AIO, uniti si cresce!

Sull’onda del grande successo dell’evento orchidofilo di Schio appena conclusosi lo scorso fine settimana, cresce l’attenzione per le orchidee, quale passione da condividere insieme.
Lo scorrere degli eventi evidenzia chiaramente l’utilità dell’elemento aggregante, rappresentato da una Associazione a livello nazionale, alla quale far capo operativamente, sia per l’informazione che per il coordinamento delle varie realtà spontanee locali, siano esse Associazioni, semplici gruppi o Club di appassionati.

IMG_20141005_151324224IMG_20141005_160802955 Nelle foto a sinistra, uno spaccato delle conversazioni e delle simulazioni di rinvaso attivate da Alberto Ghedini e Gian Maria Conte, del direttivo nazionale AIO.
L’evento ha avuto luogo il 4 e 5 ottobre, nelle barchesse e nel giardino della Villa Brandolini D’Adda, rinomata Azienda vitivinicola, con annessa la serra delle orchidee che per decenni ha alimentato le scenografie floreali nelle feste di Palazzo Grassi (VE) già proprietà della famiglia Agnelli.

L’incontro, molto apprezzato dalle appassionate e dagli appassionati presenti, è stato anche occasione di profiqua palestra di idee. Molto “gettonata” è stata quella di costituirsi in gruppo locale AIO con l’obiettivo di consolidare e rendere continuativa l’esperienza appena nata.

Inoltre, seppur ancora a livello di ipotesi, dialogando con l’Amministrazione dell’Azienda, ha preso sostanza la possibilità di organizzare negli spazi delle barchesse e dei maestosi porticati, una mostra mercato di orchidee e piante esotiche, da intercalare a cadenza biennale con la già collaudata Orchids&Wine di Mezzocorona: prima edizione Maggio 2016.

Uniti si vince… verrebbe da dire!

Laelia purpurata, una storia infinita

NOTA: post rivisto ed aggiornato il 12 Maggio 2015

Molte orchidee sono originarie del Brasile, forse Laelia purpurata in tutte le sue forme è la più rappresentativa.

L’ispirazione per scrivere questo articolo nasce dalla bella sorpresa di vedere fiorite due delle varietà di Laelia purpurata della mia collezione. Una nella serra grande, Laelia purpurata var. russelliana ‘Intensa’, e l’altra nella serra nuova, Laelia purpurata var. Aço do Clito ‘Rio Parnasso’
Al ritorno da una breve vacanza, poco più di due giorni, sono loro che attirano la mia attenzione. Ovviamente, ho fatto subito un giro nelle serre delle orchidee ed ecco che trovi questi grandi fiori a guardarti con fare sornione, come a dire: “cosa credi tu… sappiamo arrangiarci anche da soli”. Ecco come nasce una notizia che racconta di orchidee.

Laelia purpurata: fiore simbolo dello Stato brasiliano di Santa Catarina, una storia infinita.
042 Laelia purpurata tipo.

Em 13 de dezembro de 1983, o então Governador Esperidião Amin Helou Filho assinou o Decreto n. 20.829 que “Identifica o taxon Laélia Purpurata Lindley variedade purpurata como Flor Símbolo do Estado de Santa Catarina.

La tassonomia e la botanica ci portano sovente a “spasso” fra nomi di specie, vecchi e nuovi, fra varietà e forme, al punto che, finito il viaggio si corre il rischio di essere più insicuri di quando si era partiti. Laelia purpurata sembra fatta apposta per confondere anche il più esperto dei coltivatori di orchidee.
Di questa specie, nelle collezioni sono presenti oltre una trentina di varietà, peculiarità che induce molti orchidofili, soprattutto brasiliani a dedicare la loro passione solamente alla coltivazione ed allo studio delle sue diverse forme.
057003Tornando a quei grandi occhi, eccoli nelle foto a sinistra: la prima fioritura di: Laelia purpurata var. Aço do Clito ‘Rio Parnasso’ e l’ormai consolidata fioritura primaverile di Laelia purpurata var. russelliana ‘Intensa’.
Potremmo iniziare il racconto proprio partendo dalla descrizione di queste varietà.
Fosse così semplice! Già il nome di genere ci invita a scrivere un romanzo, pertanto cerchiamo di fare un po’ di ordine. Prima di tutto mettiamo a fuoco la storia di questa orchidea.

