Piccole orchidee, generose ed affascinanti nelle loro forme
Una collezione di orchidee senza qualche specie del genere Restrepia non è nemmeno immaginabile, tanto sono delicate ed esili da non poter negare loro un posticino in serra.
I fiori stilizzati assumono posizioni a volte laggiadre e sbarazzine, in certi casi però si nascondono dietro le foglie quasi a voler manifestare la loro timidezza.
Il genere appartiene alla sottotribù delle Pleurothallidinae e raggruppa circa 50 specie di piccola dimensione.
Il link descrive compiutamente le caratteristiche del genere, e quindi, continuando il percorso conoscitivo cercheremo di affrontare le cure del rinvaso di queste orchidee inusuali, piccole, per certi aspetti assai delicate, ma con una forza di sopravvivenza impareggiabile.
Seppur esili, le Restrepia non abbandonano mai il suo coltivatore perchè e soprattutto in condizioni di estrema crisi, trovano sempre la forza di produrre dei keiki, che garantiscono la salvezza della specie.
Rinvaso
Ora noi seguiremo le varie operazioni del rinvaso di una pianta con evidenti problemi dovuti alla decomposizione del substrato ed alla colonizzazione di felci nel suo piccolo vaso.
La pianta rappresentata nella foto a sinistra è in buona salute, ma il substrato, ormai vecchio di due anni è stato abbondantemente colonizzato da felci di varia natura.
Le felci creano una piacevole coreografia alla pianta, ma nel contempo la loro fitta ragnatela di radici tende a soffocare l’apparato radicale dell’orchidea stessa.
Esteriormente non si ha l’impressione che le felci siano invasive, basta però svasare la pianta per valutare appieno il problema (vedi foto a sinistra).
Nel caso di specie ci si accorge che oltre alle felci, nel substrato ci sono anche le famigerate chioccioline, notoriamente ghiotte delle sottili radici delle nostre Restrepiae pertanto la rigenerazione del composto di coltivazione è quanto mai indispensabile.
La pianta che stiamo rinvasando è Restrepia antennifera var. roseola. Bellissima specie ormai adulta e felicemente ambientata nella mia serra da una quindicina d’anni.
Durante tutto questo tempo è vissuta in varie parti della serra sopportando condizioni limite, sia per quantità di luce che di umidità e temperatura.
Nel periodo di tanta luce si è notata una abbondante pigmentazione scura delle foglie ed invece in condizioni eccessivamente secche si sono formati dei provvidenziali keiki (nuove piantine) nelle pagine inferiori delle foglie (vedi foto a sinistra).
A questo punto non ci rimane che procedere con l’operazione di pulizia e di recupero delle nuove piantine.
Pulizia delle radici
Sono state eliminate le felci è stato tolto il bark vecchio ed ora la nostra Restrepia può essere analizzata per capire se ci sono muffe, parassiti vari o altri problemi; nel nostro caso possiamo notare qualche radice mangiucchiata dalle chioccioline, ma complessivamente le condizioni sono buone, pertanto è possibile staccare i keiki dalla pianta madre e dar vita a nuove piante.
Una sommaria valutazione consiglia di dar vita a due piante: pianta madre da sola e tutti i keiks insieme in una nuova pianta.
La scelta della dimensione dei vasi è molto importante, non bisogna usare vasi troppo grandi (il composto rimane troppo bagnato) ne troppo piccoli (si asciugano troppo in fretta). Il diametro ideale è di 7 – 8 cm. per arrivare ad un massimo di 10. Nel caso il ceppo della pianta da rinvasare sia troppo esteso conviene dividerlo.

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