Cattleya Bow Bells ‘Snowflake’ FCC/AOS

Nel mondo del collezionismo delle orchidee – è risaputo – le specie sono sempre le più desiderate, ma altrettanta risonanza ottengono alcuni ibridi artificiali. Ed ecco che accanto al collezionista, per così dire “purista”, nel tempo sono nate storie e leggende anche attorno agli ibridatori.

IMG_6521 C. Bow Bells ‘Snowflake’ FCC/AOS.

A tal riguardo una storia interessante lega la creazione di un ibrido di Cattleya “bianca perfetta”; petali ampi, labello ben strutturato, forma piatta, e fiore di lunga durata.
La genesi possiamo farla risalire agli anni 40 del secolo scorso, ed il set degli eventi trova spazio a cavallo delle sponde dell’Oceano Atlantico fra l’Inghilterra e gli U.S.A. – prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Protagonisti, un ibrido di orchidea, i tragici eventi della seconda guerra mondiale, e tre delle specie di Cattleya più popolari e amate dai collezionisti.
Siamo nel 1937, quando un ibridatore inglese – Clint McDade – si cimenta nella impollinazione fra un ibrido primario con un altro di seconda generazione. I genitori di entrambi gli ibridi erano C. mossiae e C. gaskelliana. L’ibrido primario era C. Suzanne Hye, e l’ibrido di seconda generazione era C. Edithiae, un incrocio di C. Suzanne Hye e C. trianiae.
…”McDade era il proprietario della Semmes Nursery, specializzata in Camelie ed Azalee ed è stato il più grande fornitore di Bellingrath Gardens. Possedeva anche un importante Orchid Nursery in Inghilterra. Le orchidee della sua collezione furono utilizzate per gli addobbi del matrimonio della regina Elisabetta d’Inghilterra.
McDade, durante la seconda guerra mondiale portò negli USA la maggior parte delle orchidee importanti e rare, presenti nelle serre Inglesi. Questa sua decisione fu presa per conservarle dai bombardamenti tedeschi, ma anche per l’impossibilità di scaldare le serre, stante la mancanza di carbone”…

All’incrocio è stato dato il nome di C. Bow Bells in riferimento alle campane della Chiesa di Santa Maria nel quartiere finanziario di Londra . E’ interessante ricordare che le campane ella Chiesa sono state distrutte l’11 maggio 1941 da un raid aereo tedesco durante la seconda guerra mondiale; C. Bow Bells è stata usata come fonte di raccolta di fondi per ristrutturare la chiesa e le sue campane.

Registrazione di C. Bow Bells
Clint McDade vende una beuta di C. Bow Bells a Black & Flory, coltivatori americani che, portate a fioritura, registrano alla RHS ed espongono cinque piante di quella semina nel settembre del 1945, all’American Orchid Society trustees meeting. Tutti e cinque ottengono riconoscimenti, tra cui un FCC. Da allora, sono stati emessi altri quattro FCC e 16 premi AM.
Gli ottimi risultati di questo incrocio consigliarono i proprietari del vecchio ibrido di C. Suzanne Hye, a spedire il loro esemplare negli Stati Uniti, nel caso in cui la Gran Bretagna dovesse essere invasa dai tedeschi. Purtroppo durante il viaggio la nave che trasportava la pianta, affondò a causa di un attacco U-boat nel Nord Atlantico e C. Suzanne Hye andò persa; tutti i tentativi di riprodurre la spettacolare qualità della pianta perduta furono vani.

La progenie
Con questa storia come sfondo, ecco l’evoluzione delle ibridazioni successive, che direttamente o indirettamente vedono protagonista C. Bow Bells.