Il suo habitat: l’isola di Santa Catarina
Così Lara Ribas descriveva l’isola di Santa Caterina nel 1945.
“A Ilha de Santa Catarina é verdadeiramente o paraíso das orquídeas, servindo de “habitat” predileto da Laelia Purpurata, que nela conta com variedade assombrosa e de difícil catalogação pela diversidade e estonteante extravagância nos seus coloridos e pormenores florais…..” – Lara Ribas ( Orquídeas Catarinenses – 1º Edição, 1945).
La prima annotazione che testimonia l’esistenza di orchidee sull’isola di Santa Catarina, appare nel libro Isola di Santa Catarina – Relazione degli Stranieri forestieri nei secoli XVIII e XIX – redatto da Paul Berger. Florianópolis. Assemblea Legislativa dello Stato di Santa Catarina. Cultura consultivo, 1979. Capitolo XI, Chamisso 1815 (pagina 250).
“Cito as acácias com folhas multipenadas, troncos altos e ramos espairecidos em forma de leque. Abaixo destas, sobre troncos caídos, rastejam capins, samambaias, helicôndas de folhas largas e de altura de uma pessoa; ainda de permeio, palmeiras anãs, troncos de samambaias. Cipós emaranhados erguem-se do chão ao cimo das árvores, de lá pendendo para baixo: os ramos mais altos situam-se alegres jardins de orquídeas e bromeliáceas, etc, com as “Tillandsia usneoides” (“barba-de-velho”) cobrindo velhas árvores com seus cachos prateados.”
L’orchidea che più tardi assumerà il nome di Laelia purpurata
era conosciuta anche prima della sua descrizione scientifica, tanto è vero che nel libro Voyages pittoresques au Brésil 1835, appare in alcune immagini realizzate dal pittore e illustratore botanico Maurice Rugendanz.
Per la scienza, questa nuova orchidea fu scoperta nel 1846 da Francois Devos, sulla costa dell’allora Provincia Imperiale di Santa Catarina, o meglio, sull’isola di Santa Catarina.
A seguito della scoperta di questa nuova specie, furono organizzate raccolte di grandi quantità di piante per essere spedite in Europa, alle aziende M. Verschaffelt (1847), a Gand, in Belgio, così come per Mijnheer Brys (1850), a Bornhem, e Anversa, e in altre collezioni di orchidee sparse in Europa continentale e in Inghilterra.

La prima fioritura europea.
Laelia purpurata fiorì per la prima volta in Europa nelle serre della società James Backhouse and Sons a York, Inghilterra, nel 1852. Nello stesso anno, nel mese di giugno, la pianta fiorita fu mostrata alla Royal Horticulture Society di Londra, con allegati i relativi studi, la descrizione e la classificazione da parte di John Lindley. Il campione utilizzato per la classificazione e la descrizione era una Laelia Purpurata con sepali e petali quasi bianchi.
La pubblicazione di questi studi e in particolare la descrizione di Laelia purpurata, è stata realizzata da Joseph Paxon, nella sua opera “Paxton´s Flower Garden 3: 111-112, tab. 96, anno 1852.
Nello stesso anno è fiorita anche un’altra pianta di Laelia purpurata, ma è stata classificata erroneamente da Ch. Lemaire, come Cattleya brysiana. Questa pianta aveva sepali e petali color rosa, fatto che inizialmente ha causato una certa confusione. La pianta descritta da Ch. Lemaire, oggi è considerata una varietà di Laelia purpurata.
Nel 1859, HG Reichenbach fil., ha descritto un’altra pianta similare come Laelia Casperiana. Alfred Cogniaux, più tardi l’ha riclassificata come sinonimo di Laelia purpurata. Oggi questa pianta e considerata come un ibrido naturale di Laelia purpurata.
Per molti anni, Laelia wyattiana, così classificata nel 1883 da HG Reichenbach fil., è stata considerata come sinonimo di Laelia purpurata. Oggi questa specie è considerata ibrido naturale di Laelia crispa e Laelia lobata.

