Anima, e … corpo

Fine Agosto e fa ancora molto caldo, almeno dalle nostre parti. Oggi in serra, nelle ore calde, la temperatura era stabilmente sopra i 31 gradi. Dentro e fuori la serra c’è una confusione immane, sto rivoltandola sotto sopra – tradotto – sto risistemando tutte le orchidee: rinvasi, zattere, cestini ed altro.
Chi segue questo blog sa già che era mia intenzione, ridurre drasticamente la collezione. In questi due mesi ho ricevuto e-mail e telefonate di vario tenore, tutte sono servite a farmi riflettere. Alcune commoventi e preoccupate, altre interessate, altre ancora propositive e di incitamento a non mollare. Grazie. Ho provato sensazioni contrapposte – bisogno assoluto di cessione – panico appena giungevano richieste di acquisto – tristezza al pensiero di porre fine ad un viaggio lungo ormai 30 anni.
masdevallia_rinvasoNon ce la faccio proprio a staccarmi da queste piante! Sono alcuni giorni che vivo in simbiosi con loro, sudo con loro, mi riempio dei loro profumi, soffro con loro se sono in crisi. Lavoro per settori – ho appena finito la sistemazione delle “colonie” Masdevallia, Restrepia , Paphiopedilum e, prendendole per mano, una ad una, ho rivissuto tutti i loro anni di vita trascorsi nella mia serra… tanti, forse 30. Ecco, questa è l’anima della collezione! Anima e corpo… anno dopo anno, pianta dopo pianta, ognuna con la sua valigia carica di storie, di aneddoti, di passioni, di successi e di errori.
Pezzi di queste storie sono a vostra disposizione a partire da Domenica prossima, tutte le Domeniche dalle ore 9-12, le porte della serra sono aperte… vi aspetto.

Dendrobium crumenatum, l’orchidea dei temporali.

Dendrobium crumenatum, l’orchidea dei temporali. … comunemente chiamata anche “Orchidea Piccione” o, in certe zone, più poeticamente, “Orchidea Colomba bianca”, per la forma ed il colore dei suoi fiori.

dendrobium_crumenatum_1dendrobium_crumenatumDendrobium crumenatum è endemico in un’ampia fascia del Sud-Est asiatico: Himalaya cinese, Taiwan, India, Sri Lankha, Isole Andamane, Myanamar, Tailandia, Malesia, Cambogia, Laos, Vietnam, Molucche, Sulawesi, Sumatra, Nuova Guinea, Isole di Natale. Cresce sui tronchi degli alberi in aperta campagna, zone umide al livello del mare fino a 500 metri di altitudine, ma quasi mai nelle foreste pluviali.

Un tratto peculiare di questa specie è il suo ciclo di fioritura, spronata da un improvviso calo di temperatura, di solito a seguito di temporali e piogge pesanti. I fiori spuntano 8-10 giorni dopo le piogge del temporale, sono profumatissimi, ma durano solamente un giorno! Però ogni temporale è buono per una nuova fioritura e quindi si possono ammirare i suoi fiori più volte l’anno.
Pianta decisamente affascinante!

Usi e tradizioni.
Molte tradizioni aleggiano attorno a questa orchidea: in Malesia porta fortuna sentire il profumo dei suoi fiori. In alcuni villaggi di quel Paese è coltivata vicino alle porte delle case per allontanare gli spiriti maligni. Nella penisola di Malacca, pare sia anche usata come unguento medicinale (foglie e fusti – parte rigonfia) contro brufoli e foruncoli, mentre a Java, le capsule seminali trovano impiego per lenire il male d’orecchi.

Nome scientifico:
Dendrobium crumenatum Swartz 1799
Sinonimi:
Dendrobium cumulatum Kranzl.
Dendrobium caninum Merr.
Callista crumenata Ktze.
Onychium crumenatum Blume
Basionimo:
Angraecum crumenatum Rhump

Dendrobium crumenatum sviluppa fusti sottili, fascicolati, lisci, di forma allungata, fino a 1 metro di lunghezza, con rigonfiamento basale per pochi nodi, 8-12 cm di lunghezza, circa 2 cm di spessore. Le foglie decidue sono sparse, distiche, oblunghe, 5-8 cm di lunghezza e larghe 1,5-2,5 cm, con una punta smussata. I fiori sono bianchi, molto profumati, solitari o in qualche modo a piccoli gruppi, che appaiono nella parte alta degli steli nei nodi. Il centro del labello è di colore giallo pallido, 2,5-3 cm di lunghezza. Il nome di specie “crumenatum” trae origine dalla forma del sacco del labello.
Questa specie produce Keiki con molta generosità: anche per questo motivo, in occasione di una visita alla serra di qualche vostro amico coltivatore, sarà molto facile ricevere una piccola piantina in omaggio 😉
Dendrobium crumenatum può essere coltivato in vaso e su zattera. Il suo sviluppo, disordinato ed impetuoso, consiglia ampi spazi e buona luce per garantire copiose fioriture.

