Laelia pumila x Sophronitis coccinea

Sl. Orpetii ‘Bella Vista’…bella piccola ed affascinante.

Collezione Guido De Vidi – foto 01.02.07 – diritti riservati

Sl. Orpetii ‘Bella Vista’, una miniatura fantastica.

Non è un fotomontaggio, le proporzioni sono reali.
Per avere il senso delle misure, teniamo conto che il vaso misura 10 centimetri di diametro.

Di quest’orchidea non ci sono tante notizie; ibrido primario quasi dimenticato, difficile da trovare nel mercato, eppure è affascinante e porta con se anche un pezzo di storia orchidofila americana.

Genealogia:
Sl. Orpetii = L. pumila x Soph. coccinea (1901) Ibrido registrato da Orpet.

Siamo agli inizi del 20° secolo (1901) quando il sig. Edward Owen Orpet registra Sophrolaelia Orpetii (L.pumila x Soph. coccinea).
Questo ibrido si guadagna un posto di prim’ordine nella storia orchidofila degli U.S.A. in quanto è il primo incrocio artificiale nato nel continente americano ad essere registrato nella Sander’s List of Orchid Hybrids and The Orchid Stud-Book.
Inizialmente, le qualità di questo incrocio non sono molto apprezzate e devono trascorrere parecchi anni (bisogna attendere il 1977), perchè conquisti dei premi RHS e AOS.

Negli anni 70 cominciano a cambiare i gusti dei collezionisti e del mercato: le miniature salgono ai vertici del gradimento a discapito delle Cattleya a grandi fiori, regine incontrastate fino agli anni 60.
Dal 1977 in poi, questo ibrido ottiene oltre 18 premi di rilevanza internazionale per la qualità dei suoi fiori.
Un cultivar Sl. Orpetii ‘Bella Vista’ di coltivazione Giapponese ha ricevuto un BM/JOGA.

Nel mercato si possono trovare incroci discendenti dalla Sl. Orpetii, ad esempio: Sl Psyche x Sl. Orpetii e Sl. Orpetii’Velvet Doll’ x Slc. Red Gypsy

Il cultivar Sl. Orpetii ‘Bella Vista’ della mia collezione non ha ancora ottenuto alcun riconoscimento, ma ha tutte le prerogative per conquistare premi di qualità: la pianta della foto sarà esposta alla mostra di S. Valentino al Flover di Bussolengo (VR).

I fiori della Sl. Orpetii ‘Bella Vista’, perfetti nella forma e sostanza, misurano circa 6 centimetri di diametro, sono di colore rosa scuro brillante e fioriscono in Gennaio – Febbraio.
Le dimensioni della pianta sono veramente miniaturizzate, gli pseudobulbi unifoliaati, misurano 5 centimetri di altezza, mentre le foglie carnose non superano i 5 – 6 centimetri di lunghezza.

Questo ibrido esprime al massimo le caratteristiche positive dei suoi genitori: intensità dei colori (la gamma spazia dal rosso rubino al giallo di cadmio) e buona forma dei fiori.
La coltivazione di questo ibrido riesce bene in vasi con substrato di bark; non ho ancora sperimentato con substrati rocciosi e/o di cotto tipo seramis, lapillo, pomice.

Il substrato di coltura va tenuto sempre umido con l’attenzione di garantire una breve asciugatura fra le bagnature: in serra con umidità relativa non inferiore al 70% e temperature intermedie, il substrato del vaso può rimanere asciutto anche una giornata.

A conclusione di queste note desidero raccomandavi di coltivare questa bellissima miniatura: è timida, discreta, si fa notare e richiama l’attenzione solamente quando è fiorita…e soprattutto occupa pochissimo posto.

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