Spero che questa pianta rimanga in fiore fino alla fine di febbraio per portarla in esposizione all’EOC di Padova, dove vorrei proporre di considerarla ex novo “var. flavescens”.
Collezione Guido De Vidi – diritti riservati
Pahiopedilum venustum (Wallich ex Sims) Pfitzer
Origine del nome: dal latino “venustum”, bello.
Il P. venustum è stato scoperto dal dott. Wallich a Sylhet (Bangladesh) agli inizi del secolo scorso.
E’ introdotto in Europa dalla Ditta inglese Witley, Brames e Milne (provenienza Orto botanico di Calcutta) dove più tardi fiorisce: è stato descritto da Sims nel 1820.
Questa specie è stata una delle prime ad essere ibridata: Paphiopedilum x Crossii (P. venustum x P. insigne) ottenuto da Cross, nel 1871.
Paphiopedilum venustum ha le foglie argentate con tonalità grigio-verdi di base e macchie verde scure sulla pagina superiore, riproposte color porpora in quella inferiore.
La struttura vegetativa è molto robusta e compatta, gli steli fiorali alti 15-20 cm. portano 1 e più raramente 2 fiori che raggiungono 9-10 cm di diametro.
Il sepalo dorsale è bianco con evidenti striature verdi, mentre il labello presenta marcate venature verdi scure. I petali verdi alla base, assumono tonalità terra di Siena chiara che diventa arancio e rosso scuro all’apice: sui petali ci sono anche delle macchie scure, che insieme alla tonalità di base caratterizzano la zona geografica di provenienza e la varietà.
Questa specie è diffusa in un’area geografica molto vasta: Bangladesh, Assam, Nepal.
Nel suo habitat, Paphiopedilum venustum guida il suo ciclo vegetativo in funzione dei monsoni: caldo e umido estivo (18-32 gradi centigradi) e freddo secco in autunno–inverno (5-20 gradi centigradi).
All’ inizio del monsone secco, la pianta accenna ad un leggero riposo e poi inizia la lenta e progressiva formazione degli steli fiorali che maturano verso la fine di gennaio. In natura questa specie vive ai piedi degli alberi in terreni molto umidi e ricchi di humus delle foreste fitte, preferendo di norma i pendii scoscesi lungo i fiumi.
Il composto di coltivazione deve essere vaporoso e drenante, con una discreta presenza di calcio.

[...] Paphopedilum venustum Cresce sulle pendici meridionali della catena dell’Himalaya. Si trova nel sottobosco della giungla fitta alla base delle scogliere, in boschetti di bambù, lungo le rive di fiumi fangosi o di humus nel biforcazioni degli alberi. Si tratta di una pianta con riccamente colorato, chiazzato fogliame e fiori vivaci. Paphiopedilum un facile e perdono di crescere e fiorire. Questa orchidea ha tutto ciò che gli appassionati di orchidee cercano … infinite varietà dalle più disparate forme e colori dei suoi fiori. Oltre alla generosità delle fioriture, quasta specie ha il fogliame è tra i più interessanti nel genere. Qualche esemplare sarà esposto anche al Flover di Bussolengo, in occasione dell’esposizione curata da Orchids Club, in programma il 13 e 14 Febbraio. Vi aspettiamo… magari con qualche vostra varietà in fiore. Condividi su questi social networks: [...]
Certo che è un bel esemplare ben coltivato