Trasparenza

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Il nuovo blog si arricchisce d’altre implementazioni.
Sono già nate le categorie di discussione e con questo post partono le “News” dove troverete le informazioni generali riguardanti la vita di questo blog e di tutto quello che fa orchidee (le Associazioni, il mercato, le scelte e le persone).
La coltivazione, la conoscenza scientifica e culturale, reali fili conduttori del nostro bellissimo hobby, rimarranno nella categoria “orchids”.
Sulla parte destra del video, oltre all’archivio con la ricerca (i post salvati nel vecchio blog sono ancora privi dei relativi e storici commenti che verranno ad ogni buon conto reinseriti con l’imminente travaso definitivo) trovate le varie categorie ed anche i link ad altri siti. A tal proposito la scelta iniziale è frutto di una mia personalissima valutazione e si evolverà tenendo anche in debito conto le vostre segnalazioni.

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Grazie di cuore. Guido.

Una Palestra web per il Club delle orchidee

Con questo post prende vita la categoria “CLUB” nella quale faremo transitare tutte le notizie e le iniziative di Orchids Club.

In questa categoria si raccolgono anche le vostre adesioni: è sufficiente una dichiarazione accompagnata dai dati anagrafici…se non desiderate renderli pubblici, inviateli via mail ad infoNOSPAM@orchids.it (togliete “NOSPAM” per l’indirizzo reale).

Domenica 23 Ottobre… non solo semine!

Ieri si è riunito nella mia serra, lo staff delle semine composto di biologi, agronomi, artisti, archeologhe e qualche altro comune mortale, con funzioni marginali d’assistenza tecnica.
Scherzi a parte, quella starna idea di unirsi in gruppi amatoriali per seminare e riprodurre piantine di orchidee da dividersi poi fra appassionati, sta diventando realtà.
Per il momento è bene rimanere sulle linee generali ed aspettare qualche giorno per verificare se lo “sgabuzzino” funziona.

Allora, dovete sapere che, non avendo i mezzi per costruire un laboratorio in grande stile, ho attrezzato con mezzi di fortuna un piccolo settore della serra a mò di “laboratorio”…. uno sgabuzzino appunto. Al suo interno ho costruito una cappa sterile, una mensola con lampada al neon per regolare le ore di luce ed ovviamente una stufetta elettrica per garantire la temperatura voluta.

Ieri, i nostri esperti si sono dilettati a sperimentare la funzionalità dell’insieme, effettuando delle semine.
Le capsule erano lì belle mature ed in gran quantità, mentre i contenitori sterili con il terreno di coltura già pronto erano già stati preparati da Christian.
A più riprese hanno smanettato, Stefano fresco di laurea in Agraria con 110 e lode, Massimo, Giulio, Graziano, Alberto, tutti sotto la guida di Christian, il biologo del gruppo.
Presto sapremo raccontare la bontà delle operazioni.

Oltre alle semine si è anche proceduto a dimostrazioni didattiche d’impollinazione ed ora sono gravide le seguenti specie botaniche:

Angraecum eichlerianum, Phalaenopsis bellina e Laelia perrinii

L’allegra comitiva (potremmo definirla staff operativo del Club) si è anche concessa una pausa di riposo e di colazione, durante la quale ha tracciato alcune linee guida del Club:

  • Conferma della libera adesione al Club senza quota d’iscrizione.
  • Nessun limite territoriale e vocazione internazionale del Club.
  • Partecipazione con uno stand espositivo all’EOC di Padova 2006.
  • Valutazione di un’eventuale adesione del Club all’European Orchid Council.
  • Prossimo incontro del Club, Domenica 20.11.2006 all’inaugurazione della serra di Alberto Ghedin… prossimamente seguirà il programma dettagliato.

Amiche ed amici del club, questo spazio è vostro ed il dibattito è aperto.

Buone orchidee a tutti,
Guido

Nuovo blog, che lusso!!

