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	<title>Orchids.it &#187; Tecnologie</title>
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		<title>Acqua piovana&#8230;come recuperarla?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 06:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivare in casa]]></category>
		<category><![CDATA[Orchids]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[aqua piovana]]></category>
		<category><![CDATA[Orchidee]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo sappiamo bene noi orchidofili che l&#8217;acqua è un bene prezioso e non va sprecata, e ancor di più che la valenza dell&#8217;acqua piovana rispetto a quella del rubinetto è maggiore. I trattamenti che l&#8217;acqua subisce per essere resa potabile o comunque &#8220;legalmente&#8221; buona da bere sono a volte eccessivi, aggiunta di cloro, trattamenti ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sappiamo bene noi orchidofili che l&#8217;acqua è un bene prezioso e non va sprecata, e ancor di più che la valenza dell&#8217;acqua piovana rispetto a quella del rubinetto è maggiore.<br />
I trattamenti che l&#8217;acqua subisce per essere resa potabile o comunque &#8220;legalmente&#8221; buona da bere sono a volte eccessivi, aggiunta di cloro, trattamenti ai raggi U.V. per eliminare la carica batterica e chissà quanti altri che non conosciamo.<br />
Sta di fatto che avere a disposizione per noi collezionisti di orchidee dell&#8217;acqua piovana per le nostre piante equivale ad avere una bottiglia di buon vino particolarmente pregiato da stappare in particolari occasioni.<br />
Come fare allora per avere a disposizione un po&#8217; di quest&#8217;acqua? <span id="more-5156"></span><br />
Spesso e sovente ci si ingegna nei modo più svariati, dall&#8217;esporre all&#8217;esterno qualsiasi contenitore utile allo scopo nelle giornate uggiose all&#8217;interrare in giardino delle apposite cisterne che dotate di pompa ad immersione consentono l&#8217;immagazzinamento di grandi quantità d&#8217;acqua ed il loro successivo prelievo.<br />
E se non volessimo o non potessimo utilizzare nessuno dei due sistemi, vuoi per la rottura, nel primo caso, di dover star li tutte le volte a portar fuori secchi e contenitori vari (col rischio che se piove e sei fuori casa, magari, ti mangi anche le unghie per l&#8217;occasione persa), vuoi perché non hai la possibilità, nel secondo caso, di fare scavi successivi all&#8217;edificazione per interrrare una cisterna.<br />
Come fare allora?<br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/08/cisterna.jpg"rel="lightbox[aq]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/08/cisterna-150x150.jpg" alt="cisterna" title="cisterna" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-5157" /></a><br />
Girar per fiere a volte ha la sua utilità, e lo scorso maggio in una di queste a Borgo Valsugana ho incontrato due simpatici e intraprendenti ragazzi che esponevano questa cosa meravigliosa (n.d.r.).<br />
Una cisterna di portata variabile tra i 203 ed i 510 lt per i modelli più semplici ed economici, per arrivare fino ai 2.000 lt per quelli più belli,  collegabile con il minimo sforzo alle grondaie di casa, dotata di rubinetto per spinare la &#8220;magica sostanza&#8221; e di rialzo. Parte dell&#8217;impianto è anche il filtro che consente, mediante una leva di commutazione estate/inverno di filtrare l&#8217;acqua proveniente dalla grondaia, in estate lasciando entrare in cisterna solamente acqua e dirottando in grondaia tutto il fogliame, in inverno dirottando tutto quello che scende verso lo scarico in fognatura.<br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/08/filtro.jpg"rel="lightbox[aq]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/08/filtro-150x150.jpg" alt="filtro" title="filtro" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5158" /></a> E&#8217; da notare che non si tratta di un filtro &#8220;totale&#8221; e che quindi tutto quello che è il pulviscolo atmosferico o le piccole impurità non potranno essere filtrate&#8230;poco male!<br />
Il troppo pieno è dato dal tubo di raccordo filtro/cisterna che una volta pieno d&#8217;acqua blocca il passaggio, forzando quindi l&#8217;acqua in eccesso a scendere direttamente nelle condutture di scarico.<br />
Dopo tutta sta bella spiegazione ed avendo oramami le dita che vi prudono dalla curiosità vi starete chiedendo ma quanto costerà? Il modello base da 203 litri che ho acquistato io completo di filtro costa poco meno di 100 euro. E dove si trova &#8216;sta bella roba?&#8230;.<a href="http://www.hydrox.eu/ita/stoccaggio/contenitori_rotondi.php">qui</a></p>
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		<title>Arriva l&#8217;estate, orchidee fuori&#8230;e le vacanze?</title>
		<link>http://www.orchids.it/2008/06/01/arriva-lestate-orchidee-fuorie-le-vacanze/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 13:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Orchids]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare]]></category>
		<category><![CDATA[Orchidee]]></category>
		<category><![CDATA[sos]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Come trovare un angelo custode per le nostre orchidee quando si va in vacanza?&#8230; ed inoltre dove come e quando portarle fuori Sono due temi di grande attualità che interessano tutti i collezionisti, sia chi coltiva in serra che il neofita con due Phalaenopsis sul balcone. L&#8217;idea di scrivere qualche cosa su questi aspetti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come trovare un angelo custode per le nostre orchidee quando si va in vacanza?&#8230; ed inoltre dove come e quando portarle fuori</strong><br />
Sono due temi di grande attualità che interessano tutti i collezionisti, sia chi coltiva in serra che il neofita con due <em>Phalaenopsis </em>sul balcone.<br />
L&#8217;idea di scrivere qualche cosa su questi aspetti della coltivazione, l&#8217;ha suggerita Carla di Gradisca d&#8217;Isonzo con questa mail:<br />
