Orchidologia? In Italia c’è chi pensa al futuro

E’ un periodo strano, questo che stiamo vivendo nel mondo orchidofilo italiano, inteso esso, come amatorialità e studio delle orchidee.

Da un lato si vive in un temporaneo stato confusionario: spesso viene meno l’orgoglio di appartenenza ad una associazione, la “tessera” diventa feticcio da collezionare al posto delle orchidee, un sabato si aderisce ad un’associazione ed il sabato dopo si accetta tessera e distintivo di un gruppo per certi versi concorrente. A mio avviso, se si vuol essere super partes, si deve rimanere fuori dall’agone della disputa, ma tant’è, l’opportunismo a volte gioca brutti scherzi.

La libera scelta di stare al di sopra delle parti, nulla toglie alla volontarietà operativa mossa in aiuto dell’associazionismo. Paradossalmente si mantiene la mente libera di guardare avanti, di dire quel che si pensa, esorcizzando il presente e tutto quello che esso contiene di negativo. Questo è potuto avvenire a PordenoneOrchidea, cioè realizzare un sogno, quello di vedere insieme tante associazioni e di progettare con loro il futuro scientifico e ricreativo dell’orchidofilia italiana. Attualmente non appartengo ad alcuna “squadra”, non ho tessere di alcun colore, ma mi sento ugualmente impegnato a contribuire alla crescita di quel mondo che in sintesi rappresenta la mia passione.

Ed è con questo spirito che, con l’assunzione dell’onere organizzativo della 20a edizione di PordenoneOrchidea, accarezzavo anche l’idea di mettere insieme un tavolo di discussione, rivolto alla ricerca delle fattibilità per riportare in Italia l’E.O.C. nei padiglioni fieristici di Pordenone Fiere.

Quel tavolo si è materializzato Domenica 3 Marzo negli uffici della Fiera, fra Presidente, altri dirigenti AIO, Presidente ATAO e Responsabile Marketing Manager della Fiera. All’ordine del giorno la disponibilità dell’ente Fiera ad ospitare l’evento europeo nella prima data disponibile dal calendario già programmato.

La riunione è stata franca e estremamente positiva:

Disponibilità della Fiera a supportare l’iniziativa, mettendo sin d’ora a disposizione il suo apparato organizzativo.

Analisi delle peculiarità logistiche (Aereo, disponibilità ricettive e ubicazione geografica estremamente accattivanti), che rendono la località facilmente raggiungibile dai paesi europei e internazionali.

Impegno alla stesura di un programma di massima AIO da presentare congiuntamente in sede regionale per possibili collaborazioni finanziarie.

Rafforzamento dell’impegno AIO – ATAO al fine di promuovere eventi propedeutici al raggiungimento dell’obiettivo finale che presumibilmente potrà essere collocato nel 2027.

Appuntamento alla prossima edizione di PNOrchidea.

Il progetto è assai ambizioso, ma la crescita dell’interesse per l’orchidofilia, per la vendita e produzione di orchidee in Italia, ci autorizza a pensare in grande. Naturalmente serve unità e raccolta attorno ai soggetti promotori.

EOC Padova 2006, lo stand di Orchids Club Italia

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