Laelia tenebrosa: orchidea arcobaleno


Laelia tenebrosa (Rolfe) Rolfe 1893


Laelia tenebrosa (Rolfe) Rolfe descritta in
Orchid Review  1 ( 5 ) : 146    1893.John Rolfe, botanico insignito delle maggiori onorificenze britanniche, fra le quali “Victoria Medal of Honor” e la “Veitch Memorial Medal”, è stato un personaggio molto importante dell’orchidofilia e dell’orchidologia di fine 1800.
Collaborò attivamente come autore e redattore sin dal 1893 in “The Orchid Review” e portò avanti il suo impegno fino al 1921, poco prima della sua morte.
Rolfe ebbe un rapporto molto travagliato con alcune sue affermazioni scientifiche, in particolarmodo con la specie brasiliana: Laelia tenebrosa.

Sbagliare è umano
A differenza di molti suoi “illustri” colleghi del tempo, sempre restii ad ammettere eventuali errori nella classificazione delle orchidee, Rolfe era quasi felice di poter revisionare le sue descrizioni precedenti, quando queste risultavano inadeguate o sbagliate.
Un pomeriggio estivo del 1889, Rolfe iniziò ad analizzare il fiore di un’orchidea speditagli dalla “Liverpool Horticultural Company”, per altro già presentata in “The Gardener’s Chronicle” del 1 giugno 1889 come forma scura e gigantea di Laelia grandis, specie già descritta da Lindley nel 1850 (Paxton’s Flower Garden, pag. 60).

Laelia tenebrosa, esemplare

Storia:  le conclusioni a cui giunse Rolfe nella sua analisi non lasciavano dubbi che si tratasse di una nuova specie, ma preferì continuare a considerarla una “variazione specifica” di Laelia grandis e quindi solamente una sua “varietà”: Laelia grandis var. tenebrosa.
Due anni più tardi, nel 1891, il Signor A.H. Grimaditch di Clapton Square (Liverpool), inviò uno pseudobulbo fiorito a Rolfe, precisando pure che era stato raccolto in zone diverse da quelle già conosciute come endemiche di Laelia grandis. Ciò nonostante, anche in quest’occasione Rolfe descrisse il campione come “Laelia grandis var. tenebrosa”, (Gardener’s Chronicle, 1891, pg. 126) e non rilevò alcuna variazione significativa rispetto alle sue precedenti oservazioni (solamente variazioni geografiche). In tale circostanza Linden pubblicò il disegno del fiore nella sua famosa rivista Lindenia (vol. II, plate ccxc), accompagnato dalle osservazioni di Rolfe.
I fiori di quella nuova pianta erano molto appariscenti nella forma e nel colore bronzeo di sepali e petali. Fu esposta alla “Royal Horticultural Society”, presente Lord Rothschild , in tale esposizione la pianta ricevette il “First Class Certificate”, e fu anche inclusa nel libro Reichenbachia con questa annotazione “many distinct pecularities in growth, form, and colouring and it is quite probable that we shall ultimately regard it as a species”, ma Rolfe continuò a considerarla ancora come ” Laelia grandis var. tenebrosa .”
Solamente nel 1893 su “The Orchid Review” di Maggio, Rolfe, dopo aver visitato varie collezioni ed averne verificato la costanza nel tempo, con puntigliosa descrizione delle diversità di quella pianta dai grandi fiori bronzei con labello rosso-acceso, e con i sepali ed i petali più piani di Laelia grandis, la nominò Laelia tenebrosa.

Note
Tranne un breve periodo verso la fine del 1800, Laelia tenebrosa non è mai stata molto presente nelle collezioni Europee.
Laelia tenebrosa proviene da una piccola zona a sud dello Stato di Espirito Santo (Brasile), dove ora è considerata virtualmente estinta.
Originariamente prosperava sui grandi alberi delle foreste molto fitte, ma oggi le piante disponibili per le collezioni provengono da incroci x self o da meristemi di esemplari già coltivati.

Coltivazione
Questa specie, come si è già detto, vive nelle foreste dense ed ombreggiate ed in coltivazione preferisce zone meno luminose delle altre Laeliae.
Laelia tenebrosa è una speciee molto vigorosa e può essere coltivata alle stesse condizioni delle Cattleyae, comprese le temperature: 29-32 (°C) max e 15-16 (°C). Va bagnata costantemente durante il periodo vegetativo, con un periodo di asciutto dopo la fioritura, fino al nuovo sviluppo.

