Romanzo: LA FOTOGRAFIA COLOR SEPPIA

PREFAZIONE

Care amiche e amici del blog, scrivere un libro che parli di orchidee è quasi una battaglia persa. E’ già stato scritto di tutto e di più.

Da bambino rimasi affascinato da un libricino regalatomi da una famiglia ricca – ai miei non rimanevano denari per acquistare libri, anzi, di denari non ne avevano proprio e quindi la mia lettura era limitata agli scarni libri scolastici del tempo. Mio zio materno però – con il quale vivevo insieme alla mia mamma – capiva che avrei desiderato un libro più del pane ed un giorno mi portò con sé dal padrone di casa.

Avevo 8 anni. Andammo con la bicicletta, una sola, da uomo. Io ero seduto sull’asse orizzontale detto “scheletro” e lui durante i 9 chilometri del tragitto, quasi a rendermi meno pesante il viaggio mi sussurrava continuamente – quando saremo dal signor Rioni, chiederò su libro per te, sei contento? Sì esclamavo sempre!
Tornammo a casa con il libro e la felicità non ci stava tutta dentro di me. Iniziai la lettura… non importava il titolo, il tema, l’autore… era sufficiente leggere. Il titolo del libro era “MINUZZOLO”, in pratica, il racconto delle vicende di una famiglia borghese italiana ambientata negli anni 30-40, sviluppato in chiave propedeutica; ad ogni particolare vicenda c’era la spiegazione scientifica.

Ricordo un capitolo che descriveva le vacanze al mare di Minuzzolo; durante il loro viaggio in auto – pensate, in auto – per recarsi al mare a Follonica – si è guastato lo spinterogeno ed il papà di Minuzzolo giù a spiegargli come funzionava lo spinterogeno.

L’ho riletto un’infinità di volte quel libro… solamente con l’età adulta ho capito che era una lode al regime di quel tempo e che probabilmente, chi me l’ha regalato se ne è disfatto, forse per necessità. Niente paura… non ha procurato alcun danno sulla mia formazione politica..
Ecco, ricordandomi di quel libro mi è scaturita l’idea di sistemare in ambiente romanzato, racconti di orchidee… vediamo cosa ne vien fuori.
Questa è l’anteprima.

Burlington, Gennaio 1973
Fuori fa un freddo cane, gli inverni nel Vermont sono tremendi. Dik Jenkins, Ufficiale dei Marines è da poco rientrato in patria dal Vietnam e sta godendosi una licenza premio.
E’ il 7 Gennaio del 1973, la guerra in Vietnam sta finendo malamente, insieme ai tanti sogni di potenza, americani.
Dik sa che dovrà tornare ancora a combattere i Vietcong e sa anche che ogni ripartenza per il Vietnam gli garantisce solo il biglietto di andata. Per questo è tremendamente triste.
La mattinata che precede il suo ritorno in guerra, Dik lo trascorre da solo, guarda i grossi fiocchi di neve che cadono silenziosi e sogna una bella ed impossibile sciata fra i boschi del Taconic Range. Sono vallate dolci che degradano verso nord ovest nelle pianure orientali del Lago Champlain. Non può farlo.

All’indomani, di buon ora, deve trovarsi già all’aeroporto di Burlington per tornare alla guerra. Quel che resta della giornata, la dedica a sfogliare vecchie foto di famiglia in compagnia di Jennifer, la sua giovane moglie. Rovistando fra le carte ingiallite dello studio, Dik Jenkins è attratto da una fotografia color seppia che fa da copertina a fogli di carta grezza, irrimediabilmente aggrediti da vistose macchie di muffa.

E’ cosi che inizia l’avventura di Dik, a metà fra romanzo e realtà.
Quegli appunti tenuti insieme da una piccola cordicella di canapa, attirano sin da subito l’attenzione di Dik; raccontano di strane orchidee quasi azzurre, e dei loro magici poteri.
Jenni! – esclama Dik – mostrando la fotografia a sua moglie – sembra proprio l’orchidea dai grandi fiori leggermente azzurri, abbarbicata sulla parte alta, ad ovest della nostra serra.
– Sì… sì è proprio quella – risponde Jenni – chissà quali segreti nasconde.

