Brylobium hyacinthoides ex Eria hyacinthoides

Nella foto in evidenza: fioritura nella collezione Rio Parnasso

Orchidea dalle infiorescenze simili a quelle dei Giacinti, specie già nota come Eria hyacinthoides.

Come tante altre specie, anche questa, inizialmente descritta da Blume nel 1825, come Dendrolirium hyacinthoides ha successivamente cambiato nome di genere ed anche di specie. Le varie collocazioni, ed i relativi cambi di nome possiamo per comodità considerarli come sinonimi della stessa pianta: Dendrolirium ebulbe Blume 1825 – Dendrolirium hyacinthoides Blume 1825 – Eria ebulbis Lindley 1830 – Eria endymion Ridl. 1896 – Pinalia ebulbis (Blume) Kuntze 1891 – Pinalia hyacinthodes (Lindl.) Kuntze 1891.

Carl Ludwig Blume (29 giugno 1789 – 3 febbraio 1862) botanico tedesco/olandese, nella sua vita ha effettuato vasti studi della flora dell’Asia meridionale, specialmente a Java, allora una colonia dei Paesi Bassi).
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L’ansia del collezionista di orchidee alla vigilia di una mostra

001Mostre internazionali, mostre locali, mostre rionali, poco cambia: bisogna portare le proprie orchidee in esposizione. Sì perché alle mostre c’è chi va per vedere, per comprare, o per giudicare, ma se non c’è chi porta le orchidee, le mostre non si fanno.
La cosa, vista dalla parte del collezionista, è sempre vissuta con grande patema d’animo. Comunque sia, il coltivatore amatoriale ci tiene a portare orchidee ben fiorite e, se possibile, qualche novità.
Non sempre questo avviene, le mostre sono ormai storicizzate e cadono nelle stesse date o quasi, ed è così che le orchidee fiorite nei giorni dell’esposizione, spesso sono sempre le stesse.
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Dendrobium anceps

IMG_0206Riorganizzando il portamento e ripulendo l’aspetto del mio esemplare di Dendrobium anceps, per portarlo alla prossima mostra di San Donà di Piave, ho pensato bene di dare un’occhiata della documentazione presente su internet, e mi son trovato a rileggere un mio articolo scritto su questo blog in Maggio del 2010.
Questa orchidea non è certamente quella che la gente, guardandola, esclama “bella”. Non ricordo più come è giunta nella mia collezione, certamente tanti anni fa. L’ho coltivata con curiosità, aspettando i fiori perchè il cartellino di identificazione che riportava questi riferimenti – Dendrobium bilobatum – mi lasciava qualche dubbio. E dopo qualche anno i fiori sono arrivati, ed anche la classificazione: Dendrobium anceps.
Bisogna riconoscere che è una pianta molto generosa nella vegetazione, mentre i piccoli fiori color giallo, si perdono fra le ascelle degli steli vegetativi.
Volendo spezzare una lancia in favore di questo Dendrobium, va riconosciuta la sua vocazione ad essere condivisa con gli amici collezionisti perché produce facilmente keiki e nuove vegetazioni dotate di radici: forse è stato così che questa orchidea è giunta nella mia serra.
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Orchidee ad Aprile: Cattleya aurantiaca – Cattleya skinneri, e figlia

cattleya_aurant_marigoldCattleya aurantiaca (Bateman ex Lindl.)

I ciuffi dei piccoli fiori di questa specie (i più piccoli del genere) illuminano la serra di bagliori color arancione.
Cattleya bifoliata originaria dell’america centrale, molto variabile nelle dimensioni delle piante e nel colore dei fiori, che variano dal rosso-arancione al colore giallo o raramente di forma alba.
Vive come epifita sui tronchi degli alberi nelle foreste pluviali calde, dove può formare dei grandi ceppi di piante con fioriture molto appariscenti.

Cattleya skinneri Bateman 1839

In certi areali Cattleya aurantiaca è endemica insieme a Cattleya skinneri, questa particolare condizione ha dato vita a quel bellissimo ibrido naturale noto con il nome: Cattleya guatemalensis.
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Storie di orchidee: “The lost orchid”

In qualsiasi collezione di orchidee esotiche c’è sicuramente qualche figlio della famosa Cattleya labiata. Gli ibridi ad essa collegati sono più di dodicimila.
Quando questa orchidea fece la sua comparsa sulla scena, cambiò radicalmente il collezionismo mondiale e diede inizio ad una delle avventure più intense della storia dell’orchidofilia – un’avventura che portò all’introduzione di un intero gruppo di specie dal fiore grande color lavanda, che avrebbe dominato il mondo delle orchidee e la percezione del pubblico orchidofilo, per i successivi 150 anni.

cattleya_labiata_stampaCattleya labiata Lindley 1821
Il nome al genere Cattleya è stato dato in onore del coltivatore inglese Sir William Cattley da Barnet. Sir William Cattley era un collezionista di felci tropicali, che si faceva spedire da vari Paesi coloniali. Fu in occasione di una spedizione del signor Swainson che ricevette anche delle nuove orchidee. Così, dopo il rinvaso di tutte quelle piante dalle strane sembianze, nell’autunno del 1819, nelle serre di Cattley, comparvero dei fiori che nessuno prima di allora aveva mai visto.
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