Etimologia del nome di specie.
John Lindley istituì il genere Laelia nel 1831, ma senza chiarire l’etimologia del nome. Si ritiene che tale designazione si riferisca al nome di una vestale romana.
Oltre a descrivere il genere, nel 1842, Lindley ha anche redatto la prima sistemazione delle specie all’interno del genere, stabilendo due sezioni: Grandiflorae, in cui i fiori hanno petali più grandi dei sepali, e Parviflorae, il cui petali e sepali dei fiori sono le stesse dimensioni. Pfitzer nel 1889, riordina il genere suddividendolo in cinque sezioni allo scopo di sistemare molte nuove specie descritte dopo Lindley.
Schlechter nel 1917, ha messo a punto un nuovo sistema di classificazione che, seppur integrato con diverse proposizioni o sistemazioni è durato fino ad oggi.

Evoluzione tassonomica del genere
Si è scritto poco sopra che il nome di genere rimase tranquillo per molti anni, ma a partire dal 2000, gli studi per l’analisi dei dati di sequenza del DNA misero al lavoro vari tassonomi e botanici.
Casio van den Berg e Mark Chase trasferiscono L. purpurata nel genere Sophronitis Lindl. – [S. purpurata (Lindl. & Paxton) Van den Berg e MWChase] – Lindleyana nel 2000. Va sottolineato che questo concetto non trova molti consensi fra i coltivatori di orchidee.
Guy Chiron e Vitorino Castro Neto (2002), Marcos Campacci e Sergio Gutfreund (2006) e Guido Braem (2006) hanno interpretato il lavoro di analisi del DNA in modo diverso. Nel 2002, in Richardiana, Chiron e Castro trasferiscono L. purpurata in un nuovo genere: Hadrolaelia.
Campacci e Braem suddividono ulteriormente il genere Hadrolaelia rimuovendo le specie precedentemente incluse nella sezione Laelia Cattleyodes. Nel febbraio 2006 Campacci trasferisce L. purpurata nel genere Brasilaelia(Coletánea de Orquídeas Brasilieiras). Nello stesso anno, aprile 2006, Braem pubblica un articolo nella rivista scientifica Richardiana, nel quale sostiene che la sezione Cattleyoides, merita di essere elevata al rango di genere autonomo dandone il nome Chironiella in onore del dott. Guy R. Chiron, definendo per la L. purpurata una specifica sezione.
Cassio van den Berg, con un articolo su Neodiversity, giornale della biodiversità tropicale, pubblica ulteriori studi sul DNA, arrivando alla conclusione di trasferire questa specie nel genere Cattleya: Cattleya purpurata (Lindl & Paxton ) Van den Berg , Neodiversity 3: 10 (2008).

Discussioni ed incertezze
Lo spartiacque storico, che ha diviso e che divide tutt’ora il genere Lelia dal genere Cattleya è il numero dei pollinia, 4 nelle Cattleya e 8 nelle Laelia, ma c’è molta parte della scienza botanica, che ritiene poco determinante questo aspetto per poter stabilire con compiutezza un nuovo genere, ancor più oggi, dopo una delle tante risistemazioni tassonomiche della Laelia purpurata (grande di taglia e di fiori) nel genere Sophronitis, composto prevalentemente da miniature (Lindleyana, 15[2]:118).

I problemi per L. purpurata nascono ancor prima della sua scoperta e cioè nel 1831 quando John Lindley stabilisce il nuovo genere Laelia in “Genera and Species of Orchidaceous Plants” dove descrive come specie tipo la Laelia grandiflora (oggi L. speciosa), rilevando, oltre alla diversa struttura degli pseudobulbi e dei fiori, anche la particolarità sopra esposta (numero doppio di pollinia rispetto alla cugina Cattleya).

Diversità fra Laeliae messicane e quelle brasiliane a grandi fiori
Come si è già scritto sopra, nel 1852 Lindley descrisse una nuova orchidea nominandola L. purpurata, ma questa specie giunge dal Brasile, non dal Messico ed è molto diversa rispetto alla specie tipo descritta in precedenza, sia nella dimensione che nei fiori: l’unica differenza evidente, rispetto alle piante già descritte nel genere Cattleya è sempre il diverso numero dei pollinia.
Non tutti i tassonomi dell’epoca sono concordi e pertanto emergono diverse opinioni, che si materializzano con altre descrizioni; Lemaire descrive la stessa orchidea con il nome di Cattleya brysiana (Jard. Fleur, p. 275–276) e due anni più tardi, nel 1854, J.G. Beer la descrive come Cattleya purpurata (Prak. Stud. Fam. Orch., p. 213).
Lindley stesso in precedenza aveva già classificato due orchidee simili provenienti dal Brasile, con i nomi di Cattleya crispa nel 1828 (Bot. Reg. 14 t 1172) e Cattleya lobata nel 1848 (Gard. Chron., 1848, p. 403).

