Ingratitudine e stupidigia

Alcuni lettori del blog, che hanno letto questo post protetto da PW, mi invitano a renderlo di pubblico dominio. Presto fatto.

RIDIAMO
Questo è un racconto fantastico, ma facilmente traslabile nella realtà vera. I nomi ai personaggi dateli voi, il set è già definito: ego, ingratitudine e stupidigia.
012Ed è così che l’ingrato furbacchione continua a trastullarsi con il suo “ultimo giocattolo”: le orchidee.
Lui è uno di quelli che non le sa coltivare ed allora per “stare sul set” della commedia piccolo borghese di una landa provincialoide, organizza mostre con le orchidee degli altri. Non importa di chi.
Ha avuto un problema, però. Si sa, il paese è piccolo e la piazza mormora. Presto nei circoli para-intellettuali della terza età ci si accorge che alle esposizioni mancano le orchidee dello “stronzo” – con questo epiteto, l’organizzatore a suo tempo qualificava davanti a vari testimoni un personaggio della zona, da lui tenuto a debita distanza fino a ieri.
Pare che quest’anno il problema sia stato risolto.
Ci saranno le orchidee dell’ex “stronzo”, per l’occasione purificato al cospetto delle “divinità orchidofile”, con il sacrificio e l’esclusione di “Sua eminenza” – sfottò (pazientemente sopportato per troppo tempo) in uso nel linguaggio dell’ingrato organizzatore.

Morale: Qual’è il senso di esposizioni orchidofile, che puntano all’isolamento di gruppo, o ancora peggio pongono veti?
Si dirà, ma come, quel magico mondo fatato delle orchidee non può essere mutilato da chicchessia.
Capita, sembra assurdo, ma quel tarlo carico di ego, di presunzione e di gelosia, che spesso alberga in qualche personaggio para orchidofilo, procura anche questo.

Brindiamo!

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