Vuylstekeara Cambria

Ibridi famosi

Cambria: ibridi facili da coltivare, ideali per principianti e per essere coltivati in spazi domestici.

La Cambria di Fortunata

….”Sono una neofita ma innamorata delle orchidee ed ho visto le splendide orchidee del sig. Guido alla mostra Orchidee sul Lago tenutasi a Verbania-Pallanza nel 2004, ora ho trovato il suo sito ma non so se questa e’ la sede per porle una domanda sulla Cambria che ho acquistato a Pallanza… Le pongo un accenno: la pianta e’ tenuta in appartamento ad una temperatura media di 20 gradi centigradi, luce presente ma non diretta, innaffiata una volta a settimana per immersione. Sembra godere di buona salute infatti mette foglie nuove, ma su alcune vecchie sono spuntate delle macchie partendo dalla punta (solo una foglia ha una macchia in mezzo, non in punta). Sono nere/nere-gialle, non so come poterla curare e da cosa dipendono. Potrebbe darmi qualche consiglio? La ringrazio x l’attenzione Se questo non e’ il luogo adatto a porre domande mi scuso ma non sapevo come altro fare. Saluti, Fortunata”….

Cambria: un nome per tanti ibridi
Sui davanzali delle nostre case, l’orchidea di nome “Cambria” è altrettanto famosa delle Phalaenopsis.
Cambria però, non è un genere o una specie d’orchidea, bensì un nome commerciale dato per comodità a tutta una serie di ibridi intergenerici complessi.
Tutto ha inizio con un ibrido intergenerico creato nel (1911 – 12) da Charles Vuylsteke, coltivatore ed ibridatore fiammingo.

Questo incrocio intergenerico, che somma le qualità dell’Odontoglossum crispum, della Miltonia e della Cochlioda noetzliana, porta il nome Vuylsteke, – seguito dal suffisso – ara (Vuylstekeara) in onore del suo ibridatore, per l’appunto.

Tutto questo avveniva agli inizi del 20° secolo, ma solamente verso gli anni 30 compare il nome “Cambria”, assegnato ad un successivo incrocio intergenerico, destinato a diventare famosissimo negli anni a venire: Vuylstekeara Cambria ‘Plush’ (= Vuylstekeara Rudra x Odontoglossum Clonius).

Riepilogando, un cultivar (Vuylstekeara Rudra) del il primo ibrido trigenerico creato nel (1911-12) da Vuylsteke (= dontoglossum x Miltonia x Cochlioda), incrociato a sua volta con Odontoglossum Clonius (1931), da vita al grex Cambria, cultivar ‘Plush’.
Più tardi, verso gli anni 60, quando l’ibrido Vuylstkeara Cambria ‘Plush’ riceve un FCC/RHS, scatta la febbre del nome ‘Cambria’

In seguito furono registrati diversi “cultivar” – risultato di vari incroci con i tre generi originari – ognuno dei quali con un nome specifico, ad esempio: Vuylstekeara Cambria ‘Peluche’ FCC/RHS – AOS, Vuylstekeara Linda Isler, Vuylstekeara Monica ‘Burnham ‘, ecc.

Visti i risultati, gli ibridatori sempre alla ricerca di realizzare piante resistenti, fioriture spettacolari e durature, iniziarono a sperimentare incroci con varianti di specie e generi.
I migliori risultati sono stati selezionati, clonati ed immessi nel mercato a grandi quantità, ed ora possiamo trovare diversi cultivar.
Capita spesso che siano indicati con il nome “Cambria” anche ibridi intergenerici più evoluti e complessi, anche con la presenza di altri generi nel loro patrimonio genetico.
A titolo puramente esemplificativo elenco alcuni nomi corretti di ibridi che si trovano normalmente in commercio col nome di Cambria: Burrageara, Wilsonara, Aliceara, Beallara, Crawwhayarara ecc.

Fatta questa carrellata informativa del significato di “Cambria”, possiamo iniziare a conoscere le esigenze colturali di questo incrocio intergenerico.

