Orchidee di primavera di G. & C.I.

Mai come in questo periodo nel nostro territorio Veneto, dai litorali alla Pedemontana, si possono ammirare così vaste e varie fioriture di orchidee spontanee.

Il percorso, uno dei tanti da noi effettuati per confermare siti già conosciuti da noi e che comunque riservano sempre nuove sorprese o alla ricerca di nuovi, ci porterà in tre province Venete: Venezia, Padova e Treviso.

Partendo dal confine con il Friuli Venezia-Giulia, dove alle foci del Tagliamento (Bibione) troviamo Cephalanthera rubra (L.) L.C.M. Richard “Elleborina rosea”. (foto in alto a sinistra)

Dai confini del basso Friuli al litorale Veneziano
Abbandoniamo l’alto Veneziano, ci spostiamo lungo la costa Adriatica e precisamente nella pineta del Cavallino (Jesolo) per ammirare questo magnifico esemplare di Epipactys helleborine alto più di 90 cm:

Epipactys helleborine (L.) Krantz.
Nota anche con il nome di”Elleborina comune”. (foto sopra)

Il viaggio prosegue e ci porta nelle casse di colmata di Marghera di Mestre, nelle cui paludi fiorisce:

Orchis laxiflora Lam.
“Orchidea acquatica”, una delle poche a sopportare l’acqua salmastra. (foto sopra)

Nella Marca gioiosa et amorosa

Spostandoci all’ interno lungo la strada Terraglio in direzione Treviso facciamo tappa a Preganziol dove nel parco di Villa Albrizzi Franchetti si trova:
Limodorum abortivum (L.) Swartz
(foto in basso a sinistra) “Fior di legna” e dove nell’ aprile 2005 per la prima volta abbiamo fotografato Cephalenthera longifolia (L.) Fritsch “Elleborina bianca”. (foto in basso a destra)

Oltrepassata Treviso puntiamo alle sorgenti del Sile in loc. Casacorba di Vedelago facendo tappa a Morgano dove in molinieti (praterie umide dove è predominante come essenza vegetale la Molinia cerulea, una robusta graminacea ), lungo il corso del fiume è presente la:

Dactylorhiza incarnata (L.) Soò (foto a sinistra) “Orchidea palmata” con la sua subspecie.

D. Ocrholeuca (Boll) P.F. Hunt & Summerhayes. (foto destra)

Arrivati alle sorgenti, dopo il fontanasso “dea coa longa” dove geograficamente inizia il corso del fiume, c’è un prato stabile di circa 3000 mq ricco di piante rare e dealpinismi. Fino a qualche anno fa era considerato dagli appassionati uno dei più importanti siti di pianura per le 10 specie che vi fioriscono, alcune con pochissimi esemplari. Si possono ancora osservare:

Epipactis palustris (L.) Crantz
Conosciuta anche con il nome di “Elleborina di palude”. (foto sopra)

ed inoltre, splendide fioriture di:

Serapias vomeracea (Burm.Fil.) Briq.
Detta anche “Serapide,”(foto sopra)

Platanthera bifolia (L.) L.C.M. Richard
Conosciuta come “Platantera comune “. (foto sopra)

Gymnadenia conopsea (L.) R. Br. “Orchide delle zanzare” (foto a sinistra).
Gymnadenia odoratissima (L.) L.C.M. Richard “Orchidea odorata” (foto sotto a destra).

Lasciamo questo importantissimo sito di pianura ammirando una delicata Spiranthes aestivalis (Poiret) L.M.C. Richard “Trecce di dama o Viticcini estivi” (foto a sinistra) che fiorisce in anticipo rispetto ad altri siti, da metà maggio inizio giugno. Purtroppo tutte le varietà presenti sono in calo per il continuo calpestio dei visitatori, soprattutto dai picnichisti (permetteteci l’insolenza) che con i loro plaid e le partite a calcio compromettono fioriture e sviluppo delle piante, altra causa non meno grave è l’ abbassamento della falda acquifera che provoca l’ inaridimento progressivo del terreno.

