Hygrochilus: il dizionario “Orchid genera” di Peggy Alrich e Weslet Higgins fa riferimento a 2 specie, forse considera – Hygrochilus parishii var. marriottianus (Rchb.f.) Pradhan – come specie, ciò scritto, gran parte della letteratura lo considera un genere mono specie:
Hygrochilus parishii
Sottofamiglia: Epidendroideae • Tribù: Vandeae • Sottotribù: Aeridinae • Genere: Hygrochilus Pfitzer (1897).
Hygrochilus , pochi collezionisti hanno dimestichezza con questo nome di genere, pur avendolo da anni nella loro collezione… io sono fra quelli!!
Questa specie è più nota come Vandopsis parishii, ma in questo caso, Ernst Pfitzer, che per primo la collocò in un nuovo genere aveva buone ragioni per farlo, ci vollero molti anni per accettare le sue valutazioni, però…
Hygrochilus parishii (Veitch & Rchb.f.) Pfitz. è stato scoperto per la prima volta da Charles Parish in Myanmar (Birmania) nel 1862. Parish inviò una pianta al giovane Reichenbach, che la descrisse in suo onore in Gardeners’ Chronicle nel 1867 come Vanda parishii. Nel 1897, Ernst Pfitzer creò un nuovo genere, Hygrochilus appunto, nel quale sistemò quest’unica specie per la particolarità del suo labello.
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E’ fiorito in questi giorni un bel cultivar di Laelia purpurta (gracile x delicata).
Se non ricordo male è una divisione di un esemplare proveniente dalla – purtroppo – “ex collezione” Sergio Buda di Udine. La sua collezione di orchidee – quando era in auge – era una delle migliori in assoluto… ora non esiste più, ma per fortuna molte divisioni continuano a vivere da me. La specie descritta in questo post ne è la prova.

Laelia purpurata Lindley & Paxton 1852-3
Sottogenere: Crispae, sezione Crispae Pfitzer
Sinonimi: Bletia Casperiana Rchb. f. 1862 – Bletia Purpurata Rchb.f 1861 – Lemaire 1852 – Cattleya Casperiana Rchb.f 1854 – Cattleya purpurata- Laelia Casperiana Rchb.f 1859; Laelia Wyattiana Rchb.f 1883 – Sophronitis Purpurata (Lindl. & Paxton) C. Berg & M.w. Chase 2000
Laelia purpurata è inclusa nella sezione Cattleyodes.
E’ una specie epifita di grande dimensione a sviluppo simpodiale (può raggiungere anche 60 cm), produce pseudobulbi snelli, unifoliati, foglie oblunghe, erette (30 cm.) e vive nelle zone costiere di Rio de Janeiro, Sao Paulo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul.
Laelia purpurata fiorisce a tarda primavera. I fiori misurano generalmente 10 – 12 cm, ma possono essere anche più grandi. Ogni infiorescenza produce solitamente 4-5 fiori di colore notevolmente variabile.
Questa specie non è molto esigente e può essere coltivata come le Cattleya, sia su zattera che in vaso. Predilige temperature da serra intermedia con buona luce ed ambiente ventilato; bagnature e fertilizzazioni regolari nella fase vegetativa, substrato moderatamente secco d’inverno.
Laelia purpurata ha suscitato e continua a suscitare sempre grande interesse, il motivo principale è forse l’enorme variazione di colore dei fiori all’interno della specie.
Sono note oltre 100 varietà, ad esempio: lavanda, concolor, semi -alba, bianca, vinicolor, delicata, forme blu e varie tonalità dei labelli.
Anche se tutte queste varianti sono solamente “cultivar” della stessa specie, molti orchidofili trovano motivi sufficenti per creare collezioni esclusive ed Associazioni specifiche.
Sulla Laelia purpurata si può scrivere un libro intero, tante sono le cose da raccontare da quando è stata scoperta (Francois Devos 1847), a partire dal nome Laelia, che molti orchidofili vorrebbero mettere in discussione.
Note storiche
La specie fu scoperta da Francois Devos nel 1847, lungo il litorale interno della provincia di Santa Catarina, in occasione di una grande raccolta di orchidee da esportare in Europa per conto di M. Verschaffelt.
Le prime orchidee raccolte in quella occasione, giunsero in Inghilterra ed in Belgio; fiorirono per la prima volta nelle serre di Backhouse (Inghilterra Contea di York), 5 anni più tardi.
Fu presentata una pianta fiorita nel Luglio del 1852 alla Royal Horticultural Society di Londra per essere classificata e descritta dal botanico e tassonomista Lindley, che la denominò appunto, Laelia purpurata.
Nota: sai elencare quante e quali varietà di Laelia purpurata sono presenti nelle fornitissime collezioni brasiliane?
Splendida ed insolita miniatura endemica in Brasile e Venezuela
Non capita spesso di vedere in fioritura questa orchidea nelle collezioni, ma quando si apre l’unico fiore all’apice di un esile stelo, la soddisfazione del suo coltivatore è grande.
Psychopsiella limminghei (C. Morren ex Lindley) E. Lückel & G. J. Braem 1982
Basionimo: Oncidium limminghei Morren ex Lindl 1855
Sinonimi: Oncidium echinophorum Barbosa Rodriguez 1881; Psychopsis limminghei?
Etimologia del nome: in onore del nobile e botanico belga, Conte Alfred de Limminghe.
La splendida Psychopsiella limminghei , per molti anni è rimasta inclusa nella sezione Glanduligera, insieme con Oncidium papilio Lindley, Oncidium kramerianum Rchb. f., Oncidium sanderae Rolfe, e Oncidium versteegianum Pullè. Questo gruppo di specie è stato successivamente trasferito nel genere Psychopsis, ma Oncidium limminghei, per la netta diversità delle masse polliniche dei suoi fiori, per la sua unicità di habitat, per le diversità dei vari segmenti floreali rispetto ad altre specie del gruppo in cui era inclusa, e per un diverso numero di cromosomi è stato sistemato in un genere monospecifico, Psychopsiella da Lückel – Braem nel 1982.

