Archivi annuali: 2006
Vista, con orchidee.
Sfondo rustico ed orchidee…l’orgoglio di David.
Sullo sfondo un vaso di Bletilla striata (compresa la forma alba): erano due bulbi qualche anno fa e ora hanno prodotto più di 10 getti! a destra un piccolo Dendrobium kingianum alla sua prima fioritura.

Dendrobium moniliforme (Carl von Linné 1753 – nome Italianizzato in “Carlo Linneo” ) Herman R.Sweet 1799
Il Dendrobium moniliforme (o monile) è la specie “tipo” del genere Dendrobium ed esiste in decine di varietà: a fiori rosa, con foglie striate, gialle ecc. (ho scoperto sul web che vi sono persone che collezionano solo questo tipo di orchidea e le sue infinite varietà!).
Devo dire che amo queste orchidee asiatiche (alle quali aggiungo i Cymbidium cinesi) in quanto sono facilmente coltivabili all’esterno tutto l’anno senza problemi. D’inverno la temperatura raggiunge anche zero gradi (come nei loro paesi d’origine) e d’estate sopportano le nostre calde e umide estati venete (inoltre io abito in città e quindi fa ancora più caldo!).
L’importante è mantenerle asciutte nella stagione fredda.
Dalla Sicilia con Salvo-re
Una spontanea al mese: rubrica a cura di Gabriella e Garlo Ivano
Questo mese proponiamo un interessante reportage fotografico sulle orchidee dei monti Iblei (Avola), curato dall’amico Salvo: date un’occhiata anche al suo sito
La Sicilia è una miniera di orchidee spontanee e non di rado ci s’imbatte in piacevoli scoperte: ecco la deliziosa Ophrys biancae

Nome scientifico : Ophrys biancae (Todaro) Macchiati.
Sinonimi : Arachnites biancae, Ophrys discors Bianca in Gussone.
Nome volgare: Ofride di Bianca.
Ophrys biancae, anche conosciuta con il nome comune di Ofride di Bianca, appartiene al gruppo Ophrys bornmuelleri diffuso nel mediterraneo centrale e orientale, che comprende 17 specie.
Ophrys biancae è stata descritta per la prima volta dal botanico avolese Giuseppe Bianca (1801-1883), da cui prende il nome.
Si suppone che l’origine di questa specie derivi da un’ibridazione naturale tra (Ophrys oxyrrhynchos X Ophrys tenthredinifera).
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Dove eravamo rimasti?
Pasqua, Lunedì dell’Angelo, prosecco da imbottigliare, orto da vangare, compleanni e San Marco (25 Aprile dei venessiani) da festeggiare con Orchids Club da Graziano…e intanto il blog piange.
Per non perdere le buone abitudini iniziamo con la presentazione di una bella specie botanica.
Diritti riservati

Ascocentrum ampullaceum (Lindley) Schltr.1913
Una bellissima specie epifita del sud est asiatrico (Nepal, Tailandia, Birmania)
Vive sugli alberi decidui in zone collinose (300 – 900 metri di altitudine), gradisce buona luce, umidità e temperature intermedie: in coltivazione si sviluppa bene su cestini di asticelle legnose. Fra le bagnature sono utili le asciugature del substrato, in inverno le spruzzature vanno ridotte.
Dialogando
Bene, riprendiamo il dialogo…mamma mia, quante cose da scrivere. Direi di partire dalle osservazioni e dalle domande giunte nei post dell’expò.
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OrchidAprile: internet-expò “16-17”
Due esmplari da primato: Cattleya skinneri – Vanda coerulescens
Dopo aver portato fuori dalla serra queste due piante per fotografarle, sono rimasto sorpreso dalla loro maestosità.
Le amiche e gli amici, che hanno potuto ammirarle dal vivo, possono trasmettervi le loro sensazioni.
Cattleya skinneri Bateman 1839

Note della foto: circa 150 fiori, 1 metro di diametro.
Questa deliziosa Cattleya dai piccoli ed abbondanti fiori luminosi color lavanda, conosciuta anche con i nomi popolari di “Orchidea della Pasqua e Guaria Morada” è il fiore Nazionale del Costa Rica.
Il significato di “Guaria Morada” ha chiare origini popolari, “Gua” in idioma indigeno significa albero e Morada deriva dal color porpora/rosso della mora, frutto delle piante spinose del genere Rubrus.
Nel Costa Rica, la “Guaria Morada” è sempre stata associata alla bellezza delle donne, e ha dato alle genti di quel Paese, un senso estetico per l’apprezzamento della natura e della sua bellezza.
Vanda coerulescens Griffith 1851

Note della foto: oltre 500 fiori, 170 centimetri di diametro.
Questa orchidea è originaria del sud est asiatico (Cina, Birmania, Tailandia) è una pianta epifita di piccole dimensioni e come tutte le Vanda si sviluppa in forma monopodiale.
la Vanda coerulescens è stata spesso considerata la variante minore della Vanda coerulea, tuttavia negli ultimi anni sta riguadagnando prestigio nelle collezioni e quando la sua coltivazione consente di ottenere dei buoni esemplari, l’effetto della fioritura è incomparabile.
