Buon 2012 a tutti.

by: Guido Orchids 2 Commenti »

Fine anno, tempo di consuntivi.

Scrivendo il titolo di questo articolo mi son detto – aspetta che vado a rileggermi il post augurale del primo anno di vita di orchids.it – eravamo nel 2004, mamma mia son già trascorsi 8 anni, rileggiamolo insieme.
Gli anni sono scivolati velocemente, troppo velocemente, tante parole sono state scritte, tanti di voi son cresciuti leggendole, tante amicizie sono nate, e tante sono anche finite “C’est la vie” e orchids.it è ancora qui a raccontare il magico mondo delle orchidee a chi lo vuol conoscere; con un pizzico di orgoglio oserei dire, in modo sempre più unico ed autorevole.
Su orchids.it, ora si commenta meno…Facebook ed altri nuovi social network sono più deputati a raccogliere e veicolare interattività spicciola, per converso, rispetto ai primi tempi questo sito è più visitato, più consultato e sempre più spesso i suoi post sono citati come riferimento ad argomenti in discussione su altri siti internet.

L’avventura continua
Avanti quindi, così come abbiamo sempre fatto, semplicemente e gratuitamente…e come nel 2004, mi piace fare gli auguri a tutti voi con la foto della stessa pianta …8 anni dopo Sophronitis cernua Lindley 1828 e con il finale della stessa poesia: “Ode alla pace” di Pablo Neruda:

…ed io voglio che vengano con me
la ragazza, il minatore,
l’avvocato, il marinaio,
il fabbricante di bambole e che entrino
con me in un cinema e che escano a bere
con me il vino più rosso.

Io qui non vengo a risolvere nulla.

Sono venuto solo per cantare
e per farti cantare con me.

Ultimi versi della poesia: “Ode alla pace” di Pablo Neruda …….”Pablo Neruda, lo pseudonimo che il poeta cileno scelse in onore del poeta cecoslovacco del diciannovesimo secolo, Jan Neruda, cantore della povera gente. Pablo nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse l’infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile; frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l’Università a Santiago.”

Grazie a tutti, buon 2012!!
The Eve Of Destruction By Barry Mcguire
..son passati 46 anni da quando Barry Mcguire cantava questa canzone contro la guerra, e ancora nuove guerre distruggono la vita.

Pleurothallis ochreata

by: Guido Orchids Nessun commento »

Pleurothallis ochreata una specie litofita proveniente dal Brasile. Le infiorescenze hanno un portamento recurvo e i suoi fiori color ocra rossa, seppur umili, mostrano grazia e delicatezza.
Quando questa specie è arrivata nella mia serra, era una piccola piantina con le foglie semicilindriche e tozze. Non avevo molte notizie del suo habitat, non sapevo che in natura è prevalentemente litofita e quindi l’ho sistemata su di una zattera di legno duro e poroso.
Notai subito che le nuove vegetazioni (vedi foto pianta) formavano foglie molto più lunghe di quelle vecchie: il fenomeno mi incuriosì al punto di cercare qualche notizia nel merito.
In sito esiste anche la sottospecie Pleurothallis ochreata sottosp. cylindrifolia.

Pleurothallis ochreata Lindl. 1835
Sinonimi:
Acianthera ochreata (Lindl.) Pridgeon & M.W.Chase 2001; Humboldtia ochreata (Lindl.) Kuntze 1891

Qualche notizia
Pleurothallis ochreata è una specie ampiamente distribuita nel nord-est del Brasile, soprattutto a Bahia, ma si trova anche in Pernambuco e Paraíba.
A Grão Mogol, nel nord del Minas Gerais, sud-est del Brasile è presente un’unica popolazione. Il ‘campos rupestres’ di Grão Mogol appartiene alla stessa catena montuosa dove è endemica la specie (catena Espinhaço), ma si formano due colonie geograficamente isolate.
A seguito di analisi morfologiche e genetiche, sono state riscontrate differenze significative tra le popolazioni conspecifici. Queste popolazioni, come si è scritto sopra, crescono su formazioni rocciose ‘campo rupestre’.
A causa della discontinuità delle catene montuose e degli affioramenti, dove vive questa specie, si formano colonie disgiunte, peculiarità considerata come il fattore responsabile della grande diversità degli endemismi di queste aree, tra i più alti in tutti i tipi di vegetazione brasiliana (Joly, 1970; Giulietti e Pirani, 1988).

