La casa per le tue orchidee

La Serra, elemento essenziale per il collezionista e coltivatore di orchidee
Perché quando costruiamo una nuova abitazione non pensiamo anche alla casa per le piante?
I progettisti cui ci rivolgiamo pensano a tutto: tre o quattro bagni, l’immancabile taverna che useremo due volte l’anno, l’impraticabile mansarda, l’intoccabile soggiorno, l’angolo cottura super tecnologico, garage e mille altre diavolerie, ma dimenticano la creazione di spazi organizzati per ospitare e coltivare con successo le piante: la serra!

In occasione della bellissima esposizione del mese di Settembre 2003 – “ORCHIDEE SUL LAGO”- a Villa Giulia (Pallanza, lago Maggiore), conversando con un visitatore di Locarno, questi mi pose una domanda: “sto costruendo una nuova dimora, bella e funzionale, vorrei realizzare anche una serra per le orchidee ma non trovo soluzioni, ne attingendo dalla letteratura ne dialogando con il mio progettista, cosa mi consiglia”?
La domanda di questo distinto signore del Canton Ticino, conteneva in se, tutta la sensibilità culturale di una vita armoniosa, ma evidenziava nel contempo l’assenza di risposte ai suoi bisogni hobbistici. La conversazione continuò fra appunti disegni e note di vario tipo.

La serra
Spazio organizzato per riprodurre condizioni climatiche particolari: deve rispondere alle esigenze specifiche del tipo di essenze vegetali che si intendono coltivare.
Dispiace deludere quanti sostengono la facilità di coltivazione delle orchidee, certo tutto sopravvive ma se si vuole veramente una collezione in buona forma, bisogna dar loro quanto chiedono.
Fortunatamente, pur essendo numerosissime e distribuite in tutte le parti della terra, molte di loro vivono bene in condizioni climatiche abbastanza simili.
Il problema base da risolvere è quello di garantire un costante rapporto fra i tre elementi fondamentali per la vita delle orchidee: luce, temperatura ed umidità.
Moltissime specie di orchidee vivono bene dentro la seguente fascia di temperature (8°/18° minime e 20°/32°) massime, purché sia garantita loro un’umidità relativa dell’aria, mai inferiore al 60/70% ed una corretta luminosità filtrata da ombreggiatura (30/50%).
Appare subito chiaro che lo spazio interno della serra deve essere organizzato: per poterlo riscaldare, per umidificare l’ambiente, per rinfrescarlo e per filtrare la luce del sole. Le soluzioni dovranno sempre tenere conto del legame: luce – temperatura – umidità.
In estate non basta aprire la serra per rinfrescare, così facendo si abbasserebbe anche l’umidità relativa.

Le soluzioni
La serra va pensata come uno spazio chiuso, realizzato con materiale il più possibile trasparente e nello stesso tempo coibentante (vetro camera, policarbonato, nylon) la scelta è ovviamente legata alla capienza del portafoglio del collezionista.
La temperatura minima va garantita con impianti di riscaldamento radiante, ad esempio termosifoni, oppure ad aria calda: entrambi mostrano pregi e difetti (la scelta sarà legata alle opportunità contingenti).
Le alte temperature dovute all’effetto serra, nel nostro caso voluto, vanno controllate con il sistema “cooling”, cioè togliendo l’aria calda interna con un aspiratore posto in alto sulla parete a sud della serra e consentendo l’entrata di aria fresca esterna di ricambio, attraverso dei pannelli alveolari bagnati, posti sulla parete opposta, cioè a nord.
Con il “cooling”, oltre all’abbassamento della temperatura si ottiene anche l’umidificazione dell’aria, che entrando forzatamente attraverso i pannelli alveolari bagnati, trasporta delle piccole particelle di acqua che si disperdono nell’ambiente interno umidificandolo.
Inoltre, per il controllo dell’umidità interna vanno anche installati dei sistemi di umidificazione tipo “ fog”, effetto venturi ecc.
Per il controllo della luce del sole, va posta una rete ombreggiante sopra il tetto della serra, purchè distaccata dallo stesso, per consentire la circolazione d’aria rinfrescante, tra la rete ed il tetto stesso.

Un consiglio
Il primo consiglio che mi sento di dare ad un futuro possessore di serra è di farsene una abbastanza grande per poter contenere il suo hobby in sicuro e costante aumento. Una serra piccola può dare l’impressione di essere immensa, ma è leggendario che i coltivatori d’orchidee non siano mai soddisfatti.
All’inizio, forse, non vi interessate che di una specie o due e vi ritenete contenti con pochi esemplari di ciascuna. Ma è inevitabile che vi innamoriate quanto prima di un’altra specie e poi di un’altra ancora.
Allora comprerete due o tre piantine dell’una e poi due o tre piantine dell’altra, che diventeranno presto piante adulte e avranno bisogno di esse­re divise, cosi in un tempo relativamente breve, i vostri bancali saranno affollatissimi.
Vi sono anche altre ragioni per non farsi una serra troppo piccola: una serra molto piccola a causa dello scarso volume d’aria è difficile da organizzare e da tenere sotto controllo. Inoltre, raddoppiare una piccola serra non significa raddoppiare anche i costi, aumenteranno solo di 1/3.

