Tribuna delle Orchidee, una pagina Fb. di successo!

I post pubblicati sulla pagina “Tribuna delle Orchidee” (non quelli condivisi da altre) viaggiano sull’ordine delle 600-800 persone raggiunte: una bella soddisfazione.
Di sicuro, l’interesse crescerà ancora e per quel che può valere la veicolazione di notizie sui social, cercheremo di essere il più possibile corretti e soprattutto completi nelle notizie date.

Una pagina personale si obietta, certo, e che altro può essere uno spazio FB. (Metti la faccia), se non la personalizzazione della notizia?
Chi si nasconde con il paravento di una sigla non la racconta tutta, le notizie incomplete e generiche sono quasi bugie: se vuoi contestare una persona, una notizia, o un suo comportamento, devi essere preciso, circostanziato e soprattutto devi fare nome e cognome, in caso contrario sei solamente uno sterile qualunquista e provocatore.

Le orchidee non sono solo profumo e bellezza, troppo comodo rifugiarsi in questo luogo comune, come in tutti i business, anche nel fantastico mondo delle orchidee, nascono guerre, saghe, gelosie, invidie e quant’altro è capace di provocare il genere umano: la storia insegna.

Parlarne a viso aperto può giovare a tutti. Questo e solamente questo, noi vogliamo fare.

Nei regimi dittatoriali e dispotici, le persone si possono demonizzare, cacciare ed anche eliminare, ma le idee che esse rappresentano o hanno rappresentato, seppur dissenzienti, non le puoi condannare per indegnità, quelle rimangono lì a pesare come macigni e diventeranno linfa per le future generazioni.

Restrepia dodsonii ‘Salvador Allende’

Quella cinquantina di specie assegnate al genere Restrepia, sono il cruccio e la soddisfazione di molti collezionisti di orchidee.
Queste orchidee sono per lo più originarie del Sud America, nelle foreste pluviali del Perù e Venezuela a quote alte, ma alcune specie crescono più a nord fino al Messico.
Il genere Restrepia è stato così nominato in onore del ricercatore Don Jose Restrepo.
Gran parte delle specie possono essere coltivate nelle stesse condizioni ambientali. Esse accettano bene anche situazioni limite e sono molto generose nella formazione di keikis.

Qualche nota sulla coltivazione
Luce:
Abbastanza filtrata, se le foglie tendono a perdere colore conviene dare luce più intensa. A tal riguardo è interessante seguire la colorazione delle foglie che varia in funzione della luminosità e della temperatura, ottimo segnale per testare la bontà della coltivazione.
Bagnature: Come tutte le orchidee endemiche nelle foreste pluviali, le Restrepia richiedono condizioni estremamente umide.
Temperatura: Creare ambiente fresco e ombreggiato. Troppo caldo mette le piante fortemente in crisi.
Substrato: Se si garantisce buona umidità ambientale, essendo orchidee epifite, possono essere sistemate su cestelli appesi, ma si sviluppano bene anche su vasetti con composto ben drenante a base di corteccia di abete, miscelata con torba di sfagno e perlite.
Alimentazione: ogni 15 gg. durante lo sviluppo con fertilizzante equilibrato 20-20-20 arricchito di magnesio chelato.

Fra le varie specie, merita attenzione Restrepia dodsonii originaria dell’Ecuador.
img_1557 Restrepia dodsonii Luer 1980
Pianta in fiore 11 Settembre 2016 – collezione Rio Parnasso – coltivatore Guido De Vidi.

Oggi ricorre il 43° anniversario del colpo di stato in Cile, uno degli avvenimenti più controversi del secolo scorso. Il suo Presidente Salvador Allende, eletto democraticamente pagò con la sua vita.

“Noi vivremo in eterno in quella parte di noi che abbiamo donato agli altri.”
Salvador Allende.

In suo onore e ricordo, nomino questo cultivar: Restrepia dodsonii ‘Salvador Allende’

Pianta di piccolissime dimensioni, una miniatura epifita endemica nelle foreste montane dell’Ecuador (Pichincha) ad altitudini da 1000 a 1700 metri con clima ventilato e molto umido.
fiorisce in ogni momento dell’anno e mostra infiorescenze con un singolo fiore con punteggiature color bruno Van Dik e sfondo rosato.

Etimologia
Restrepia dodsonii, così nominata in onore del botanico americano Dr. Calaway H. Dodson.

Dodson è nato a Selma, California . Si è presto specializzato in orchidologia, e nel corso della sua vita ha fatto numerose spedizioni nelle Ande tropicali, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia.

