Rhyncholaeliocattelya Green Dragoon ‘Lenette’ AM/AOS


Verde Milonga, verde orchidea

Quelle piccole piantine di orchidea, acquistate ancora in beuta…quante notizie sarebbe utile conoscere di loro al momento dell’acquisto!
La prima e la più importante, perché a cascata richiede tante altre informazioni è quella di sapere se è un ibrido o una specie, poi se la riproduzione è meristematica o sessuale.
Avere tutte le notizie è molto importante per saper interpretare il valore di ogni futura fioritura.

Prendiamo ad esempio la foto a sinistra, trattasi di: Rhyncholaeliocattelya Green Dragoon ‘Lenette’ AM/AOS.
Se vi va, facciamo insieme un piccolo viaggio tassonomico che ci permetterà di conoscere la storia ed il valore dei nomi assegnati a questo stupendo ibrido.

L’avventura si materializza con l’atto sessuale
Il processo inizia con la collocazione di masse polliniche sulla superficie stigmatica della colonna di un fiore; atto chiamato impollinazione.
Se compatibili, le masse polliniche iniziano un percorso di assimilazione nella colonna, dallo stigma all’ovaio. La fusione del materiale genetico maschile (polline) con quello femminile (ovulo) da luogo alla fecondazione, questo evento si verifica alcuni mesi dopo l’impollinazione con la produzione di migliaia di semi. Ciascuno degli innumerevoli semi formatisi ha un suo particolare “set” di geni. Con la successiva germinazione, crescita e fioritura, questi geni caratterizzeranno in esclusiva le forme vegetative e floreali di ogni singola nuova pianta.

I coltivatori riconoscono come geneticamente distinte, le diverse orchidee nate dai semi di un’unica pianta, sia esse in natura che in laboratorio. Le orchidee prodotte sessualmente sono chiamate ‘cultivar’.
Ai cultivar che danno fioriture considerate eccezionali, o a quelli che devono essere propagati in due o più piante, deve essere dato un nome di cultivar. Questo viene fatto per dare un’identità certa e registrata a ciascun soggetto, distinzione indispensabile per il proseguo della scienza tassonomica.

Fatta questa introduzione possiamo ora studiare la genealogia dell’ibrido in esame: Rhyncholaeliocattelya Green Dragoon ‘Lenette’ AM/AOS

In origine sono state prodotte un certo numero di nuove piantine, figlie dell’impollinazione (1978) fra il cultivar Rhyncholaeliocattleya Harriet Moseley [genitori (1968) Rlc. Deesse X Cattleya bicolor] con un cultivar particolare di Cattleya bicolor.
Con la prima fioritura, il coltivatore registrò l’incrocio alla Royal Horticultural Society di Londra, Inghilterra, con il nome: Rhyncholaeliocattleya Green Dragoon.
Questo nome è stato pubblicato su The Orchid Review del mese di giugno 1978, con progenitori (Rlc. Harriet Moseley X C. bicolor), e coltivatore dichiarante Carter and Holmes Orchids.
Il nome è stato poi ripubblicato nel bollettino di agosto 1978 di “New Orchid Hybrids”.
Ora, chi è interessato alla dinamica tassonomica degli ibridi lo può trovare in “1976-1980 Addendum to the Sander’s List of Orchid Hybrids”.
Tutte le piantine derivanti dall’incrocio originale (Rlc. Harriet Moseley X C. bicolor), porteranno il nome: Rhyncholaeliocattleya Green Dragoon (Rlc. Green Dragoon)
La selezione
I frutti di una semina di impollinazioni fra ibridi, ed anche specie, non sono mai tutti uguali. Gli ibridatori selezionano i risultati migliori e li registrano con nome di cultivar identificativo. Alcune piante dell’incrocio Rlc Green Dragoon hanno dimostrato qualità eccezionali. Uno di questi è stato presentato da Lenette Greenhouses ad un giudizio dell’A.O.S. “Regional Monthly Judging in Atlanta, Georgia 14 Gennaio 1978, la cui descrizione appare nel TRIMESTRALE AWARDS, Volume 10, Numero 4.
Il cultivar presentato in giudizio è stato premiato con “Award of Merit”, con il nome distintivo ‘Lenette’ che lo identificherà per sempre da tutti gli altri cultivar derivati da quella ibridazione.

Nota: Il cultivar presentato è conosciuto anche con il sinonimo: Brassocattleya Green Dragoon (Bc. Green Dragoon)

2 pensieri su “Rhyncholaeliocattelya Green Dragoon ‘Lenette’ AM/AOS

  1. Grazie Guido!
    Un dubbio che avevo riguardava proprio la definizione di cultivar, o meglio credevo di averlo capito e invece mi sbagliavo (non immaginavo che la stessa semina potesse produrre ibridi con delle differenze, ma davo per scontato che ogni incrocio desse come risultato esemplari identici tra loro).
    Post interessantissimo per me che avevo parecchie lacune in merito!
    Grazie anche per il rimando alla lettura sulle dinamiche di tassonomia. Spiegate da te comunque sono un gran piacere leggerle perché estremamente chiare.
    Un abbraccio!

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