Coelogyne pandurata

Coelogyne pandurata: la famosa orchidea nera
Ci sono diverse orchidee che la letteratura considera tendenti al nero, fra tutte la Coelogyne pandurata, rappresenta maggiormente questo mito.
Origine: Malesia peninsulare, Sumatra, Java ed il Borneo.
Coelogyne pandurata Lindley 1853.
Sinonimi: Coelogyne peltastes var. unguiculata J.J.Sm. 1927 – Pleione pandurata (Lindl.) Kuntze 1891. Si racconta che le macchie marcatamente nere del labello siano il prezzo pagato da queste orchidee a causa della loro curiosità: un giorno, sentendo il rumore delle eruzioni dei vulcani, vollero vedere più da vicino cosa stava accadendo e per questo rimasero indelebilmente sporche di fuliggine nera.

L’origine del nome specifico deriva probabilmente dalla forma a (liute lungo) dei suoi pseudobulbi: dal Greco antico “pandoura” (o pandora).
Coelogyine pandurata è conosciuta come l’orchidea nera del Borneo per i suoi fiori verdi dal grande labello macchiato di nero. Questa specie sta diventando molto rara perché le foreste paludose e le torbiere lungo i fiumi dove vive, vengono eliminate o bruciate.

Coelogyne pandurata è un’orchidea di grandi dimensioni a sviluppo simpodiale, strutturata con pseudobulbi di 8 – 10 centimetri che portano due foglie apicali, plicate, ellittiche e lanceolate. Fiorisce in prima estate. Le spighe fiorali pendule escono dai nuovi germogli ancora in formazione e portano circa 10 – 15 fiori di 8 centimetri color verde. I fiori si aprono in progressione e purtroppo non durano a lungo, ma la loro eleganza compensa questo loro limite.

Coltivazione
Questa specie si coltiva con successo in grandi vasi forati oppure in cestini costruiti con asticelle di legno duro, ma si ottengono buoni risultati, anche appoggiando gli pseudobulbi a grossi tronchi di legno ruvido e duro.
Tenere le piante in serra calda con molta luce, fertilizzare e bagnare abbondantemente senza particolari periodi di riposo.

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