Il nostro amico Tino

Oggi 12 agosto sono tre anni che TINO SAVIO non è più tra noi. Maestro di cucina e animatore instancabile del Cral Telecom . Dobbiamo a Tino un grazie particolare per averci regalato tanti momenti di gioia, amicizia,
conoscenza attraverso le sue iniziative culturali/ricreative. Il ricordo di un uomo generoso e disponibile è sempre presente nei nostri cuori.
Ciao Tino, sembra ieri, così si suol dire di persone che non ci sono più, con le quali hai condiviso tanti momenti della tua vita. Sembra ieri, ma tu non sei lontano, sei vicino a noi con la tua sapienza di uomo buono, di amico, di grande artista, ecco, sei nella stanza accanto… e stai creando: un abbraccio, Rosetta e Guido.
Ricordi: Il nostro amico Tino

L’ingorgo

Settembre di fuoco per l’orchidofilia italiana, quella delle mostre, e dei venditori, per intenderci.
Esposizioni che nascono l’una accanto all’altra, doppioni con gli stessi venditori, o quasi, che nascono come i funghi, spesso improvvisati e senza storia. Per paradosso, accanto al proliferare di neo venditori e sottolineo VENDITORI, perchè nessun altro aggettivo può essere inventato per loro, non si assiste ad una crescita dell’amatorialità.
Associazioni storicizzate, vedono al proprio interno, spaccature incomprensibili dalle quali spuntano gruppi di dimensione locale, con velleità di rappresentare l’intellighensia orchidologa nazionale, poi ci sono i federatori senza alcuna associazione federata, che contribuiscono altresì a creare ulteriore confusione nel misero panorama associativo, con esposizioni a scavalco.
Autunno caldo da Bologna a Schio, passando per Padova e Varese, senza contare le mostre di borgata che ogni capo squadra si inventa a proprio lustro.
Questo è quel che vedo io, ma forse sbaglio, certamente sto sbagliando o forse sto sognando… un brutto sogno 😉

Sobralia, un genere con specie difficili da classificare.

Nella foto di copertina: Sobralia sp. – Collezione rio Parnasso.

Il genere Sobralia
I fiori del genere Sobralia sono notoriamente di breve durata ed effimeri, solitamente rimangono completamente aperti solamente per poche ore. Ciò può spiegare perché ci sono poche piante di Sobralia con premi AOS e RHS. Tuttavia, ci sono alcune specie con i fiori più durevoli e di buona sostanza.
Ci sono 17 ibridi di Sobralia registrati nella “Royal Horticultural Society“, il primo, Sobralia Wiganiae è stato registrato nel 1856.

Il genere Sobralia è stato stabilito dai botanici spagnoli Hipolito Ruiz & Jose Antonio Pavon nel 1794, con la pubblicazione “Sobralia dichotoma in Flora Peruvianae, et Chilensis Prodromus ” 120.
Tale pubblicazione è stata supportata dai materiali erbacei raccolti da Lopez, Pavon & Dombey durante la loro esplorazione in Cile e Perù (1777 – 1781), il nome è stato dato in onore del medico e botanico spagnolo Dott. Francisco Sobral.
Tuttavia, anche per questo genere ci sono delle dispute di primogenitura, secondo le affermazioni di padre Pedro Ortiz, è stato scoperto che la prima descrizione del genere Sobralia, correlata da disegni ed illustrazioni è stata fatta da José Celestino Mutis, direttore di una spedizione botanica colombiana (1783-1816).
Il genere Sobralia comprende circa 100 specie endemiche in centro e sud America, delle quali circa la metà sono colombiane.
Le piante sono di media e grande dimensione (da 40 cm. ad oltre 2 metri), terricole, raramente epifite a sviluppo simpodiale con pseudobulbi a canna e foglie plicate.
I fiori si formano alla fine o lateralmente alle ascelle superiori delle foglie con tonalità di colore giallo, arancione, rosa, porpora e rosso, con alcune varietà coerulee ed albine, ma non risulta alcuna registrazione tassonomica “forma alba”.
Si scriveva nel titolo che nel genere Sobralia, alcune specie si prestano facilmente a creare confusione tassonomica. Le differenze sono talmente irrilevanti che anche i tassonomi più blasonati fanno fatica a determinare la specie.
La specie rappresentata nella foto di copertina, giunse nella mia collezione cartellinata come “Sobralia macrantha,” ma già alle prime fioriture apparve poco verosimile l’appartenenza a quella specie.