Breve escursione in terra Patavina
Sconfiniamo nella provincia di Padova e facciamo un salto sui Colli Euganei dove troviamo:

Oprhys apifera Hudson
“Ofride fior d’ape” i cui fiori sono da bianchi a rosa carico (foto sopra).

Himantoglossum adriaticum H. Baumann “Barbone” dal particolare lobo mediano avvolto a molla.

Il Montello e la Pedemontana Trevigiana

Ritorniamo in provincia di Treviso e ci dirigiamo verso la Pedemontana facendo tappa nelle Grave del Piave in loc.”Isola dei morti” nel Comune di Moriago della Battaglia, il cui nome ricorda il sacrificio di migliaia di soldati durante il primo conflitto mondiale.

Osserviamo fra le altre:

Ophrys Holoserica (Burm. Fil.) W. Greuter
“Ofride dei fuchi”, il labello trapezoidale color bruno rossiccio ha un disegno a forma di H molto particolare (foto sopra).

Orchis coriophora (L.) “Orchidea cimicina” nome comune evidentemente dato dallo sgradevole profumo, tuttavia nei vari incontri avuti da noi con questa specie ci è parso avesse sentori di vaniglia, giuro non avevamo bevuto !!!!

Vi consigliamo di leggere questo post, che racconta le orchidee dell’isola dei morti.

Oltre il Piave ci aspettano le Prealpi, ancora in terra Trevigiana
Attraversando la Pedemontana entriamo a Valmareno, frazione di Cison Di Valmarino famoso per il castello Brandolini, e percorrendo la via Claudia Augusta Altinate che risale verso passo Praderadego troviamo:

Anacamptis pyramidalis (L.) L.M.C. Richard
“Orchidea piramidale” anche in versione “alba” (foto sopra).

Orchis mascula (L.) “Orchidea maschio”, orchidea robusta e alta più di 60 cm (foto a sinistra), che rara in pianura e tra le più comuni nelle Prealpi, molto bella è questa Orchis tridentata Scop. (foto a destra) “Orchide screziata” dai fiori di un delicato rosa.

Le alpi all’orizzonte
Presi dalle osservazioni siamo saliti quasi al limite Alpino, è ora di tornare di orchidee alpine ne parliamo un’altra volta e scendendo becchiamo anche la

Cephalanthera damasonium (Miller) Druce “Elleborina pallida” dai bellissimi fiori bianco avorio quasi mai completamente aperti (foto a sinistra) e dulcis in fundo!!
Orchis militaris (L.) “Orchide militare” dal caratteristico labello a forma di ometto (foto a destra).
Siamo arrivati al parcheggio, e davanti a un panin coa soppressa e un’ombra de moro, già si parla del prossimo giro.

Ciao a tutti e scusè pae ciacoe !!!!
G. & C. I.
Tutte le foto sono della collezione privata di Carlo Ivano De Marchi – tutti i diritti sono riservati

5 pensieri riguardo “Orchidee di primavera di G. & C.I.”

  1. Pingback: terraglio
  2. Complimenti, avete fatto davvero un lavoro veramente avvincente anche per me che non sono un grande appassionato delle spontanee, bravi, bravi. Ciao Alberto

  3. Dicevo anch’io che sono belli sia l’articolo che le foto.
    Entro sera redigerò un’articolo cercando di essere meno “botanico” della volta precedente.
    Bravi Gabriella e Carlo

    Ciao

  4. Bellissimo reportage o foto-orchid-safari, scritto con semplicit? ed umilt? .
    Colpisce il filo conduttore storico-geografico, che unisce il magico mondo delle nostre orchidee spontanee, ai luoghi ed alle vicende storiche, senza mai perdere di vista il vero motivo della “gita” : lo stupore della natura!!

    Complimenti a Gabriella e Carlo Ivano…il blog ringrazia, e non solo lui 😆

    Guido.

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