Nel 1960 Dodson, conosce Robert Dressler e con lui inizia una proficua collaborazione nella classificazione di nuove specie di orchidee. Nel 1965 Dodson presenta uno studio sugli agenti impollinatori delle orchidee e la loro evoluzione.
Nella primavera del 1973, Dodson diventa direttore esecutivo della nuova “Marie Selby Botanical Gardens” di Sarasota, in Florida , di cui oggi è “curatore onorario della sezione Orchidaceae”. Nel 1975 Dodson ha creato il genere Dressleria (dal nome Robert Dressler) comprese le specie del genere Catasetum, e riclassificato altre specie del genere Clowesia .
Ora lavora alla creazione di un database, comprese foto, di specie provenienti da tutto il mondo. Ad oggi, il progetto ha raccolto informazioni su 57.000 orchidee.

Amarcord… profumo di orchidee e aria di Schio

Buona giornata Italia orchidofila!

Anche oggi questo blog, in collaborazione con la Tribuna della Federazione originaria (non quella del logo con le stigmate), vi da il buongiorno con la puntuale fioritura di un’orchidea campione: 2 best in show – 2012 – 2013 all’evento orchidofilo di Schio ormai alle porte.

Possiamo titolare questo post “Amarcord, profumo di orchidee e aria di Schio”.

img_1529 Miltonia × bluntii Rchb.f. 1879

Quella che si vede in questa foto a sinistra è la fioritura di questi giorni, non è più l’esemplare degli anni scorsi – tutto finisce e va in crisi nella vita, anche nel modo vegetale – la pianta ha iniziato l’irreversibile crisi dell’esemplare, pertanto è stata divisa ed ora sta ripartendo lentamente.

La sua storia.
miltoniaxbluntii_2012_schioLa pianta, un ibrido primario di Miltonia, arriva nella collezione Rio Parnasso sul finire degli anni 80 del secolo scorso e da subito si sviluppa con vigore fino a diventare un bel esemplare che di anno in anno, in autunno, si mostrava fiorito in tutto il suo splendore.

016La sua notorietà pubblica si concretizza con l’evento orchidofilo di Schio che cade proprio sul finire di Settembre quando l’esemplare è in piena fioritura e per lei il gioco è stato facile.

In questo post si potrà ripercorrere la storia tormentata dell’evento schledense, si vedrà un video, qualche foto della pianta in esposizione e per me scorreranno tanti ricordi e momenti intensi della mia vita.

Valga per tutti un monito: non dobbiamo essere noi coltivatori, le star degli eventi, sono le nostre piante le protagoniste, sempre, nel bene e nel male, chi si mette davanti a loro, chi pone veti o assume comportamenti censori, sbaglia, sbaglia due volte, ma tant’è.
Ad maiora.

Gli Angeli di Schio

Appuntamento a Schio, le nostre orchidee vi aspettano.

Ultima cena, pardon… ultimo snack da Guido

foto_ direttivo_ FIO_del_ 13_giugno_2012Foto d’epoca? No, recentissima.

Eccolo il futuro delle orchidee in Italia. Tutti a casa mia sotto l’albero delle orchidee. Aaaa, ma sarà una foto di qualche anno fa, dirà qualcuno di voi. No, eravamo a metà di Giugno 2016.
Chi sono? Ora praticamente nessuno. Da quando è stata scattata la foto ne sono successe di tutti i colori: fra tutte le possibili angherie attivate per eliminarmi hanno inventato anche il “tribunale” delle inquisizioni. Che dico! Peggio, almeno i potentati del tempo sentivano il bisogno di ascoltare l’inquisito, quelli nella foto, comprese le deleghe non valide di altri due assenti, decidono “Inaudita altera parte” e ti comunicano la condanna con lettera raccomandata.
Dio mio, vien da dire, ma cosa c’è di tanto arcano da portare allo sfacelo una Associazione pur di tenersi strette le “careghe”? Non ci è dato di sapere, o forse si sa.
“Ma come”, esclama Delfo, ” la FIO l’hai fatta tu, e ti sei anche messo da parte, per lasciar posto ad un manipolo di ex (ex Presidente ATAO defenestrato, ex cocio ATAO, ex soci AIO compreso VP.) ed hai anche sponsorizzato due giovani leve” – “NO! Delfo” lo interrompo – ” Non ho sponsorizzato proprio nessuno, sia chiaro, altri sono stati i supporter che hanno portato alla Presidenza, una persona a digliuno di orchidee e di rapporti con l’intricato mondo dell’orchidofilia italiana, e come vedi, questi sono i risultati: Consigli direttivi fantoccio, messi in scena solamente per togliermi dai piedi”- prendo fiato e poi continuo con il mio dire – ” pensa un pò Delfo, ne hanno combinate di cotte e di crude, la più squallida è stata quella di togliere anzi tempo le loro piante esposte a Maserada… roba da brividi e lo “sbarbatello” ad assistere inerme senza porendere provvedimenti”.

