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REPORT N° 11 post pubblicato da massimo il 09.06.2008

E’ in fiore il Cypripedium calceolus
Dopo un anno di attesa finalmente riesco a vedere la famosa Scarpetta di Venere (o Pianella della Madonna) in piena fioritura, che continuerà ad occhio e croce per un’altra decina di giorni.
L’anno scorso me la persi per aver visitato il sito con una settimana di ritardo, mentre quest’anno nonostante pensassi ad un ritardo nella fioritura dovuta alla stagione piovosa, l’intuito mi ha suggerito che il momento giusto fosse comunque arrivato.
Sabato mattina, presto in piedi come al solito, ho aperto un balcone e sebbene a nord il tempo non sembrasse dei migliori, ho deciso di uscire per uno dei miei ormai usuali sopralluoghi. Spinto da chissà quale misteriosa vocina, anziché visitare uno dei tanti biotopi scovati in internet, nelle orecchie mi riecheggia una parolina….Cypripedium calceolus, Cypripedium calceolus, Cypripedium calceolus, Cypripedium calceolus….

Decido allora di reindirizzare le mie attenzioni verso una piccola valle già meta di diversi miei pellegrinaggi e fonte di diverse scoperte interessanti.
Al mio arrivo in situ, il primo incontro che faccio è con un paio di piante a me nuove: la Clematide alpina (Clematis alpina (L.) Miller) pianta rampicante con un fascino tutto particolare e l’Erba unta comune (Pinguicola vulgaris (L.)) una carnivora abbastanza comune, che sta terminando la sua fioritura, osservando poi le fioriture presenti nei prati, intuisco che il momento è quello giusto,sono infatti densamente presenti le Gymnadenia conopsea, Platanthera bifolia, Orchis tridentata , e l’ormai immancabile e diffusissima Dactylorhiza fuchsii mentre nel sottobosco spadroneggiano Neottia nidus-avis e Cephalanthera longifolia.
Noto ai margini della stada sterrata che mi porterà in loco che cominciano ad emergere dal suolo le Epipactis atrorubens, mentre si attardano le altre Epipactis.
La flora è indubbiamente interessante quanto il luogo, fiorisce a macchie di un initenso rosa la Saponaria rossa (Saponaria ocymoides), si comincia a vedere la Cephalantera rubra che mostra il pannicolo dei fiori, ancorà presto però per vederne la bellezza del fiore, uscendo dal sottobosco e spostandomi verso il greto del torrente cambia completamernte il paesaggio e la flora presente, in un’area umida alcuni esemplari, non comuni, di Dacthylorhiza lapponica (Laest. ex Hartm.) Soó, Nom. Nov. Gen. Dactylorhiza: 5 (1962)(erroneamente classificata lo scorso anno come Dactylorhiza incarnata), scendendo ancora scorgo sul suolo arido e ghiaioso la Dafne rosea (Daphne striata) e la Pulsatilla (Pulsatilla alpina) mentre il solito colpo d’occhio individua sotto un piccolo cespuglio, un’unico esemplare dell’altrettanto poco usuale e rara Dactylorhiza cruenta (O.F.Müll.) Soó, Nom. Nov. Gen. Dactylorhiza: 4 (1962), distinguibile dalla Dactylorhiza incarnata per il pannicolo di fiori più denso, il gambo più grosso e le foglie densamente punteggiate di porpora, che nella prima sono assenti.
Poco più avanti un ponticello che porta sulla sponda opposta del torrente dove, sotto i mughi, dovrebbe essere in fiore il Cypripedium calceolus, già una quindicina di metri prima intravedo una macchia bruno e gialla che mi fa palpitare il cuore, mi avvicino a passo spedito, mi infratto tra i mughi ed in effetti eccola in tutto il suo splendore la Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus L., Sp. Pl.: 951 (1753)).

Mi dilungo nel fotografarle per lungo e per largo, da sopra e da sotto, lascio il sito alla ricerca di un’altra piccola rarità segnalata in questo luogo la Listera cordata che ahimè non risco a trovare probabilmente per essere arrivato in anticipo sulla fioritura.
La passione per la natura e la curiosità mi portano a vedere fiori che prima non notavo, così una macchia giallo intenso cattura il mio sguardo, è la Viola gialla (Viola biflora (L.)), nel frattempo inizia a piovere così affretto il passo e torno verso l’auto.

In un momento di pausa uggiosa, scorgo sotto un pino un’unico, solitario Fior mosca (pittorresco nome comune dell’Ophrys insectifera L., Sp. Pl.: 948 (1753)), un paio di scatti e nuovamente via verso l’auto sotto uno scroscio. Strada facendo incontro un paio di anziani e simpatici villeggianti trevigiani che incuranti del tempo si concedono quattro passi.
Si conclude così una giornata densa di sensazioni in questo piccolo e incontaminato angolo di paradiso.
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