Recenti studi sulle differenziazioni della stessa specie in rapporto ai luoghi di endemicità, popolazione di Grão Mogol rispetto alle restanti popolazioni, non hanno trovato una chiara differenziazione genetica in questa popolazione rispetto alle altre popolazioni: stesso insetto impollinatore e interfertilità fra le stesse.
Si è però notata la presenza di plasticità fenotipica nelle foglie delle specie endemiche a Bahia e Pernambuco: soggetti in crescita in aree aperte di solito hanno le foglie carnose e più brevi, ma quando sono coltivate in serra, crescono di più e si appiattiscono, diventando simili a quelle dei soggetti in ombra, che vivono come specie epifite simili cioè alle foglie olotipo della specie.
Questa caratteristica ha portato Pabst (1956) a dare uno status specifico per le popolazioni rupicole come P. bahiensis Pabst, ma questo è stato successivamente sinonimizzato dallo stesso autore (Pabst e Dungs, 1975). Per converso, la stessa plasticità, anche dopo anni di coltivazione in serra non è stata rilevata nelle foglie di individui della popolazione Grão Mogol.
Queste osservazioni sono riportate nel lavoro di: EDUARDO L. BORBA, GEORGE J. SHEPHERD, CÁSSIO VAN DEN BERG e JOÃO SEMIR
“Floral and Vegetative Morphometrics of Five Pleurothallis (Orchidaceae) Species: Correlation with Taxonomy, Phylogeny, Genetic Variability and Pollination Systems”
In questo loro studio, viste le differenze sia nelle foglie che chimiche (Borba et al., 2001 b) è stato proposto lo stato di sottospecie per la popolazione Grão Mogol di P. ochreata:
Pleurothallis ochreata sottosp. cylindrifolia Borba and Semir subsp. nov. TYPE: BRAZIL. Minas Gerais: Grão Mogol, Serra do Barão, 16°33?S, 42°54?W, xii.1997, E. L. Borba 505 (holotype here designated: UEC!; isotype: BHCB!, HUEFS!, SP!, SPF!). Fig. 2D.

A subspecie typica characteribus floralibus maxime affinis sed ab ea foliis angustioribus teretis sulcatisque differt.

Leaves erect, cylindrical, sulcate, fleshy, approx. 65 (45–78) mm length, approx. 7 (6–9) mm lateral diameter, approx. 6 (5–7) mm dorsiventral diameter, approx. 4 (3–5) mm thickness, approx. 5 (4–7) mm distance between margins.

Conclusioni
L’assenza di differenze in caratteri floreali, attrazione degli stessi impollinatori (Borba e Semir, 2001), interfertilità (Borba et al., 2001 a) e similarità genetica delle popolazioni endemiche in Mogol Grão (Borba et al., 2001 c) ha indotto il gruppo di studio a propendere per la tesi di dar vita ad una “sottospecie” piuttosto che creare un nuovo “status” specifico per questa popolazione. Questa conclusione è rafforzata dalla distribuzione geografica, perché P. ochreata subsp. cylindrifolia si limita all’estremo sud della gamma della specie.

Inoltre, nonostante la differenza del tempo di fioritura in sito, tra la popolazione Grão Mogol rispetto ad altre popolazioni conspecifici, in serra fioriscono in contemporanea (Borba e Semir, 2001). Questa differenza può essere motivata dalle differenze nella stagione delle piogge in queste località (Borba e Semir, 2001).

Pot. Lakeland ‘Britt, HCC/AOS

by: Guido Orchids 4 Commenti »

Pot. Lakeland ‘Britt, HCC/AOS

Poche, pochissime notizie di questo incrocio, ed anche incongruenti.
La mia cartellinatura riporta come primo nome: “Potinara”, ma sembra sia stata spostata in Rlc. con i seguenti nomi dei progenitori dell’ incrocio:

Rlc. Lakeland (Rlc. Bobby Ward x C. Helen Veliz)

…….Rlc. Bobby Ward (Rlc. Joyance x C. Grandee)

……C. Helen Veliz (C. Rainbow Hill x C. Eleanor)

. . . . . . Rlc. Joyance (Rlc. Ojai x C. S. J. Bracey)

. . . . . . C. Grandee (C. Mrs. Medo x C. Aeneas)
Approfondendo le ricerche sugli alberi genealogici dei progenitori si può cogliere l’errore:
Si legge: Híbrido de (Rlc.Bobby Ward x C.Helen Veliz) realizado por Armacost y registrado por C.P.Porter el 12/1/1978
Però, il genitore Helen Veliz non ha geni di sola Cattleya bensì di ( Cattleya, Laelia e Sophronitis) quindi Slc:
Slc. Helen Veliz = Slc. Rainbow Hill x Sc. Eleanor
Ad ogni buon conto, anche senza approfondimenti, la presenza della Sophronitis su questo incrocio si vede lontano un miglio e quindi da ritenere corretta la dicitura: Pot. Lakeland ‘Britt’ HCC/AOS