Ma ce ne sono di più folcloristiche e inquietanti.
Ad esempio risuona sinistra la riunione “carbonara” dei 5 consiglieri dimissionari con presente il Presidente. In quell’occasione si è consumata una delle più maldestre irregolarità: davanti alle pizze bollenti i 5 dimissionari ritirano le “irrevocabili” dimissioni dopo essere stati informati dal Presidente che la federazioine non sarebbe stata sciolta: purtroppo con ingenua trasparenza, sono stato proprio io a render nota la mia intenzione di promuovere una assemblea straordinaria dei soci per rinnovare il CD decaduto.

Elfo si incazza
“Quando e perchè sei stato cacciato” domanda Elfo, “pare il 14 di Agosto per indegnità” puntualizzo, ” ma che cazzo vuol dire per indegnità, tu indegno di che cosa!” impreca Elfo, visibilmente incazzato – “Cosa significa indegno” continua il socio ” Non lo so amico” – obbietto -, “proprio non lo so-
Ad ogni buon conto, caro Delfo, la mia dignità non è nelle disponibilità di sifatti personaggi, di me orchidofilo parla la mia storia, i premi e tutto quel mondo dell’orchidofilia che mi rispetta e mi stima.

Poi ci sono anche le vie di mezzo, quelli che ti stimano a giorni alterni, ti faccio leggere quello che scriveva di me su Fb. non più tardi di un mese fa, uno di quelli che vedi nella foto:

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“L’uomo G.
E’stato piacevole notare come una associazione di coltivatori di orchidee come l’ATO abbia conferito a
Guido De Vidi la tessera di Socio Onorario. Sembra di parte fare queste osservazioni, ma appare doveroso il
riconoscimento dato ad un Icona dell’orchidofilia Italiana; forse anche qualcun altro dovrebbe ricordare…..
Credo trattarsi di uno dei più competenti coltivatori italiani che aggiunge alla passione grande capacità,
cultura ed esperienza, che affascina ed avvicina sempre nuovi proseliti.
Ha inventato l’associazione triveneta, ha riunito in un club diversi collezionisti di orchidee, ha cercato di
valorizzare l’associazionismo italiano a cui ha aggiunto lustro esponendo le sue piante ai vari EOC vincendo
moltissimi premi ed ha dato il là, alla formazione di una nuova Federazione italiana Orchidee che lo ha
riconosciuto come Presidente onorario. Persona autentica e istintiva ha sempre lottato contro il sistema
cercando di cambiarlo e spesso nel suo blog esprime e manifesta con chiarezza il proprio pensiero . Un
grande dell’orchidofilia Europea!”

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Questo grande mio estimatore qualche giorno più in là era tra i congiurati del 14 Agosto: tipico esempio di sdoppiamento alla “dottor Jekyll e Mr. Hyde” … si dirà.

Presidenza
La sequenza e le modalità comportamentali del Presidente di un CD decaduto e quindi inesistente sono a dir poco sconvolgenti e disarmanti allo stesso tempo.

Uno dei motivi della mia scomunica è stata la mia proposta di dimissioni del CD per dare la parola ai soci .

Apriti cielo: “Noi non siamo dei pagliaccetti” fu la reazione. Ora, ovviamente dopo avermi messo inauditamente fuori dall’Associazione ci si imbatte in una strana ed impossibile convocazione di Assemblea straordinaria dei soci alle sette di sera di un venerdì di settembre, casualmente alla vigilia della mostra di Schio. Con all’ordine del giorno: rinnovo delle cariche sociali.
Mi dirai, “dove è convocata l’Assemblea, “In una sperduta landa del sacilese, nelle stanze dell’azienda agricola del Conte Brandolini”. …. “nooo, in una casa privata” scalpita Delfo, “ma di chi è quella mente perversa che con perizia chirurgica si diverte a mettere in atto queste provocazioni … alle sette di sera di fine settembre, in mezzo alle brume delle colline della pedemontana basso friulana, quasi la trama di un film horror.

E sì caro Delfo, si dirà: operazione riuscita, ma il paziente è morto.

NOTA A PIE’ PAGINA
Quello che scrivo è da intendersi libera espressione del pensiero, a volte dissenziente, altre consenziente, ma sempre rispettoso e soprattutto giusto: ovvero non ci son né falsità né intendimenti tendenziosi, questa pagina è libera, tutti possono scrivere la loro opinione.

Restrepia iris

Foto di copertina: Restrepia iris, in fiore 29.08.2016 nella collezione Rio Parnasso, coltivatore Guido De Vidi.

IMG_1436 Restrepia iris Luer 1980
Questa specie è conosciuta anche con il nome popolare di orchidea arcobaleno. E’ endemica nella parte sud dell’Ecuador ad altitudini da 15oo a 2500 m.
E’ abbastanza rara nelle collezioni, a volte porta nomi diversi, ad esempio: R. striata, R. elegans o R. sp.
Coltivazione.
Si adatta con facilità alla coltivazione in serra intermedia. Si consiglia di sistemare le piantine in piccoli vasi con substrato drenante, ma sempre umido: bark sminuzzato, torba di sfagno e perlite.