Affinché si smetta di dire bugie

Dovere di cronaca

L’ultima in ordine di tempo, ma sempre la stessa reiterata in più occasioni è quella che non meglio identificati dirigenti AIO, hanno impedito all’ATAO di esporre le orchidee dei suoi soci in una mostra a Portogruaro: ecco uno stralcio del post relativo apparso qualche giorno fa su Fb, pubblicato da Francesca Grando e firmato da Graziano – … “Ti voglio ricordare visto che si parla tanto di esclusioni o di “veti” che due anni fa la nostra associazione fu invitata alla mostra di Portogruaro da Giorgio Facchin ma poi arrivò il veto dai dirigenti veneti AIO e l’associazione non partecipò.”.. palle! Non è vero.
La faccenda potrebbe sembrare una bega locale e quindi da derubricare a misere quisquilie. Non è così, lo stravolgimento dei fatti e il raccontare sistematicamente bugie, così come sosteneva in un suo aforisma, Joseph Goebbels, alla fine si corre il rischio che diventino verità e quindi vanno stroncate prima: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità – Joseph Goebbels”.

Effettivamente, sta menata è già due anni che veicola negli ambienti orchidofili, e deve aver fatto una certa presa se qualche dirigente AIO ha ritenuto di precisare: …”e i fatti mi dicono che ogni organizzazione di mostra ha esibito “veti” più o meno espressi e la AIO (art. 4 statuto ) non ha mai neanche potuto opporre nulla.”…
Quando si fanno affermazioni che sottointendono comportamenti scorretti è utile essere precisi e soprattutto bisogna fare nomi. Eccoli i nomi e i fatti, confutabili ovviamente, ma con prove, altrimenti: muti e scuse.

Allora raccontiamo i fatti, a partire da Portogruaro.
La mostra orchidofila di Portogruaro nasce nel 2012, referente unico con l’Amministrazione Comunale è Giorgio Facchin, orchidee in mostra a cura di Orchids Club Italia (Camani Antonio, Ghedin Alberto e Guido De Vidi).
La mostra si ripete l’anno successivo (2013), sempre Facchin referente unico con il Comune.
Nel 2014, sempre Facchin unica interfaccia con le istituzioni, succedono alcuni fatti: si individua l’AIO quale Associazione organizzatrice.
Inoltre, Facchin, sollecitato da un orchidofilo locale, amico di Graziano Grando di Condordia, lo contatta e si reca nella sua abitazione per invitarlo ad esporre le sue piante nella mostra di Portogruaro.
Non andò tanto bene la “spedizione”, Facchin racconta: … “ad un certo punto il signor Grando esordisce” – “se ci sono le piante di Guido De Vidi, non ci saranno le mie” – “bene, allora non ci saranno le tue” – riferisce di aver risposto Facchin.
orchidee_ portogruaro_guido_giorgioLa faccenda si conclude così: il resoconto dei fatti è stato fatto a casa mia (vedi foto) davanti ad una bottiglia di USO appena aperta ed alla fine irrimediabilmente svuotata, come testimonia questa foto scattata da Alberto Ghedin.
In occasione della fase preparativa dell’edizione 2015 della mostra di Portogruaro, sempre Facchin referente unico, che questa volta sceglie l’ATAO, comunica a Camani, del direttivo AIO, che non vuole le mie orchidee in mostra. Cosa sia successo lo si capirà più avanti.
Non fosse che i due protagonisti ( Grando Facchin) sono tutti sulla settantina ed oltre, si potrebbe pensare ai capricci dei bambini in un asilo infantile di campagna, ma si sa, l’Ego è una brutta bestia.
Basta bugie per favore.

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