Vandachostylis Thai Sky ‘Blu Ocean’

Vandachostylis Thai Sky ‘Blu Ocean’: collezione rio Parnasso

Vandachostylis Thai Sky (sinonimo: Vascostylis Thai Sky) è un ibrido di orchidee epifite a sviluppo monopodiale. E’ il risultato di un incrocio tra le cultivar Vandachostylis Charlotte Oestreicher (genitore del seme) e Vandachostylis Tham Yuen Hae (genitore del polline).

Vandachostylis Thai Sky ‘Blu Ocean’: collezione rio Parnasso

Questo ibrido è stato sviluppato e registrato presso la Royal Horticultural Society nel 1992 da Suphachadiwong, un coltivatoe di orchidee thailandese. I fiori di Vandachostylis Thai Sky nei suoi vari cultivar, vanno dal colore viola intenso al colore blu brillante e raggiungono una dimensione di circa 4-5 cm.

Vandachostylis Thai Sky ‘Blu Ocean’: collezione rio Parnasso

Nelle foto è rappresentato il cultivar Vandachostylis Thai Sky ‘Blu Ocean’. Questa pianta richiede temperature da intermedie a calde, luce intensa o pieno sole e un substrato di coltivazione ben drenato. La deficenza di luce, specialmente durante il riposo invernale, non garantirà una buona fioritura. Periodo di fioritura: aprile – giugno.

Vandachostylis Thai Sky ‘Blu Ocean’: collezione rio Parnasso

Cyrtopodium andersonii

Il genere Cyrtopodium R. Brownn 1813
Epidendroideae, Cymbidieae, Cyrtopodiinae.
Le specie di questo genere sono note anche con il nome “orchidee sigaro” (Rebecca Tyson Northen nel suo libro ORCHIDEE), per la struttura dei loro pseudobulbi. Il nome di questo genere è derivato dall’epiteto greco “kyrtos”, gonfiore curvo e podion, piede piccolo in riferimento alla forma della colonna che si curva verso l’alto. Sono conosciute circa una trentina di specie, alcune di media grandezza, altre decisamente grandi. Possiamo trovarle sugli alberi, quindi epifite, ma possono essere terricole oppure litofite e vivono nella fascia tropicale e sub tropicale dell’America.

Cyrtopodium andersonii (Andrews) R. Br. 1813
Il nome di specie è dedicato in onore del collezionista svedese Anderson (1800).
Endemico in Florida, Cuba, Trinidad & Tobago e Windwards, Guyana francese, Suriname, Guyana, Venezuela e Brasile su savane rocciose di sabbia a 300-1500 metri di altezza. Specie gigante da clima caldo a crescita terrestre. Cyrtopodium andersonii è la specie più conosciuta del genere, e certamente quella con la gamma di distribuzione più ampia. Sembra che la specie sia presente ovunque ci siano montagne con grandi porzioni di sporgenze esposte e non molto ripide. Solo per dare un’idea, la specie si trova sia all’interno della città di Rio de Janeiro, a poche decine di metri sopra il livello del mare, ma si trova anche sulle “Organ Mountains” su sporgenze esposte, ma questa volta a circa 3000 metri di altezza, ed inoltre si trova nello stato di Rondonia (regione amazzonica), presente su simili tipi di sporgenze.

In Brasile, la specie viene solitamente coltivata all’aperto nei giardini, in quanto la sua dimensione la rende piuttosto difficoltosa da coltivare in vasi. Come la maggior parte delle specie di Cyrtopodium, i fiori di C. andersonii producono fiori subito dopo la stagione delle piogge, alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera. Le infiorescenze vengono prodotte contemporaneamente alla formazione delle nuove vegetazioni. Gli pseudobulbi di questa specie, lunghi circa un metro, affusolati ed appuntiti, sono caratterizzati da delle carenature internodali che segnano l’attaccatura delle foglie, lunghe 70 cm. e decidue.
Appena formatosi il nuovo pseudobulbo (inizio primavera) si struttura subito la spiga fiorale, che cresce freneticamente anche oltre un metro e settanta cm. e dopo un mese sbocciano già le prime infiorescenze giallo brillante, in un’apoteosi progressiva che dura tutta l’estate.
A tarda estate, caduti gli ultimi fiori delle spighe (circa un centinaio per spiga) e con gli pseudobulbi di stagione maturi ed in pieno vigore, la pianta va in leggero riposo e le foglie cominciano ad ingiallire e staccarsi una ad una lentamente, durante tutto l’inverno.
Durante il periodo del riposo, vanno progressivamente diradate le annaffiature ed è questo il periodo più critico perché si può incappare in una bagnatura di troppo che può portare dei problemi anche letali agli pseudobulbi di riserva, quali marciume.
Vista la mole della specie, alla quale non può essere garantito eccessivo spazio libero attorno, può capitare che essa si prenda qualche annaffiatura indesiderata.
Le radici in riposo non assorbono né cibo né tantomeno acquae quindi rimangono bagnate per molto tempo, questo stato favorisce il processo di marcescenza che velocemente si propaga ai vari pseudobulbi della pianta.
In quasta fase è consigliabile dimenticarsi dell’esistenza in serra di questa esuberante orchidea, ma non troppo però!

Angraecum germinyanum ‘Angelo Conteri’

Questo cultivar è dedicato in onore ad Angelo Conteri, amico e coetaneo, venuto a mancare il 22 Aprile 2021.

Angraecum germinyanum ‘Angelo Conteri’ collezione rio Parnasso.
Angraecum germinyanum ‘Angelo Conteri’: collezione rio Parnasso

Angraecum germinyanum Hook. f. 1889 Sezione Arachnangraecum. Nome di specie dato in onore del Conte francese Germiny appassionato francese di orchidee del 1800.