Nota a piè di pagina:
Le notizie e le descrizioni di ogni post del blog sono supportate da ricerche sulla letteratura esistente e sul web, ma si riferiscono esclusivamente a esperienze di coltivazione su orchidee presenti nella collezione rio Parnasso.
Eventuali errori o incompletezze possono essere rimediati dalla vostra collaborazione.

Contributi dei lettori:
Michelangelo Di Schiena: Credo sia il labello più interessante della triade purpurata-lobata-tenebrosa. Ho un paio di cloni dark che presentano petali e sepali davvero scuri, fantastico il contrasto con i toni del labello. Sono piante davvero robuste, amano essere letteralmente “affogate d’acqua” durante il periodo vegetativo. Infatti per me la gestione temperature, annaffiature della triade è praticamente identica, unica cosa che le differenzia sono le esigenze in termini di luce perché la tenebrosa preferisce più ombreggio. Non ho mai visto una di queste piante marcire, da quando le tengo in sfagno (vivo o a fibra lunga) mantengono un elevato livello di idratazione sui retrobulbi e hanno molto più vigore, riuscendo facilmente ad attivare retrogemme, diramandosi.

Bulbophillum lepidum, ballade


Bulbophyllum lepidum (Blume) JJ Sm. 1905.

Endemicità:  India, Myanmar, Laos, Tailandia, Malesia peninsulare, Cambogia, Vietnam e Indonesia. Habitat: specie epifita di medie dimensioni trovata nelle foreste semi-decidue e sempreverdi su rocce muschiose ed alla base degli alberi a quote da 300 a 1100 metri. Desidera clima caldo con buona escursione termica. Morfologicamente si struttura su  un rizoma, pseudo-legnoso, orizzontale, lungo il quale si formano pesudobulbi di colore verde pallido, angolati e distanziati fra loro  di 1 a 2 cm. All’apice degli pseudobulbi si forma un’ unica foglia eretta, oblunga, brevemente e ottusamente bilobata. Gli steli fiorali, lunghi da 10 a 15 cm, si formano dalla base degli pseudobulbi e al loro apice presentano oltre una decina di fiori di colore bruno rossastro, a formare un ombrello.

Questa specie richiede annaffiature e fertilizzanti regolari, alta umidità e buona circolazione dell’aria.
Facile da far fiorire, i fiori nascono all’apice di infiorescenze che raggiungono lunghezze fino a circa 20 cm, e formano dei ventagli con 6 – 10 fiori.
Periodo di fioritura: luglio-dicembre. Questa specie richiede un ambiente caldo – clima umido e un luogo ombreggiato.

Come tante altre orchidee, anche questa è oggetto di pasticci tassonomici. Mentre alcune fonti accettano il nome Bulbophyllum lepidum, altre lo ritengono solamente un sinonimo di Bulbophyllum flabellum-veneris (J.König) Aver. 2003. Un altro sinonimo è Cirrhopetalum lepidum (Blume) Schltr. 1911.

…just a wonderful world!

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Bulbophillum nymphopolitanum

IMG_0409 Bulbophyllum nymphopolitanum Kraenzl. 1916 -Ann. Nat. Hofmus. Wien xxx. 60 (1916).
Origine etimologica del nome di specie: nominato da Kränzlin in onore della città di Nymphenburg (in latino Nymphopolis), sede del Giardino Botanico dell’Università di Monaco (Monaco di Baviera), Germania, dove ha trovato la pianta per la descrizione, originariamente raccolta sulle pendici del vulcano Mayon, nel sud Luzon.

ORIGINE / HABITAT: Filippine. Questa orchidea è stata trovata sull’isola di Panay nelle province di Antique e Capiz; su Luzon nelle province di Rizal, Sorsogon, e Zambales; su Leyte e Sibuyan, nelle foreste a circa 500 – 1000 m di altitudine.
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Quando incontri la donna della tua vita, cominci a condividere con lei, luoghi belli e momenti magici, che con il passare degli anni diventano i ricordi dell’anima.

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