.<em>..&#8221;<strong>Volevo fare una proposta a tutti gli amici  di questo sito</strong> .Durante il periodo estivo è più facile allontanarsi da casa per periodi lunghi ,ma le nostre orchidee a chi lasciarle ? E&#8217; un problema serio. Magari alcuni di noi abitano vicino senza saperlo e allora perché non darci una mano reciprocamente durante le assenze? Le nostre orchidee ci ringrazieranno. Mando qualche foto  della mia&#8221;" residenza&#8221; estiva . Buone fioriture a tutti&#8221;&#8230; </em><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_carla_1.jpg' rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_carla_1-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_carla_1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1825" /></a> <a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_carla_2.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_carla_2-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_carla_2" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1826" /></a>Come si può vedere nelle foto inviateci da Carla, lei ha già sistemato all&#8217;esterno le sue orchidee diversificando anche l&#8217;ambientazione; ad esempio appendendo sotto gli alberi quelle che  possono prendere tranquillamente l&#8217;acqua piovana e proteggendo quelle fiorite con una leggera struttura organizzata. Questa è una soluzione, quante altre sono possibili? Invia anche tu qualche foto<br />
al blog &#8211; info@orchids.it &#8211; della tua sistemazione esterna, magari motivando anche il perché della scelta&#8230;noi la pubblicheremo su <strong><a href="http://www.orchids.it/orchidee-sos-vacanze/"> &#8220;ORCHIDEE SOS VACANZE&#8221;</a> </strong>Una nuova pagina del blog messa a vostra disposizione, per chiedere e dare aiuto alle coltivatrici ed ai coltivatori amatoriali in difficoltà.</p>
<div style="overflow:hidden; background:#EEEEEE; border: 1px dotted gray; padding:3px;"><strong>&#8220;ORCHIDEE, SOS VACANZE&#8221; un pronto soccorso virtuale al quale poterci rivolgere per cercare aiuto in caso di assenza durante le vacanze estive.<br />
Come ha evidenziato Carla nella sua mail, per molti appassionati è un problema serio, noi mettiamo a disposizione questo spazio, per poter chiedere aiuto, ma anche per dare assistenza a chi lo chiede.<br />
</strong></div>
<p><span id="more-1836"></span><br />
<strong>Dove come e quando portarle fuori</strong><br />
Naturalmente bisogna fare subito alcune precisazioni, per così dire di carattere geografico: chi vive in paesi  dal clima tropicale e/o para tropicale (inverni miti) non è coinvolto, o solo marginalmente, da questa operazione, chi invece coltiva le sue orchidee in zone geografiche caratterizzate da inverni freddi, può approfittare discrezionalmente della coltivazione in ambienti esterni solamente per brevi periodi. <a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_onc_fiorito.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_onc_fiorito-225x300.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_onc_fiorito" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1824" /></a>Per comodità territoriale, prenderemo in esame soluzioni che interessano la fascia mediterranea e nello specifico la nostra Italia.<br />
Italia, già prendere in esame la nostra penisola, lunga da nord a sud, stretta da est ad ovest e con climi completamente differenti anche a pochi chilometri di distanza, ci obbliga a fare dei distinguo. Quello che va bene a Salvo che vive ad Avola non può andar bene per Claudio che coltiva le sue orchidee a Trento. Le soluzioni che devono escogitare le appassionate giuliane che devono fare i conti con la bora &#8220;de Trieste&#8221; non servono ai coltivatori del varesotto dove il clima più umido consente la tranquilla e totale sistemazione in giardino &#8211; il grande Natali ne è un esempio.<br />
I motivi che ci inducono a portare fuori le orchidee durante la stagione calda sono di varia natura, ad  esempio per far spazio all&#8217;interno della serra, utile strategia per pulire e disinfettare con tranquillità gli ambienti interni, oppure semplicemente per scelta di coltivazione, più frequentemente però le orchidee coltivate in casa, sono quelle che traggono più beneficio dalla vacanza estiva in giardino.</p>
<p><strong>Le precauzioni</strong><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_insieme_1.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_insieme_1-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_insieme_1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1830" /></a>Per poter sistemare esternamente le nostre orchidee, prima  è indispensabile:</p>
<p>- uno spazio protetto da rete ombreggiante che funge anche da protezione antigrandine.<br />
- uno scomparto, che protegga alcune piante da piogge eccessive.<br />
- la possibilità di nebulizzazioni frequenti e programmabili.<br />
- la raccolta di acqua piovana per le frequenti bagnature.</p>
<p><strong>Quando portarle fuori </strong><br />
Le ipotesi, seppur riferite alla nostra Italia, sono da modulare a seconda che si viva a Bolzano oppure a Palermo&#8230;.è molto lunga la nostra penisola. Gli esempi illustrati di seguito si basano sulle mie esperienze di coltivatore del Nord Est Italia.<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_st_tig_sup.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_st_tig_sup-300x225.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_st_tig_sup" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-1832" /></a>In estate io porto fuori gli esemplari di varie specie, che durante la stagione fredda vivacchiano in posti non sempre idonei della serra e neanche tanto seguite.<br />
Pensate che gli esemplari di <em>Stanhopea</em>, passano l&#8217;inverno a non più di 10-12 C°&#8230;e se tutto va bene bevono due o tre volte in quattro mesi. Quando ad Aprile le porto fuori rimangono a bagno nel Rio Parnasso per una decina di minuti&#8230; poi lentamente i loro pseudobulbi si rimpinguano di acqua e fioriscono regolarmente durante l&#8217;estate.<br />