All’evidenza, fra i botanici tassonomi di quel tempo, prende più importanza il numero dei pollinia dei fiori piuttosto che altre particolarità morfologiche.
Anche Lindley sposta nel neo genere Laelia, la C. crispa e la C. lobata, già sistemate in precedenza nel genere Cattleya e a quanto è dato da vedere, nessuno si è più sognato di cambiare il nome a quelle Laeliae, somiglianti a Cattleyae.

A riguardo di questa deriva tassonomica è assai simpatico sottolineare questa annotazione del 1887 di James Veitch nel suo (Manual of Orchidaceous Plants) – “sono molto rammaricato che diversi autori (botanici Bentham e Hooker) non includano tutte le Laelia brasiliane a grandi fiori nel genere Cattleya.”

Laeliae brasiliane.
Le Laeliae brasiliane a grandi fiori sono raggruppate separatamente all’interno del genere Laelia.
Sono endemiche solamente in Brasile ed includono: L.crispa, L. fidelensis, L. grandis, L. lobata, L. perrinii, L. purpurata, L. tenebrosa, L. virens e L. xanthina, e solitamente sono chiamate “ Cattleyodes„ .
Studi recenti del DNA (Lindleyana, 15 [2]: 96-114) hanno confermato anche scientificamente quello che già era molto chiaro negli ambienti orchidofili da sempre: le Laeliae Cattelyodes, sono assai diverse dalle Laeliae messicane.
Tornando per un attimo a Veitch ed alla sua esternazione contro Bentham ed Hooker, forse avrebbe fatto meglio a risolvere il problema egli stesso nel suo autorevole manuale, nominando Cattleya la famosa L. purpurata.
Se ciò fosse avvenuto, oggi avremo un problema in meno a districarci nel difficile sentiero della tassonomia.

Conclusioni
Possiamo tranquillamente continuare a chiamare Laelie le Cattleyoides brasiliane…anche e soprattutto per non dover rivoluzionare tutti i nomi degli ibridi creati con loro.
Infine è degno di nota tassonomica anche il lavoro di Campacci, Colet. Orquídeas Brasil. 4 anex.: 2 (2006) , nel quale si rivendica anche nel nome di genere, la provenienza brasiliana di questa specie.
Infine, per comprendere pienamente la venerazione degli orchidofili brasiliani per le varie forme di Laelia purpurata, consiglio la lettura e lo studio di questo articolo di Carlos Gomes

Ibridi di Laelia purpurata? Certo!
Laeliocattleya Canhamiana (L. purpurata × C. mossiae).
Laelia purpurata è il genitore dell’ibrido primario (forse) più famoso della storia orchidofila, Laeliocattleya Canhamiana (L. purpurata × C. mossiae).
Questo incrocio nato negli anni 40 fiorisce in giugno ed è stato per molto tempo il fiore delle spose, si conquistò anche l’onore di una copertina a colori dell’American Orchid Society Bulletin (Dicembre 1946).

Molti ibridi, naturali o di laboratorio, frutto di incroci fra varietà della stessa specie, danno origine a nuove forme, ecco un esempio nella foto a sinistra: Laelia purpurta (gracile x delicata).

Qualche nota morfologica generale di Laelia purpurata
E’ una specie epifita di grande dimensione a sviluppo simpodiale (può raggiungere anche 60 cm di altezza), produce pseudobulbi snelli, unifoliati, foglie oblunghe, erette (30 cm.) ed è endemica nelle zone costiere di Rio de Janeiro, Sao Paulo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul.
Nella foto a sinistra: Laelia purpurata var. russelliana f. pallida:

Laelia purpurata fiorisce a tarda primavera. I fiori misurano generalmente 10–12 cm, ma possono essere anche più grandi. Ogni infiorescenza produce solitamente 4-5 fiori di colore notevolmente variabile.
Fiori: dimensione 15-20 cm. I fiori di questa specie sono i più grandi di tutte le altre Laeliae; sono molto appariscenti, fragranti, e di lunga durata. La forma tipo ha petali e sepali bianchi con il labello viola.