Proviamo a ristabilire i contatti

Blog nuovo vita nuova! Riparto con un pò di nostalgia del vecchio e caro blog, semplice e spartano! Troppo spartano al punto da doverlo ristrutturare.
Questo mio primo post di prova serve ad “oliare” le macchine, che entro la prossima settimana ripartiranno a forza 8.
Anch’io come voi, cerco di cogliere le nuove funzioni ed opzioni che mio figlio Daniel stà implementando.
Prima novità obbligata sarà il logo di presentazione, ancora in fase di ricerca…potremmo anche fare un concorso fotografico, l’attuale foto della Cattleya skinneri è puramente esemplificativa.
Seconda novità è il dispositivo anti spam: per eliminare l’intasamento di messaggi pubblicitari ed altro, le libere interazioni dei lettori saranno sottoposte ad approvazione prima di essere visibili.
Terza novità di rilievo è la possibilità di cercare gli argomenti nell’archivio.
Altra novità interessante è la divisione in categorie d’interesse….tutta da definire.
Naturalmente torneranno le foto, vedremo con che modalità ed inoltre sono allo studio varie possibilità di interazione con i visitatori…lo scopriremo di post in post.
Penso che possiate anche mandare qualche commento, anzi mi fareste una cortesia, per sentirvi vicini e per veder rivivere concretamente “Orchids.it.
Ultima annotazione, l’attuale lentezza è dovuta ad una sistemazione precaria (il tutto fa un giro pazzesco e va a finire in un Computer di fortuna che svolge provvisoriamente la funzione di garage a Orchids.it). Quando la gestione sarà in mano al nuovo hosting sarà tutto molto veloce. A proposito, mando un saluto agli amici di VISIONE REALE…..mi raccomando!!

Ciao a tutti, nel prossimo post presenterò una nuova ed interessante specie botanica in fiore nella mia serra.

Cura delle orchidee

Coltivazione amatoriale o luogo di sperimentazioni alchimistiche.

Un’e-mail inviatami da Riccardo, amico orchidofilo di Torino, mi dà il pretesto per riprendere una discussione fatta tempo fa a riguardo dei trattamenti da somministrare alle nostre orchidee.
Riccardo solleva giustamente il suo smarrimento con le infezioni batteriche e le malattie fungine. Abbiamo fatto una bella analisi e siccome l’argomento è sicuramente d’interesse generale, lo estendo in questo post.

Allora, le domande sul tappeto sono di quelle da 10.000 euro, eccole:

Esiste in commercio un formulato che copre la maggior parte delle malattie fungine delle orchidee e che sia non classificato o al più irritante?
Qual è l’uso corretto dell’Aliette (l’unico anticrittogamico che finora ho usato, non posso dire con successo)?
I formulati Rameici (idrossido) vanno bene?
Con quale formulato è possibile “disinfettare” le radici tagliate durante i rinvasi?

Anche ora ripeto il preambolo della risposta a Riccardo.
Con questo post riassumo brevemente la mia opinione derivata da anni d’esperienza sul “campo”, in merito ai trattamenti ed alle concimazioni; non sono medico, professore di chimica e nemmeno biologo, quindi mi raccomando non prendetela come oro colato perchè in questi campi è tutto molto relativo.

Il primo e importante parametro da rispettare è indubbiamente la qualità dell’ambiente in cui vivono le nostre orchidee: ambiente sano, ottima circolazione dell’aria, giusta umidità, temperature adeguate, né troppo alte, né eccessivamente basse e controllo della luminosità corretta.
Dico questo che può sembrare ovvio perchè se le piante non possono assimilare al massimo i nostri trattamenti, cibo, protezioni da insetti e da infezioni e/o funghi, possiamo usare anche i prodotti più miracolosi e blasonati ma i risultati saranno sempre deludenti.
La nostra colonia di orchidee deve vivere decorosamente…io dico spesso: soltanto un po’ male.
Di contro, non possiamo neanche trasformare il nostro hobby in centro di sperimentazioni chimiche con prodotti specifici per ogni evenienza; è utile trovare una via mediana in tutto: alimentazione e trattamenti antiparassitari e fungini.

Allora, escluse le virosi, per altro molto rare (purtroppo, qualche produttore e/o commerciante a volte vende anche piante virusate!!) per le quali non c’è nulla da fare e si deve buttare la pianta, per le infezioni da batteri e da funghi bisogna fare una scelta essenziale: individuare pochi prodotti poco costosi, poco nocivi ed efficaci.
Nel mio caso, dopo anni di sperimentazioni, Benlate e via dicendo, sono arrivato alla conclusione che i normali fungicidi a base rameica e/o con i principi attivi che comunemente sono usati in agricoltura per i trattamenti delle viti, possono essere sufficienti per agire sia preventivamente due o tre volte l’anno, che alla presenza d’infezioni in atto con due o tre trattamenti distanziati di 7/8 gg.
Quindi l’Aliette, fungicida sistemico, che dovrebbe avere come principio attivo il Fosetyl, può andar bene. Io userei anche la poltiglia brodolese da sola come prevenzione e anche il MANCOZEB che in certi casi può essere alternato all’Aliette.

