Villa Manin: Floreal Fest in chiaroscuro

L’edizione Settembrina di Floreal Fests 2007 ha carpito due calde giornate ad una dolce stagione di fine estate ed ha incorniciato momenti di libertà agreste..

Il bilancio: saggiando gli umori degli espositori è stata un’edizione un po sotto tono – sotto l’aspetto economico ovviamente…ma si sa, conviene sempre piangere; vista dal nostro osservatorio amatoriale è stata una manifestazione in “chiaroscuro”…luci ed ombre.



Per dare un profilo vagamente artistico alle nostre osservazioni critiche, prendiamo in prestito dal Vasari (Arezzo 1511 – Firenze 1574), il termine “chiaroscuro”coniato nel suo trattato – Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri – e precisamente nella sua introduzione di natura tecnica e storico-critica sulle tre arti maggiori (architettura, scultura e pittura), per descrivere la tecnica pittorica che fa acquistare all’immagine il senso di profondità e rilievo attraverso una graduale variazione delle zone di ombra e delle zone di luce.

Luci ed ombre
E’ stato proprio il gioco fra luci ed ombre, sia metaforiche che reali a consentirci di presentare con successo la nostra esposizione allestita in uno degli spazi interni delle ex stalle e cantine della Villa.

OMBRE – Il buio reale e non metaforico è stato proprio quello logistico: la nostra “sala per l’esposizione” godeva solamente della luce filtrata da una piccola feritoia e da un’angusta porta finestra, il resto, buio pesto mitigato da pochi riflettori, stanchi anch’essi.

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