Pleurothallis loranthophylla

002Pleurothallis loranthophylla
Origine del nome di specie: fa riferimento alla morfologia delle foglie, simili a quelle della famiglia delle Loranthaceae

Descrizione

Pleurothallis loranthophylla Rchb.f., Bot. Zeitung (Berlin) 10: 674 (1852).
Protoluogo di raccolta: Venezuela
Publicato in: Botanische Zeitung (Berlino) 10(39): 674. 1852. (24 Sett. 1852).

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Sinonimi:
Humboltia navicularis (Lindley) Kuntze
Humboltia subpellucida (Klotzsch) Kuntze
Pleurothallis intermedia Schltr.
Pleurothallis navicularis Lindley
Pleurothallis spathata Schltr
Pleurothallis punctata (Karsten) Schltr.
Pleurothallis subpellucida Klotzsch
Pleurothallis violaceorosea Schltr.
Rhynchopera punctata Karsten

Specie epifita a sviluppo cespitoso, endemica in Costa Rica, Panama, Colombia, Venezuela, Guyana, Ecuador, Perù e Bolivia. Pianta di piccole dimensioni da clima fresco intermedio, vive negli ambienti umidi delle foreste montane e dei boschi pedemontani ad altitudini di 2100 metri sul livello del mare.
Produce esili fusti avvolti da guaine basali al cui apice cresce un’unica foglia lanceolata e acuminata. Nella pagina superiore della foglia, durante la fase vegetativa, si forma e si secca una spata allungata dalla quale, in inverno, uscirà una infiorescenza racemosa, incurva e carica di piccoli fiori color rosa antico.

Coltivazione
Questa specie preferisce clima fresco e umidità costante, quindi conviene coltivarla in piccoli vasetti di plastica, avendo cura di sistemarla nella parte ombreggiata della serra.
Il segnale della crescita ideale è dato dalla formazione di muschio sulla parte superiore del substrato che deve essere drenante, ma nello stesso tempo anche accumulatore di umidità.
Le fertilizzazioni devono essere delicate e non frequenti

Miltonia phymatochila ex Oncidium phymatochilum

Oncidium phymatochilum, Phymatochilum brasiliense, Oncidium oppure Miltonia? Per ora Miltonia.

Guardando gli steli fiorali di questa specie è veramente difficile stabilire il suo genere di appartenenza.
Di questo problema se ne sono accorti anche vari tassonomi e botanici.
Ad esedmpio Eric A. Christenson colloca questa orchidea addirittura in un nuovo genere monotipo; la notizia è apparsa su Richardiana (rivista trimestrale francofona edita dall’associazione Tropicalia) Vol V – n°4, ottobre 2005, pagine 194 – 196.- Phymatochilum, un nouveau genre monotypique du Brésil (Orchidaceae: Oncidiinae). (pages 194-196)
Eterne storie di disquisizioni tassonomiche che mettono in crisi i coltivatori, sempre in lotta con i nomi delle loro orchidee.
Vediamo di ricostruire il percorso storico di questa specie, comparandola ad una del genere Miltonia: M. regnellii var. alba.

La storia
Siamo nella prima metà del 1800, periodo fecondo per la scoperta di nuove specie di orchidee. Vari raccoglitori in loco, inviano agli erbari europei, grandi quantità di materiale vegetale e molte nuove specie di orchidee. E’ per questi motivi che spesso prende sostanza la confusione – certe descrizioni di quel periodo sono ancora da chiarire – sui luoghi di provenienza, ad esempio la specie che stiamo analizzando, John Lindley la ricevette, sia da Loddiges, che dal reverendo Clowes di Liverpool. John Lindley, forse per l’incertezza dei luoghi di provenienza, in quell’occasione non lasciò traccia di descrizioni delle piante inviate da Loddiges, mentre nel 1847, descrisse il materiale del reverendo Clowes – appassionato di orchidee – ed in suo onore assegnò alla nuova specie il nome: Miltonia clowesii, rinominandola l’anno successivo, Oncidium phymatochilum, in riferimento alle pronunciate carenature del labello dei suoi fiori.

