Paphiopedilum Charles Steinmetz

Spesso e sovente quando si acquistano piante, soprattutto se si è agli inizi e si entra da un fioraio, capita di portare a casa piante, in questo caso orchidee, delle quali si conosce praticamente nulla, tanto meno il loro nome.
E’ il caso di questo Paphiopedilum acquistato diversi anni fa, quando ancora la mia passione non era completamente sbocciata e gli acquisti venivano fatti con il concetto del “vediamo se riesco a farla campare”.
Dopo anni di coltivazione infruttuosa visto che a parte qualche bella fogliolina e un paio di nuove vegetazioni la pianta non voleva saperne di fiorire, ecco che finalmente lo scorso anno si è decisa!
La sorpresaa è stata grande quando, una volta visto il fiore, sono partito alla caccia nel web del suo nome ed ho scoperto che non si trattava di un comune ibrido con alle spalle chissa quanti incroci, bensì di un ibrido primario.
Paphiopedilum Charles Steinmetz
Paphiopedilum Charles Steinmetz (lawrenceanum x philippinense(pollini))
Registrato da Sanders nel 1893.
Sarebbe bello integrare queste pochissime informazioni al riguardo con qualche cosa in più quindi…non esitate a dire la vostra!

12 pensieri su “Paphiopedilum Charles Steinmetz

  1. Lo so che non centrerà nulla, ma vorrei sapere se esiste la forma alba dell’Epidendrum ibaguense…perchè me lo sono fatto dare uno da nardotto e capello ed il fiore anzichè rosso è bianco puro!

  2. Grazie davvero Luciana, fa piacere sapere che qualcuno si ricorda la data del mio compleanno e chi più di me oggi può dire….W la befana!!!

    • Anzitutto osservo molto di più le orchidee, se lo sai cogliere ti “fanno capire” se le stai coltivando in maniera coretta o meno, e secondo per rispondere alla tua domanda, un paio di rinvasi, la giusta collocazione per quanto riguarda temperatura e luminosità, e la corretta coltivazione (fino ad allora approssimativa) hanno fatto il resto.
      Ora penserai…e bravo hai detto niente…sembrerà banale ma il reperimento delle giuste informazioni o la conoscenza dell’habitat della pianta e l’andamento delle stagioni in situ sono importanti ma non vitali….unite, ripeto, ad un buon spirito di osservazione e all’ intuito (che molti chiamano un pollice verde) 😉

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