Bianco è bello: variazioni sul tema

Sono le 6.30 e siamo già in viaggio, l’appuntamento è a casa di Giovanni Zallot a Feltre, siamo stati invitati a visitare due siti di notevole interesse orchidofilo che Lui e Massimo Morandin tengono sotto controllo da un pò di tempo.
Arrivati, dopo i saluti e il caffè di rito, ripartiamo immediatamente: prima meta i boschi umidi nel Trentino.

Foto G.& C.I. – diritti riservati


Durante il tragitto Massimo ci dice che sono particolarmente ricchi di orchidee, soprattutto di diverse specie del gen. Epipactis. Nelle visite precedenti sia Lui che Giovanni le hanno trovate con la spiga florale formata ma non fiorita, ma dall’ultimo controllo sono passati una decina di giorni e speriamo sia la volta buona.
Passato il paese di Transacqua in prov. di Trento saliamo verso il rifugio Caltena e arrivati in loc. Giasenozza lasciamo la macchina e ci avviamo lungo il sentiero; decine di Gymnadenia odoratissima lo costeggiano e appena in dentro fanno bella mostra di sè le Cephalanthera rubra dal bel colore rosa carico, ma noi cerchiamo altro e proseguiamo spediti .
Incontriamo le prime Epipactis ma hanno ancora i fiori chiusi, andiamo avanti trovandone sempre più ma nessuna è fiorita, è ancora presto, ed effettuato un rapido consulto decidiamo di tornare indietro.
Foto G.& C.I. – diritti riservati
Gymnadenia odoratissima (L.) L.C.M.Richard (forma chiara) Percorrendo il sentiero al contrario Massimo in mezzo alle altre scorge una Gymnadenia bianca : sarà la chiave di volta della giornata.
Risaliti in macchina ripartiamo, la nostra meta è una torbiera al centro della conca bellunese dove Massimo ha trovato in una visita precedente una notevole stazione di E. palustris, la sorpresa che ci aspetta è davvero notevole.
Arrivati ci si presenta uno spettacolo unico : decine e decine di orchidee – alla fine di un rapido censimento

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Epipactis Palustris (L.) Crantz (forma tipica)
Epipactis palustris (L.) Crantz (forma chiara)

sono più di 150 – popolano i bordi della torbiera e, indicateci da Massimo, tra la forma tipica sono presenti una ventina di esemplari nella loro variante chiara.
Ragazzi che posto!

Foto G.& C.I. – diritti riservati

Dopo averle fotografate per diritto e per rovescio ci inoltriamo nella torbiera punteggiata da macchie sparse rosso-porpora e blu.

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Foto 1 e 2 in alto: Galdious palustris Gaud. (forma chiara)
Foto sopra a sinistra: Gladiolus palustris Gaud. (forma tipica)
Foto sopra a destra: Gentiana pneumonanthe (L.)

Per la gioia di G. sono Gladiolus palustris e Gentiana pneumonanthe rari abitanti di torbiere e prati allagati.

Foto G.& C.I. – diritti riservati

Foto sopra: Pinguicola vulgaris (L.)
Foto a sinistra: Eriophorum ssp.

Ci sono anche l’Erioforo ssp. e la Pinguicola vulgaris pianta carnivora frequente nel Bellunese.
Riprendiamo a fotografare e sempre G. che nel frattempo perlustra il terreno trova la versione bianca del gladiolo.
Ragazzi che culo!!! Oops, volevamo dire che posto!

2 pensieri su “Bianco è bello: variazioni sul tema

  1. Devo farvi veramente i complimenti per lo scooooop!

    Scherzi a parte, la notizia della scoperta di una stazione di Epipactis palustris forma chiara è veramente da approfondire.
    Se qualche appassionato del G.I.R.O.S legge questo post faccia un cenno.

    Sabato a Torri ci saranno anche gli amici del G.I.R.O.S con una mostra fotografica, potremo parlare insieme.
    Guido

  2. Complimenti a Carlo e Gabriella per l’articolo che fotografa (in tutti i sensi) appieno la giornata.
    Ho provato a fare una ricerca in giro e a quanto pare (fatto salvo che qualcuno mi smentisca) quella pare essere l’unica stazione italiana, ed una delle poche europee, dell’Epipactis palustris var. alba.
    Questa volta bisogna proprio dirlo: che culo!!!

    Ciao

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