Prima descrizione e registrazione:
Oncidium phymatochilum Lindl. Gard. Chron. (1848) 139. (basionimo della specie)
La specie rimane con questo nome fino a quando la biochimica si avvale del DNA delle piante per approfondire la loro struttra molecolare. Ed è così che nel 2001, Norris Williams e Mark Chase spostano Oncidium phymatochilum nel genere Miltonia: Miltonia phymatochila (Lindl.) N.H.Williams & M.W.Chase Lindleyana 16(4): 284 (2001).
Nella pubblicazione di trasferimento di genere, Norris Williams e Mark Chase hanno evidenziarono la dominannza di uno stretto rapporto genetico con il genere Miltonia, nonostante le evidenti differenze morfologiche. Il mondo della tassonomia ufficiale rimase molto sorpreso di questa pubblicazione e sin da subito si insinuò il dubbio se fosse valsa la pena di costituire un nuovo genere mono specie. Nel 2005, Eric Christenson, con la sua pubblicazione su Richardiana 5(4): 195. 2005, colloca questa spece in un nuovo genere e gli assegana il nome: Phymatochilum brasiliense. Va precisato che ad oggi non vi è generale consenso (respinto dal Kew) su questo nome.
Riassumendo: questa specie non è più compresa nel genere Oncidium in quanto è più affine ai generi Miltonia, Aspasia, Brassia e Ada, i più importanti della sottotribù Oncidiinae, tribù Cymbidieae.
A me piacerebbe il nome assegnato da Christenson, ma ad oggi il nome accettato è: Miltonia phymatochila.

Descrizione
Specie epifita simpodiale. E’ endemica in Messico, Guatemala e in vari Stati del Brasile, nelle zone alte della Foresta Atlantica: Rio de Janeiro, São Paulo, Espírito Santo, Minas Gerais e Pernambuco. Cresce nelle zone ombreggiate delle foreste ben ventilate, a 600 – 1300 metri di altitudine, preferisce i rami spessi degli alberi con luce luminosa.
L’origine del nome di specie deriva dalle vistose “pustole” coriacee ed evidenti, cresciute alla base del labello E’ un’orchidea da clima caldo a sviluppo simpodiale, con pseudobulbi fusiformi, appiattiti, foderati alla base e con un’unica grade foglia apicale lanceolata di colore rossastro. Questa bellissima specie fiorisce in primavera e produce lunghi steli fiorali penduli, ramificati, con numerosi fiori dal labello bianco, petali e sepali fasciati di colore verde e marrone.

Miltonia
Questo genere è stato creato da Lindley nel 1837 quando descrisse la specie tipo: Miltonia spectabilis.
In quel periodo, Lindley ricevette due esemplari di una nuova orchidea molto particolare, da Loddiges e da George Baker. La descrisse come nuovo nuovo genere, e le assegnò il nome di Miltonia quale omaggio a Charles Wentworth-Fitzwilliam, 5° Earl Fitzwilliam, ex Visconte Milton, un appassionato di orchidee inglese. E’ questo il periodo delle incertezze e delle doppie descrizioni, le informazioni al quel tempo viggiavano molto lentamente, mentre le proposte di classificazione di nuove specie arrivavano copiose ai botanici, e non di rado, specie dello stesso genere assumevano nomi diversi.

Miltonia regnellii var. alba (Tessmer) Roeth (2005)
Il nome Miltonia è stato assegnato in onore di Lord Fitz William Milton, orchidofilo inglese. Originariamente il genere Miltonia era molto vasto, ma recentemente è stato ridotto e varie specie sono state incluse nei generi: Chamaeleorchis, Anneliesia e Miltoniopsis, ed ora ne rimangono poche e tutte di origine brasiliana.

