Quel “fog” non s’ha da fare!

Fare nebbia alle orchidee…senza annebbiarci le idee

Nei vari siti italiani di discussione orchidofila è scoppiata la “fog-mania” perdonatemi la composizione orrenda, per capirci possiamo tradurre: creare umidità negli ambienti dove facciamo vivere le nostre orchidee.
Il tema dell’umidificazione è ricorrente, ciclicamente riaffiora come le “pestilenze” e sistematicamente ricompaiono i santoni con le loro cure miracolose.
Da qualche tempo si torna a parlare di “fog – sistem”, forse dopo aver visto gli effetti nebbia in funzione all’EOC di Padova.
L’amico Alberto ha segnalato in un forum, l’opportunità di vedere in funzione il sistema integrato in uso nella sua serra e subito si è scatenato un fuoco di fila di sbarramento, quasi a dire…non badatelo, ascoltate il dott.Tizio, che è più buono, più bravo e soprattutto è nostro amico.
Io penso che affrontare i problemi tecnici in modo settario e superficiale non ci porti da nessuna parte.
Creare umidità significa immettere nell’atmosfera particelle d’acqua, le quali devono essere micronizzate per poter rimanere in sospensione il maggior tempo possibile.

La micronizzazione dell’acqua si ottiene principalmente in tre modi:

1) – Con apparecchi ad ultrasuoni, che appunto spaccano la massa d’acqua in particelle infinitesimali.
Questo sistema, inteso in una singola unità funzionale costa relativamente poco, ma è efficace per piccoli spazi (orchidari, e/o piccole vetrine).

2) – Con il perfezionamento dell’effetto Venturi. Questo sistema necessita di una rete idrica a bassa pressione, ugelli particolari e un compressore: la micronizzazione dell’acqua si ottiene miscelandola con l’aria compressa (succhiamento e spaccatura per la depressione creata esternamente ai fori degli ugelli.

3) – Con una rete idrica di alimentazione, una pompa ad alta pressione (70 -180) bar, che alimenta una rete secondaria dotata di ugelli.
La micronizzazione è data dall’alta pressione di uscita dell’acqua attraverso i fori degli ugelli.

Ora queste soluzioni si possono ottenere con il classico fai da te, oppure andandole a cercare nel mercato.
Ad ogni modo va tenuto conto del tipo e della dimensione degli ambienti nei quali s’intende applicare l’impianto “fog”.

Alla presenza di piccoli spazi è d’obbligo attestarci al punto 1.

Per le serre dai 20 metri quadri ed oltre è utile indirizzare i nostri interessi verso la soluzione 2 e 3.
La soluzione 2 è di facile realizzo “fai da te”, per esperienze pregresse devo affermare che il suo rapporto consumo/risultato è molto deficitario e quindi lo sconsiglio.

La terza soluzione è indubbiamente la più funzionale ed anche la più modulare. L’impianto base costa abbastanza, ma è in continua evoluzione e di recente il mercato offre soluzioni abbordabili anche per piccoli amatori.

Anche in questo caso è sempre praticabile la via “fai da te”: pompe ad alta pressione di media qualità, ugelli d’occasione e…tanta tanta manualità per ottenere risultati mediocri in termini di affidabilità e di manutenzione (esperienza personale obbligata).

La nebulizzazione ottenuta con pompa ad alta pressione, fino a pochi anni fa aveva un alto zoccolo economico di base improponibile per le soluzioni amatoriali (3-4 mila euro).
Di recente, i soliti americani hanno pensato bene di studiare delle soluzioni facili, relativamente poco costose e di provata affidabilità ed hanno confezionato un kit di montaggio di facilissima installazione commercializzato anche in Italia (quello presente all’EOC di Padova.

L’aspetto più curioso della soluzione americana è che la pompa ad alta pressione, cuore del sistema, è costruita in Italia.
Ora è possibile trovare tutto il materiale occorrente, sia in kit che separatamente, anche presso ditte italiane.
Senza fare i nomi delle ditte fornitrici, non è questo il mio obiettivo, quello che mi preme rilevare (per esperienza personale) è l’estrema affidabilità di questo sistema, oltre e non ultima alla sua facilità d’installazione.

Nella mia serra è in uso da un anno ed i ripetuti interventi manutentivi del mio vecchio impianto “fai da te” sono solamente un pallido ricordo.

Costa ancora troppo, certo, costa ancora abbastanza…devo però rilevare che proprio all’EOC di Padova, molti collezionisti hanno lasciato sui banchi dei venditori di orchidee, botte da 1000 euro senza battere ciglio, vale pur la pena di pensare a qualcosa di funzionale per la sopravvivenza di quelle orchidee!

Quali sono le prestazioni importanti per un sistema “fog”, a mio avviso sono:

1) – Affidabilità della pompa: deve durare a lungo e senza grossi interventi manutentivi.

2) – La micronizzazione dell’acqua deve essere tale da non bagnare le piante e l’impianto non deve gocciolare a fine spruzzata, quindi ugelli antigoccia ed autopulenti.

3) – Utilizzo di acqua normale, e possibilità d’uso anche per bagnature e fertilizzazioni delle piante.
A conclusione va ricordato che l’impiantistica di comando e di controllo è soggettiva e va considerata un accessorio comune a tutte le soluzioni.

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