Nella foto a sinistra si può ammirare (Carpe diem), l’effimera fioritura della Sobralia presente nella mia collezione – 6 Agosto 2018 – ad onor del vero va detto che le fioriture si manifestano in progressione temporale con alcuni giorni di intervallo per alcune settimane,
Successive ricerche tratte dal sito internet autrevie.com, corroborate da confronti con piante in mia collezione, hanno portato a focalizzare le osservazioni su tre specie abbastanza simili: Sobralia decora, Sobralia sessilis e Sobralia fenzliana, vediamole insieme.

Alla fine della lettura sarei grato di qualche vostra opinione nel merito della definitiva scelta del nome di specie da assegnare: come premio nomineremo il cultivar in onore di chi vorrà collaborare.

Sobralia decora
Bateman 1841
Nativa del Mexico, Guatemala, Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica.

Pubblicazione originale: Orch. Messico e Guatemala t. 26. (1841)
L’esemplare tipo era una pianta coltivata inviata dal Guatemala da Skinner (McVaugh 1985).

Questa specie si sviluppa a grandi ciuffi, con steli bambusiformi che possono raggiungere oltre un metro di altezza. Spesso ha keiki, con radici che si formano nei nodi degli steli. Le foglie sono “sottili e velenose ma rigide e plicate, per lo più lunghe 10-20 cm, larghe 2-3 cm, articolate alla base e infine decidue” (McVaugh 1985).
Già queste annotazioni evidenziano due particolarità vegetative importanti: Formazione di keiki e foglie decidue alla base delle canne.

Le infiorescenze corte producono in successione bellissimi fiori da 10 cm, il colore varia, ma petali e sepali sono spesso rosa trasparente, il labello largo è di un rosa più scuro con una gola più colorata. La fioritura è di breve durata, ma molti fiori vengono prodotti per diverse settimane: è una delle numerose specie di orchidee conosciuta come “Orchidea bambù”.
Greg Allikas scrive: “I fiori di Sobralia decora non sono grandi o appariscenti come macrantha o leucoxantha, ma la pianta è bella anche se non fiorita”.
Sobralia decora cresce sul versante pacifico del Messico occidentale, in gole ombreggiate e lungo ruscelli, su rocce, in foresta tropicale subdecidua o foresta di querce a 800-1700m: fiorisce da luglio a ottobre.
C’è una certa confusione tra Sobralia decora e la specie sudamericana Sobralia sessilis. La pianta tipo per Sobralia sessilis fu raccolta da Schomburgk in quella che fu la Guiana britannica (ora Guyana) e pubblicata da Lindley nel 1841. Secondo McVaugh (1985) “Williams (1951) colloca S. sessilis come sinonimo di S. decora, (Hooker in Bot. Mag. 77: pl 4570. 1851). Dunsterville (Bull. Amer. Orch. Soc. 49: 486. 1980) afferma che quello di Hooker era in errore, e che il nome di S. sessilis si applica solo a una specie sudamericana. Come si può notare: regna incertezza.

Sobralia sessilis (A. Rich.) Lindley 1841

Originariamente pubblicato in Botanical Register 27: Misc.p.3, 1841.
Questa è una specie epifita che si trova lungo i fiumi e le insenature nel nord del Sud America. Gli steli delle piante sono lunghi oltre 1 metro con fiori terminali. Sepali e petali sono color rosa lavanda con venature mediane biancastre. Il labello è bianco alla base, con il giallo e l’arancione al centro e il rosa-viola all’apice. Fiorisce da aprile ad agosto, occasionalmente da novembre a dicembre.

