Ladri di idee e di orchidee

“Ladri di idee e di orchidee”
Sì, questo potrebbe essere il titolo, per un bel romanzo sui vizi e le virtù degli orchidofili.
Si dirà: niente di nuovo, c’è già anche un film. E’ vero, ma a volte la realtà supera la fantasia, vediamola.
Prefazione: avrei desiderato che quanto andrò a raccontare fosse rimasto nell’ alveo del privato, ma la pubblicazione di un post su FB, mi induce a darne notizia.
Fatti e scenografia: 25 Aprile, una mostra di orchidee con in primo piano la “regina”, un esemplare di Vanda coerulescens.
Tutti gli orchidofili che conoscono la storia, sanno quanto sia preziosa quella pianta per me!
Sono le quattro del pomeriggio, la sala è piena di visitatori, quando da lontano e nascosto da un drappello di amici con i quali stavo conversando, vedo la magica Vanda oscillare. L’esperienza ventennale di mostre, ha reso l’occhio scaltro; di solito sono i visitatori che toccano le piante e qualche volta anche le rubano. Per riuscire ad avvicinarmi, ho faticato abbastanza a guadagnare spazio fra la gente, ma mai avrei immaginato di vivere una scena tanto lacerante… a volte il destino è baro.

Non ho colto in fragrante il solito visitatore maldestro, no! Davanti a me si materializza una figura nota (Carlo Ivano De Marchi), munita di forbiciona nella mano destra e con un ceppo fiorito già staccato dalla pianta madre, nella mano sinistra.
In quel frangente ho provato strane sensazioni: stupore, disgusto, inibizione, sgomento e frustrazione. Prima di allontanarmi, sono riuscito solamente ad esclamare: Carlo, questo a me non lo dovevi fare!

E’ trascorso tutto il pomeriggio e gli amici presenti, anche loro testimoni increduli, hanno potuto ben cogliere il mio stato di scoramento.
Vogliamo chiamarla “cazzata”, “furto con scasso”, “azione premeditata”, non sono uno psicologo e quindi non stava e non sta a me psicanalizzare l’autore del misfatto.
Sono trascorse le rimanenti ore di apertura della mostra, senza che l’autore mi comunicasse alcun tipo di giustificazione plausibile. Solo in serata mi son giunte furtive scuse.
Le scuse sono implicitamente accettate dal fatto che non intendo dar corso ad azioni penali, ma l’effetto devastante rimane e questa colpa non potrà mai essere cancellata. Se era nelle intenzioni di qualcuno, porre fine nel modo più violento possibile alla mia presenza pubblica nel mondo dell’orchidofilia amatoriale, c’è riuscito pienamente e può iniziare a gioire.

Il corsivo che segue è il testo di un post è apparso su FB. Lo pubblico per poter stigmatizzare tre affermazioni in esso contenute, non veritiere o strumentali:

“Nella vita, ogni tanto si fa una cazzata, almeno nella mia succede. Un paio di settimane fa da una mostra ho tentato di prendermi un pezzo di una pianta di un amico senza il suo permesso, non so perché ho agito in quel modo bastava chiedergliela e soprattutto perché l’ho fatto con lui a pochi metri di distanza, se avessi voluto veramente rubare avrei potuto aspettare un momento più favorevole ma è andata cosi. Naturalmente mi sono scusato con lui per quello che era successo e la cosa al momento era finita li. Speravo mi chiamasse per chiedermi spiegazioni, ci conosciamo da parecchio tempo e tra noi c’era un discreto rapporto d’amicizia, magari per capire il perché del mio comportamento ma non è stato cosi. Adesso in occasione di un’altra manifestazione ho saputo che ha imposto all’organizzazione “se viene lui non vengo io”. Pazienza, condannato senza appello, sicuramente me lo merito e comunque questo mi serve anche per riconsiderare altre “amicizie”. Quello che scritto naturalmente non vuole ne giustificare ne sminuire il gesto da me compiuto di cui mi vergogno e chiedo nuovamente scusa ma una cosa son contento, finalmente ho trovato una persona che può permettersi di scagliare sempre la prima pietra.
Ma questo lo sapevo già.
Carlo Ivano De Marchi”

Osservazioni:
1) – L’autore della “cazzata” non ha tentato di prendere, ha preso! Ed è stato colto in fragrante!
2) – Quando mai la vittima di un reato deve chiedere spiegazioni al suo autore?
3) – Non ho imposto e non impongo nulla – invito l’organizzazione a confermare e/o a chiarire – la mia presa di posizione, confermata sin da subito all’organizzatore della mostra di Portogruaro e reiterata in un successivo incontro è, e rimane quella di non portare mie piante, a prescindere dalla partecipazione di chicchessia.
4) – La traccia finale del post rivolta a me, ingiustamente aggressiva e immotivatamente biblica, annulla i “mea culpa” iniziali e fa capire che nel subconscio degli estensori già “gatta ci covava”.

Considerazioni:
Devo essere onesto, prima di leggere il post, avevo per qualche istante pensato: ma sì valà buttiamola in “vacca” anche questa volta…sia come sia, amici come prima!
Ma poi, solamente l’idea che qualcuno abbia avuto la forza – per qualsiasi motivo – di violentare una delle mie creature più amate, mi inibisce i sentimenti facendomi riapparire sempre il flashback di quei momenti e non mi toglie dalla mente quante altre volte questo possa essere avvenuto; la violenza ha tante sfaccettature.
Meditate per un attimo ed immaginate di aver colto in fragrante una persona amica che vi sta “rubando” il pezzo più amato della vostra argenteria… descrivetemi cosa provereste.
Comunque la pensiate, grazie a tutti.

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