Cooelogyne fimbriata

 

 Coelogyne fimbriata è una specie epifita o litofita di medie dimensioni a sviluppo simpodiale. Desidera temperature da serra intermedia o calda, buona luce e umidità relativa sempre sopra il 70% con ambiente ventilato. Coelogyne fimbriata si trova in Himalaya, Myanmar, Malesia, Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam e Cina. Cresce epifita sugli alberi o litofita sulle rocce nelle foreste primarie di pianura, latifoglie, sempreverdi o nelle foreste montane primarie ad un’altitudine da 640 a 2300 metri sul livello del mare. Questa specie, nota anche con il nome popolare “Coelogyne con le frange”, porta i seguenti sinonimi: Broughtonia linearis, Coelogyne arunachalensis, Coelogyne laotica, Coelogyne longiciliata, Coelogyne ovalis, Coelogyne padangensis, Coelogyne primulina, Coelogyne xchinerophyta,. Questa specie è stata descritta da John Lindley nel 1825.

 Il periodo di fioritura è a fine estate quando dal pseudobulbo nuovo si formano 1 o 2 fiori su un terminale, esile, lungo da 4 a 5 cm, eretto, e producono un’infiorescenza racemosa sottesa da una stretta guaina basale e portante fiori longevi e profumati. I fiori sono verdastri con venature marroni sul labello di circa 3 cm di diametro. Tepali ristretti, lanceolati, con punte appuntite, di circa 2 cm di lunghezza e 0,8 cm di larghezza, sul retro presentano venature. I petali sono un po’ più stretti dei sepali. Il labello è triplice, lungo 2-3 cm, le sue parti laterali lunghe, arrotondate e leggermente ricoperte di frangia. La parte anteriore rotonda e molto ruvida con frangia, dalla base del labello si aprono tre protuberanze longitudinali.

Coelogyne fimbriata può essere coltivata su zattere di xaxim o tronchetti di legno duro oppure in vasi bassi di plastica. Il substrato deve essere allo stesso tempo molto traspirante e assorbente l’umidità, quindi la miscela di corteccia di conifere con carbone, radici di felci, humus e muschio di sfagno (fino al 50%) è la migliore nella sua qualità. Quando si coltivano orchidee su zattere, per evitare una rapida essiccazione dell’apparato radicale della pianta, si consiglia di creare un piccolo letto di sfagno. Al rinvaso questa specie reagisce abbastanza negativamente. Il periodo migliore per il trapianto è la primavera.

 Nel periodo invernale questa specie richiede un periodo di riposo piuttosto rigido e distinto non sempre facilmente ottenibile. La temperatura ideale sarebbe di 10 ° C, giorno e notte – senza cambiamenti. L’irrigazione dovrebbe essere ridotta e per 15-20 giorni completamente assente. Con l’avvento di nuovi germogli, il periodo di riposo termina: la temperatura ambienteo aumenta e l’irrigazione dell’orchidea riprende nel modo abituale. La non fioritura può essere causata da ambiente troppo caldo, o mancato rispetto del periodo di riposo, oppure l’assenza di sbalzo termico tra le temperature diurne e notturne, l’illuminazione insufficiente o lo stato di stress generale della pianta.

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.