Delfina de Araujo afferma che Sobralia sessilis si trova negli stati brasiliani di Acri, Amazzoni, Amapá, Distrito Federal, Goiás, Minas Gerais, Pará e Roraima. Fraga e Peixoto (2004) aggiungono Estado do Espirito Santo.
Questa specie è anche confusa con Sobralia decora endemica dal Messico e dall’America centrale.
Sobralia sessilis è una delle otto specie endemiche nel Suriname (altre sono Sob. Fimbriata, Sob. Fragrans, Sob. Liliastrum, Sob. Macrophylla, Sob. Sclerophylla, Sob. Stenophylla, Sob. Suaveolens e Sob. Yauperyensis). Nel 1906, tuttavia, Pulle riconobbe questa specie come l’unica Sobralia in Suriname, elencando le raccolte di due sedi: G.M. Esemplare Versteeg 589, in fiore a luglio sul fiume Marowyne, vicino a Poeloegoedoe; e H.R. Wullschlaegel, esemplare 1320 (ex Cogn. I. c. 344), raccolto al fiume Para. A quel tempo, Pulle riconobbe che era anche stata vista nella Guyana britannica (ora Guyana) e dal Brasile. Innoltre Sobralia sessilis è una delle nove specie conosciute nella Guyana francese (altre sono Sob. Fimbriata, Sob. Fragrans, Sob. Liliastrum, Sob. Macrophylla, Sob. Sclerophylla, Sob. Stenophylla, Sob. Suaveolens, e Sob. Yauaperyensis). L’esemplare del giardino botanico di New York fu raccolto nel maggio 1986 da S.A. Mori.

Sobralia fenzliana Rchb.f. 1852.
Nativa in Nicaragua, Panama, Colombia, Ecuador

Originariamente pubblicato da Heinrich Gustav Reichenbach (1824-1889) in: Bot. Zeit. 10: 714 (1852).
Questa specie ha fiori rosa porpora con un labello più scuro; il labello è ondulato ma non arruffato e non ha chiglie croccanti.
Questa specie è simile a Sobralia decora e Sobralia neglecta. Come distinguere? Generalmente, Sobralia decora ha steli eretti più eretti e forti e le foglie sono presenti fino alla base della pianta. Inoltre forma keiki.
Vedi anche il premio AOS alla CBR di Sobralia wilsoniana “Vera Cruz”, identificata da Stig Dalstrom nel 2008. In origine era stata premiata come Sobralia bouchei, ma assomiglia a Sobralia fenzliana.

Steve Gonzalez, un coltivatore americano racconta:
“Le piante che coltivo a Houston crescono robuste quando trattate come epifite. Le radici cresceranno fuori dal vaso e attraverso tutti i banchi – diffidate! Gli steli crescono fino a 1-1,5 m di altezza, semi-eretti (è necessario puntare per la visualizzazione) e non hanno keikis. I gambi sono leggermente appiattiti, ma non nella stessa misura di Sobralia sessilis. Generalmente, le foglie rimangono solo nella metà superiore degli steli. Fiori per mesi in progressione, ogni settimana o due; ma i fiori durano solo un giorno. Sono sempre terminali, e di solito single, occasionalmente il doppi”.

Nota: a voi l’identificazione! Potrebbe essere anche la quinta domanda da porre agli allievi giudici, che ne dite? 😉

Foto di copertina: Seidenfadenia mitrata [Rchb.f]Garay 1972. Collezione rio Parnasso

Genere monotipico (che comprende una sola specie), Seidenfadenia mitrata, è stata per molti anni (e in qualche caso lo è ancora) trovata nel mercato delle orchidee come Aerides mitrata. Nel 1972 Leslie Garay fondò questo nuovo genere in onore di Gunnar Seidenfaden, botanico ricercatore delle orchidee sud est orientali. Alcune differenze tecniche tra i fiori e il fogliame semiterete distinguono questo genere da Aerides. Seidenfadenia mitrata fiorisce in primavera/estate producendo infiorescenze dalla base del fogliame semiterete.
La specie:
Miniatura epifita, endemica in Myanamar e in Tailandia ad altitudini da 100 a 800 metri. Orchidea da clima caldo, a sviluppo monopodiale con foglie semi-terete, acuminate, scanalate sulla parte superiore, a portamento pendulo. Infiorescenze ascellari con parecchi fiori color viola pallido – lavanda, erette e più corte delle foglie, ramificate con brattee triangolari-ovate. Fiorisce in primavera inizio estate e ha fiori dolcemente profumati.
Coltivazione:
Stante il suo portamento pendulo, conviene sistemare questa orchidea su supporti (zattere o cestini) di legno. Non richiede periodi di riposo vegetativo, desidera clima caldo e umido: temperature minime 18°, massime 30-32°. Ferilizzazioni regolari, più diradate in inverno.

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