Paphiopedilum fairrieanum

Paphiopedilum, che passioni, e che follie!!
Ancor oggi il fascino delle tante specie del genere Paphiopedilum e dei suoi cugini Phragmipedium (saga del Phrag. kovachii), procura attenzioni ed ammirazioni particolari. Vari collezionisti dedicano le loro attenzioni quasi esclusivamente ai Paphiopedilum. Storie contemporanee senza mistero, si dirà, ma nei tempi d’oro delle scoperte di nuove specie di orchidee, le “battaglie” si combattevano a suon di bugie, sotterfugi ed altre mille diavolerie .
Ad esempio, chi scoprì P. rothschildianum raccontò di averlo trovato in Nuova Guinea, mentre il suo habitat era il Borneo. In altri casi, oltre alle false piste, ci si metteva anche la sfortuna delle spedizioni o la cattiva gestione delle stesse ed è così che molte specie di Paphiopedilum rimasero per anni orchidee fantasma.

A proposito di orchidee che hanno segnato capitoli di bramosia del possesso, interessante è la storia del Paphiopedilum fairrieanum, giunto quasi incognitamente nell’Inghilterra Vittoriana insieme ad altre orchidee e fiorito nelle serre del Signor Fairrie, di Liverpool nel 1857.

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Paphiopedilum fairrieanum

Paphiopedilum fairrieanum [Lindley] Stein 1892. Fra le tante del suo genere, è una delle specie più facilmente riconoscibili. Il sepalo dorsale bianco ha margini laterali ondulati ed è contrassegnato con venature viola e verdi, mentre i suoi petali puntano decisamente verso il basso per poi incurvarsi all’insù, tanto da ricordare le corna di bufalo. John Lindley nominò la specie in onore di Mr. Fairrie, collezionista orchidofilo di Liverpool che la fece fiorire per la prima volta nel 1857. Come fosse giunta in Europa la prima pianta di questa nuova specie, rimase, forse volutamente, incognita per vari anni: circolavano fonti probabili di provenienza, Bhutan e Assam.

Nel 1880 Frederick Sander, noto vivaista inglese, fiutando l’affare inviò Forsterman, uno dei suoi raccoglitori, nel nord dell’India con le istruzioni per raccogliere quante più piante possibili di quell’orchidea fantasma, ma in quei luoghi non si trovò traccia di P. fairrieanum. Nel 1905 in tutta Europa risultavano in vita nelle collezioni, solo cinque piccole piante di P. fairrieanum.Tale situazione procurava fermento nel mondo delle orchidee e negli ambienti del collezionismo aleggiava la frenesia per il possesso di quel Paphiopedilum fantasma.

Ed è così che Sander, nel 1904, mise in palio una ricompensa di 1000 sterline al primo raccoglitore di orchidee che gli avesse recapitato, non solo una buona quantità di quel Paphiopedilum, ma anche informazioni esclusive del suo habitat. Ovviamente Sander sperava di vedersi recapitare molte piante in modo da realizzare abbastanza soldi dalla loro vendita, che gli consentisse di pagare il grosso premio e di guadagnare pure. Non trascorse nemmeno un anno, quando l’ingegnere inglese, G.C. Searight, in collaborazione con un vivaista indiano (tale SP Chatterji), inviò a Frederick Sander diverse grandi piante di P. fairrieanum da Assam. Tuttavia, non fu un’esclusiva per il buon Sander, altre piante quasi contemporaneamente arrivarono, sia al Kew Gardens che a singoli coltivatori: il luogo ‘segreto’ del Paphiopedilum fantasma si rivelò non essere poi tanto sconosciuto.
Ad ogni buon conto nei mesi successivi, Sander riuscì a piazzare 179 piante di P. fairrieanum all’asta, ma il prezzo più alto pagato non superò 21 ghinee a pianta e la spedizione totale produsse un incasso di sole 550 sterline.
Ma il ‘volpone’ Sander’, prima dell’asta vendette le migliori piante piante a suoi clienti privati, pare per un introito di 5000 sterline che consentirono la salvezza della sua azienda.

Di quelle famose mille sterline del premio, Searight, avendo trasgredito gli accordi con Sander (spedì piante di quella orchidea anche ad altri acquirenti), incassò solo la metà del premio originariamente offerto. Nei mesi successivi furono molte le piante di P. fairrieanum a giungere in Europa, offerte in vendita a Darjeeling (Bengala Occidentale – India), al prezzo di pochi scellini a pianta.

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