Vive in Madagascar e desidera habitat nuvolosi, ad altitudini comprese tra 1000 e 2000 metri come pianta epifita monopodiale di piccole e medie dimensioni. Forma steli allungati e snelli con foglie distiche, di un verde brillante lucido, irregolarmente bilobate. Fiorisce in primavera/ estate con un’infiorescenza filiforme, a fiore singolo, ceroso solitario, fragranza notturna al profumo di gelsomino, di lunga durata, non resupinato. I fiori non resupinati hanno bellissimi petali a forma di ragno compensati ordinatamente dal labello rotondo piuttosto grande a forma di disco. Questa specie richiede temperature da fresche a intermedie e una volta che iniziano a fiorire possono essere prodotte molte spighe per un periodo di diversi mesi. Molto facile da coltivare e far fiorire!

Sinonimi: Angraecum bathiei Schltr. 1925; Angraecum ramosum subsp. bidentatum H. Perrier 1941; Angraecum ramosum var. bathiei (Schltr.) H. Perrier 1941; Angraecum ramosum var. peracuminatum H. Perrier 1941; Arachnangraecum germinyanum (Hook.f.) Szlach., Mytnik & Grochocka 2013; Mystacidium germinyanum (Hook. F.) Rolfe 1904

Epidendrum paniculatum

Epidendrum paniculatum Ruiz & Pav.

Specie epifita endemica in Perù nelle foreste tropicali umide ad altitudini comprese tra 1700 e 2800 metri. Produce pseudobulbi simili a canne, terete, diritti avvolti da guaine fogliari di colore da grigio a marrone che portano da 18 a 20 foglie alterne, articolate, erette, spesso violacee sfumate con linee rossastre longitudinali. Fiorisce dall’estate alla fine dell’inverno con fiori profumati di colore variabile da pochi a molti che si aprono in successione per un lungo periodo di tempo.

Epidendrum paniculatum appartiene al gruppo Pseudoepidendrum, caratterizzato da piante cespitose, fusti a canna, foglie da acute ad acuminate, solitamente con infiorescenza apicale, petali per lo più filiformi con labello trilobato e al sottogruppo Paniculatum, che ha petali filiformi, fiori verdi e bianchi, spesso contrassegnati di viola sul disco del labello e sull’apice della colonna. La specie è di medie dimensioni.

Sinonimi: Epidendrum atacazoicum Schltr 1921; Epidendrum bifalce Schltr. 1929; Epidendrum brachythyrsus Kraenzl 1911; Epidendrum caloglossum Schltr. 1921; Epidendrum densiflorum Hooker 1840; Epidendrum fastigiatum Lindl. 1853; Epidendrum floribundum var. convexum Lindl. 1853; Epidendrum isthmi Schlechter 1922; Epidendrum longicrure Schltr. 1920; Epidendrum ornatum Lem. 1848; Epidendrum paniculatum var. longicrure Lindl. 1853; Epidendrum piliferum Rchb.f 1877; Epidendrum reflexum A&S 1925; Epidendrum rubrocinctum Lindl. 1843; Epidendrum syringaeflorum Warsz. ex Rchb. f. 1854; Epidendrum turialvae Rchb.f 1871

Pleurothallis ruscifolia

Pleurothallis ruscifolia (Jacq.) R. Br. 1813

Origine del nome di specie in riferimento alle sue fogie, simili all’Helleborine rusci majoris. Dimensione dei fiori da 6 mm a 2 cm. Questa specie è endemica dall’America centrale al Sud America e cresce sia come epifita che litofita.

Nel mondo orchidofilo è apprezzata per il giallo brillante, leggermente profumato dei suoi grappoli di fiori prodotti alle basi delle foglie, così come per la sua facile coltura. Tollerante alla temperatura. Pleurothallis ruscifolia trova il suo habitat nelle foreste montane umide ad altitudini da 40 a 2000 metri, fiorisce su una breve infiorescenza laterale sottostata da brattee imbricanti vicino alla base fogliare che reggono affascinanti grappoli di fiori singoli globulari, occasionalmente successivi, bilabiati, delicatamente profumati.

Sinonimi: basionimo Epidendrum ruscifolium Jacq.
eterotipico Humboldtia succosa Pav. ex Lindl.
eterotipico Pleurothallis glomerata Ames
eterotipico Pleurothallis laurifolia Kunth
eterotipico Pleurothallis multicaulis Poepp. & Endl.
eterotipico Pleurothallis ruscifolia var. caquetana Schltr.
eterotipico Pleurothallis succosa Lindl.
omotipico Humboldtia ruscifolia (Jacq.) Kuntze eterotipico si intende di una infiorescenza composta, quando il suo tipo cambia nelle successive ramificazioni omotipico si intende una infiorescenza composta con le ramificazioni secondarie uguali a quella principale.

Osservzioni interessanti annotate su questa specie da un gruppo di studio in situ: …”Abbiamo trovato la specie che cresceva abbondantemente in una fresca foresta umida in Costa Rica sul vulcano Poas ad un’altitudine di circa 1400 m.
La maggior parte delle piante che abbiamo visto crescevano sui tronchi o sui rami inferiori di grandi alberi sempreverdi e quindi trascorrevano gran parte del loro tempo in ombra profonda. Abbiamo visitato il Costa Rica a luglio e abbiamo scoperto che su Poas pioveva molto ogni giorno. La pioggia di solito arrivava alle 12.30 circa e continuava fino alle 16:00 circa. Coltiviamo le specie montate e in vaso nelle Cool Americas e le manteniamo innaffiate tutto l’anno per riflettere il clima per cui si è evoluta, ma non attenersi rigidamente ai tempi del Costa Rica per l’irrigazione ogni giorno “…