Laelia anceps

by: Guido Orchids 3 Commenti »

Laelia anceps var. ‘delicata, – Collezione Guido De Vidi

Laelia anceps Lindley 1835
Sottogenere Laelia
SEZIONE: Podolaelia
Sinonimi: Amalia anceps (Lindl.) Heynh. 1846; Amalias anceps [Lindley] Hoffmannsegg 1842; Bletia anceps [Lindley] Rchb.f 1863; Cattleya anceps [Lindley] Beer 1854; Laelia barkeriana Knowles & Westc. 1837;
Dimensione dei fiori: da 6.25 a 10 cm.

Descrizione
Specie epifita di medie dimensioni a portamento cespitoso endemica in Messico e più raramente in Honduras; si trova a un’altitudine di 500-1500 metri. Pseudobulbi ovati-oblunghi, compressi, spigoli acuti, appiattiti ai lati con 1 o raramente 2 foglie apicali,coriacee, oblunghe-lanceolate. Dall’apice degli pseudobulbi (autunno – primavera) spuntano lunghi steli fiorali (da 60 a 120 cm.) con infiorescenze inguainate e distiche. I fiori fragranti(4 o 5) sono color lavanda pallido con labello rosso intenso e nella parte centrale giallo / rosso a strisce.

Note storiche
Il genere Laelia è stato istituito nel 1931 da John Lindley, in “Genera and Species of Orchidaceous Plants”. Inizialmente il genere Laelia comprendeva due specie: Laelia grandiflora e Laelia autumnalis.
Nel 1835 il vivaio inglese Loddiges & Sons importa nuove piante, che Lindley descrive nel Botanical Register come Laelia anceps. Fra le righe della descrizione, Lindley commenta: “This plant is equal in beauty to any of the Cattleyas.”La ritengo un’opinione non condivisibile, ma in quel frangente così la pensava Lindley.
Laelia anceps, vista la sua facilità di coltivazione è considerata l’orchidea ideale del “principiante”. Cresce rapidamente e fiorisce regolarmente con fiori spettacolari ma, a causa di queste sue peculiarità è spesso considerata banale nelle collezioni.
A dire il vero, per molto tempo, anch’io ho relegato questa specie fra le piante della mia collezione, per così dire “trascurate” ed è così che inspiegabilmente ha cominciato a mostrare segni di crisi – pseudobulbi secchi, sviluppo stentato ed altri segni di sofferenza – al punto da richiamare più attenzione e più amore.
Laelia anceps raggruppa un grande numero di forme diverse, dalla forma alba a tutte le variazioni di colore, e le strutture del fiore.
A tal riguardo la storia racconta molti aneddoti, tipo l’asta del 1884, nella quale una varietà di Laelia anceps importata in Inghilterra da Frederick Sander, quasi bianco puro ad eccezione di un disco giallo sul labello e poche righe viola sulla parte interna dei lobi del labello, fu acquistata dal signor BS Williams per 30 ghinee, nominata in seguito: Laelia anceps var. williamsii.
Molti sono gli articoli legati ai consigli di coltivazione di questa specie, fra tutti mi piace ricordare la citazione di M.L. Kienast-Zolly, apparsa nel Gardens Chronicle del1887 che descrive le condizioni della specie nel suo habitat.

“Questa orchidea è sempre incontrata ai confini della foresta vergine, cresce sui tronchi degli alberi esposti a un sole potente e vento, spesso aggrappata alla roccia ..durante la stagione delle piogge, da maggio ad ottobre, le piante sono quotidianamente inzuppate … e sono completamente bagnate durante la notte, (al mattino) un vento forte e fresco proveniente dalle vette più alte comincia ad asciugare le piante, opera che il sole cocente completa, (poi) la tempesta quotidiana le inzuppa da capo …in queste condizioni, Laelia anceps cresce con straordinario vigore, ed i fiori si formano verso la fine di ottobre o novembre, proprio quando gli pseudobulbi arrivano al loro sviluppo perfetto.
Verso la fine di febbraio, nuove radici spuntano dalla base degli pseudobulbi …la pioggia è fine, quasi come nebbia …questa pioggia è troppo debole per saturare le piante.”

Le temperature che Laelia anceps accetta (e gode!) Sono estreme. Da minime invernali di 2 ° C e massime estive di 36 ° C.