Dik chiude gli occhi per un momento, e la sua mente lo riporta agli anni della sua infanzia quando il nonno Adam – parlando con dolcezza e passione – lo trasportava in luoghi misteriosi e lontani.

Quando Dik era bambino, nessuno credeva al nonno Adam, era già vecchio, ormai abbondantemente sopra i 90 e quelle storie di donne bellissime dai magici poteri donati loro da una rara orchidea… non incantavano più nessuno in famiglia… solo il bambino Dik lo stava ad ascoltare.

Fu quella vecchia foto color seppia che spinse Jenkins, Dik Jenkins, a leggere con avidità gli appunti del nonno Adam, suo progenitore inglese, che descrivevano con dovizia di particolari, le sue avventure e le sue ricerche scientifiche in Assam.

Le Indie Orientali
Eravamo nella seconda metà del diciannovesimo secolo – 1884 – quando un giovane Ufficiale della British Army ” Adam Jenkins” di stanza in Assam per conto della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, si trovò a vivere una avventura misteriosa, talmente unica che gli sconvolse tutto il resto della sua vita.

Dik taglia lo spago che tiene legati i fogli, alza il sigillo di ceralacca ed inizia la lettura:

“22 di Novembre del 1884, alle ore 7 del mattino sono convocato in ufficio dal commandante – Colonello Jeremy Lobb – per comunicazioni altamente riservate.
Il commandante mi consegna un dispaccio e mi invita a leggerlo.
In questo dispaccio sono contenuti tutti i dettagli di una missione nelle regioni Cherapunji e Shilong. In queste regioni, e precisamente fra le foreste delle colline Khasia Jaintia, vive una tribù matriarcale proveniente da Assam, chiamata Khasia.
Devo recarmi in quelle zone per scoprire una magica orchidea, più volte citata da Thomas Lobb, zio del commandante e ancora introvabile.
Il Colonello Jeremi Lobb mi informa che questa orchidea è stata più volte citata da suo zio Thomas Lobb, ma esiste una rara varietà ancora sconosciuta.
Questa varietà vive aggrappata agli alberi in una zona nota solamente dalle donne Khasi – precisa il Colonello – che si tramandano il segreto con impenetrabile riservatezza. L’orchidea perderebbe il suo potere se fosse disponibile anche per gli uomini e per le donne infedeli.
Pare che con i petali dei fiori fecondati di questa ochidea, le giovani vergini raggiungano il “nirvana” e scelgano in sogno, l’uomo da sposare. Pare anche che sia possibile scegliere, tempo storico, luogo e sogno desiderato.

Dik, visibilmente frastornato, guarda ancora la fotografia, la gira e sul retro legge:

Vanda coerulea – scoperta da William Griffith nel 1847 su alberi di Gordonia (Theaceae) nelle foreste di querce e pini delle colline Khasia dell’India orientale.
Thomas Lobb, zio del mio commandante ha portato la specie in Inghilterra e nel 1850 è stata esposta per la prima volta la pianta fiorita, fra lentusiasmo degli appassionati di orchidee.
Questa varietà dai poteri magici è stata raccolta da me nel 1886. Solo alcune specie di api indiane, come l’ape nana (Apis florea), riescono a fecondare i fiori di questa varietà. Purtroppo nella mia serra non vivono più; chi le riporterà sarà sicuramente fortunato; potrà sognare a piacere e provare tutte le mie emozioni vissute in terra Khasia”

– Jenni, sussurra Dik – vorrei poter sognare che la guerra è finita! Sì amore, sarebbe bello – risponde Jenni, accarezzandole i capelli – se Dio vorrà, ritroveremo queste api, le accompagnaremo nella nostra serra e chiederemo loro di farci sognare.

Continua… a partire dalla prossima puntata servirà la password per la lettura, richiedetela.

Ciao! Che ne pensi?