Due belle Schomburgkia, ora rinominate Laelia

Nota: le notizie e le descrizioni di ogni post del blog sono supportate da ricerche sulla letteratura esistente e sul web, ma si riferiscono esclusivamente a esperienze di coltivazione su orchidee presenti nella mia collezione.
Eventuali errori o incompletezze possono essere rimediati dalla vostra collaborazione.

Il dilemma dei collezionisti: Schomburgkia, Laelia o Cattleya?

Descrivo queste due specie botaniche con il nome “Schomburgkia”, ma devo dire che fra appassionati preferiamo chiamarle “Laelia“: come si può notare, anche in un genere relativamente piccolo, Laelinae, i tassonomi ed i botanici sono riusciti a creare qualche problema.

Ad ogni buon conto, la regola ‘aurea’ per dare il giusto nome di specie a tutte le Schomburgkia, giova ricordare che ora, il nome di genere Schomburgkia rimane tale solamente per quelle che hanno gli pseudobulbi vuoti al loro interno ( le cosiddette orchidee mirmecofile).


Schomburgkia superbiens (Lindl.) Rolfe 1917.

Sinonimi: Bletia superbiens (Lindl.) Rchb. f. 1862 – Cattleya superbiens (Lindl.) Beer 1854 – Laelia superbiens Lindl. 1840

Il basionimo di genere di questa specie è stato dato in onore di Richard Schomburgk, botanico tedesco (1800>, scopritore di orchidee ed esploratore della Guiana Britannica.
In Guatemala viene anche chiamata: Vera De Senor San Jose (Il bastone di San Giuseppe, probabilmente per il lungo stelo fiorale, solido e curvo all’apice).
Schomburgkia superbiens è endemica nelle ampie foreste umide e piovose del Messico, Guatemala, Honduras e Nicaragua.
E’ una specie epifita/litofita e vive aggrappata ai rami degli alberi oppure su pareti rocciose ad altitudini tra 800/2000 metri.

Schomburgkia superbiens è un’ orchidea di grandi dimensioni, si sviluppa in modo simpodiale, formando grossi gruppi di pseudobulbi oblunghi fusiformi, un po’appiattiti, con una o due foglie lanceolate ed un esteso apparato radicale carico di lunghe e solide radici.
All’apice degli pseudobulbi crescono gli steli fiorali (lunghi 100 – 130 cm.) con molti boccioli avvolti da brattee acuminate che aprendosi, mostrano grandi fiori color rosa, oppure bianchi nella forma alba. I fiori appaiono a Gennaio e sono profumati.

Schomburgkia fimbriata (Vell) Hoehne 1952.

Sinonimi: Bletia crispina Rchb. f. 1862 – Bletia gloriosa (Rchb.f) Rchb.f 1862 – Laelia gloriosa (Rchb.f) L.O.Wms. 1941 – Schomburgkia crispa Lindley 1844 – Schomburgkia gloriosa Rchb. f. 1860 – Schomburgkia marginata Hkr. 1840 – Schomburgkia marginata var immarginata Hkr. 1840

I luoghi d’origine di questa specie sono, Venezuela, Guyana, Surinam, Colombia ed Ecuador, vive come pianta epifita da clima caldo, a 200 – 800 metri d’altitudine.
La Schomburgkia fimbriata si sviluppa in modo simpodiale e forma pseudobulbi turgidi caratterizzati da vari nodi ai cui apici crescono 2 – 3 foglie strette, oblunghe, coriacee e leggermente ottuse.
I fiori misurano (5 – 6 cm.). I loro sepali e petali sono crespati, di colore giallo senape, e labello cereo maculato di rosa. Spuntano numerosi nel mese di gennaio (10 – 15) sulla parte terminale di lunghi steli (100 – 120 cm.).

In coltivazione si consiglia di sistemare questa specie in zona calda, luminosa, spaziosa e ventilata. Può essere coltivata in vasi, ma si ottengono buoni risultati anche appendendo 4 – 5 pseudobulbi adulti a radice nuda, su sostegni verticali.
L’esteso apparato radicale e la solida morfologia di questa specie le consentono di sopportare condizioni di caldo e secco senza particolari problemi.
Durante la stagione calda, questa specie va fertilizzata ogni 10 – 15 giorni ed è utile concedere una breve asciugatura fra le bagnature.
Giova ricordare che durante il naturale riposo vegetativo, verificabile dal colore uniforme delle radici (assenza di pseudo-trasparenza sulle loro punte) e dallo status dormiente delle gemme vegetative, è bene moderare le fertilizzazioni e le bagnature.

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