Le Specie
Miltonia candida Lindl. (1838) (Brasile)
Miltonia clowesii (Lindl.) Lindl. (1840) (Brasile)
Miltonia cuneata Lindl., (1844) (Brasile)
Miltonia flava Lindl. (1848) (Brasile)
Miltonia flavescens (Lindl.) Lindl. (1841) (Brasile e Argentina)
Miltonia kayasimae Pabst (1976) (Brasile)
Miltonia moreliana A.Rich. (1848) (Brasile)
Miltonia phymatochila (Lindl.) N.H.Williams & M.W.Chase (2001) (Brasile)
Miltonia regnellii Rchb.f. (1850) (Brasile)
Miltonia regnellii var. alba (Tessmer) Roeth (2005)
Miltonia regnellii var. citrina (Cogn.) Roeth (2005)
Miltonia regnellii var. travassosiana (Cogn.) Roeth (2005)
Miltonia regnellii var. veitchiana (Cogn.) Roeth (2005)
Miltonia russelliana Lindl. (1841) (Brasile)
Miltonia spectabilis Lindl., (1837) (Brasile)

Ibridi naturali
Miltonia × bluntii Rchb.f. (1879) (= Miltonia clowesii × Miltonia spectabilis) (Brasile)
Miltonia × cogniauxiae Peeters ex Cogn. & Gooss. (1900) (Miltonia regnellii × Miltonia spectabilis) Brasile) Miltonia × cyrtochiloides Barb.Rodr. (1877) (Miltonia flavescens × Miltonia spectabilis) (Brasile)
Miltonia × lamarckeana Rchb.f. (1885) (Miltonia candida × Miltonia clowesii) (Brasile)

… E poi, tutto finisce

Erano le ore 9 di lunedì mattina, 18 settembre, quando suonò il telefono: “E’ morto Graziano Grando”, fu questa la notizia che mi gelò il sangue.
Con Graziano, la comune passione per le orchidee ci fece incontrare una quindicina di anni fa e diventammo amici, le nostre famiglie diventarono amiche.
Poi caddero dei “macigni” fra noi, che fecero dividere le nostre strade e che in tutto questo tempo non riuscimmo a scalare per reincontrarci.

Poi tutto finisce. Ti giunge a sorpresa una notizia che non avresti mai voluto ricevere: la morte di Graziano quasi improvvisa, inaspettata, che si porta via tutto.
Ed allora la mia mente sconvolta, riavvolge con frenesia tutti i momenti vissuti insieme a parlar di orchidee. Fra tutto mi torna in mente la mostra di orchidee a San Donà in quel famoso Aprile del 2007, compivi 60 anni caro Graziano, e a tua insaputa si era deciso di organizzare una gran festa nel tuo giardino, ma doveva essere una sorpresa per te. In quei giorni c’era un ingorgo di compleanni: fra gli altri il tuo, quello di Viviana ed anche il mio, e per noi fu gioco facile tenerti a San Donà con la scusa di spegnere le candeline della torta, lontano da casa dove nel frattempo prendeva forma la festa.
Quella fu una bella giornata, ora è finito tutto, a sorpresa e silenziosamente.
Riposa in pace Graziano, che la terra ti sia lieve.

Cestino universale: come costruirlo

Sulla falsariga delle vecchie museruola in rete metallica ritorna in auge questo contenitore, all’origine usato dai contadini per impedire ai buoi di distrarsi durante i lavori di campagna, ora quale contenitore di piante.
Si presta molto bene per contenere le orchidee con il geotropismo negativo (Stanhopea, gongorinae), ma è funzionale per qualsiasi soluzione.

Materiale d’uso: filo di ferro sottile, zincato e plastificato verde di due sezioni (più grosso per le due cerchiature e più maleabile per la formazione del reticolo.
Misure: 8 pezzi di ferro da 82 cm – un pezzo di ferro grosso per il cerchio superiore di 70 cm. che sviluppa un diametro di 21 cm. – pezzo di ferro di 8 cm. per il cerchio di contrnimento stretto.

Non rimane che seguire la sequenza delle operazioni: tempo previsto per un operatore allenato, 20 minuti primi

Sequenza delle operazioni.

Le prime operazioni saranno quelle di: a) – preparare 8 spezzoni di filo sottile, lunghi 82 cm, b) – creare i cerchi di supporto della rete, modellando un pezzo di ferro grosso lungo 70 cm, ed uno di 8 cm.

