Quiz: miniature inedite

Due gioielli scovati in serra dei quali conosco pochissimo, praticamente solo i nomi di specie e di genere… e voi?

Foto sopra: Epidendrum nanum C. Schweinf 1943
Foto a sinistra: Dendrochilum zamboangense

Scrivete quel che sapete su queste specie: verifica tassonomica, endemicità e stile di vita…come quiz di fine anno può bastare!!

2 pensieri su “Quiz: miniature inedite

  1. Senza alcuna via di scampo……

    RaccontarLe (per dove mi trovo) adesso significa volgersi a Sud … ed indietro nel tempo a quando di fronte una vetrina gli occhi commossi di un bimbo si impigliarono nel candore niveo e la beatitudine dei fiori di una pianta di Phalenopsis …
    Ne ricordo la purezza irraggiungibile … e l’armonia che solo il chiarore della luce del mattino sa consegnare agli oggetti … distribuendo con grazia: amore , dolcezza ed equilibrio ( i movimenti della mano di Dio ?)
    Come comunicare però ai “grandi” tale “inter-esse” ??? (Nella vita difficilmente ho incontrato persone che avessero l’idea di uno “stato estatico”)
    -“Dai …… Claudiooooooooooo si fa tardi…vieni qua…… torniamo dopo………” (forse , per me raccontarLe significa tornare alla “nascita del poi che non giunge mai”…. )
    Poi …(come) quando ..passando per la stessa vetrina …mesi dopo…. (i piedi si ghiacciarono al suolo)…. Accanto a quei fiori bianchi, costosi e sempre intatti ne sfavillavano altri…..
    Chi può dimenticare quella sensazione ?
    Erano immensi, enormi …. Sconfinati …innestati su un solo ramo, come crisalidi pronte allo sfarfallamento, d’un colore indicibile tenue e fuggevole, dolce, morbido come una carezza, ma scintillante sempre.
    Quei petali si curvavano, si spiegavano, correvano via ….a tratti liquidi , a tratti nebulosi o rappresi, disegnavano girotondi e scivoli e tragitti…valli e vie..e fiordi e baie e nuvole al tramonto….
    Tra i petali … poi … ce ne era uno diverso dagli altri… questo veniva giù ed in avanti come una stola su un manichino invisibile, forse un abito di donna d’altra epoca, avvolgente e tuttavia avvolto in se stesso…. si apriva al mondo diffondendo all’infinito i suoi margini a raggiare intorno increspandosi, inebriando ogni direzione….
    Rispetto ai fiori quello che rapiva era il “Darsi animato”, la presenza eterea, selvaggia, velenosa a tratti diabolica sul mio esserci…e come un ragno tropicale ..la prima Cattleya mi morse riversando nel cuore tutto il suo veleno: gelido, amaro e paralizzante….
    Da allora …come allora….. sempre….Le loro forme, i colori , il profumo e soprattutto quelle intense macchie di zolfo e fuoco sul labello..esplodono dentro…. alla vista… e mi fanno tuffare dentro….precipitare …
    e Le sento cantare … di armonie che l’animo mio non sa descrivere ..sempre… poi…. poi …. (Sarà?…. )
    Sono passati degli anni …da quando vidi per la prima volta un’orchidea…. alla mia prima Phalenopsis ….. e poi ancora degli anni a quando smisi di coltivarle …. In quell’occasione ricordo il pervinca e l’azzurro dissolto degli occhi del mio cane (T.), quel mattino di fine luglio…in uno sguardo mi aveva già comunicato tutto: il suo “nemico mortale” Minosse, l’altro cane (un mastino napoletano nero) aveva avuto accesso alle mie piante…purtroppo non se ne salvo nessuna!!!
    Sono passati ancora degli anni ad oggi e tante volte sono stato lì-lì per riprendere … soprattutto quando…… alla fine dell’università mi dominava la “phantasia” della foresta pluviale …. AHAHAHAHAH ?
    Ma ci sarebbero altri colori , colori che si stendono a volte su piani altri della realtà o sugli stessi (piani) delle mie parole, della mia voce….ma forse ci sono anche altri occhi ed altre mani…. e spine nel deserto… e battiti del cuore….. e cose altre…. che conducono ….ai colori di oggi …. mentre scrivo…. Adesso.
    Claudio

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