Vuylstekeara Cambria
Secondo le condizioni ambientali, può fiorire sia in autunno sia all’inizio della primavera.
Le inflorescenze spuntano dalla base degli pseudobulbi nuovi e portano 3-7 fiori. I fiori generalmente sono spettacolari. Petali e sepali sembrano di velluto, colorati con le bande rosso scuro e bianche sulla loro parte superiore e punti bianchi alla base. Il labello è grande, di solito bianco con i puntini rosso scuro e un gran punto rosso scuro al centro.

Tutti gli ibridi intergenerici di Vuylstekeara, preferiscono luce soffusa, mai il sole diretto.
Per controllare empiricamente la giusta quantità di luce, basta osservare il colore delle foglie: verde rossastro indica troppa luce, verde scuro indica carenza di luce.

Gli ibridi di Vuylstekeara tollerano una vasta gamma di temperature, le condizioni ideali di sviluppo, richiedono 10 -15 gradi centigradi minimi di notte e 20 – 25 medi, di giorno.

Bagnare il composto dei vasi ogni 7-10 giorni. Il composto deve sempre essere umido, in caso di bagnatura eccessiva, concedere una moderata asciugatura prima della successiva annaffiatura. Non tenere il fondo del vaso immerso nell’acqua.

Concimare le piante ogni 20 giorni. Usare fertilizzante solubile bilanciato 20-20-20: 0,5 grammi per litro d’acqua. Prima di fertilizzare le piante, assicurarsi che il composto non sia asciutto, in tal caso bisogna bagnarlo e poi procedere alla concimazione.

Umidità: poiché i genitori sono originari dei climi umidi, è utile ricreare un ambiente simile. Questo si ottiene in vari modi, ad esempio spruzzando le foglie anche più volte il giorno se l’ambiente è asciutto, oppure sistemare il vaso della pianta sopra un sottovaso rovesciato, posto al centro di una vaschetta con argilla espansa umida.
La Vuylstekeara, richiede un minimo d’umidità 40-50%. Con temperature alte, l’umidità relativa ideale, varia fra 55 e 75%.

Questi ibridi preferiscono ambiente ventilato, ma non sopportano bruschi sbalzi termici.

La Vuylstekeara va rinvasata almeno ogni due anni. Come regola generale, il rinvaso fa fatto, quando il nuovo getto misura 4-5 cm. e presenta nuove radici.
Tutto il composto vecchio va rimosso e le radici guaste eliminate, se la pianta è incespica, va divisa a gruppi di 3-4 pseudobulbi. Il composto ideale è costituito da corteccia di pino sminuzzata, miscelata con poca torba di sfagno e agriperlite. Eseguito il rinvaso, finché le nuove radici non riprendono a vegetare e si infilano nella corteccia, il composto va tenuto appena umido, poi si possono iniziare le normali bagnature.

Gli ibridi di Vuylstekeara sono abbastanza resistenti ad attacchi di parassiti è quindi sufficiente, tenere in forma le piante, con una corretta coltivazione. Nell’eventualità d’attacchi parassitari, cocciniglie, acari ecc. s’interviene con prodotti poco nocivi, possibilmente sistemici tipo “confidor”. Il trattamento con “confidor” va effettuato durante la fase vegetativa della pianta, una sola volta per ciclo di sviluppo. Questo prodotto è poco nocivo per l’uomo, il suo principio attivo (a base di nicotina) agisce da inibitore delle cellule cerebrali degli insetti ed essendo sistemico, viene assorbito dalle radici e raggiunge tutte le parti della pianta: eccessivi trattamenti possono procurare assuefazione.
Può capitare di mantenere le radici delle piante troppo bagnate, in tal modo si favorisce la formazione di marcescenze e l’attacco di malattie fungine: non appena si notano marciumi alle radici ai bulbi e/o sulle foglie, conviene un trattamento con fungicida (foglie e radici) ed eliminare le parti molli, scure o comunque deteriorate, con bisturi o coltellini sterilizzati.

