Osmunda regalis… la felce proibita

Osmunda, parola affascinante per i coltivatori di orchidee, un tempo mitica per gli orchidofili di tutto il mondo, soprattutto ora che non si può più raccogliere ed usare.
Fino a qualche decina d’anni fa, anche in Italia l’osmunda era usata come materiale da rinvaso per le orchidee e si poteva tranquillamente acquistare da esperti raccoglitori (nelle zone paludose ed acide dell’alta Toscana), che la inviavano a destinazione via ferrovia, imballata in sacchi di Juta.
osmunda_regalisOSMUNDACEAE
Osmunda regalis L., nota anche come FELCE FLORIDA.
Il nome del genere è dedicato ad “Osmùnder”, divinità celtica, simbolo di forza, mentre l’epiteto specifico evidenzia la bellezza della pianta. Questa specie vegetale ha attraversato le glaciazioni del quaternario, grazie all’effetto termoregolatore delle paludi costiere. Testimonianza della primitività di questa specie è la particolare localizzazine delle sporangi.
E’ una felce di grandi dimensioni, appartenente alla famiglia Osmundaceae, diffusa in Europa, Africa, Asia, e nelle Americhe. È l’unica specie europea del genere Osmunda.
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Oltre il blog, video dal mondo orchidofilo

Internet e banda larga

Fino a qualche giorno fa orchids.it navigava lento su internet – ISDN – e non poteva interagire con il mondo dei video e dei vari social network.
Ora la tecnologia a mia disposizione consente di interagire e condividere foto, video, notizie e informazioni con più facilità… quindi usciamo dal nostro blog e andiamo verso You tube e Facebook, il pretesto è questo video su una mostra di orchidee trasmesso dalla televisione spagnola, buona visione!

Appena sarò attrezzato di video camera “dignitosa” confezionerò qualche video nella mia serra, tipo questo girato qualche tempo fa dalla RAI… intanto, Buona Pasqua a tutti voi.
Guido

Anteprima: Barlia robertiana a Brescia!

L’amico Alessio di Brescia ci scrive:

barlia_robert… “Ieri, 28 Marzo 2010, facendo una passeggiata per l’azienda agricola di mia moglie sui Ronchi di san Francesco a Brescia (nel comune di Brescia) mi sono imbattuto in quella che a me sembra indubitabilmente una stazione spontanea di “Barlia robertiana” che sta per iniziare a fiorire.
Da un libro in mio possesso sulle orchidee spontanee bresciane (FENAROLI F. e TONNI BAZZA C., 1994 – Orchidee spontanee nel Bresciano. Ecoservizi, Brescia:), questa orchidea era nel 1994 classificata estremamente rara e localizzata nel bresciano, e si attendeva appunto il ritrovamento di una stazione diversa dal lago di Garda per annoverarla a pieno titolo tra quelle presenti a Brescia. Dal ’94 sono passati pero’ gia’ 16 anni…. ho scritto al GIROS e mi confermano che quella in foto è una Barlia robertiana e che questa è la prima segnalazione in Brescia escluso il lago di Garda… una conferma che questa orchidea è in espansione un po’ in tutto il nord.
Nei prossimi giorni spero di trovarla tutta fiorita e – se Inky e Querida, cavalla e cavallina, non se la mangiano – spero di mandarvi delle foto piu’ belle.
La fioritura non e’ ancora completa nemmeno per i primi due fiori della spiga, ma ritengo che l’identificazione sia giusta: il lungo labello centrale e’ ancora parzialmente “arrotolato” ma è presente.”…

Grazie Alessio, attendiamo altre foto da inserire nel post… manda pure le foto a orchids, ora il blog viaggia in banda larga 😉

Mettete una Bletilla nel vostro giardino

Bletilla Reichenbach.f. 1883
bletilla_bot Bletilla striata (sinonimo Bletia gebina)
Illustrazione in: “Edwards’s Botanical Register”
vol. 33 pl. 60 (1847)
Eravamo sul finire della primavera di qualche anno fa quando il venditore di bulbose, mi esortò a scegliere quel che rimaneva sull’apposito espositore a forma circolare… tanto ormai siamo a fine stagione – disse – prendi quel che vuoi, ti farò un buon prezzo. L’espositore era quasi vuoto, le buste contenenti i bulbi di Dalie, di Gladioli e di tante altre comuni bulbose da giardino erano sparite quasi tutte, rimanevano solamente i rizomi di Bletilla.
Chissà perchè, forse per la scarsa conoscenza oppure per la foto del fiore che non rendeva giustizia, sta di fatto che i rizomi di questo delizioso genere di orchidea, facile da coltivare, erano quasi tutti li, invenduti in attesa dei saldi di fina stagione.
Mi è venuto in mente questo aneddoto l’altro ieri mentre ispezionavo l’angolo del giardino dove si stanno risvegliando le Bletilla. Chissà quanti di voi in questi giorni sono alle prese con la sistemazione delle “isole di Bletilla”… sì isole perchè in breve tempo i loro rizomi colonizzano vaste aree del giardino. Ne sa qualcosa il nostro amico Aldo Dello Jacovo.bletilla_claudio.
FOTO
Varie aiuole di Bletilla striata presso l’Orto Botanico di Roma – Aprile 2006 – La foto è tratta dal sito Tropicalgarden curato con bravura dagli amici Claudio e Giulio: leggete la scheda redatta da loro, che descrive molto bene questo genere di orchidee.
Aggiungo solamente l’origine etimologica del nome di genere: diminutivo di Bletia, così chiamato in onore di Don Luis Blet, un farmacista e botanico spagnolo del XVIII secolo.
Mettete una Bletilla nel vostro giardino, anche nei vasi che ornano i vostri davanzali, ma prima di acquistare i rizomi chiedete una divisione a qualche amico orchidofilo… lo farete felice e diventerete coltivatori di orchidee con poca fatica 😉