<small> <em>Cymbidium</em> sistemati ad est della serra con rete ombreggiante</small><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_cymbi.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_cymbi-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_cymbi" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1829" /></a>Non tutte le orchidee possono essere tenute fuori lo stesso periodo, i <em>Cymbidium</em>, possono essere sistemati all&#8217;esterno subito dopo la fine della fioritura (Marzo-Aprile) e possono tranquillamente rimanere fino a Novembre (si riportano dentro prima che sopraggiungano le prime brinate autunnali),<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_oncidium_1.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_oncidium_1-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_oncidium_1" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1831" /></a> altre specie da clima più caldo, per uscire devono attendere gli ultimo giorni di Maggio per rientrare  poi, con le prime notti fresche di fine Settembre.<br />
I <em>Paphiopedilum</em> e tutte le terricole in generale sono le orchidee che traggono più beneficio dalla gita estiva in giardino, con tutte però vale la regola della costante attenzione agli eccessi, sia di bagnatura che di disidratazione.</p>
<p><strong>Quali possono essere portate fuori</strong><br />
Non c&#8217;è una regola precisa, chi coltiva in casa, se dispone di spazio in giardino può portar fuori tutte le sue orchidee, chi invece le coltiva in serra deve selezionare opportunamente quelle da portare all&#8217;esterno.<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_cong_quinque.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_cong_quinque-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_cong_quinque" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1833" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_skomb.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_skomb-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_skomb" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1834" /></a>Generalmente i collezionisti con serra portano fuori tutte le piante grandi, che durante la stagione fredda invadono molti spazi  interni e non di rado trascorrono l&#8217;inverno in situazioni limite ed allora l&#8217;uscita estiva diventa provvidenziale.<br />
Per fare una lista a mero titolo esemplificativo, fra le orchidee da far trascorrere l&#8217;estate all&#8217;esterno possiamo includere molte <em>Vandaceae</em>, tutte le Stanhopeae, le <em>Gongorineae</em>, molti <em>Oncidium, Cattleya, Scomburkia</em>, sia su zattera che in vasi o cesti di varia dimensione.<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_st_tig.jpg'rel="lightbox[fuori]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/orchidee_fuori_st_tig-150x150.jpg" alt="" title="orchidee_fuori_st_tig" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1835" /></a>Potrei ancora continuare, ma mai come in questo caso è utile sentire il parere di altre/i appassionati per cogliere tutti i segreti della coltivazione estiva all&#8217;esterno&#8230; se ti va di contribuire manda le tue esperienze al blog, potranno essere di utilità a molti altri orchidofili incerti sul da farsi.<br />
&#8230;ad ogni buon conto, una bella <em>Stanhopea tigrina </em> appesa e fiorita in giardino è uno spettacolo fantastico&#8230;non solo per i nostri occhi ma anche per i nostri sensi olfattivi.</p>
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		<title>Di serra in serra&#8230;gran fermento nel Club</title>
		<link>http://www.orchids.it/2008/02/26/di-serra-in-serragran-fermento-fra-gli-amici-del-club/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 18:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Che bello&#8230;le serre crescono come i funghi in Orchids Club Italia E&#8217; pur vero che la passione per le orchidee è come un virus assai contagioso&#8230;ma, parafrasando i medici quando i loro pazienti sono tutti a letto con l&#8217;influenza: qui siamo in presenza di vera e propria pandemia, nel nostro caso, da &#8220;serravirus&#8221; Sì, care [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Che bello&#8230;le serre crescono come i funghi in Orchids Club Italia <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>E&#8217; pur vero che la passione per le orchidee è come un virus assai contagioso&#8230;ma, parafrasando i medici quando i loro pazienti sono tutti a letto con l&#8217;influenza: qui siamo in presenza di vera e propria pandemia, nel nostro caso, da &#8220;serravirus&#8221;<br />
Sì, care amiche ed amici delle orchidee, qui non si scherza! Fantasia, genialità ed inventiva, stanno facendo buon gioco alla nascita di serre amatoriali, totalmente o parzialmente auto costruite dai nostri soci.</p>
<p>Noi le seguiremo passo passo, monitorando le varie fasi dello stato di avanzamento dei lavori.<br />
Ora vi mostriamo la fase embrionale della serra di  Marco Belleri e di C&#038;G. A breve pubblicheremo anche la soluzione di recupero di una struttura esterna da adibire a serra&#8230;progetto di Amedeo, architetto di San Marino che, si fa per dire&#8230; si auto progetta la sua serra. </p>
<p>Marco Belleri abita ad Artogne (BS), Val Camonica, vicino al Lago d&#8217;Iseo. Marco di professione fa l&#8217;ingegnere e come tutti noi ha la grande passione per le orchidee. L&#8217;approccio alle maliarde lo ha coinvolto sempre più intensamente, al punto da decidersi ad intraprendere la grande avventura della costruzione di una serra per la coltivazione delle sue orchidee.<br />
Io l&#8217;ho vista agli albori e vi posso garantire che è un gioiello ad incastri, quasi un &#8220;lego&#8221;.<br />
Eccola nella foto sotto, spero che Marco troverà il tempo per darvi qualche risposta alle domande che sicuramente invierete sul blog.</p>
<p><strong>La serra di Marco: struttura in legno con pannellatura in policarbonato</strong><br />
<img src='/img_up/serra_marco_av_lav_450.jpg' alt='' /></p>
<p><strong>In quel di Treviso sta sorgendo la serra di C&#038;G</strong><br />
C&#038;G  è l&#8217;acronimo di Carlo Ivano De Marchi e della sua compagna Gabriella Muraro, lei insegnante di professione e sensibilissima naturalista, lui personaggio eclettico, curatore del verde e valido conoscitore del mondo vegetale ed animale.<br />
Recentemente hanno ultimato la loro nuova e bellissima dimora nella periferia est di Treviso e come si vede nella foto sotto, ancor prima di acclimatarsi nella loro residenza, stanno già pensando alla dimora per le orchidee&#8230;ed altro <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img src='/img_up/serra001.jpg' alt='' /><br />
