Cattleya amethystoglossa

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Cattleya amethystoglossa
Cattleya amethystoglossa Linden & Rchb.f. ex R.Warner, Select Orchid. Pl.: t. 2 (1862).

Varietà e sinonimi:
Cattleya amethystoglossa var. alba L.C.Menezes & Braem, Richardiana 6: 179 (2006).

Cattleya amethystoglossa var. lilacina (Rchb.f.) Fowlie, Braz. Bifol. Cattleyas: 93 (1977).

Cattleya amethystoglossa var. rosea Rolfe, Lindenia 8: 81 (1892).
Cattleya guttata var. keteleerii Houllet, Rev. Hort. 46: 350 (1874).
Cattleya guttata var. lilacina Rchb.f., Gard. Chron., n.s., 16: 38 (1881).
Cattleya guttata var. prinzii Rchb.f., Bonplandia (Hannover) 4: 327 (1856).
Cattleya purpurina Barb.Rodr., Gen. Spec. Orchid. 2: 158 (1882).
Epidendrum elatius var. prinzii (Rchb.f.) Rchb.f., Xenia Orchid. 11: 33 (1862).

Cattleya amethystoglossa è una delle specie più robuste fra le Cattleya bifoliate. Pur diversa nei colori dei fiori, questa specie evidenzia uno stretto legame con Cattleya guttata. Quando è stata scoperta, la specie era abbastanza comune in habitat naturale. Le deforestazioni incontrollate hanno ristretto i suoi siti di endemicità.

Cattleya amethystoglossa cresce come pianta epifita sui rami apicali degli alberi, dove può ottenere una buona circolazione dell’aria e molta luce; in zone luminose ed aperte può crescere anche come pianta litofita.
Questa specie è endemica in Brasile, Bahia, Minas Gerais e stati di Pernambuco, fino a Espirito Santo, in quest’ultimo stato solo testimonianze che fanno risalire la sua presenza a quando la foresta tropicale era integra.

C. amethystoglossa ha pseudobulbi che raggiungono anche 1 metro di altezza. Ogni pseudobulbo ha due (a volte tre) foglie coriacee, verdi nella parte superiore. I suoi fiori raggiungono anche i 10 cm di diametro e si formano su steli terminali che si sviluppano all’apice dello pseudobulbo. L’infiorescenza produce tra i dieci ei 30 fiori fragranti.
Il colore base dei fiori è solitamente lavanda luminoso, con una grande variazione nella quantità di punteggiature sui petali e sui sepali. Raramente in natura si trovano forme alba, non risulta notizia di alcuna forma coerulea.

Purtroppo nella parte meridionale dello stato di Bahia, dove si trova il principale habitat di Cattleya amethystoglossa, la foresta, viene tagliata e ad un ritmo impressionante, al punto che attualmente è stata quasi totalmente distrutta. A peggiorare le cose si sommano i successivi incendi dei disboscatori, che distruggono tutte le piante epifite soppravissute ai raggi del sole.

Purtroppo la deforestazione per usi agricoli non ha fine perchè le aree disboscate, poi utilizzate per una sorta di povera agricoltura, ben presto diventano improduttive e la gente del posto disbosca altre zone, provocando in tal modo una tragedia senza fine per la flora epifita presente in qui luoghi.

In coltivazione questa specie desidera un posto caldo in serra, bagnature copiose e forti fertilizzazioni durante la crescita attiva. Ridurre le bagnature quando gli pseudobulbi sono maturi e lasciare che la pianta vada in riposo. La luce intensa (leggermente filtrata) favorisce una migliore fioritura.
Le dimensioni e la robusta struttura di questa orchidea, suggeriscono la coltivazione in vaso.

