesse è il fatto che i fiori sono in realtà capovolti, con il sepalo dorsale posizionato nella parte inferiore. Non ci è dato di sapere se il posizionamento dei fiori di questa specie, sia la conseguenza o la causa delle ridotte dimensioni dei petali e del labello rispetto alle altri parti, sta di fatto che le funzioni fondamentali per favorire l’impollinazione sono assolte dai sepali. Il sepalo dorsale funge da labello, fornendo una piattaforma di atterraggio per l’impollinatore, mentre i sepali laterali posti ad arco invitano ed aiutano gli impollinatori ad entrare nei profondi recessi del fiore.

Coltivazione
Clima freddo intermedio, luce filtrata e umidità costante – la specie soffre asciugature del composto – ambiente ventilato. Vista la prolificità nella formazione di infiorescenze si consiglia di sistemare la pianta in fasi forati, questo per consentire la fuoriuscita degli steli anche attraverso il substrato che deve essere molto vaporoso: sfagno o fibra vegetale. Fertilizzazioni equilibrate e a piccolissimi dosaggi.

Specklinia gelida, Stelis gelida ex Pleurothallis gelida

by: Guido Orchids Nessun commento »

Questa orchidea, dai piccolissimi fiori bianchi e freddi, quasi a simboleggiare piccole gocce di brina non poteva avere un nome di specie più rappresentativo.
Nei vari paesi dove è endemica, è conosciuta anche come:
Flor de llanten (fiore di piantaggine)- Orchidea satinata.

Però, come spesso accade nel mondo della botanica, anche questa specie, via via nel tempo, ha subito le attenzioni di molti tassonomi che hanno infierito sulla sua sistemazione generica: ecco una sequenza sommaria, ma alla fine preferirei chiamarla con il suo basionimo:
Basionimo:
Pleurothallis gelida Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 27: Misc. 91. 1841.

Altri nomi e/o sinonimi di genere accettati:
Niphantha gelida (Lindl.) Luer, Monogr. Syst. Bot. Missouri Bot. Gard. 112: 107. 2007.
Specklinia gelida (Lindl.) Luer, Monogr. Syst. Bot. Missouri Bot. Gard. 95: 260. 2004.
Stelis gelida (Lindl.) Pridgeon & M.W. Chase, Lindleyana 16(4): 263. 2001.
Humboltia gelida (Lindl.) Kuntze, Revis. Gen. Pl. 2: 667. 1891.

Pleurothallis gelida Lindley, Bot Edwards. Reg. 27: Varie. 91. 1841.
Orchidea epifita presente in un vasto areale che va dalla Florida, stato di Chiapas Messico, Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Cuba, Repubblica Dominicana, Haiti, Giamaica, Leewards, Puerto Rico, Trinidad e Tobago, la Windwards, Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia e Brasile. Vive sui pendii ripidi nelle foreste montane umide ad altitudini da 200 a 2300 metri Pianta di medie dimensioni (10-45 cm) da clima freddo intermedio, produce fusti eretti, “ramicauls” corpulenti avvolti parzialmente alla base da guaine, che portano un’unica foglia apicale, eretta, coriacea, dalla quale si formano diverse infiorescenze (10-15 cm): fioritura invernale e primaverile.

Descrizione
Pianta cespitosa, 10-45 cm. Radici grosse, guaine 2-3, sciolte, gonfiate. Foglie picciolate 1-4 cm ellittiche ed oblanceolate, 10-20 x 2,5-10 cm, base cuneata, apice ottuso. Infiorescenze apicali, molti racemi a fioritura simultanea, 10-25 cm; spata 1-2 cm; brattee di 2-3 mm; pedicelli 2-4 mm. Fiori: sepali distinti, giallo, bianco-pubescente, apice ottuso; sepalo dorsale oblungo a obovato, concavo, 5-8 × 2,5-3 mm, sepali laterali connati vicino alla base a forma di tazza, oblunghi, ovati, obliqui, 5-7,5 × 1,5-2,5 mm, apice ottuso; petali bianco traslucido, 3-venato, oblunga a obovate, 3-3,5 × 1,75-2 mm, apice ottuso, erose o dentellato; labello bianco verdastro, 3-venato, oblungo a pandurato quasi curvo, 2-2,5 × 0,75-2,25 mm, apice arrotondato; colonna 2,5 mm con cappuccio; ovario 2 mm.

Coltivazione
Pur essendo pianta epifita e quindi con possibilità di sistemazione su zattere, vista la sua struttura cespitosa ed anche la sua dimensione è consigliabile coltivare questa specie in vaso.
Pleurothallis gelida richiede temperature da serra fredda/intermedia, buona ventilazione per impedire la stagnazione di acqua sulle parti superiori ed apicali delle foglie, molto sensibili ad attacchi fungini.
Luce filtrata, bagnature costanti, evitare eccessive fertilizzazioni e garantire la completa asciugatura delle foglie durante la notte.