Serra addossata a sud ovest della casa: struttura in profilato zincato/imbrunito, con tetto in policarbonato e pareti in vetro camera.</p>
<p>Il prossimo problema da risolvere per entrambi è l&#8217;impianto &#8220;cooling&#8221;per il raffreddamento estivo.<br />
 &#8230;attendiamo documentazione avanzamento lavori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come controllare la temperatura massima e l’umidità in serra</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/10/25/come-controllare-la-temperatura-massima-e-l%e2%80%99umidita-in-serra/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 15:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fog e cooling, parole magiche, ovvero: in serra, fatti il tuo &#8220;fog&#8221; e/o il tuo &#8220;cooling&#8221;su misura Qualche anno fa, mettiamone una ventina, di serre amatoriali per la coltivazione delle orchidee ce n&#8217;erano ben poche in giro dalle nostre parti. I motivi di questo freno: costi proibitivi dei materiali e delle implementazioni tecnologiche, quindi, quei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fog e cooling, parole magiche, ovvero: in serra, fatti il tuo &#8220;fog&#8221; e/o il tuo &#8220;cooling&#8221;su misura</strong></p>
<p>Qualche anno fa, mettiamone una ventina, di serre amatoriali per la coltivazione delle orchidee ce n&#8217;erano ben poche in giro dalle nostre parti.<br />
I motivi di questo freno: costi proibitivi dei materiali e delle implementazioni tecnologiche, quindi, quei pochi appassionati di orchidee coltivavano in situazioni veramente difficili.<br />
Paradossalmente, il problema principale ed anche più costoso era il controllo della temperatura massima  da mantenere all&#8217;interno della serra.<br />
Mentre nelle serre, per così dire a coltivazione standard (ortaggi, talee ed altro), ci si poteva anche accontentare di aperture più o meno automatizzate, le nostre serre amatoriali dovevano e devono rispondere anche al costante mantenimento di una certa umidità relativa dell&#8217;aria, purtroppo questa esigenza risulta incompatibile con aperture, in quanto fonti di repentine essicazioni dell&#8217;aria.<br />
La tecnologia che consente una corretta ed economica gestione di temperatura ed umidità interna alla serra amatoriale è  quella già applicata su larga scala nelle serre professionali e cioè in estrema semplificazione: <strong>&#8220;il raffrescamento evaporativo&#8221;</strong><br />
<span id="more-1271"></span><br />
Il raffrescamento  evaporativo si realizza con due applicazioni tecnologiche: impianto nebulizzante interno alla serra, detto <strong>&#8220;sistema fog&#8221;</strong> o impianto che consente l&#8217;immissione di aria esterna (previa depressione interna procurata da appositi estrattori) fatta passare attraverso pannelli alveolari bagnati, collocati nella parete opposta agli estrattori stessi, detto <strong>&#8220;sistema cooling&#8221;.</strong><br />
Queste implementazioni, nel passato erano economicamente compatibili solo per grossi impianti, ora l&#8217;evoluzione tecnologica consente anche la loro utilizzazione in piccole serre a costi abbastanza contenuti.<br />
Senza voler scomodare più del dovuto la termodinamica e le sue fondamenta scientifiche, per poter cogliere l&#8217;essenzialità dei principi termodinamici che ci consentono la variazione di stato dell&#8217;aria contenuta nella nostra serra, faremo un po di dimestichezza con qualche termine indispensabile ad orientarci.<br />
Il processo termodinamico che fa modificare lo stato dell&#8217;aria può essere definito &#8220;controllo adiabatico&#8221;.<br />
<strong>ADIABATICA </strong>(dal gr. adiábatos, impenetrabile al calore). &#8211; Trasformazione subita da un gas o vapore quando il passaggio da uno stato iniziale a uno finale avviene senza scambio di calore con l&#8217;esterno. Durante una espansione Adiabatica, un fluido si raffredda; durante una compressione Adiabatica un fluido si riscalda. Ogni trasformazione Adiabatica è quindi accompagnata da variazioni di energia interna.<br />
<strong>ARIA</strong> &#8211; L’aria è una miscela di azoto (78 % in volume), ossigeno (21 % in volume) e di piccoli quantitativi di altri gas. L’aria atmosferica contiene anche vapore d’acqua (o umidità). Nel caso che l’aria non contenga vapore viene detta aria secca mentre nel caso opposto viene detta aria umida.<br />
Il processo adiabatico non prevede apporto di energia termica dall&#8217;esterno: l&#8217;acqua viene finemente nebulizzata e immessa nell&#8217;ambiente. Il calore necessario per la trasformazione e/o mantenimento dell&#8217;acqua da liquido a vapore viene fornito dall&#8217;aria, che quindi diminuisce la propria temperatura.</p>
<p><strong>Proprietà termodinamiche della miscela aria-vapore</strong><br />
Le proprietà termodinamiche dell&#8217;aria umida sono regolate da leggi e diagrammi, per poter capire i fenomeni che ci interessano,  evidenziamo alcuni concetti:</p>
<p><strong>TEMPERATURA A BULBO ASCIUTTO °C</strong><br />
La temperatura così come viene misurata da un termometro ordinario.</p>
<p><strong>TEMPERATURA A BULBO BAGNATO °C</strong><br />
La temperatura di bulbo umido è la temperatura misurata con un termometro il cui bulbo sia stato ricoperto con una garza bagnata con acqua pura ed esposto ad una corrente d’aria in moto turbolento  (velocità maggiore di circa 3 m/s). Il termometro dove essere schermato da eventuali effetti radianti.</p>
<p><strong>UMIDITÀ RELATIVA (RH)</strong><br />
La percentuale di umidità nell’aria rispetto a quanta ne sarebbe contenuta se saturata alla stessa temperatura. Solitamente espressa come percentuale.</p>
<p><strong>TEMPERATURA AL PUNTO DI CONDENSA °C</strong><br />
La temperatura di rugiada è definita come quella temperatura  alla quale inizia la condensa dell’acqua nel momento in cui l’aria viene raffreddata. A questo punto l’umidità relativa è del 100% e temperatura a bulbo asciutto e bagnato sono le stesse.</p>
<p><strong>SATURAZIONE ADIABATICA</strong><br />
Una certa quantità del calore sensibile dell’aria – calore che può essere percepito – è ceduto e trasferito al vapore nell’aria sotto forma di calore latente aggiunto – calore non percepito. Il calore totale in un determinato volume d’aria è esattamente lo stesso,<br />