Dockrillia linguiformis (Orchid Button o Tongue Orchid)

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Il genere Dockrillia
Dockrillia Brieger, Die Orchideen 1 (11-12): 745 (1981); Dendrobium sezione Rhizobium Lindl, J.. Linn. Soc. 3: 2 (1859).
Specie tipo: Dendrobium linguiforme SW. [Dockrillia linguiformis (Sw.) Brieger].
Sinonimi: Dockrillia linguiforme (Sw.) Brieger, Schlechter Orchideen 1 (11-12): 745 (1981). Callista linguiformis (Sw.) Kuntze, Revis. Gen. Pl.. 2: 655 (1891).

Questo genere comprende circa 30 specie in parte endemiche in Australia con circa 18 specie e Nuova Guinea con circa 10 specie; qualche specie vive in Nuova Caladonia e Vanauatu. Il loro habitat comprende le altitudini moderate delle foreste pluviali e dei boschi aperti, generalmente in situazioni di luce intensa.
Le specie, ora incluse nel genere Dockrillia, erano precedentemente classificate sotto il genere Dendrobium. Copn l’ultima revisione tassonomica del gruppo dei Dendrobium, molte specie sono state trasferite in nuovi generi. Alcuni di questi cambiamenti sono stati ampiamente accettati, altri sono ancora incerti. L’adozione del nome generico Dockrillia sembra essere più generalmente accettato.
Brieger ha costituito questo genere per raggruppare le specie australiane con foglie più o meno cilindriche, spesse e carnose che si formano lungo un rizoma sottile. Il nome è stato dato in onore di Alick Dockrill, botanico e orchidologo australiano. La maggior delle specie di questo genere sono epifite a portamento pendente, alcune, ad esempio D. striolata, sono litofite.

Dockrillia linguiformis
Dockrillia linguiformis (Sw.) Brieger (1981)

Descrizione della specie
Dockrillia linguiformis, nota anche con i nomi (Orchid Button o Tongue Orchid) è una piccola orchidea, endemica a nord di Ulladulla nel sud est del New South Wales, in Australia. E’stata originariamente descritta come Dendrobium linguiforme dal botanico svedese Olof Swartz nel 1800, il suo nome attuale è stato assegnato nel 1981 da Brieger. Il nome della specie deriva dal latino “lingua” e “forma” per la somiglianza delle foglie a lingue.
L’habitat di questa specie è generalmente caratterizzato dalle foreste di Eucalipto o foreste pluviali. Tuttavia, può sopravvivere nelle zone più aride del Great Dividing Range, o nei pressi di Tamworth nel nord del New South Wales.
Dockrilla linguiformis è stata la prima orchidea botanica australiana ad essere descritta. Vive sia come pianta epifita che litofita. Si tratta di una specie molto particolare per le sue spesse foglie carnose di forma ovale, lunghe fino a 40 mm. I fiori sono di colore bianco (diametro 10mm) e si formano su racemi che sviluppano fino a 20 fiori, di solito nel tardo inverno e primavera. In sito, questa orchidea, se incontra condizioni favorevoli su pareti rocciose, può formare estese colonie, anche in zone molto esposte alla luce. Le foglie carnose hanno la funzione di accumulare grandi quantità d’acqua, per cederla durante lunghi periodi di siccità, avvizzendo vistosamente, ma garantendo in tal modo le condizioni vitali alla pianta.

Questa specie può essere coltivata in vaso con substrato di bark drenante o su lastre di corteccia e/o di sughero. Fertilizzare abbondantemente dopo la fioritura.

Epidendrum andreettae, una specie introvabile

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Questa specie è stata descritta da Hágsater & Dodson su ICONES ORCHIDACEARUM nel 2004.
La descrizione si basa su alcune slides a colori fatte nel 1988 di una pianta coltivata da Padre Angelo Andreetta nel suo giardino.
Della specie in oggetto sono reperibili scarsissime documentazioni. Tutto lascia pensare che la pianta fotografata per effettuare la nuova classificazione tassonomica non sia più in vita.
Il tema potrebbe essere oggetto di nuove ricerche e di approfondimenti scientifici.
Questo link ci porta alla descrizione originaria della quale riporto sintesi in questo mio articolo.

