Retroscena: orchidee mon amour

Esilarante retroscena di un amore settembrino, consumato nelle valli ecuadoregne fra i dirigenti di due fazioni orchidofile italiane, e svanito dopo pochi giorni al rientro in patria.

Infatti. quello che doveva essere il viaggio di nozze per sugellare l’unione – a Parigi – dell’orchido(follia) italiana, si è arenato nel solaio di Vistorta.

Già, dice Piero: “non ci capisco nulla, come mai non sono insieme a Parigi (congresso Europeo dell’orchidologia), dopo aver scritto sui muri di mezza Italia: UNITI SI VINCE?”
Eh caro Piero, se sapessi!
Non tutte le nozze combinate vanno a buon fine, la gelosia e l’invidia sono sempre dietro l’angolo e qualche parente invidioso spunta sempre fuori a rovinare la festa.
Si racconta di liti postume furibonde, scatenate dalla “combine”, si parla di dimissioni pesanti, fra quelli di Vistorta, per capirci, di chi ha le piante e sai, le piante fanno la differenza.
Pare che sia tutto rientrato: le piante del dimissionario sono nel furgone che sta baldanzosamente scalando le Alpi, insieme alle altre: l’odore di qualche patacca da esibire al nemico, e la promessa di non cadere più in tentazioni ha messo tutti d’accordo ed ora sono nuovamente felici e divisi: ognuno a casa propria.
Ironia della sorte: l’organizzazione EOC li ha messi vicini di stand, quasi appiccicati, con l’effetto di amplificare e rendere ancor più evidente la separazione, evviva!
Come è stato possibile? Il divorzio, caro Piero, a Parigi non si scriverà più: UNITI SI VINCE.
Chi vorrà potrà scrivere una pagina di ordinaria orchido(follia), oppure semplicemente ridere.

PS) – Chi è Piero? Nome di fantasia, pensando a De Andrè

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