Psychopsiella limminghei è una fantastica miniatura. Pseudobulbi e foglie, crescono piatti e sovrapposti in adesione alla corteccia del supporto ospitante. Gli pseudobulbi sono compressi ed avvolti da numerose ed evanescenti guaine basali bianche.
Le foglie misurano appena 2 cm, sono a forma di cuore, ellittiche ed ottuse, di colore verde opaco con evidenti maculature rosse.
Lo stelo fiorale esce dalla base dello pseudobulbo giovane, cresce fino a 10-15 cm di lunghezza e di solito porta un fiore.
Il fiore misura 3-4 cm di diametro, il labello è giallo luminoso con piccole macchie marrone, più marcate su petali e sepali.
Psychopsiella limminghei fiorisce tra maggio ed agosto.
Anche se la letteratura a volte dipinge questa orchidea come facile da coltivare, non condivido affatto questa opinione… direi che è vero l’opposto. E’ una specie molto capricciosa che richiede continue cure ed amorevoli attenzioni.
COLTIVAZIONE
La luce deve essere filtrata, l’ambiente di coltivazione deve essere ventilato e non esposto ad eccessive rampe di calore.
TEMPERATURE: Massime estive, giorno non oltre i 27 gradi, notte 18-20 (importante lo sbalzo termico fra giorno e notte), in inverno può sopportare anche temperature minime di 14-15 gradi
UMIDITA’: 75-80% tutto l’anno.
ACQUA: Bagnature copiose per la maggior parte dell’anno, soprattutto nella fase di crescita, con rallentamento in inverno allo scopo di garantire asciugature più prolungate fra le bagnature, senza eccessivi periodi di secco (non più di una settimana). Il drenaggio del supporto deve essere efficiente per consentire alle radici di svilupparsi con forza.
CONCIME: Settimanale quando le piante sono in fase di sviluppo, con valori N.P.K equilibrati e quasi elimunato durante la stagione fredda.
Psychopsiella limminghei è più facile da gestire se coltivata su zattere di sughero o xaxim e/o altre felci, ma si può coltivare anche in vasi o cestini. Le bagnature dovranno essere più frequenti nei casi di coltivazione su zattera.
Nota: mantenere le radici in buona salute e fare attenzione che non rimanga l’acqua delle bagnature nelle guaine delle giovani vegetazioni.
Piccole orchidee, generose ed affascinanti in tutte le loro forme
Una collezione di orchidee senza qualche specie del genere Restrepia non è nemmeno immaginabile, tanto sono delicate ed esili da non poter negare loro un posticino in serra.
I fiori stilizzati assumono posizioni a volte leggiadre e sbarazzine, in certe specie (R.muscifera ad esempio) si nascondono dietro le foglie quasi a voler manifestare la loro timidezza.
Restrepia cuprea Luer & Escobar
Dal latino cupreus, “color rame” che fa riferimento al colore del sinsepalo.
Sottogenere: Restrepia
Sezione: Restrepia
Specie endemica in una sola valle alle pendici orientali della Cordigliera Centrale colombiana a 1600-1700 metri di altitudine.
Il genere appartiene alla sottotribù delle Pleurothallidinae e raggruppa circa 50 specie di piccola dimensione e difficili da classificare con assoluta sicurezza.
Da molti anni coltivo circa 20 specie e/o varietà del genere Restrepia, purtroppo, a distanza di tanto tempo devo ancora fare i conti con le incertezze tassonomiche di questo genere pieno di insidie dovute alle molteplici varianti presenti in molte sue specie.
Probabilmente il lavoro che segue avrà bisogno di ulteriori verifiche, per il momento prendiamolo come traccia utile per approfondire la conoscenza di queste deliziose orchidee.
Il genere Restrepia
Restrepia, Kunth 1815
Nov. Gen. Sp. 1: 366, t. 94 (1816).
SOTTOFAMIGLIA: Epidendroideae
TRIBU’: Epidendreae.
SOTTOTRIBU’: Pleurothallidinae.
Restrepia contorta (Ruiz & Pavon) Luer
Collezione Guido De Vidi – foto 28.11.06
La prima specie del genere è stata scoperta da Ruiz e Pavon, nel 1779, a nord del Perù ed è stata descritta nel 1798 con il nome di Humboldtia contorta
Il genere è stato descritto e pubblicato in: Nova Genera et Species Plantarum Vol: 1, pag: 366, Tav:94, (1816) da Humboldt, Bompland e Kunth.
La pianta campione in analisi per la descrizione (raccolta in Colombia) è stata nominata Restrepia antennifera ed è la specie tipo del genere. Il nome Restrepia è stato dato da Karl Sigismund Kunth in onore di José M. Restrepo.
Nota:
L’epiteto di specie “antennifera” è spesso usato anche per altre specie, quasi a considerarle sue varietà. Questo aspetto contribuisce a creare disorientamento e difficoltà nell’esatta individuazione tassonomica.
Sisitemazione tassonomica
Il genere Restrepia ha messo più volte in confusione i botanici, che spesso si sono divisi sulla loro sistemazione (Barbosella, Brachionidium e Dresslerella); ora è collocato nella sottotribù delle Pleurothallidinae (Luer, verso la fine del 20° secolo, nella sua monografia “Icones Pleurothallidinarum tomo XIII”, chiarisce la situazione, nomi di specie, sinonimi e classificazione infragenerica); allo stato attuale si conoscono circa 50 specie.

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