ma la proporzione tra calore sensibile e calore latente è stata modificata.</p>
<p>A conclusione possiamo fare questa sintesi: attraverso l&#8217;aggiunta di acqua vaporizzata alla massa d&#8217;aria presente in serra, quest&#8217;ultima varia la sua temperatura fino al raggiungimento della sua saturazione &#8220;temperatura di rugiada&#8221;.<br />
Come possiamo agire? Con il &#8220;sistema fog&#8221; che ci consente di giocare su due parametri strettamente legati, temperatura ed umidità dell&#8217;aria, ma fortemente condizionati da un terzo elemento, il riscaldamento dell&#8217;aria stessa per l&#8217;effetto serra, che spesso ci porta fuori soglia obbligandoci ad intervenire con &#8220;il sistema cooling&#8221;, con il quale si aggiunge sempre acqua nebulizzata per ottenere la variazione di stato, ma si  ricambia anche l&#8217;aria interna, molto calda, con aria esterna più fresca.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stai costruendo la serra per le tue orchidee?</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/10/21/ti-stai-costruendo-la-serra/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 20:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[La serra, elemento essenziale per coltivare orchidee esotiche. Non tutte le appassionate e gli appassionati di orchidee riescono a costruirsi una serra dove poter dar slancio alla loro coltivazione, ma l&#8217;obiettivo recondito di tutti è quello di potersi costruire, prima o poi, uno spazio organizzato e funzionale alle proprie piante. A volte mi domando perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>La serra, elemento essenziale per coltivare orchidee esotiche.</b></p>
<p>Non tutte le appassionate e gli appassionati di orchidee riescono a costruirsi una serra dove poter dar slancio alla loro coltivazione,  ma l&#8217;obiettivo recondito di tutti è quello di potersi costruire, prima o poi, uno spazio organizzato e funzionale alle proprie piante.<br />
A volte mi domando perché in fase di progettazione dei nuclei abitativi, i progettisti a cui ci rivolgiamo non pensano anche a creare spazi per la coltivazione di essenze arboree e nel nostro caso di orchidee.<br />
Ad onor del vero le nuove generazioni di architetti cominciano a porsi il problema, ma la loro esperienza in tal senso è praticamente uguale a zero e non di rado capita che ci sia bisogno di indicazioni, per così dire sul campo, da parte di chi ha già esperienza pratica.<br />
<small> Foto tratta dal libro &#8220;LE ORCHIDEE&#8221; di Rebecca Tyson Northen, edito dalla Rizzoli</small><br />
<img src='/img_up/serrafoto1_01.jpg' alt=''class="alignleft"/>Progettare la serra contestualmente all&#8217;edificazione di nuove abitazioni sarebbe anche più funzionale ed economico, allora proviamo ad immaginare un ipotetico progetto di casa con annessa serra per orchidee, ovviamente sarà un percorso utile anche per chi la casa ce l&#8217;ha già e sogna di realizzare il suo &#8220;spazio organizzato per il verde&#8221;.<br />
<span id="more-1269"></span><br />
Già la serra! E se non è proprio possibile collocarla per problemi di spazio &#8211; che fare? Sì è vero, sono partito in quarta con l&#8217;idea &#8220;serra&#8221; senza tener conto che la coltivazione delle orchidee non è più un affare elitario come nei secoli passati, ora, fortunatamente, coinvolge una platea assai vasta ed eterogenea che in molti casi non può proprio allestire la tanto agognata serra.<br />
Poco sopra ho usato la frase <strong>&#8220;spazio organizzato per il verde&#8221;</strong>, perché  questo concetto esplicita tutto, dal piccolo terrario alla serra super organizzata: è solo questione di dimensioni, i problemi da risolvere ed i benefici ottenibili, in riferimento all&#8217;obbiettivo finale, sono gli stessi.</p>
<p>Il nostro viaggio per arrivare alla &#8220;serra&#8221;, può quindi partire dalla famosa scatola magica o terrario, prima ed embrionale struttura all&#8217;interno della quale poter gestire tre parametri fondamentali: temperatura, umidità e luce.<br />
<img src='/img_up/classic_wardian_case_224.jpg' alt='' class="alignleft"/>A fare questa scoperta fu il dr.<strong>Nathaniel Bagshaw Ward</strong> (1791-1868), quest’uomo, che ha il merito di aver cambiato il mondo botanico così drasticamente, rimane l’ennesimo personaggio-ombra che emerge dalle nebbie della Londra vittoriana. Non pensiate che questa sia la solita frase retorica, dietro alle sue scoperte si nascondono una serie di evoluzioni storiche senza le quali il mondo moderno sarebbe decisamente diverso da quello che noi conosciamo: <a href="http://www.orchids.it/2006/02/26/la-scatola-magica-il-terrario/"> leggete questo post</a>.</p>
<p><strong>Immaginare la serra</strong><br />
Iniziamo con l&#8217;affrontare i primi problemi di carattere urbanistico, che intervengono sia nel caso si decida di costruire una nuova dimora con serra annessa, sia che si voglia edificare la serra  in un&#8217;abitazione già esistente, magari in occasione di una parziale ristrutturazione.<br />
Le analisi sono riferite alle normative urbanistiche vigenti in Italia e le considerazioni di carattere tecnico  devono tener conto delle diverse condizioni climatiche del territorio nazionale.<br />
A proposito di prescrizioni, quelle di carattere architettonico ed urbanistico possono variare da Comune a Comune ed anche fra le varie Regioni italiane. A grandi linee le regolamentazioni sono legate al concetto di mobilità e di precarietà della costruzione.<br />
La serra è da considerarsi fissa se è dotata di fondazioni o strutture murarie fuori suolo, sarà mobile se non ha ancoraggi e strutture murarie.<br />
La serra fissa necessita di apposita autorizzazione edilizia e contribuisce anche a determinare la cubatura complessiva edificabile, con relativi oneri annessi e connessi.<br />
La serra mobile, così come descritta sopra, se installata in zone prive di vincoli  di vario genere &#8211; paesaggistici &#8211; demaniali  ed altro, teoricamente non richiede alcuna autorizzazione edilizia. Ad ogni buon conto giova verificare quanto prescrivono le varie pianificazioni urbanistiche locali,  nonché le varie legislazioni regionali in materia di salvaguardia del territorio.<br />
