Orchidee: quando si seccano le punte delle radici

Giovanni Ridolfi ci scrive:
… sono un vecchio amatore di orchidee. Possiedo una piccola serra di 30mq. circa. Riscaldamento ad acqua. Tetto di filon, sistema di nebulizzazione con pompa da 70 atmosfere. Seguo sempre il suo sito; sarebbe un grande piacere poter farle visita. L’età e la distanza me lo vietano,abito infatti i provincia di Pavia. Le espongo il mio problema e se vorrà rispondere le sarò molto grato e riconoscente;in caso contrario resteremo sempre amici web. Il problema è che quando le piante sono in vegetazione e le nuove radici sono belle bianche e turgide come le innaffio (con acqua piovana che raccolgo in tanica da 2000 l.) queste dopo un giorno si seccano sulle punte. Preciso le innafiature le effettuo di primissima mattina ed a temperatura ambiente. Il ricambio D’aria avviene per apertura di finestra sul colmo e da ventilatori. Non sono ancora riuscito a risolvere questo problema. Se vorrà cortesemente darmi qualche suggerimento le sarò veramente grato.

radici_2“Tutte le piante, orchidee comprese, presentano tre elementi fondamentali: RADICI, FUSTO e FOGLIE. L’assorbimento degli elementi minerali e dell’acqua è svolto dalle radici, oltre a tenere salda la pianta al substrato. Il fusto mantiene eretta la pianta e le foglie fungono da centrale energetica ricavando energia con la fotosintesi.
Queste tre strutture sono tutte quante costituite da un certo numero di cellule e le cellule nelle tre strutture si differenziano fra loro per avere acquisito nell’arco di millenni la specializzazione fisiologica a livello funzionale. Invece la parete cellulare è la struttura che accomuna tutte le cellule vegetali ma allo stesso tempo le differenzia dalla cellula animale che non la possiede.
Le cellule delle piante hanno due tipi di parete: la primaria e la secondaria. La parete primaria si trova nelle
pianticelle giovani ed è molto sottile, mentre quella secondaria, più spessa, è presente in cellule che sono specializzate ad una certa funzione ed hanno una certa età.
Esiste un quarto elemento che non è sicuramente di minore importanza:
IL MERISTEMA.
Questa particolarissima struttura è principalmente localizzata all’estremità del fusto della pianta nelle ascelle fogliari e negli apici delle radici. Il meristema è una struttura formata da una quantità di cellule che si mantengono sempre ad uno stato indifferenziato garantendo nel tempo l’accrescimento della pianta stessa.
Le principali strutture di trasporto che percorrono la pianta sono: lo xilema ed il floema. Queste due strutture formano il cosiddetto sistema vascolare. Lo xilema è un lungo condotto di tubature unite fra loro e chiamate tracheiti. In particolare queste strutture sono dei tubicini cellulari che originano dalla morte delle stesse per la perdita delle loro strutture interne (citoplasma) ed il successivo ispessimento della loro parete, per contrastare la pressione negativa interna che si origina per assicurare il trasporto dei nutrienti dall’alto verso il basso (dalla punta della radice all’apice della gemma).
Il floema invece è quella parte vascolare che assicura la distribuzione degli zuccheri prodotti per fotosintesi e tutte le molecole organiche verso tutti.
Citochinine: La principale citochinina nelle piante superiori è la “zeatina”. Queste molecole sono responsabili nell’attivazione cellulare e la loro divisione. Per questo motivo sono anche maggiormente concentrate nei tessuti che si trovano in attiva proliferazione, come per esempio nei tessuti meristematici degli apici radicali e nei germogli della pianta.
Questa premessa può far capire che la parte apicale delle radici è molto importante per il corretto sviluppo delle orchidee e nello stesso tempo è assai delicata stante lo stato di continua evoluzione.
Per dirla in parole povere, la punta delle radici è un’officina in pieno fermento al cui interno si creano forze di spinta e di attrazione. Il tutto deve stare in buon equilibrio. Ad esempio, quando la pianta deve spendere energie per la sua fioritura le radici smettono di crescere e, in caso di traumi causati da rotture o da eccessivo assorbimento di sali oppure da repentini stress ambientali (aria secca e/o drastico sbalzo termico), può capitare il fenomeno di essicazione delle punte.
Caro Giovanni, io ti consiglierei di mantenere alta l’umidità in serra, soprattutto durante la fase delle bagnature, evitando di arieggiare eccessivamente l’ambiente interno con l’apertura delle finestre sul colmo della serra.
Io sono contrario a questo tipo di ricambio d’aria, preferisco il sistema “cooling” ma questa è solo una mia opinione.

Keiki sulle radici

Un fenomeno inusuale

Queste foto le ha inviate l’amico Vincenzo Ghirardi ed evidenziano la formazione di un keiki sulla radice di Phalaenopsis. Il fenomeno è raro, nei miei anni di vita con le orchidee è la prima volta che mi capita di vederlo e merita di essere segnalato ai visitatori del blog. A quanto si può vedere la Phalaenopsis in questione potrebbe essere P.stuartiana o un suo ibrido strettamente legato… sarà Vincenzo a confermarlo.