Masdevallia tovarensis: l’orchidea di Natale

Una delicata orchidea chiamata “il fiore di Natale”

Un piccolo pensiero Natalizio dedicato agli orchidofili di tutto il mondo.
La Masdevallia tovarensis è stata scoperta nella zona di Tovar, città vicina a Caracas nel Venezuela quando era ancora colonia tedesca. E’ stata descritta da Heinrich Gustav Reichenbach nel 1849, assegnandole l’epiteto di specie “tovar”, nome del luogo in cui è stata trovata per la prima volta, seguito dal suffisso latino “ensis”.

Masdevallia tovarensis foto 24.12.05 Collezione Guido De Vidi.
Masdevallia tovarensis Rchb.f 1849 sottogenere Polyantha sezione Alaticaules sottosezione Alaticaules (Krzl.) Luer 1986

Attorno a questa orchidea aleggia una storia misteriosa fatta di commerci, tranelli e drammi. Durante il periodo nel quale imperversava la mania delle Masdevallia (verso la fine del diciannovesimo secolo), questa bella orchidea dai fiori bianchi è stata importata massicciamente in Europa. Ancor oggi è una specie molto desiderata dagli orchidofili di tutto il mondo.

Le grandi passioni
Come tutte le passioni anche quella legata alla scoperta di nuove orchidee si assopisce col tempo. L’eccitamento, il clamore e gli inganni che hanno accompagnato l’arrivo in Europa di nuove orchidee esotiche nel dicianovesimo secolo, rimane ammuffito negli scaffali delle biblioteche, insieme agli articoli delle riviste pubblicate in quei tempi. La Masdevallia tovarensis dopo oltre 150 anni di frequentazione delle “collezioni europee e/o americane” ha perso il suo alone di mistero e soprattutto i prezzi folli delle prime piante.
La prima Masdevallia tovarensis è inviata in Europa da un residente a Tavor (nuova Granada – Venezuela), ad un collezionista di Manchester.
La prima divisione della pianta ha procurato enormi guadagni e così pure le successive. Ogni piccolo frammento fu messo all’asta e fu anche concordato il prezzo di una Ghinea (la ghinea inglese corrispondeva a 129,4 grani d’oro fino) per singola foglia o pseudobulbo.
In quei tempi, gli importatori ed i cercatori locali sud americani erano pochi e non molto smaliziati per organizzare grossi stock di orchidee da inviare alle assetate aristocrazie europee.
E’ così che la ditta Sander, commissiona ad un certo Arnold, uomo energico ed assai poco diplomatico, l’organizzazione di spedizioni per l’importazione di orchidee esotiche in grande stile.
In un’edizione del 1915 di “The orchid World” è pubblicato un resoconto delle importazioni effettuate da F. Arnold per conto degli Stabilimenti Sander dal 1880 al 1886.
Solamente con il primo viaggio (1880 – 1882), arrivano in Europa: 19.500 piante di Masdevallia tovarensis.
La leggenda di quei tempi descrive Arnold come persona focosa e abituata a risolvere i problemi anche con l’uso della pistola (allora inseparabile strumento di persuasione, soprattutto negli ambienti in cui la legge costituita era soventemente un optional).
Qualche concorrente provò a mettere i “bastoni fra le ruote” ad Arnold, simulando indagini fittizie per rallentare o bloccare il flusso di piante da portare alle aste europee ma la pistola dell’incaricato di Sander convinse presto tutti gli oppositori e così mister Sander acquistò con Scellini alle aste, quello che prima, si pagava in Ghinee: Arnold riuscì ad inondare l’Europa di diverse decine di migliaia d’orchidee tropicali.

Note descrittive della specie
L’inflorescenza si sviluppa su lunghi steli e trasporta 1-4 fiori bianchi.
La Masdevallia tovarensis è endemica nelle montagne litoranee del Venezuela, ad altezze di 1500-2400 metri.
Localmente, in diversi Paesi di origine è anche chiamata “il fiore di Natale” perché fiorisce generalmente nella seconda quindicina di Dicembre.
La specie richiede temperature fresche (10 – 20 gradi centigradi), ambiente costantemente umido e ventilato. La ventilazione è una condizione molto importante per questa specie: il continuo movimento dell’aria tende ad asciugare continuamente il fogliame. Questa continua evaporazione dell’umidità, evita marcescenze e sollecita nel frattempo una costante stimolazione del ciclo vegetativo della pianta: esigenza questa, comune a tutto il genere delle Masdevallia.
Questa specie è multi -fiore e stelo – rifiorente. E’ pertanto consigliabile non recidere gli steli dopo la fioritura annuale, conviene aspettare la stagione successiva.