Ad esempio nel Veneto, una legge regionale consente ai soggetti in possesso di apposita autorizzazione florovivaistica, di edificare serre fisse e/o mobili in zona agricola, senza autorizzazione edilizia (in quei casi la serra non è considerata &#8220;immobile&#8221; ma strumento di lavoro).<br />
Tornando alla serra amatoriale, mi sentirei di consigliare ai tecnici incaricati a redigere pianificazioni urbanistiche, di prevedere nei regolamenti edilizi annessi, oltre all&#8217;obbligatorietà di vari vani accessori (garage ad esempio), anche la &#8220;stanza&#8221; per la dimora delle piante.<br />
Escluse quelle porzioni di Italia dove la temperatura invernale non obbliga la protezione di molte piante, orchidee comprese, nel resto del paese si assiste alla doppia migrazione: fuori in primavera e dentro in ogni angolo utile in autunno, ecco che avere disponibile uno spazio attrezzato risolve tanti problemi.</p>
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		<title>Prove di nebulizzazione: gli esperimenti di Daniele</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 11:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Bello, bellissimo vedere un gran fermento con le soluzioni artigianali implementate in piccoli spazi Il post dell&#8217;umidificazione delle piccole serre è gia carico di commenti, l&#8217;argomento è certamente interessante e di sicura utilità, soprattutto per chi si affaccia da poco al mondo delle orchidee. Riporto quindi l&#8217;argomento, che possiamo titolare: &#8220;Fai da te che fai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bello, bellissimo vedere un gran fermento con le soluzioni artigianali implementate in piccoli spazi</strong></p>
<p>Il post dell&#8217;umidificazione delle piccole serre è gia carico di commenti, l&#8217;argomento è certamente interessante e di sicura utilità, soprattutto per chi si affaccia da poco al mondo delle orchidee.</p>
<p>Riporto quindi l&#8217;argomento, che possiamo titolare: <strong>&#8220;Fai da te che fai per tre!&#8221;</strong> in questo nuovo post, presentandovi le prove di ambientazione escogitate da Daniele di Lugano.</p>
<p><img src='/img_up/umidificatore_daniele.jpg' alt='' /></p>
<p>Daniele, neofita fresco fresco, sta gia destreggiandosi con neon per l&#8217;illuminazione accessoria e con gli umidificatori ad ultrasuoni, forza Daniele.<br />
Aspettiamo commenti e  sperimentazioni di altri appassionati: le foto (piccole max 600) inviatele a info@orchids.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prove di nebulizzazione per terrari e per  piccolissime serre</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/08/30/prove-di-nebulizzazione-nel-terrario-ed-in-piccola-serra/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 16:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Prove artigianali ed economiche per produrre nebbia nel terrario ed in una piccola serra&#8230;per il momento ci sono ancora dei problemi tecnici Prove eseguite per la nebulizzazione La prima prova eseguita con pompa ad ultrasuoni: La prova l’ho eseguita sul mio terrario che misura 70x70x50, le prove non sono andate male però ho constatato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prove artigianali ed economiche per produrre nebbia nel  terrario ed in una piccola serra&#8230;per il momento ci sono ancora dei problemi tecnici 	</strong>	</p>
<p><strong>Prove eseguite per la  nebulizzazione</strong></p>
<p>La prima prova eseguita con pompa ad ultrasuoni:<br />
La prova l’ho eseguita sul mio terrario che misura 70x70x50, le prove non sono andate male però ho constatato che è meglio abbinare anche un piccolo ventilatore per permettere alla nebulizzazione di arrivare anche al soffitto del terrario &#8211; in circa 15 minuti si riempie completamente.<br />
<img src='/img_up/bruno_prima_prova_450.jpg' alt='' /><br />
Ho anche fatto una prova in una specie di serra (si fa per dire ) che misura 150x150x200 cm ed il risultato è discreto, però si deve considerare che con una sola pompetta ci vuole circa un’ora e mezza perché la serra si riempia di nebbia e poi in poco tempo sparisca tutto, quindi bisognerebbe ricominciare dopo circa dieci minuti.<br />
<span id="more-1184"></span><br />
Bisogna anche tener conto del livello dell’acqua che non deve essere troppa altrimenti la pompetta non riesce a nebulizzare.<br />
Con poca acqua la pompa si ferma: anche in questo caso ho abbinato un piccolo ventilatore.  </p>
<p>Nel terrario ho installato due tubi al neon uno da 15 w e uno da 18w una pompetta che crea una piccola cascata, il fondo è ricoperto da 6-7 cm di acqua, dove vivono due rane e due salamandre.</p>
<p>Il costo della pompa ad ultrasuoni è di circa 40 euro la ventolina costa circa 8 euro il trasformatore per la ventolina è di circa 8 euro per un totale di 56 euro.                            </p>
<p>La seconda prova eseguita con una pompa per macchina da caffè.</p>
<p>La prova l’ho eseguita con una pompa per macchina da caffè che ho recuperato da una vecchia macchina.<br />
Ho comperato diversi ugelli dalla ditta DISPI di Padova avevo cominciato con ugelli da 0,40 per vedere la pompa come si comportava, e ho visto che  lo spruzzo era troppo grosso, allora sono sceso a 0,30 con tre ugelli e non andava ancora bene allora sono sceso a 0,20 sempre con tre ugelli e non andava ancora bene così ho preso la misura più piccola e cioè 0,15 con sei ugelli (questa è la misura più piccola che hanno),naturalmente ho tolto gli anti goccia altrimenti la pompa non ce la fa, il risultato non è male però la nebulizzazione è troppo grossa e bagna troppo le piante.<br />
Poi bisogna stare attenti perché la pompa si surriscalda molto, (ho rimediato mettendo una ventolina vicino alla pompa per raffreddarla ), ne avevo già fatta fuori una,  si era fusa per il troppo calore.<br />
Per il tipo di serra (si fa per dire ) che ho a disposizione ho sistemato gli ugelli tutti vicini  in maniera da formare una spirale, che messa al centro della serra coprisse tutti i lati, ho anche messo un manometro per controllare la pressione e ho constatato che la pompa riusciva a mantenere una pressione di 15 bar continui.<br />
La mia conclusione è che la pressione è troppo poca, la nebulizzazione è discreta ma non va bene perché è troppo grossa e bagna troppo le piante, anche se e i costi per l’impianto  non sono eccessivi.</p>
