Orchidea: il fiore degli dei

Come fare
Togliere la pianta dal vaso in cui vive e pulirla molto bene da tutto quello che si trova fra le radici, parti secche o marcite. Se si vuol moltiplicare la pianta, bisogna dividerla in gruppi di tre o quattro pseudobulbi e comunque tagliare le radici, lasciandole non più lunghe di cinque dieci centimetri.
Concedere due o tre centimetri di spazio tra la pianta ed il bordo esterno del vaso che deve essere forato alla base dove si pone del materiale drenante (uno due centimetri di argilla espansa o polistirolo)
Posizionata la pianta, si sistema la corteccia attorno alle sue radici, avendo cura di non coprire i pseudobulbi o il rizoma orizzontale e si batte esternamente al vaso per agevolare la buona sistemazione del composto fra le radici, alla fine si inserisce un tutore, utile a bloccare la pianta finché non avrà sviluppato il nuovo apparato radicale Durante le operazioni di rinvaso bisogna adottare il massimo delle precauzioni, perché è il momento più critico per procurare infezioni. Quindi, sterilizzare sempre egli attrezzi: forbici coltelli ecc. immergendoli in sostanze disinfettanti o passandone le parti contundenti con la fiamma di una lancia a gas.

Condizioni
Posto che non si possono creare specifiche condizioni per ogn’una delle infinite specie esistenti, può valere la seguente regola fondamentale: le piante non devono mai essere annegate, ne essiccate, e va trovato il giusto equilibrio tra (temperatura – umidità – luminosità).Per capirci, se la pianta si trova in spazi luminosi, si disidrata più velocemente e quindi ha bisogno di umidità soprattutto a temperatura elevata. Se invece c’è poca luce e bassa temperatura, l’orchidea rallenta il suo processo biologico e di conseguenza beve e mangia di meno. Spruzzando con acqua piovana o comunque, “priva di cloro”, si capisce se la pianta ha sete, dal tempo che impiega ad asciugare le foglie
ra un minimo di 8/15 gradi ed un massimo di 30/35, possono vivere molte orchidee, si capirà presto quali hanno bisogno di qualche grado minimo in più.
L’umidità è il parametro più difficile da soddisfare senza serra, se l’ambiente è secco si devono spruzzare spesso le foglie

Nutrimento
Le orchidee si nutrono, assumendo minerali attraverso le radici e le foglie, quindi non bisogna farle marcire in acqua stagnante ne bruciarle al secco.
Attraverso le foglie, le orchidee si nutrono anche con la fotosintesi, perciò la luce è un elemento essenziale. La fotosintesi rappresenta circa il 40% del nutrimento, il rimanente 60% viene assorbito dalle radici e dalle foglie, attraverso l’assunzione di minerali : (N) azoto, (P) fosforo, (K) potassio da somministrarsi in forma generalmente equilibrata (formula 20-20-20), solubile in acqua con dosaggio “ 0,5g x per lt. ogni 3 o 4 bagnature.

6 pensieri riguardo “Orchidea: il fiore degli dei”

  1. …sbrisson (prima esse dolce, le seconde – esse doppia e dura) dal verbo sbrissar (scivolare)…usato appunto, come scrive Gianni.

    Ciao ragazzi, sono tornato da Pordenone, stanco e felice: grande mostra!!
    Guido

  2. Ciao Salvo,
    te lo traduco io ridendofra me`stesso, sai ogni tanto dimentichiamo che essendo nel nord est, tra di noi ci capiamo ma che il resto del mondo queste parolacce non le conosce, un sbrison significa piu o meno fare una scivolata, o una visitina alle svelte.
    ciao
    Gianni

  3. Caro Guido, grazie mille per questa esaurientissima lezione: ieri non avevo molto tempo per leggerla ma me la sono stampata e “gustata” prima di andare a dormire. Secondo me sai coniugare molto bene la parte scientifica con quella tecnico/empirica che deriva dalle tue personali esperienze. Per me è sempre un arricchimento leggere quanto scrivi…e sono convinta che ti costi non poca fatica!
    Elisa

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