Mastigion putidum ex Bulbophyllum

by: Guido Orchids 1 Commento »

Mastigion putidum (Teijsm. & Binn.) Garay, Hamer & Siegerist 1994

La grande incertezza tassonomica che caratterizza Bulbophyllum e Cirrhopetalum trova ampiamente conferma anche in questo caso.
Spesso si trova in vendita la stessa specie con le varie denominazioni dei sinonimi e qualche volta ancor peggio, Mastigion putidum confuso con Cirrhopetalum rothschildianum che a differenza del M. putidum, produce più infiorescenze e per l’appunto è collocato fra i Cirrhopetalum
Mastigion putidum ha delle fioriture particolarissime, molto leggiadre e fluttuanti. Gli pseudobulbi, oblunghi a foglia singola e coriacea, producono un solo fiore lungo circa 10 centimetri.
Questa specie epifita e litofita, vive nel Laos, in Birmania, in Tailandia, e nel Vietnam; nelle coltivazioni ama vivere in ambienti umidi e ventilati della serra intermedia e/o calda e può essere sistemata sia in vaso e sia su zattera.
Inizialmente presentato come Bulbophyllum ornatissimum, con questa specie, per molti anni ci sono stati problemi di identificazione… putidum, appendiculatum o ornatissimum? Nel 1993, Garay Hamer e Seigerest aggravarono ulteriormente il problema quando, introducendo il genere Mastigion, ribattezzarono B. putidum come Mastigion appendiculatum, elevandola aspecie tipo del nuovo genere (scelta, mai veramente accettata da molte Istituzioni Botaniche). Sia B. putidum che B. appendiculatum sono nomi accettati nel registro Botanico. Nella Biblioteca Lindley al RHS di Londra, si possono trovare le descrizioni originali di queste tre specie. Parte del problema è imputabile alla descrizione molto generica di B. ornatissimum, fatta da Reichenbach in del ‘The Chronicle Gardeners’ 30 settembre 1872. Da qui la confusione fra B. putidum e B. ornatissimum. La stessa confusione esistente tra B. putidum e B. appendiculatum.
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Cymbidium cochleare

by: Guido Orchids 2 Commenti »

Cymbidium cochleare Lindl. 1858

Veramente bella ed inusuale questa specie del genere Cymbidium. Gli steli fiorali sono esili e ricadenti, portano 8-10 fiori semichiusi a forma tubolare, i petali e sepali sono color verde-marrone ed il labello è caratterizzato da striature e punteggiature rossastre. Fiorisce in tardo autunno.
Cymbidium cochleare Lindl. 1858
Sezione: Cyperorchis
Sinonimi:
Cymbidium babae (Kudo ex Masam.) Masam. 1993.
Cymbidium elegans auct. Lindl non:. Seth & Cribb
Cymbidium kanran var. Babae (Kudo ex Masam.) SS Ying
Cymbidium longifolium auct. non D.don: Wu e Chen..
Cyperorchis babae Kudo ex Masam.
Cyperorchis cochlearis (Lindl.) Benth 1881.

Nome popolare in Cina: Chui Hua Lan
Origine etimologica del nome di specie: dalla colonna dei fiori a forma di cucchiaio rovesciato.
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Domenica 27 Novembre… tradizionale incontro del Club da Luigina ed Alberto Ghedin

by: Guido Club, Orchids 7 Commenti »

Per Orchids Club Italia è diventata ormai una piacevole tradizione novembrina, quella di radunare appassionate ed appassionati orchidofili nella accogliente serra e “taverna” di Alberto Ghedin.
Si è detto che il nostro Club è un’idea per stare insieme con le orchidee… un’idea che vive liberamente e che si rigenera perchè riesce ad essere sempre vincente.
Quest’anno ci sono tanti motivi in più per non mancare all’appuntamento, non da ultimo quello di brindare alla fresca nomina di Alberto alla Vice Presidenza dell’AIO.

Programma
ore 10 – Raduno, saluti e benvenuto ai nuovi partecipanti
ore 10.30 – Automazione delle serre: novità e soluzioni tecniche per la gestione remota di temperatura, umidità ed allarmistica.
ore 11 – Mercatino e scambio delle piante dei soci.
ore 12 – Proposte per il futuro delle nostre attività: partecipazione all’EOC di Budapest, iscrizione AIO 2012.
Seguirà la tradizionale “confessione di gruppo”… spazio ai peccati di gola, ovvero tavolata conviviale di buon auspicio.

Appuntamento quindi a Villorba (TV) via Centa, 42b (stradina dietro il distributore Total) da Alberto, Domenica 27 Novembre alle ore 10.

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Chiediamo a tutti la cortesia di farci pervenire l’adesione inviando una e-mail a: info@orchids.it
NOTA
Chi intende rinnovare l’adesione a Orchids Club Italia e si trova impossibilitato a presenziare l’incontro, può farlo iscrivendosi all’AIO vedi modulo di iscrizione e indicando nello spazio apposito, la propria adesione al nostro Club.

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