<p>La pompa in negozio costa 30 euro sei ugelli costano 36 euro i vari raccordi a T e varie riduzioni costano circa 20 euro il tubo circa 10 euro, per un totale di circa 96 euro.<br />
Ho portato fuori l’impianto per rendere più visibile il tutto.</p>
<p>La prima foto mostra la pompa con la ventola e la tanica dove pesca l’acqua.<br />
<img src='/img_up/bruno_prova_1_450_.jpg' alt='' /><br />
Foto 1</p>
<p>La seconda gli ugelli messi a spirale ed il manometro.<br />
<img src='/img_up/bruno_prova_2_450.jpg' alt='' /><br />
Foto 2</p>
<p>La terza come funziona il tutto.<br />
<img src='/img_up/bruno_prova_3.jpg' alt='' /><br />
Foto 3</p>
<p>La quarta la serra dove faccio le prove<br />
<img src='/img_up/bruno_prova_4_450.jpg' alt='' /><br />
Foto 4</p>
<p><strong>Prova con una pompa ad alta pressione</strong></p>
<p>All&#8217;impiantistica utilizzata nelle prove precedenti è stata applicata una pompa ad alta pressione, ricavata usando una &#8220;idropulitrice&#8221; &#8211; costo 32 euro.<br />
<img src='/img_up/Bruno_pompa_scarico_450.jpg' alt='' /><br />
In commercio si trovano idropulitrici a costi molto contenuti, ma  per poter essere applicate ad impianti di nebulizzazione che utilizzano poca acqua è indispensabile predisporre una valvola di scarico regolabile attraverso la quale far defluire l&#8217;acqua in eccesso.<br />
<img src='/img_up/bruno_prova_3_part_scarico_.jpg' alt='' class="alignleft"/>E&#8217; noto che le idropulitrici hanno un rapporto pressione/litri erogati molto superiorea quello delle pompe usate per gli impianti fog.<br />
La soluzione dello scarico regolato risolve bene questo problema: praticamente all&#8217;apice della colonna degli ugelli si attacca un tubicino  dotato di rubinetto con il quale si può equilibrare la potenza della nebulizzazione. L&#8217;acqua in eccesso è raccolta da un contenitore e convogliata per eventuali recuperi. </p>
<p><strong>Effetto nebbia nella piccola serra<br />
</strong><br />
<img src='/img_up/bruno_nebbia_serra_450.jpg' alt='' /></p>
<p><img src='/img_up/bruno_pompa_in_funz_300.jpg' alt=''class="alignleft"/>Nella foto sopra si vede l&#8217;effetto nebbia con la pompa in funzione. La nebulizzazione si ottiene velocemente e quindi con un controllo igrostatico oppure ad orologio si può automatizzare il funzionamento.<br />
Nella foto a sinistra si vede la pompa in funzione &#8211; nella realizzazione definitiva conviene installarla fuori dalla serra per proteggerla dall&#8217;umidità (anche la pompa è avvolta dalla nebbia)</p>
<p>Come si può vedere dalle foto, le prove sono esemplificative (il tutto è sistemato in maniera provvisoria), ovviamente l&#8217;installazione definitiva richiede un generale riordino delle apparecchiature.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ami le orchidee? Costruisciti la serra ma ricorda che&#8230;</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/07/30/1159/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 08:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna gestire la temperatura e l&#8217;umidità interna con soluzioni tecnologiche, a volte anche costose. In un altro post del blog si parlava di soluzioni economiche per tenere sotto controllo temperatura ed umidità in serre medio piccole, quando piccole voleva dire circa 2 x 4 metri e medie 8 x 10 ( misure puramente esemplificative). Scorcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bisogna gestire la temperatura e l&#8217;umidità interna con soluzioni tecnologiche, a volte anche costose.</strong></p>
<p>In un altro post del blog si parlava di soluzioni economiche per tenere sotto controllo temperatura ed umidità in serre medio piccole, quando piccole voleva dire circa 2 x 4 metri e medie 8 x 10 ( misure puramente esemplificative).</p>
<p><small> Scorcio di serra con controllo di temperatura ed umidità interna. </small><br />
<img src='/img_up/serra_2_300.jpg' alt=''class="alignleft"/>In quell&#8217;articolo, un po’ per scelta ma in realtà, soprattutto per problemi della nostra redazione, l’argomento è rimasto sui generis. Ora lo riprendiamo, cercando di approfondirlo in tutti i suoi aspetti.<br />
Tutti i ragionamenti che seguiranno, saranno riferiti a serre  per la coltivazione amatoriale delle orchidee e riporteranno, soluzioni, esperienze e limiti vissuti durante l’auto costruzione della serra dell’autore.</p>
<p><b>Riscaldamento invernale</b><br />
Per il riscaldamento invernale della serra, si deve innanzi tutto tener conto delle tecnologie disponibili (vecchie stufe, impianti esistenti ed altro che consenta di contenere i costi.<br />
Ad esempio l’individuazione della fonte energetica a cui attingere è un aspetto strettamente legato alle opportunità contingenti: gasolio, se si riesce ad usare  quello detassato &#8211; gas metano, se l’impianto della serra è una propaggine del riscaldamento di casa – oppure utilizzo di sorgenti termali, se disponibili.</p>
<p>Le opzioni sono di tre tipi:<br />
1 &#8211; Generatore d’aria calda installato in serra.<br />
2 &#8211; Radiatori o tubi alettati nel caso di dipendenza con il riscaldamento dell’abitazione.<br />
3 &#8211; Tubazioni a pavimento nel caso della disponibilità di acque termali o di soluzioni di riscaldamento casalingo a bassa temperatura dell’acqua. </p>
<p><small> Ambientazione ideale del clima in serra &#8211; orchidea epifita miniatura: particolare. </small><br />
<img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/colt.-sul-muschio.jpg"class="alignleft"/>Il motivo più importante che condiziona la scelta della tecnologia di riscaldamento è ovviamente  legato alla tipologia della coltivazione: serra polivalente, oppure soltanto specie con uniche esigenze di temperatura minima.<br />
In ogni caso è sempre utile coniugare i costi di installazione con la resa calorica ottenibile.<br />
<span id="more-1159"></span></p>
<p><b>Raffreddamento estivo ed umidificazione</b><br />
Per raffreddare una serra in estate, ci sono due banalissimi sistemi: apertura di pareti, oppure cambiamento forzato dell’aria interna, con l&#8217;immissione di aria esterna più fresca.<br />
Per umidificare l’atmosfera all’interno di spazi chiusi, bisogna mescolarla con piccole particelle di acqua micronizzata.</p>
