Orchidea: il fiore degli dei

LA CURA DELLE ORCHIDEE

Piante sane
La salute delle orchidee preoccupa i collezionisti e molte volte si lasciano prendere dal panico senza validi motivi. La vita in generale, e quindi anche quella delle orchidee, è legata a tre fattori fondamentali; un forte patrimonio genetico, l’ambiente adatto e l’assenza di malattie o danni provocati da batteri e parassiti. Perciò è importante selezionare soggetti forti, vigorosi e di promettente fioritura, sia per piantine da seme sia per esemplari già adulti.
L’ambiente delle orchidee, si è già detto in altre pagine, deve garantire giusta quantità di luce, tem­perature corrette, umidità associata ad una buona circolazione dell’aria, acqua sufficiente per soddi­sfare le necessità della pianta, e un’opportuna nutrizione, collegata ad una buon’aerazione delle radici. Le malattie, sono sempre in agguato e sono causate da virus, batteri e funghi, o da insetti di varia natura, che come si sa, amano le orchidee quanto i coltivatori.

Danni da stress ambientale
Con troppa luce, si distrugge più clorofilla (il pigmento verde) di quanta non ne producano le piante di orchidee, le foglie ingialliscono eccessivamente e non creano più un sufficiente quantitativo di cibo, tanto che quelle più vecchie cadono anticipatamente, procurando un generale ritardo dello sviluppo della pianta. La giusta gamma di temperature per ogni tipo d orchidea, consente il suo corretto sviluppo. Ad esempio, temperature notturne troppo elevate, per qualche tipo d’orchidea, impediscono la fioritura. Lo scarso sviluppo delle piante dipende anche dal fatto che il cibo è consumato più in fretta di quanto ne sia fabbricato.
Quando le temperature rimangono al disotto dei valori necessari, l’acqua e i sali minerali vengono assorbiti troppo lentamente, e la formazione di clorofil­la rallenta. Le foglie assorbono luce e calore, la loro temperatura è normalmente più alta di quella dell’aria che le circonda e quindi trovano protezione attraverso l’evaporazione della loro acqua (traspirazione), che agisce come sistema di raffreddamento. La mancanza d’umidità nell’aria, disidrata le piante velocemente, il substrato di coltura si secca rapidamente e la pianta perde acqua altrettanto rapidamente dalle foglie. Il fenomeno è molto preoccupante per le piante appena invasate, che hanno un sistema radicale inibito e ancor di più per le giovani piantine da seme. Un’umidità eccessiva, invece, è pericolosa perché indebolisce le piante e le rende più vulnerabili alle malattie.

Malattie delle orchidee
Anche nelle serre molto funzionali, qualche pianta si ammala. Dove c’è vita, c’è malattia e purtroppo, morte. Alcune malattie sono leggere, recano poco danno e sono facili da combattere; altre sono più gravi e scoppiano all’improvviso. Bisogna sempre essere all’erta, pronti ad intervenire con efficacia e con attenzione, anche se l’esperienza del bravo coltivatore riduce gli interventi a qualche caso sporadico. Coltiva­re le piante in un ambiente sano è già per se stesso un sistema dì prevenzione e controllo delle malattie.
Batteri funghi e virus sono sempre presenti. I comuni parassiti dell’orto, attaccano anche le piante delle or­chidee, s’insediano nei tessuti vegetali e si nutrono delle loro cellule; entrano nelle piante attraverso ferite e tagli, oppure dai fori delle punture di insetti o attraverso gli stomi delle foglie.
I batteri si moltiplicano, diffondendo il contagio, da pian­ta a pianta, per contatto con le mani del coltivatore o degli utensili contaminati, oppure mediante insetti e schizzi d’acqua.
I funghi si sviluppano all’interno delle foglie, o dei pseudobulbi, con le loro strutture a ragnatela (il micelio), distrug­gendone i tessuti. Le spore si diffondono da pianta a pianta nello stesso modo dei batteri. Le malattie fungine si controllano con vari fungicidi specifici ma la vecchia poltiglia bordolese (calce e solfato di rame) rimane sempre un rimedio efficace e poco dannoso.
controllano con vari fungicidi specifici ma la vecchia poltiglia bordolese (calce e solfato di rame) rimane sempre un rimedio efficace e poco dannoso.
I parassiti si combattono con prodotti non pericolosi per la salute del coltivatore; vengono commercializzati degli antiparassitari sistemici, cioè che entrano nelle cellule della pianta, molto efficaci e scarsamente nocivi per l’uomo.
I virus si riproducono soltanto nei tessuti vivi dilagando as­sai rapidamente attraverso tutta la pianta, che una volta infetta, contiene virus in ogni sua parte. Le infezioni virali si propagano ad altre piante, per mezzo di utensili da taglio contaminati oppure portati dagli afidi.
Purtroppo, non c’è alcun rimedio contro le malattie virali, l’eliminazione della parte infetta non risolve il problema, perché il virus si è già diffuso in ogni sua parte, con l’eccezione forse della minuscola punta del getto di sviluppo. Nessuna sostanza di sintesi riesce ad uccidere i virus all’in­terno della pianta, pertanto, quando si ha la ragionevole certezza della presenza di infezioni virali, la pianta va distrutta.

Nota: il post è in fase di completamento con foto e riferimenti.

6 pensieri riguardo “Orchidea: il fiore degli dei”

  1. …sbrisson (prima esse dolce, le seconde – esse doppia e dura) dal verbo sbrissar (scivolare)…usato appunto, come scrive Gianni.

    Ciao ragazzi, sono tornato da Pordenone, stanco e felice: grande mostra!!
    Guido

  2. Ciao Salvo,
    te lo traduco io ridendofra me`stesso, sai ogni tanto dimentichiamo che essendo nel nord est, tra di noi ci capiamo ma che il resto del mondo queste parolacce non le conosce, un sbrison significa piu o meno fare una scivolata, o una visitina alle svelte.
    ciao
    Gianni

  3. Caro Guido, grazie mille per questa esaurientissima lezione: ieri non avevo molto tempo per leggerla ma me la sono stampata e “gustata” prima di andare a dormire. Secondo me sai coniugare molto bene la parte scientifica con quella tecnico/empirica che deriva dalle tue personali esperienze. Per me è sempre un arricchimento leggere quanto scrivi…e sono convinta che ti costi non poca fatica!
    Elisa

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