TYPE: Ecuador. Azuay: Hort. Paute, photographed (color slides) 24 Nov 1988, Angel M. Andreetta s.n. (holotype, the illustration, AMO (photo, AMES, COL, K, MO, QCA, QCNE, SEL, USM); illustration of type).
Epidendrum andreettae Hágsater & Dodson, Icon. Orchid. (Mexico) 7(4): t. 705. 2004[2005].

Illustrazione originaria in latino:
Epidendro oxapampensi Hágsater simile sed columna genicu lata ovarium respectu, floribus majoribus, segmentis floralibus acum inatis, petalis 5-nervatis, labello adbasem orbiculari, ad apicem longe triangulari divergens”.

Descrizione
Specie a portamento pendulo e cespitoso. Radici, basali, carnose e sottili. Steli raggruppati, corti e coperti da brattee cartacee. Due foglie per gambo, alternate, aggregate al vertice, ellittiche, apice sub acuto, margine intero, coriaceo, liscio, glauco blu-verde. Infiorescenza apicale, racemosa, sessile, pendente, fiorisce una sola volta. Due fiori in simultanea, grandi, verdi con linee viola, labello macchiato di porpora. Ovaio cilindrico e sottile. Sepali con venature ai margini e leggermente obliqui. Petali estesi, ovati, acuminati, a 5 nervi, margine intero. Labello unito obliquamente alla colonna.
La descrizione di questa nuova specie si basa su fotografie fatte alla singola pianta coltivata, nel sud Azuay (Ecuador), nelle serre di Padre Angelo Andreetta, ad altitudini più elevate di quelle di endemicità. Fioritura nel mese di novembre.
Epidendrum Andreettae è incluso nel gruppo Kalopternix. La specie viene riconosciuta dal suo portamento pendente.

Epidendrum oxapampense Hágsater 1999 GRUPPO Kalopternix
(foto Ecuagenera)

La struttura vegetativa di Epidendrum andreettae è molto simile a Epidendrum oxapampense (vedi foto a sinistra) e Epidendrum sophronitoides Linden & Rchb. f., in Bot. Mag 6314. 1877.

Non ho trovato documentazioni fotografiche di Epidendrum andreettae, probabilmente la specie descritta da Hágsater & Dodson non esiste più in coltivazione e nessuno l’ha più ritrovata in sito.

Slc. Dixie Jewels ‘Suzuki’ FCC/AOS – SM/JOGA

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Slc.Dixie Jewels ‘Suzuki’ FCC/AOS (91 punti su 100) SM/JOGA

C’era anche lei alla mostra di Pordenone, ma è passata inspiegabilmente inosservata.

Sicuramente uno degli incroci (di colore rosso) più premiati.
Nel suo albero genealogico sono presenti sin dalle prime ibridazioni, Sophronitis coccinea e Laelia cinnabarina, due specie che hanno contribuito alla creazione di quel rosso impareggiabile.

Il colore dei fiori, ricco e intenso, brilla al sole quasi a voler sembrare vellutato. Uno dei suoi progenitori, Sophronitis coccinea, conferisce, sia il colore, che la buona tolleranza alle temperature fredde.

Pianta di difficile coltivazione per via del suo sviluppo disordinato e precario. La coltivazione ideale è su zattera.

Pordenoneorchidea 2012…vita dentro

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Qualche flash

Foto sopra: a sinistra amici del Club conversano con Carlo, nominato sul “campo”, Ambasciatore onorario in Ecuador, al centro scorcio dello stand Anna, e alla vostra destra l’immancabile angolo dei desideri.

Foto sopra: a sinistra scorcio dello stand Roellke, al centro quello di Callini e alla vostra destra il bar di piazza grande, ovvero il ricercatissimo stand della cantina di Rauscedo.

Tweet: edizione splendida, tranquilla, carica di emozioni e di affettuosi gesti di stima per il nostro grande impegno…grazie, grazie a tutti, la festa continua.

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