1945
C. Bow Bells
C. Edithiae x C. Suzanne Hye
Black & Flory registrano questo incrocio ed espongono cinque piante nel settembre 1945 all’American Orchid Society trustees meeting.
Il cultivar ‘Purity’ ha ricevuto un FCC e il gruppo è stato insignito della Medaglia d’argento per l’eccellenza AOS.
Nota:
C. Bow Bells o C. Joyce Hannington?
Si dice che le piante siano state originate dallo stesso baccello del seme a causa delle loro somiglianze.
C. Joyce Hannington è un po’ più alta e più fiorifera di C. Bow Bells
C. Joyce Hannington
Registrata nel 1945 da E. Hannington in onore di sua figlia.
Hannington ha lavorato a Roughwood, azienda in Brookline.
American Orchid Society Awards:
1 FCC, 7 AM, 9 HCC
94 F1 Offspring, 430 Progeny
C. Barbara Dane x C. Snowdon
C. Joyce Hannington ‘Vallemar’
AM/AOS, 83 points (1953)

1950
C. Bob Betts (Bob Betts era un coltivatore di orchidee per Clint McDade, il proprietario del Rivermont orchidee)
C. Bow Bells x C. mossiae v. Wagneri
Primo incrocio con C. Bow Bells a fiorire negli Stati Uniti, registrato da McDade.
L’ibridazione è stata creata con l’intento di estendere la stagione di fioritura C. Bow Bells in primavera per il commercio di fiori recisi.
È la Cattleya bianca più premiata nella storia dei giudizi AOS:
2 FCC
34 AM
30 HCC
C. Bob Betts ‘Aridine’ AM / AOS, 80 punti (1966)

Le origini
C. mossiae
Descritta nel 1838
14.833 Progeny
C. mossiae var. alba ‘Amanda’
84 punto AM / AOS 2010
C. lueddemanniana
Descritta nel 1854
12.816 Progeny
C. lueddemanniana ‘Crownfox neve’
HCC / AOS 2005
C. gaskelliana
Descritta 1885
13.303 Progeny
C. gaskelliana ‘Janice’
FCC / AOS 2011
C. trianae
Descritta 1860
19.639 Progeny
C. trianae ‘Henry’
AM / AOS 2011
C. warneri
Descritta 1862
14.401 Progeny
C. warneri v. Alba ‘Newberry’
AM/AOS 2005

I primi ibridi
C. Edithae var. ‘White Empress’ FCC / RHS (3n)
(C. Suzanne Hye x C. trianaei) Pauwels 1914
C. Suzanne Hye FCC / RHS
(C. gaskelliana x C. mossiae)

Nei decenni successivi, l’evoluzione delle ibridazioni delle Cattleya a fiore bianco ha seguito le esigenze della moda, a partire dagli anni 80 ad oggi, gli ibridi creati sono i seguenti:

C. Mary Ann Barnett ‘Exquisita’
C. Arctic Circle x C. Bob Betts
FCC/AOS, 90 punti
Premiata giugno 1980
Bracey, 1960
C. Earl ‘Imperialis’
C. Empress Bells x C. General Patton
FCC/AOS, 91 punti
Premiata Ottobre 1980
Suyama, 1961
C. Ranger Six ‘A-OK’
Blc. Nacouchee x C. Empress Bells
FCC/AOS, 91 punti
Premiata Marzo 1980
Armacost, 1964
Rlc. Mem. Rosa Vazquez ‘Rafael’
C. Esbetts x Rlc. Breaker’s Reach
FCC/AOS, 91 punti
Premiata Gennaio 2011
Originatore sconosciuto, registrata 2002
Rlc. Breaker’s Reach
Rlc. Mount Hood x C. Mount Rainier
Armacost, 1980
Armacost 1964

Possiamo concludere il racconto con una metafora: le campane della Chiesa di Santa Maria nel quartiere finanziario di Londra, suonarono furiosamente per molti anni con C. Angel Bells, C. Empress Bells C. Sleigh Bells, C. Vesper Bells, e molte altre, ad esempio C. Tiffin Bells, un incrocio di C. Bow Bells e C. White Blossom. Successivamente
C. Tiffin Bells è stato ibridato con C. Hawaiian Crystal nel cui albero genealogico ci sono quattro generazioni di C. Bow Bells, C. Empress Bells, C. Edithiae, C Suzanne Hye, e molti altri genitori comuni.

Pot. Tapestry Peak ‘Golden Anniversary’ AM/AOS

Anche gli ibridi di Cattleya hanno un cuore e un prezzo!