Serra fredda, intermedia e calda
Gran parte delle orchidee esotiche, come si è detto, vivono dentro tre fasce di temperature minime: 8/10°, 13/15°, 15/18°, considerate rispettivamente da serra fredda, intermedia e calda. Quindi, il manuale del bravo coltivatore direbbe di scegliere le orchidee da coltivare, oppure di costruire tre serre diverse… ed i costi?
Non allarmatevi, io ho potuto verificare che in una serra funzionale e con una corretta ventilazione interna, si creano diversi microclimi in un unico spazio, e con una attenta osservazione si possono trovare sicuramente gli habitat richiesti dalle diverse specie presenti.

Portobello Magazine

Spazio dedicato allo scambio di piante, materiali di coltivazione, supporti tecnologici ecc.


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ESPERIENZA BELLISSIMA

DAL GAZZETTINO – Lunedì, 22 Marzo 2004

Successo strepitoso dell’iniziativa FAI ed interesse spasmodico per le orchidde ed i loro miti

Ha riscosso un grandissimo successo ieri la “Giornata di primavera” del Fai (Fondo per l’ambiente italiano), che a Treviso ha proposto la mostra “Il fascino delle orchidee” nella chiesa di San Gregorio e l’apertura al pubblico di villa Ca’ Zenobio, sede dei MasterCampus nelle arti della musica, teatro, danza. “Nella sola giornata di sabato abbiamo avuto a San Gregorio oltre 500 persone (1200 in totale) – gongola Adelina Secco, vicepresidente regionale del Fai -L’esposizione delle orchidee riscuote molto successo e tanti sono attirati dalla possibilità di vedere la chiesa”. Per tutta la giornata si sono alternate visite guidate alla chiesa e interventi di Guido De Vidi sulle sue piante. “Una passione nata una ventina d’anni fa – racconta – regalando un’orchidea a mia moglie. Ho cominciato a interessarmene dato che non fioriva e a poco a poco sono rimasto stregato da questi fiori”. La sua collezione, che conta oltre 4.000 esemplari, è la più importante d’Italia. Afflusso ininterrotto per tutto il giorno a Ca’ Zenobio, visitata da 2400 persone. I visitatori venivano accolti da ragazzi delle medie (Serena, Coletti e Toti del Monte) che sono stati coinvolti grazie al progetto Apprendisti Ciceroni; si proseguiva poi guidati da studenti del Mazzotti o dell’università Ca’ Foscari, formati grazie ad uno stage. “L’attenzione che ci ha riservato il pubblico è evidente – afferma Luciana Taffarello, responsabile della “Giornata di primavera” – al punto che Fondazione Cassamarca sta valutando la possibilità di un’apertura mensile affinché il pubblico possa godere di questo patrimonio”.

Marco Gasparin

Orchids.it, collabora con il FAI

Fine settimana tra arte e bellezze naturali per la XII Giornata di Primavera
Orchidee e visite guidate con il Fai
Fine settimana all’insegna dell’arte e delle bellezze naturali con la dodicesima Giornata di Primavera indetta dal Fai, Fondo per l’ambiente italiano. Anche nella Marca trevigiana i volontari saranno mobilitati sabato 20 e domenica 21 marzo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle meraviglie custodite nel nostro territorio e sulla necessità di tutelarle. Due le iniziative proposte ai trevigiani: la prima nella chiesa di San Gregorio in pieno centro storico a Treviso. Il gioiellino architettonico ospita da qualche tempo la sede dell’associazione, grazie ad un accordo con la proprietaria parrocchia del Duomo. In vicolo San Gregorio 7 sarà inaugurata sabato 20 marzo alle ore 10.30 una suggestiva mostra intitolata “Il fascino delle orchidee” che raccoglie la collezione realizzata da un appassionato trevigiano, Guido De Vidi. Le orchidee potranno essere ammirate anche domenica 21; sono eleganti piante ornamentali dallo straordinario fascino e si possono trovare in natura in ben 25 mila specie diverse. De Vidi è uno tra i coltivatori e cultori più capaci e la sua collezione è unica, dal momento che queste piante necessitano di cure mirate e pazienti.

La seconda iniziativa del Fai per la Giornata di Primavera è prevista domenica 21 con una serie di visite guidate a Villa Ca’ Zenobio, il complesso di via Santa Bona Nuova 126 recentemente restaurato da Fondazione Cassamarca e destinato ad ospitare prestigiosi master musicali. La villa seicentesca ampliata nel corso del Settecento contiene una deliziosa Sala della Musica con affreschi di Gregorio Lazzarini che propongono il tema amoroso attraverso coppie di innamorati desunte dalla mitologia e dalla “Gerusalemme liberata”. Il salone da ballo fu riccamente decorato da Francesco Fontebasso.

Le visite guidate iniziano alle ore 9.30 e si svolgeranno con turni successivi fino alle 18.30, quando è prevista l’ultima partenza. Per motivi organizzativi è necessario prenotarsi in segreteria Fai domani, mercoledì 17 marzo, dalle ore 15.30 alle 17.30 o telefonare al numero 0422/582156.

NERO WOLFE COLPISCE ANCORA

LA PROVINCIA DI BRESCIA
promuove e organizza per il quarto anno consecutivo
il Festival della Letteratura Poliziesca

A QUALCUNO PIACE GIALLO

La manifestazione avrà sede al
TEATRO SANCARLINO DI BRESCIA
(corso Matteotti 6)
da GIOVEDÌ 25 MARZO a SABATO 3 APRILE 2004

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