E poi si dice: guarda te, il destino!

Sarete in pochi a credere che i fatti siano andati così come li racconterò, ma è la pura verità.

Martedì 16 giugno 2020, prime ore del pomerigggio, il telecomando della TV non funziona, eseguo qualche test, alla fine deduco che è giunta l’ora di sostituirlo e decido di acquistarne uno nuovo: mi reco all’Unieuro c/o centro commerciale Emisfero di Silea.

Sono pochi i chilometri da percorrere, mi munisco di mascherina, guanti anti virus e imbocco la strada per Olmi, ma alla rotondona che porta al casello autostradale di Tv sud dove c’è l’Emisfero, sbaglio uscita. Nessun problema, più avanti c’è una stretta via che porta a Silea e decido di imboccarla. Dopo qualche metro, vedo in lontananza un furgoncino che sta venendo in senso contrario, poco più avanti scorgo un passo carraio sulla destra, uso la cortesia di fermarmi per lasciar passo all’automezzo che avanza lentamente verso di me. Il conduttore fa il cenno di ringraziamento, mi guarda e con enfasi esclama: “evidentemente sei nei miei pensieri, stavo recandomi a casa tua per portarti un sacco di corteccia”; era Ezio Carbonere che abita qualche centinaio di metri più avanti. L’amico Ezio, Ezio l’orchidofilo. Ci conosciamo da anni, insieme abbiamo percorso qualche esperienza nel mondo delle orchidee, poi le nostre strade si sono divise, alla fin fine per futili motivi, ma da tempo ci eravamo chiariti ed ora ci si frequenta amichevolmente. In tanti anni non ero mai stato a casa sua, con un cenno eloquente, Ezio mi chiede di fermarmi da lui, annuisco.

Ora inizia il racconto: una bella dimora la sua, immersa nel verde di un parco ben curato a metà fra giardino, orto e frutteto.

Una bella conversazione con Laura e poi Ezio inizia il “Green Tour”. Prima di arrivare a visitare la sua serra minuscola, ma piena di belle piante stipate come capita di vedere in tutte le serre amatoriali, quasi a voler dimostrare umiltà, Ezio mi porta in giro a mostrarmi l’orto rigoglioso, il pollaio semovente, sì un piccolo pollaio con le ruote, poi attira la mia attenzione su un marchingegno elettrico studiato per impedire ai cani di entrare in spazi non consentiti. Finalmente, così, quasi per caso mi trovo ad ammirare la sua piccola serra piena di orchidee in splendida forma. Ezio mi racconta che i risultati sono il frutto dei consigli sulla concimazione avuti da Mario Portilla.

Fuori, sotto l’ombra di rigogliosi alberi dalle foglie color rosso – marrone (Amoli de Franza), scorgo uno stupendo esemplare di Brassia verrucosa. Ezio precisa: “è un esemplare dei miei amici dell’ATO, in affido qua da me per questioni di spazio” – “Fantastica!”... esclamo, “Mai visto un esemplare di queste dimensioni”

Si scatta qualche foto, poche per la verità, e inevitabilmente la conversazione cade sulla situazione dell’orchidologia. Ezio mi racconta delle vicissitudini FIO, per certi versi dolorose, ma brillantemente superate. Per la verità, una metaforica e generale tiratina d’orecchie, andrebbe fatta da parte mia, ma poco importa, ora è bene che la FIO diventi adulta e guardi lontano verso nuovi traguardi internazionali. Visti gli obiettivi già raggiunti e il suo status di associazione italiana menbro dell’EOC, la Federazione Italiana Orchidee deve diventare l’approdo unitario di realtà locali. In questa ottica i buoni rapporti con l’ente Fiera di Pordenone potranno essere forieri di futuri ambiziosi eventi. Ecco, esordisce Ezio, questo è l’ultimo numero della nostra rivista “ORCHIDEA” te lo dono, questa testata è anche figlia tua, conservo ancora il n° zero. Buona fortuna! Con questo auspicio mi accomiato, felice di aver conversato con e di orchidee.

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