<p><b>Soluzioni professionali </b><br />
Purtroppo, tutte le soluzioni professionali sono economicamente compatibili se implementate in grandi spazi, perché il costo fisso delle infrastrutture di base è molto elevato.<br />
Altro terreno minato è costituito dai calcoli e dalle formule astruse, che hanno buona valenza per tipologie di coltivazione standard, bancali integrati e spazi di utilizzo ricavati nelle forme canoniche,</p>
<p><small> Impatto visivo di una serra amatoriale</small><br />
<img src='/img_up/serra_1_300.jpg' alt=''class="alignleft"/> ma le serre autocostruite per la coltivazione amatoriale delle orchidee sono l’esatto opposto: in certi casi sono delle vere e proprie foreste pluviali in miniatura.<br />
Quindi, le soluzioni standard sono difficilmente applicabili nelle serre amatoriali: il governo di temperatura/umidità, nelle nostre serre per così dire (anomale) va messo a punto caso per caso, facendo tesoro di esempi già funzionali ed adattandoli alle specifiche particolarità.<br />
Pertanto, la prima cosa da fare, sempre molto utile è quella di “scopiazzare”  le intuizioni già collaudate nelle serre degli amici collezionisti, che quasi sempre sono disponibili a renderele di pubblico dominio.</p>
<p><b>Soluzioni empiriche delle serre amatoriali</b><br />
Nelle serre &#8220;fai da te&#8221; si possono notare varie soluzioni spartane<br />
Per quanto riguarda il raffreddamento, si va dalle “porte aperte”, alla ventilazione interna, con tutti i problemi che ne conseguono: via libera a tutti i tipi di agenti impollinatori ed eccessiva essiccazione dell’aria.<br />
Per l’umidificazione, si escogitano soluzioni ingegnose, tipo allagamenti vari, oppure il classico vaporizzatore e, proposta assai interessante, la costruzione artigianale del sistema “VENTURI” ovvero la nebulizzazione delle cellule dell’acqua, risucchiata per depressione e nebulizzata, con appositi ugelli e compressore: per capirci, il principio del vecchio spruzza flit.</p>
<p>Ora la tecnologia mette a disposizione del collezionista amatoriale di orchidee esotiche che intende costruirsi la serra, buone opportunità a costi relativamente abbordabili.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Serra per le orchidee: esperienze e consigli.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 07:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Una casa per le maliarde tropicali Le orchidee, raramente facili e molto spesso difficili da coltivare, in ogni caso le nostre maliarde tropicali richiedono esigenze di vita particolari. Collezione Guido De Vidi &#8211; Foto 29.11.04-tutti i diritti sono riservati. Lc. Dinard &#8216;Blue Heaven&#8217; Lc. Dinard = Lc. Saint Gothard x C. Dinah (1930) Registered by [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <b>Una casa per le maliarde tropicali</b></p>
<p>Le orchidee, raramente facili e molto spesso difficili da coltivare, in ogni caso  le nostre maliarde tropicali  richiedono esigenze di vita particolari.<br />
<span id="more-1046"></span><br />
<small>Collezione Guido De Vidi &#8211; Foto 29.11.04-tutti i diritti sono riservati. </small><br />
<img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/blue_heaven.jpg" class="alignleft"/><br />
Lc. Dinard &#8216;Blue Heaven&#8217;<br />
Lc. Dinard = Lc. Saint Gothard x C. Dinah (1930)<br />
Registered by Charlesworth Ltd.</p>
<p><strong>L&#8217;attrazione fatale</strong><br />
L’incontro con loro comincia sempre per caso e si rimane affascinati da tutto quello che ti raccontano, dall’idea di poter scoprire quello che non si sa della loro vita, storia, letteratura ecc. ma, soprattutto dalla voglia di coltivarle.</p>
<p>I commercianti, a partire dai fioristi generalisti che tengono in negozio anche qualche pianta d’orchidea, fino ad arrivare ai venditori specialistici d’orchidee rare, tranquillizzano i neofiti a riguardo della facilità di coltivazione.<br />
Si capisce che i loro consigli non sempre sono spassionati: loro vendono e quindi sta a noi saper scegliere e soprattutto saper prendere umilmente atto dei nostri limiti.</p>
<p>Ormai capita spesso che le orchidee più impossibili siano acquistate con facilità, anzi, soprattutto le e/o i principianti trovano irresistibili quei nomi strani ed affascinanti. Passata l’euforia iniziale e finito l’immaginario viaggio esotico, generalmente dopo qualche giorno arrivano le ansie e le domande: e adesso?</p>
<p>Da questo momento, nell’intimo del neofita matura la determinazione che si tratta di una pianta fra le tante che può quindi seguire il loro comune destino &#8211; la fine. In qualche caso però, scatta il meccanismo dell&#8217;orgoglio che lo porterà ad approfondire le conoscenze di quella  pianta affascinante e, molto raramente, prenderà sostanza una sorta di connivenza fra l’orchidea ed il suo possessore: solamente in quest’ultimo caso potrà nascere un collezionista d’orchidee.</p>
<p><strong>Una casa per le nostre orchidee</strong><br />
Ho fatto questa premessa per porre l’accento sull’importanza ambientale nella coltivazione delle orchidee “esotiche”; esotiche appunto perché nei loro luoghi d’origine ci sono condizioni climatiche molto diverse dalle nostre zone geografiche temperate, Italia compresa.</p>
<p>Fatti quindi salvi pochi generi che riescono, con qualche accorgimento, ad acclimatarsi anche nei nostri spazi abitativi esterni o interni, la gran parte delle 30000 specie botaniche note, abbisogna d’ambienti appropriati.</p>
<p>Non me ne vogliano le amiche ed amici appassionati che coltivano su spazi di fortuna; nei loro confronti la mia ammirazione è enorme (è difficilissimo coltivare sui davanzali e sulle terrazze) ma purtroppo le grandi soddisfazioni con le orchidee si ottengono solamente organizzando degli spazi ad uso serra.<br />
Bene, se il problema è la serra – direte voi – allora cercheremo quattrini, spazio e compreremo questa benedetta serra per le nostre sciagurate tropicali.</p>
<p>La frittata è fatta, in commercio non si trovano serre specifiche per le orchidee, ben che va, si trova l’involucro esterno che poi bisogna organizzare tecnologicamente per creare i famosi tre parametri che d’ora in poi nomineremo spesso: temperatura – luce – umidità.</p>
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