Per proteggere le ferite da taglio sia della pianta che delle sue radici, disinfettare direttamente con la polvere va molto bene.
Si dirà, bella scoperta! Sono notizie talmente generiche da essere quasi insignificanti ai fini della lotta specifica caso per caso.
Ad esempio cosa fare alla presenza di un attacco di “Botrytis”

La Botrytis è un fungo altamente polifago ed attacca numerose piante ornamentali, fruttifere e orticole.
Sono colpiti quasi tutti gli organi della pianta, ma in particolare modo i boccioli da fiore che non si aprono ricoprendosi di una caratteristica muffa grigiastra.
Nelle coltivazioni agricole all’aperto si interviene con Procimidone, Iprodione, Clozolinate alla dose di 100-150 g/l o con prodotti ad azione antibiotica collaterale come Diclofuanide e Clortalonil.
In serra ve la sentite voi di fare gli apprendisti stregoni con tutta sta roba?
Penso proprio di no ed allora?
Sappiamo che questo fungo si propaga in ambienti troppo umidi e coltivazioni troppo intasate, con eccessivi sbalzi termici e basse temperature (sotto i 13 gradi) e quindi vale forse la pena di prevenire agendo preventivamente sulla corretta coltivazione e magari con qualche trattamento a base rameica, che in ogni modo agisce da disinfettante per le eventuali ferite e/o punture d’insetti attraverso i quali si propagano le infezioni.
Visto che ci siamo, e con il Pitium come la mettiamo?
Altro fungo che alla presenza d’eccessiva e prolungata umidità a bassa temperatura ambientale, attacca i substrati delle nostre orchidee.
Il Pitium si sviluppa ed aggredisce le radici formando una specie di sottile muffa filamentosa e grigiastra. Anche in questo caso, attenzione alle situazioni ambientale e in caso d’infezione in atto, il fungicida “Fosetyil” può risolvere il problema.

Per finire e passarvi la palla, direi: ambiente sano, pochi prodotti scarsamente nocivi e usati solamente in casi di bisogno….i trattamenti preventivi con fungicidi sistemici (azione per assorbimento dalla pianta trattata) vanno ripetuti al massimo una o due volte l’anno.

Cocciniglia a gògò

Brutte sorprese

Ieri pomeriggio, il tempo fuori era di quelli che non ti dico.
La pioggia ti prendeva in giro, sembrava che volesse finire di cadere ed invece appena uscivi, giù acqua accompagnata da ondate di vento che staccavano le foglie ancora verdi per andarle ad ammucchiare negli anfratti protetti del giardino.
Mi ero ripromesso di portare in serra le orchidee ancora collocate in giardino e quindi, lancia in resta e fuori.

Le Stanhopee imponenti e pesantissime perché cariche d’acqua (tre giorni di pioggia) erano in buone condizioni, ma battevano un po’ i denti, una (la wardi) era piena di bocci e già presentava qualche fiore aperto. Con una certa difficoltà le ho sistemate nella parte alta del comparto freddo della serra. Non è un’ottima soluzione, ma non avendo a disposizione spazi migliori, ho scelto il minore dei mali, non c’è molta luce ed essendo collocate nel livello alto, posso contare su qualche grado di caldo in più.
La Stanhopea tigrina superba var. nigroviolacea, bella come un’opera d’arte, ha trascorso l’estate appesa al grande fico che domina maestoso il portico di casa, dove qualche mese fa è stata impollinata, ora ci sono tre capsule cariche di semi quasi pronti per le semine. A questa pianta, proprio perché è incinta ho assegnato lo spazio migliore.

Una volta sistemate le Stanhopee, rimaneva fuori, solamente un grande esemplare di Gongora galeata.
Mi avvicino per staccarla e butto l’occhio sulla parte superiore delle foglie dove scorgo delle estese macchie di fuliggine e scatta l’allarme. Sì perché questo è l’inequivocabile segnale della presenza della cocciniglia; non so ancora di quale specie, ho messo la pianta in isolamento (esterno) e domani deciderò il dafarsi.
Per fortuna che è in arrivo il “Promanal” inviatomi dall’amico Gianni!!