Paphiopedilum rothschildianum: storie balorde

Foto in evidenza: Paphiopedilum rothschildianum ‘Signora G.’

Prima fioritura di questo cultivar.
Come tutte le orchidee anche questa ha una storia da raccontare, una storia balorda però.

La pianta è stata acquistata dalla Signora G. di Fonte Alto all’ EOC di Padova del 2006; ne acquistò un gruppetto della stessa specie: “sai non si sa mai” disse in quell’occasione – “se qualcuna muore è meglio averne in scorta”.

IMG_0783Dopo qualche mese la signora G. si presentò a casa mia, mostrandomi un vaso senza alcun segno di vegetazioe (solo substrato) ed esordì: “ecco quello che rimane dopo il passaggio dei miei cani” – praticamente nulla – “prova tu se puoi fare qualcosa”. Più per rispetto che per reale convinzione, tenni la pianata in serra. Passò qualche tempo e quel grumo centrale informe, cominciò a germogliare e piano piano prese forma di pianta.

Se ne parlò in varie occasioni di quel P. rothschildianum salvato da morte sicura.
Passò ancora qualche anno ed un giorno mi vedo arrivare in serra un emissario della signora di Fonte Alto, un suo caro amico penso, infatti, senza tanti preamboli mi chiede notizie della pianta e di altre, “sai la signora G. mi incarica di chiederetela per riportagliela indietro”.

Potete immaginare la mia reazione: “caro amico” – risposi “dopo anni di coltivazione nella mia serra la pianta rimane qua, chiedi alla tua cara amica quanto l’ha pagata ed io le ritornerò i dollari” (si perché allora pagava in dollari) spesi”.

L’emissario se ne andò imprecando, da allora non ci siamo più incontrati, lui, ora fa il Presidente di una Associazione… e pare che contribuisca alla coltivazione delle orchidee della signora G.

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