Cattleya, “ibridi antichi” preziosi e ormai entrati nel mondo “Vintage” delle orchidee da collezione.

Il collezionista esigente le cerca per attrazione sentimentale o più semplicemente per avere nella sua collezione le pietre miliari dell’ibridazione. Si parla di prezzi a due o anche tre zeri (EURO), c’è chi non è d’accordo, ma se nella vostra collezione
030ci sono questi (pezzi da 90) vi conviene tenerveli da conto; e se intendete acquistare divisioni di ibridi famosi, fate attenzione alla cocciniglia e ai virus…di solito sono gratuiti…

Nella foto a sinistra, ecco un ibrido storico e per certi aspetti anche simbolico:
Pot. Tapestry Peak ‘Golden Anniversary’ AM/AOS.
Genitori: (Bc. Deese x Pot. Gordon Siu).
Anno di registrazione 1966.
Fioritura: autunno/inverno.

Nota: Pot. Tapestry Peak ha già contribuito a successive ibridazioni, ad esempio:
(Pot. Memoria Helen Brown x Pot. Tapestry Peak (12/1/1987))
Nome del figlio: Pot. Golden Square‘Spring Breeze’SM/JOGA

Men at work… Schio orchids show

Guarianthe bowringiana ‘Teresa’ MO – MA/AIO 2014 (Veitch) Dressler & W.E. Higgins 2003. Ex Cattleya bowringiana Veitch 1885.

foto_guido_cattleya_bouringiana_schio_2014cattleya_bowringiana_schio_allestimento Finalmente quel grande ceppo di pseudobulbi attaccati ad un vecchio tronco di acacia, raccolto tanti anni fa fra le secche del Rio Parnasso, sono riusciti a mostrare la maestosità dei loro fiori (23 steli fiorali) in una esposizione orchidofila.
Quello che si vede è il frutto di oltre 20 anni di continua passione – sul cartellino si legge 1994 – e di dedizione amatoriale.
Raccontare le angoscie dell’attesa di una fioritura da esporre potrà sembrare eccessivo, ma chi coltiva orchidee da tanti anni, saprà capire la delusione per una fioritura mancata nel tempo giusto per l’esposizione.
Questa volta, non senza qualche patema d’animo, la Cattleya bowringiana – ora è chiamata Guarianthe bowringiana – che vedete nelle foto ce l’ha fatta a giungere alla mostra internazionale di Schio in piena forma.

Ho nominato il cultivar alla memoria di mia mamma Teresa.

Grazie a Liina Orle, Franz Zeuner (Currlin orchideen) e Alfiero Furlan per le foto e per l’aiuto – Thanks to Liina Orle, Franz Zeuner e Alfiero Furlan for photos and for the help.

Cui prodest? L’inutile disfida orchidofila di Thiene

Si è provato a stendere un velo pietoso sull’inutile disfida orchidofila che vede due mostre di orchidee quasi in contemporanea a distanza di 10 km, ma la confusione che questo “vulnus” continua a creare fra gli appassionati delle orchidee del Triveneto, obbliga chi fa informazione nel mondo orchidofilo, a stigmatizzare ancora una volta questa “anomalia”.

Non è mia intenzione entrare nel merito della manifestazione al Castello di Thiene, a pagamento, rivolta a vari settori del verde e curata da privati, ma da semplice appassionato di orchidee, mi sia consentito di esprimere un reiterato disappunto a riguardo della mostra, per la lacerante spaccatura venutasi a creare fra gli appassionati orchidofili del triveneto, che ancora permane… quasi una disfida fra Guelfi e Ghibellini. Inutile!

Nella foto: il gazebo di Orchids Club Italia alla prima edizione di Schio, 2006.

L’evento orchidofilo in questione nasceva su impulso istituzionale, nel 2006 a Schio e lì aveva ragione di essere e di rimanere, per motivi storici e culturali, ma ingiustificabili motivi di mercato e di rivalità, hanno cercato di “fotocopiarlo” a Thiene, città ad un tiro di schioppo.
Cui prodest?
I colpevoli o meglio, i responsabili di questa frattura nell’orchidofilia del nord-est italiano ci sono stati e questo REPORTAGE forse aiuterà un po’ tutti a conoscerne la genesi.
Non so dare risposte e non ho alcun potere dirimente, ma le orchidee stanno a guardare e sapranno giudicare!