A questo punto seguite attentamente le foto in sequenza.
I pezzi di ferro da utilizzare per la formazione della rete, vanno piegati giusto a metà per favorire la formazione di occhielli da agganciare nell’anello inferiore. L’attorcigliatura dovrà essere di 2 giri e mezzo, in modo che l’occhiello si posizioni verticalmente rispetto ai 2 spezzoni laterali, questo per facilitare le operazioni di inserimento nell’anello inferiore.

Una volta piegati e preparati gli occhielli degli 8 spezzoni, questi vanno infilati nel cerchio inferiore, che opportunamente concede spazio (vedi foto).
Ad operazione ultimata si rimettono in linea i due terminali dell’anello, che dovranno accostarsi con una leggera pressione.

Si inizia la maglia della rete.
A questo punto si può iniziare la formazione della maglia, avendo cura di fare 2 attorcigliature complete fra spezzone e spezzone.

Effetto concavo.
Per ottenere la forma concava delle maglie, ogni giro completo, va aumentata la loro ampiezza (8 attorcigliature). Con un po’ di manualità si favorirà manualmente l’effetto sferico e
giro dopo giro (per questo modello in tutto 5), la (museruola) prenderà forma.
Siamo già in fase avanzata, ma non fatevi prendere dalla fretta di finire, questo è il momento più impegnativo e la buona riuscita del lavoro dipende proprio dalla attenzione che i vari spezzoni

delle maglie non si accavallino e soprattutto che non vi graffino le nani.

Siamo prossimi alla legatura delle magie all’anello superiore. Finito il quinto giro di maglie va inserito l’anello opportunamente
sagomato, al quale andranno attorcigliati gli apici rimanenti delle maglie, cosi come si può vedere nelle foto che seguono.

Siamo alle finiture, una volta attorcigliati i vari apici degli spezzoni delle magie, sarà nostra cura spuntare le rimanenze dei

fili di ferro e con l’ausilio di una pinza sistemeremo bene le punte in modo che non procurino lesioni.
Il contenitore universale è praticamente ultimato, eccolo in tutta la sua leggiadria, pezzo unico di gran valore: la
manualità!

Non solo per le orchidee.
Certamente la museruola nasce negli ambienti orchidfili dei secoli scorsi quale contenitore di orchidee dalle esigenze particolari, le Stanhopee ad esempio , ma nulla toglie che
siano molto funzionali anche per creare delle composizioni di edera o di altre essenze vegetali (vedi foto), quindi datevi da fare!
Come dite: non riuscite a fare la museruola? Niente paura, potrete trovarle a Schio già pronte… all’occorrenza anche con la Stanhopea inclusa.
Vediamoci a Schio!!

Bulbophyllum gracillimum

Visioni.
Passava quasi inosservata, stamattina, poi sono stato attratto da uno strano ciuffetto di fiori color viola – mattone che aleggiava sopra un batuffolo di piccoli pseudobulbi e foglie ovali…

Bulbophyllum gracillimum (Rolfe)Rolfe 1912 SEZIONE Cirrhopetaloides Garay, Hamer & Siegerist 1994

Sinonimi:
Bulbophyllum leratii (Schltr.) J.J.Sm. 1912 – Bulbophyllum psittacoides J.J. Sm. 1911 – Cirrhopetalum gracillimum Rolfe 1895 – Cirrhopetalum leratii Schltr. 1911 – Cirrhopetalum psittacoides Ridley 1927 – Cirrhopetalum warianum Schlecter 1913.

La fantasia di un poeta le chiamerebbe strane danzatrici nell’aria, figure delicate gracili e graziose che si muovono con un minimo alito di vento… piacevoli visioni.
Bulbophillum gracillimum è una specie originaria della Tailandia, Birmania, Malesia ed isole Solomon. Questa orchidea epifita di piccole dimensioni, preferisce temperature moderate, buona umidità, ambiente ventilato e può essere coltivata sia su zattere di fibra che in vaso.
Le infiorescenze si formano all’apice di un lungo ed esile stelo fiorale a gruppi di 6 – 10 fiori, e sono delicatamente profumati.