58 pensieri su “Vuylstekeara Cambria

  1. Amedeo

    Salve Guido.

    E’ da poco che mi cimento con le orchidee. Ho comprato a settembre del 2007 una Phalaenopsis in fioritura. Un mese fa dai due steli sfioriti (spero si chiamino cosi!) sono spuntati nuove gemme!!! Da allora mi appassiona molto questo mondo e ho deciso di acquistare (in supermercato mentre facevo la spesa!!!) una non ben identificata orchidea.
    Oggi purtroppo è sfiorita ma credo che si tatti di una cambria per i seguenti motivi. Uno ha i bulbi, due i fiori sia ancora chiusi che quelli aperti assomigliavano a quelli delle foto del post. L’unico problema è che erano gialli tigrati mentre le immagini che o visto nel sito erano di fiori rosso scarlatto. Altra domanda, la Phal dopo che a perso i fiori a subito ributtato getti laterali, questa invece non da più segni di vita benchè mi attenga scrupolosamente a tutte le indicazioni da voi fornite su luce innaffiature umidità…

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  2. Guido Autore articolo

    Ciao Gloria, certo che con 2 pseudobulbi rimasti siamo ridotti ai minimi termini.
    Penso che il composto sia deteriorato e le radici sicuramente marcite, quindi il rinvaso è indispensabile.
    Dai una controllata se la mia impressione è giusta, ad ogni modo, i 2 pseudobulbi marciti vanno eliminati.
    Nel caso sia utile rinvasare, togli tutte le radici marcite, pulisci bene la pianta e usa un composto di corteccia mista a torba: le ferite coprile con polvere di fungicida (mancozeb va bene).
    In bocca al lupo…dacci notizie.
    Guido

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  3. gloria

    Ciao, ho già avuto nel passato rassicurazioni ed aiuto in momenti di difficoltà e adesso ci siamo di nuovo!Al rientro dopo alcuni giorni di assenza, ho trovato la mia cambria sofferente: tre dei cinque pseudobulbi, tutti già raggrinziti, sono visibilmente marci e le ultime foglie rimaste su questi tre si sono staccate ( uno è quello su cui c’era lo stelo con i fiori, ormai 2 anni fa, dopo di che niente!).Uno dei più recenti getti sta pericolosamente cedendo alla forza di gravità.. Sarà stata l’aria un po’ ferma e sicuramente elevata?Oppure il solito dilemma troppa o poca acqua? ho letto che deve esserci un po’ di spazio utile tra il bordo del vaso e la pianta, nel mio caso siamo al limite. Dovro’ rinvasarla? poco mutrimento una volta ogni 15 giorni? grazie dell’aiuto…preziosissimo

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  4. claudio_trento

    ciao Guido, non sò se faccio in modo corretto , io provo.
    ecco qua la cambria in questione, come pianta non è un gran’che , presa sfiorita da obi.

    pochissime radici ,ma lei fiorisce con regolarità.
    un saluto Claudio .

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  5. Redazione

    Ciao Claudio, ce la fai a mandare una foto a info@orchids.it, poi la appicico al tuo commento.
    La tua Cambria forse si è ricordata che fra i suoi progenitori c’è anche l’Oncidium, qualche specie di Oncidium, bifolium ad esempio, segna lo stelo fiorale con il nuoo germoglio ancora giovane…chissa!
    Ciao a presto
    Guido

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  6. claudio_trento

    ciao Guido. non ti pare strano che la mia cambria abbia fatto x la seconda volta lo stelo fiorale dal centro del getto?
    calcola che il nuovo getto sarà alto 5 cm e non ancora con pseudobulbo,
    l’anno scorso una fioritura con 4 fiori soltanto , ma ora è con 12 bei fiori.
    la mia impressione è che per qualche motivo fiorisca su vegetazione non completamente sviluppata. una stranezza?
    ti saluto tantissimo. ciao Claudio .

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