PS) – Alcuni link che rimandano il lettore a pagine pubbliche, non funzionano più, forse perchè sono state tolte dal web oppure sono state aggiornate: la redazione si scusa.

Riflessioni: la lussureggiante Stanhopea e le stagioni della vita


078 Si presentava così, oggi, quel magnifico e lussureggiante esemplare di Stanophea nigroviolacea, ormai quasi tutta sfiorita.
Lo sguardo sul terreno focalizzò quel che rimaneva dei suoi fiori, così imponenti e profumati solo qualche giorno prima, e d’un tratto mi assalì un turbinio di sensazioni: tristezza, già nostalgia e attesa per la prossima fioritura, ma soprattutto occasione per qualche riflessione sulle parentesi della vita, quelle della pianta, della nostra, della vostra, della vita in generale.

Le stagioni della vita
Chissà, saran gli anni, tanti ormai, che facilitano l’andare con i pensieri alle stagioni passate, sarò forse io, per certi versi troppo sognatore, ma se avrete la bontà di seguirmi “riavvolgeremo” insieme le stagioni della vita.
005 La stagione degli amori.
E’ la stagione più calda, d’un tratto scopri l’amore nei sentimenti, nel corpo e nell’anima; tutto diventa luminoso ed ogni impulso della tua vita è rivolto ad alimentare nuove e piacevoli sensazioni. Si scopre e si fa l’amore, proprio come è capitato qualche giorno fa ai fiori della nostra Stanhopea.
Di neccessità virtù, si dirà. In assenza delle api euglossine (maschio), i fiori nel massimo del loro splendore hanno accolto di buon grado anche la mano dell’uomo.
076 La stagione della fertilità.
Ed eccolo il risultato degli amori: dopo qualche giorno dall’avvenuta impollinazione, già si cominciano a notare i rigonfiamenti delle capsule seminali, gravide e feconde. La gravidanza durerà diversi mesi, ma qundo saranno mature, ci doneranno centinaia di migliaia di nuove vite allo stato embrionale: la natura e l’uomo, nel nostro caso, faranno il resto: la vita ricomincia.

L’impollinazione
Un aspetto molto affascinante delle Stanhopeinae è la loro impollinazione.
068Nel loro habitat naturale i grandi fiori sono impollinati ad opera dei maschi delle api euglossine, del genere Euglossa meriana ed Euglossa cordata, note come “le api delle orchidee.”
Ogni singola specie di api euglossine, visita solamente una specie di orchidea, questo a garanzia della non interferenza biologica.
Le api sono attratte ai fiori dal loro profumo, a volte dolce ed in certi casi pungente. Come si può evincere dalle foto, i fiori sono delle incredibili creazioni della natura, sia nelle loro forme, che nelle loro strutture complesse, modellate apposta per ottenere l’impollinazione.
Le Stanhopeinae attraggono le api con il loro profumo e servendosi di un sofisticato meccanismo le obbligano ad effettuare percorsi utili a garantire la fecondazione.
029I fiori rendono il loro “bocconcino” di nettare alle api visitatrici, le quali poi lo trasformano (attraverso una loro secrezione ghiandolare) in fragranza utile per attrarre le loro femmine.
I fiori sono di breve durata ed all’evidenza, con un sistema così efficace d’impollinazione, se lo possono permettere.
E’ utile ricordare che la fioritura è sempre un dispendio d’energia.
073 La stagione della fine e dell’oblio.
I giorni della lussuria, del piacere e dell’ammirazione sono passati. Quel gruppo enorme di fiori non ha trovato la sua ape, peccato! Piano piano, uno alla volta, i fiori son appassiti e si sono staccati inesorabilmente dalle infiorescenze che li sostenevano: è finita per loro. Rimangono lì per terra muti e informi in attesa che “qualche anima buona” li metta a riposare più dignitosamente.