Christensonella pumila ex Maxillaria plebeja

by: Guido Orchids Nessun commento »

Foto e descrizione della specie: Christensonella pumila

Il nuovo genere Christensonella
AUTORI: Szlachetko, Mytnik, Gorniak & Smiszek
PUBBLICAZIONE: Polish Bot.J. 51(1): 57 (2006) (2007).
Sottofamiglia: Epidendroideae – Tribù: Cymbidieae – Sottotribù: Maxillariinae
ETIMOLOGIA: Nome del nuovo genere dedicato a Eric Alston Christenson (1956).
SPCIE TIPO: Christensonella nardoides
(Kraenzlin) Szlachetko, Mytnik, Gorniak & Smiszek – nom. illeg. (Maxillaria nardoides Kraenzlin)

max_plebeja_2max_plebeja_3 Nella sua prima classificazione questa specie assume il nome Maxillaria pumila Hook., Bot. Mag. 64: 3613 (1837). Il nome di specie cambia con la descrizione fatta da Rchb.f nel 1859, che non deve averla apprezzata molto, tanto poco da chiamarla per l’appunto “plebeja” ovvero dal latino plebei “insignificanti-poveri”.
Questa specie è interessante anche sotto l’aspetto scientifico-botanico, a tal proposito è interessante la lettura di questo studio apparso su Oxfordjournals.

christensonella_pumila_fiorchristensonella_pumila_pian Con le ultime revisioni tassonomiche, questa specie è inclusa in un nuovo genere e diventa:
Christensonella pumila (Hook.), Szlach., Mytnik, Górniak & Smiszek, Polish Bot. Journal 51(1): 58 (2006). 3613. 1837.
Basionimo:* Maxillaria pumila Hook., Bot. Mag. 64: 3613 (1837).
Sinonimi: Maxillaria funerea Lindl., London J. Bot. 1: 188 (1842).
Maxillaria plebeja Rchb.f., Hamburger Garten- Blumenzeitung 15: 57 (1859).
Maxillaria parva Rolfe, Bull. Misc. Inform. Kew 1895: 193 (1895).
Maxillaria minuta Cogn., Fl. Bras., Orchid. 3(6): 68. (1904).
Maxillaria spannagelii Hoehne, Arch. Inst. Biol. Defesa Agric. 3: 310 (1930).
Maxillaria minuta var. minor Hoehne, Arq. Bot. Estado São Paulo 2: 136 (1952).
Christensonella minuta (Cogn.) Szlach., Mytnik, Górniak & Smiszek, Polish Bot. Journal 51(1): 58 (2006).

Christensonella pumila fa parte di un gruppo di circa 20 specie epifite, e/o litofite, cespitose, endemiche nelle foreste collinari (umide o secche a seconda della stagione), del Messico del sud, della Bolivia, Guianas, del Brasile e nel Nord Argentina (Misiones).
Questo gruppo di orchidee miniatura, precedentemente incluse nel genere Maxillaria, ora sono sistemate nel genere Christensonella, ma anche questa nuova collocazione presenta degli aspetti ancora da definire.
C. pumila è una deliziosa orchidea miniatura da clima caldo e ventilato. Gli pseudobulbi, elongati ed ovoidi sono avvolti alla loro base da vari foderi imbricati, color marrone e portano una singola foglia verde apicale, eretta, un po’ carnosa.
Dalla base inguainata spunta lo stelo fiorale (1.5 cm.) con un’ infiorescenza solitaria ed eretta. Il piccolo fiore, singolo, ha la colonna snella e un po’ curva. E’ di colore marrone o marrone-rosso con segmenti diffusi. Il labello trilobato e curvo, nella sua metà apicale è interamente scuro.
Recentemente (5 Agosto 2008) è stato pubblicato un articolo interessante su Annals of botany nel quale è possibile seguire i risultati di uno studio sul genere Christensonella.
Gli obiettivi principali dello studio sono stati quelli di analizzare compiutamente le specie del genere per proporre una classificazione più stabile. Per realizzare questi obiettivi filogenetici sono stati studiati i dati di sequenza del DNA e la diversità citologica all’interno del genere Christensonella.
Sono emersi dei dati assai utili alla scienza della tasonomia, ad esempio, dai risultati dello studio si evince che la specie C. pumila ha in se le caratteristiche di specie unica ed invece, in altre specie del nuovo genere, rimangono ancora dei quesiti non risolti… l’incertezza nel grande “mare” rappresentato dalle “Maxillaria”, purtroppo continua.

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