Stelis striolata ‘Memoria Adriano Zocchi’

Quella delicata orchidea ecuadoregna, fiorita il giorno di ferragosto.

Ferragosto, una giornata stupenda, aria di festa in vicolo Parnasso, il sole caldo ha già spazzato via tutte le nostre preoccupazioni organizzative – la sera del 14 il meteo non prometteva nulla di buono, era praticamente inverno… pioggia, vento e temperature da tardo Autunno – e tutto procede come da copione.
Non solo orchidee, in vicolo Parnasso, o meglio: non solo orchidofili.
In programma c’è un pranzo luculliano, l’occasione è delle migliori, e gli invitati pure. Rosetta, in collaborazione con le sorelle, ha “imbastito” un delizioso menù multi etnico… accompagnato da una serie di vini superbi!!
Si dirà – che c’entrano i vini da meditazione con le orchidee? C’entrano perché a far compagnia a Lucullo e Bacco, quella sera è stata presentata anche una rara e minuscola orchidea, dai fiori piccolissimi.

La storia
stelis_sp. Sono parecchi anni che coltivo quell’orchidea, delicato pensiero della nostra cara amica Erminia, in occasione di uno dei suoi frequenti viaggi di volontariato in Ecuador,.
La pianta, minuta, come per un misterioso impulso ha deciso di fiorire proprio il giorno del nostro convivio, quasi a volersi mostrare agli amici.
Erminia era da noi, per la prima volta lei da sola, purtroppo, Adriano, il marito, da qualche mese è venuto a mancare.
Durante il convivio si parlava di tante cose, affioravano ricordi di viaggi, di quella volta in Ecuador e di quella piccola pianta.
Sono andato in serra a prendere l’orchidea di cui si stava parlando. Lei poverina, forse per timidezza, aveva tutti i piccolissimi fiori chiusi, in realtà è una pianta fotosensibile e quando è buio li tiene chiusi. Si è parlato dei magici luoghi dove vive in endemicità, dove la vegetazione è sempre avvolta dalla fresca rugiada del mattino.

Erminia era commossa e si capiva che lo spirito del suo Adriano era con noi, si parlava di lui come se fosse presente e ad un certo momento ho proposto di dedicare quella delicata orchidea alla sua memoria.
Battezzare un’orchidea è sempre emozionante per il suo coltivatore. Ed è così che in una bella serata estiva, quella minuscola specie botanica si legò indissolubilmenteassunse al nostro amico Adriano.

Descrizione
stelis_sp._1Il nome scientifico è: Stelis striolata Lindl. 1859.
Il nome di specie trae origine dalla forma dei sepali.
Il nome del culivar (vedi foto) presente nella collezione rio Parnasso è: Stelis striolata ‘Memoria Adriano Zocchi’

Il genere Stelis
Stelis è un genere abbastanza numeroso, forse 500 specie.
Stelis deriva dal greco ‘vischio’, in riferimento alle abitudini epifite di questa specie. Il genere è stato descritto da Olof Swartz nel 1799. Molte specie (le più antiche) sono state nominate da Lindley, Ruiz & Pavon e Reichenbach, mentre quelle più recenti sono state nominate da C. Luer.
Si tratta principalmente di piante epifite (raramente litofite) sono distribuite in tutte le foreste montane umide tropicali del Nord e Centro America.
A. Pridgeon, R. Solano e M. Chase) hanno dimostrato che il genere Stelis è monofiletico. Ma la distinzione con diversi sottogeneri è abbastanza incerta.
Essi sono strettamente correlati ai generi Pleurothallis e Masdevallia. Ad ogni buon conto, anche se l’aspetto vegetativo delle varie specie del genere Stelis è vario, i fiori mostrano una uniformità di base e sono molto simili in tutto.
La maggior parte delle specie producono lunghi e densi racemi di piccoli fiori in diverse sfumature di bianco. Altri colori sono rari. Questi fiori sono fotosensibili, si aprono solo alla luce del sole. Alcuni si chiudono completamente durante la notte. Stelis striolata appartiene al gruppo fotosensibile.
I tre sepali simmetricamente arrotondati, formano un triangolo con una piccola struttura centrale, composto da colonna, piccoli petali e labello piccolissimo.
Questo genere non è comune nella coltivazione.

Ornithocephalus myrticola… di gioiello in gioiello

ornithocephalus_myrticola_4 Orchidee testa di uccello.

Appartengono al gruppo Ornithocephalus (nome di matrice Greca – “Ornis” = “Uccello”, “Cefalo” = “testa”), per la somiglianza della colonna con la testa di un uccello – sottotribù Oncidiniae – ex Ornithocephalinae.
Sono note circa 100 specie, piccole, epifite, distribuite nell’America tropicale, con diversi generi la cui endemicità è limitata nelle foreste costiere atlantiche a sud-est del Brasile.
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