AIO mostra le orchidee dei suoi soci: Portogruaro Orchid Show 17-18 Maggio

035 Dracula vlad-tepes Luer & R. Escobar 1981
Girovagando in serra, oggi ho scoperto che…
se nel prossimo fine settimana ti troverai a passare per Portogruaro (VE), e ti recherai nella sala consigliare del Comune, correrai il rischio di vedere dal vivo anche queste orchidee.

La mostra è organizzata da l’Associazione Italiana di Orchidologia.
Presenziare all’evento sarà anche una buona occasione per aderire (iscrizione 25 euro) a questa Associazione a carattere nazionale e unica rappresentativa dell’orchidofilia italiana in ambito internazionale.

Per una panoramica fotografica più estesa clicca e vai sul post scritto su Fb. gruppo orchidee

Orchidee da vedere

008Un amico orchidofilo vicentino, in visita alla mostra di Spercenigo, rimasto stregato davanti a questo esemplare di Jumellea sagittata esclamò: Guido! Questa pianta la porti alla mostra di Caldogno!
Per me nessun problema, ma non penso che i fiori ce la facciano a tenere per la vostra mostra – risposi – comunque vedremo… ne riparleremo.
Ed è così che prese corpo una buona idea. Tutto dipenderà dai fiori! 😉
Ecco il post su Fb:
Orchidee in Villa a caldogno

Orchidee a Spercenigo… 25 Aprile, just one day

BREAKING NEWS:
Della serie “proprio una bella giornata” Venerdì 25 Aprile, solo per un giorno sarà riproposta l’ormai tradizionale esposizione di orchidee dal tema: una mostra popolare.
Le orchidee, non solo “simbolo elitario”, ma anche supporto culturale per contribuire al mantenimento della scuola materna di un piccolo paese.

SPERCENIGO
foto_tv_nov_300_1Spercenigo è una minuscola frazione del Comune di San Biagio di Callalta, 10 km ad est di Treviso.
L’attivissimo gruppo locale, da anni organizza la festa dei fiori per raccogliere fondi da devolvere alla locale scuola materna. In questa ottica, a cura di vari appassionati, prende forma l’isola delle orchidee e delle piante rare.
Tutti possono portare le proprie orchidee in esposizione, anche nella prima mattinata del 25 Aprile.

Programma
25 Aprile ore 9: apertura mostra.
– ore 11: inaugurazione e presentazione alle autorità locali.
– ore 12: pranzo popolare, prenotazioni info@orchids.it
– ore 16: Lectio Magistralis – Orchidee, streghe o fate? A cura di Guido De Vidi.

Sulle orme di Nero Wolfe
Il minuscolo paese di Spercenigo è famoso per la genuina ristorazione. Sul finire del 1800 e nella prima metà del ventesimo secolo, le osterie della zona erano l’approdo dei carrettieri in transito verso il Piave, per rifocillarsi con la “trippa mille foglie”. Uno spaccato di vita genuina da rinverdire proprio con l’occasione di questa esposizione di orchidee, con un convivio popolare allo stand gastronomico della festa.
Nero Wolfe si sa, amava le orchidee ed anche la buona cucina, famose sono le sue ricette, fra tutte spicca quella più agognata e rincorsa per tutta la vita: SALSICCE MEZZANOTTE.
Con questa metafora della vita, cogliamo il pretesto per ritrovarci a pranzo insieme.
La mostra apre i battenti Venerdì 25 Aprile, l’inaugurazione è prevista per le ore 11, poi, sulle orme di Nero Wolfe, chi lo desidera potrà abbandonarsi ai piaceri luculliani.

– Nella sala dell’esposizione ci sarà anche lo stand di vendita di Luigi Callini (Orchidee del Lago Maggiore). Oltre alle orchidee “commerciali” sarà rifornito di molte specie sudamericane ed asiatiche.
Gli appassionati delle orchidee da collezione potranno tuffarsi nell’angolo dei desideri delle orchidee rare provenienti dalla collezione più premiata d’Europa.
Vi aspettiamo con o senza le vostre orchidee fiorite. Per il pranzo organizzeremo una tavolata nello stand gastronomico.