Alcune note sul genere Masdevallia
E’ un grande genere di orchidee molto affascinanti, raggruppato nella sottotribù delle Pleurothallidinae.
Il genere delle Masdevallia è composto di oltre 500 specie piuttosto differenti, suddivise in parecchi sottogeneri.
Il nome è stato dato in onore di Jose Masdeval, medico e botanico durante il regno di Carlo III di Spagna.
Queste orchidee vivono in Messico, Brasile del sud , Venezuela, ma principalmente nelle regioni alte (2.500 – 4.000 m) delle Ande dell’Ecuador e della Colombia , del Perù e della Bolivia . Possono essere epifite e terrestri e non di rado anche litofite tra le rocce umide.
La pianta si sviluppa da un corto rizoma orizzontale dal quale compaiono dei minuscoli pseudobulbi con una foglia apicale, lanceolata, ovale, liscia e carnosa, di lunghezza variabile.
I fiori triangolari si sviluppano sui pedicelli corti. Su ogni pedicello normalmente si forma un fiore (Masdevallia veitchiana, ma a volte ce ne possono essere diversi (Masdevallia polysticta). I petali sono piccoli e sono parzialmente nascosti all’interno del fiore. I tre grandi sepali hanno i bordi attaccati tra loro e terminano con code lunghe.
I sepali sono colorati con tonalità molto appariscenti, che vanno dalle forme albine al bruno scuro: il periodo di fioritura è più frequente nella stagione fredda.

10 pensieri su “Masdevallia tovarensis: l’orchidea di Natale

  1. E’ arrivata la foto della nuova orchidea di Paola…e come volevasi dimostrare è un bel Phapiopedilum (ibrido) a sinistra nella foto.
    Cara Paola, so che sei contenta di avere Phapio e fai bene perchè sono piante che si prestano alla coltivazione casalinga.
    I consigli che ti davo per il Cypripedium vanno bene anche per questo Paphio…qualche grado in più di notte non guasta.
    Sì è proprio Graziano, quello del caffè e si sta facendo una delle collezioni più complete proprio di Phapiopedilum.
    Ciao a presto.
    Guido

  2. Ewiwa Graziano e Francesca!!!
    Ciao a tutti!!!
    Uffa dopo l’assenza delle riunioni di novembre e dicembre il club di orchids mi manca troppo!!! NOn vedo l’ora delle prossime riunioni/incontri/cene e son sicuro di vedere qualche volto nuovo!!!
    A presto
    Sten & Pat

  3. Ciao Paola, benvenuta sul blog e tanti auguri….a questo punto di felice 2006.

    Se possiedi una digitale, fotografa la pianta e mandami la foto via mail: info @orchids. it
    Ti chiedo questo perchè sono convinto che la tua pianta sia un Paphiopedilum è difficile trovare in vendita i Cypripedium……..spesso,i Paphiopedilum sono chiamati con lo stesso nome dei Cypripedium, loro cugini.
    Nel caso fosse veramente un Cypripedium non disperare…sono più “rognosetti” ma vedrai che riusciremo a far crescere la tua pianta: per il momento va bene come la tieni, forse qualche grado in più durante il giorno non guasterebbe, attenta di non annegarla (vasetto sempre umido, mai bagnato e mai secco)
    Ad ogni modo sei in una botte di ferro, a pochi kilometri da te c’è un bravo coltivatore di orchidee: vai da Graziano Grando a Concordia Saggitaria, avrai tutti i consigli che desideri. Se vuoi visitare la mia serra puoi venire con Graziano. Ciao a presto.
    Guido

  4. s.o.s. orchidee
    con natale arrivano i regali e a me ne è arrivato uno bello e dannato. un’orchidea nuova, che non conoscevo, ma che la fioraia da cui è stata acquistata ha garantito essere facile da gestire e da far rifiorire (!!!). quando è arrivata, dopo essermi informata (sono tornata dalla fioraia) sul nome ho saputo che si tratta di una cypripedium. Ho cominciato la mia odissea tra le pagine della rete e mi sono alquanto preoccupata. altro che facile! dappertutto mi si dice che è difficile da far vivere nelle nostre zone (abito a POrtogruaro, provincia di VE) per il poco freddo. Ora sono un po’ dispiaciuta per questo nuovo arrivo, che ha tre fiori splendidi e tre bei ciuffi di foglie carnose verde scuro (molto simili a quelle della paphiopedilum). Al momento la pianta sta in una veranda dove la notte c’è una temperatura di circa 4/5 gradi e il giorno arriva a 9/11 gradi. Ma ho bisogno di una delle tue pillole di saggezza (o forse di un intero tubetto di pillole). Quali le cure che posso dare affinchè non faccia una fine lenta e dolorosa?
    grazie e ancora auguri di buon natale
    Paola

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