Orchidea: il fiore degli dei

Divulgazione del collezionismo
A queste realtà è seguito un periodo in cui si è tentato di far “decollare” la divulgazione, attraverso la formazione di gruppi, uniti nel comune interesse delle orchidee.

Praticamente è partita la fase della democratizzazione delle orchidee: non più aristocratico oggetto del desiderio, bensì piacevole occasione di espressione culturale attorno ad una emozionante forma di vita vegetale.
Non so spiegarne i motivi, però questo embrione che secondo i desideri di molti, avrebbe dovuto crescere velocemente, si è arenato su imprevisti scogli ed i risultati stentano a vedersi ancor oggi. Tuttora c’è bisogno di crescita: tante persone desiderose di coltivare orchidee, poche realtà in grado di dare risposte e soprattutto, di creare occasioni di aggregazione e di facile apprendimento.
Un buon aiuto lo stanno dando i supporti che l’attuale tecnologia informatica mette a disposizione, ad esempio internet.

ORCHIDEE: patrimonio dell’umanità’
Molti Paesi hanno capito l’importanza di considerare le orchidee, beni naturali preziosi, e le annoverano fra le famiglie vegetali da proteggere in tutti i modi.
La convenzione di Washington ne regolamenta rigorosamente la raccolta e l’esportazione/importazione.
Il suo rispetto deve essere di monito a tutti gli appassionati. Non mi stancherò mai di ricordare che la raccolta indiscriminata e l’incauto acquisto di specie in via d’estinzione, comprese in prima e seconda appendice del C.I.T.E.S., sono vietati.

Questo racconto ha anche il compito di sensibilizzare i neofiti, tenuto conto che sotto questo profilo sono i più esposti. Molte specie presenti nelle nostre collezioni, ad esempio tutti i Paphiopedilum,acquistaati dopo l’entrata in vigore della convenzione di Washington, è necessario denunciarne la loro detenzione agli organismi preposti.

Conoscere le orchidee
L’approccio alla conoscenza delle orchidee, proposto in maniera semplice, razionale e sintetica, sarà sicuramente incompleto ed insoddisfacente, ma è la via più efficace per apprendere con interesse e con qualche successo le nozioni fondamentali per potersi avventurare nella coltivazione di queste piante, poi si vedrà

Il fiore
L’ orchidea ha il fiore con una struttura molto semplice, articolata in tre parti esterne e tre interne. Le parti più esterne del fiore sono i tre “sepali”, che sono facilmente identificabili perché racchiudono il resto del fiore, nella gemma.
All’interno si trovano i tre “petali”, uno dei quali si è modificato dagli altri ed è chiamato “labello”. Il labello è impreziosito da macchie di colore, decorato fantasiosamente da creste, corna, code e altre protuberanze, ed è la parte più appariscente del fiore.
L’elemento meno vistoso ma che costituisce la parte più caratterizzante dell’orchidea è la “colonna”, una struttura carnosa centrale che contiene gli organi della riproduzione.

6 pensieri riguardo “Orchidea: il fiore degli dei”

  1. …sbrisson (prima esse dolce, le seconde – esse doppia e dura) dal verbo sbrissar (scivolare)…usato appunto, come scrive Gianni.

    Ciao ragazzi, sono tornato da Pordenone, stanco e felice: grande mostra!!
    Guido

  2. Ciao Salvo,
    te lo traduco io ridendofra me`stesso, sai ogni tanto dimentichiamo che essendo nel nord est, tra di noi ci capiamo ma che il resto del mondo queste parolacce non le conosce, un sbrison significa piu o meno fare una scivolata, o una visitina alle svelte.
    ciao
    Gianni

  3. Caro Guido, grazie mille per questa esaurientissima lezione: ieri non avevo molto tempo per leggerla ma me la sono stampata e “gustata” prima di andare a dormire. Secondo me sai coniugare molto bene la parte scientifica con quella tecnico/empirica che deriva dalle tue personali esperienze. Per me è sempre un arricchimento leggere quanto scrivi…e sono convinta che ti costi non poca fatica!
    Elisa

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