Cattleya schilleriana

Cattleya schilleriana Rchb.f 1857 – fiori – Collezione rio Parnasso

Cattleya schilleriana Rchb.f 1857 sottogen. Falcata sez. Guttatae (Cogn.) Withnere 1989
Questo cultivar ha ricevuto la medaglia d’oro EOC – Copenaghen 2000 “Menzione particolare perla fragranza”.
Etimologia del nome: il nome è stato dato in onore di Consul Schiller, collezionista Tedesco del 1800.
Sinonimi: Cattleya aclandiae var. schilleriana Jenn. 1875 – Cattleya regnelii Warner 1865 – Epidendrum schillerianum Rchb.f 1861.
Cattleya schilleriana è una piccola orchidea epifita e bifoliata originaria del Brasile. Vive in ambienti caldi a 700 – 800 metri d’altitudine, arrampicata sugli alberi nati sulle pareti rocciose lungo i fiumi dove piove copiosamente durante l’estate e l’autunno.
Questa specie forma corti pseudobulbi a canna con due foglie apicali, ellittiche – oblunghe, spesso pigmentate di porpora e fiorisce in primavera. I fiori sono molto appariscenti e particolarmente grandi (8–12 centimetri) rispetto alle dimensioni della pianta. I petali ed i sepali tinta crema, presentano vistose chiazzature bronzee, che contrastano piacevolmente con la forma ed il colore violaceo del labello. Questa specie si sviluppa lentamente, ma si adatta con facilità a situazioni ambientali non ideali.
In coltivazione, Cattleya schilleriana cresce bene su zattere, tronchetti di legno duro e volendo può essere coltivata anche in vaso con substrato di corteccia media.
Allo scopo di evitare pericolose disidratazioni durante la stagione calda, bisogna garantire costante umidità e spazi ombreggiati.

Cattleya schilleriana Rchb.f 1857 – fiori – Collezione rio Parnasso sistemazione in serra.

Storie: Nonostante la particolarità della sua morfologia, la Cattleya schilleriana è spesso trascurata rispetto alle altre specie di Cattleya, oserei dire anche dell’intera famiglia delle orchidee. Specie bifoliata, cioè ha due foglie su ogni pseudobulbo. I suoi fiori sono deliziosamente profumati, cerosi e lucenti. Petali e sepali sono dipinti di marrone e mogano con macchie molto più intensamente colorate. Ad ogni buon conto, la caratteristica più singolare di questa specie è rappresentata dal suo labello, bianco con evidenti striature magenta. L’osservatore attento sarà sicuramente attratto dalla meravigliosa fragranza dei suoi fiori. Seppur scoperta già nel 1857, questa specie è rimasta abbastanza rara nelle collezioni, solamente a partire dalla prima metà degli anni ’70 del secolo scorso, si inizia a vederla nelle coltivazioni. Forse la rarità in natura di questa specie è uno dei motivi della sua latitanza. Pare che Cattleya schilleriana viva solamente lungo due o tre corsi d’acqua in una piccola area del Brasile.

Cattleya schilleriana Rchb.f 1857 – pianta fiorita – Collezione rio Parnasso.

Note di coltivazione: Le nuove vegetazioni si formano all’inizio della primavera e la fioritura avviene dopo la maturazione degli pseudobulbi nuovi: da aprile a giugno. Può capitare che durante l’estate si formino ulteriori nuove vegetazioni che forse fioriranno durante l’estate e l’autunno ma sarà più probabile che questi pseudobulbi secondari non fiorirscano mai. Cattleya schilleriana desidera uno stato dormiente che inizia durante l’autunno e l’inizio dell’inverno per durare fino a quando compariranno le nuove vegetazioni, alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.
Temperatura: Cattleya schilleriana cresce bene nelle condizioni di temperatura intermedia. Ad onor del vero nel suo habitat nativo le oscillazioni della temperature sono leggermente inferiori rispetto alle condizioni standard per le Cattleya. Pertanto, potrebbe essere consigliabile cercare un posto leggermente più fresco della serra soprattutto durante l’inverno.
Bagnature: Nel suo habitat di endemicità, ci sono quattro mesi asciutti durante l’estate quando non piove, corrispondenti da giugno a settembre nell’emisfero settentrionale. Tutto l’autunno e l’inverno sono piuttosto piovosi. Quindi la vera stagione delle piogge inizia in primavera. Le piante iniziano le loro nuove vegetazioni e fioriscono durante la stagione delle piogge. Sebbene non piova durante l’estate, le rugiade notturne sono abbondantiti, quindi in natura questa specie non avraà mai una completa asciugatura. Nelle coltivazioni si ottengono buoni successi nelle fioriture tenendo le piante un po ‘secche durante l’autunno e l’inverno.

Rinvaso: Come per tutte le Cattleyae bifoliate, è estremamente importante rinvasare queste piante solo quando le radici attive stanno appena iniziando ad apparire. Questo di solito significherebbe che le piante sarebbero rinvasate all’inizio dell’estate immediatamente dopo la fioritura. Le piante di questa specie spesso subiscono una battuta d’arresto per circa un anno dopo essere state rinvasate. Pertanto, è meglio ritardare il rinvaso il più a lungo possibile. Le piante di Cattleya schilleriana sono abbastanza compatte, quindi è possibile conservare le piante nello stesso contenitore per tre o più anni.

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