Dendrobium: i keiki di Giulia

Cosa fare quando i keiki non sono più “bambini”?

La conversazione di oggi, in programma al “minicorso” promosso da Orchids Club Italia a Pordenoneorchidea, che sta ottenendo buon successo di presenze, tratterrà anche gli aspetti morfologici osservati da Giulia nella mail riportata di seguito.
Trovo quindi utile pubblicarla qui sul blog.

…gentilissimo sign. Guido,
le scrivo attraverso la mail perché non ho idea di come si faccia a scrivere attraverso il suo blog orchids.it e mi scuso fin d’ora se ho sbagliato procedura.
Volevo chiederle una informazione: mi hanno regalato una orchidea…che, mi corregga, dovrebbe essere della famiglia delle Dendrobium. Ho notato però che ha un keiki (almeno penso lo sia) il cui stelo è bello fiorito oltre che grandicello…cosa devo fare? Lo stacco
o lascio tutto fermo? Le invio anche un ulteriore foto di un altro getto sospetto che mi dirà lei se è un altro keiki oppure è normale che la crescita delle Dendrobium avvenga così.
Mi scuso tremendamente per la mia ignoranza ma questo tipo di orchidee non le ho mai avute e non posso sopportare l’idea di non curare le “mie ragazze” come meglio posso.
La ringrazio fin d’ora della gentilezza e dei suoi meravigliosi consigli..se ritiene che questo mio quesito possa servire ad altri amici del blog pubblichi pure questa mia lettera senza nessun problema, anzi.
Buona giornata
Giulia

Bene Giulia, grazie innanzi tutto per aver scelto questa tribuna. Prima di entrare nel merito del tema colgo l’occasione per evidenziare le modalità di interazione di questo blog.

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Keiki…cosa fare?
…se vogliamo essere un po anglofoni, al plurale potremmo anche scrivere keikis
La parola “keiki” è di origine hawaiana e significa letteralmente: “quello piccolo” o bambino.
Keiki sono i figli che si sviluppano sui nodi o gemme dormienti degli steli fiorali o degli pseudobulbi delle orchidee; cioè piccole piante che si sviluppano da uno o più nodi lungo il gambo o pseudobulbo principale, anziché nuove infiorescenze.

Il motivo di questa specifica induzione vegetativa in quei punti è determinato da una consistente l’accumulazione di ormoni dello sviluppo, questo processo chimico può essere o naturale (come in questo caso) o può essere indotto dall’applicazione della “colla di keiki” che è una soluzione concentrata degli ormoni di sviluppo.
Le nuove piante formatesi in questo modo, possono rimanere attaccate alla pianta madre finché non hanno sviluppato un buon apparato radicale, generalmente dall’induzione al momento della separazione possono trascorrere anche sei mesi.

La situazione fotografata nelle istantanee inviate da Giulia, evidenzia una certa confusione vegetativa della pianta in esame. Essa presenta sia nuove vegetazioni basali (Dendrobium è un’orchidea a sviluppo simpodiale), che filiazioni dai nodi degli pseudobulbi, fra l’altro, già mature al punto da produrre infiorescenze.
A mio avviso, questo stato confusionale è la conseguenza del tipo di sviluppo a cui è stata sottoposta la pianta.
Il Dendrobium in oggetto è un ibrido artificiale riprodotto industrialmente da semina oppure da clonazione, quindi il frutto di un ciclo vegetativo completo: fase embrionale in beute sterile, piantumazione e progressiva crescita fino a raggiungere la prima fioritura (3 o 4 anni di crescita).
Questo percorso vegetativo è ben verificabile nelle foto di Giulia, osservando le diverse dimensioni degli pseudobulbi.
I vivai che coltivano queste piante per scopi commerciali devono farle sviluppare il più velocemente possibile, senza concedere loro le fasi del secco che invece ricevono in natura.
Ecco quindi la sovrapposizione di piantine nodali (keiki) e di sviluppi basali.
Il Dendrobium in esame è una pianta ormai strutturata che io non toccherei, per il momento, più avanti quando la pianta sarà sfiorita, volendo avere nuove divisioni, si potranno tranquillamente staccare i keiki dotati di radici autonome e piantumarli in nuovi piccoli vasi.
Ultima annotazione: il Dendrobium nelle foto hao come genitore il D. nobile..per farlo rifiorire è indispensabile garantirgli il classico stress da secco fresco, ma questa è un’altra storia che potete leggere su questo post.

7 pensieri su “Dendrobium: i keiki di Giulia

  1. Buongiorno! Stavo cercando informazioni sui keiki di Dendrobium e ho trovato questo bel blog… Ho 3 keiki di Dendrobium con radici ben sviluppate che ho staccato dalla pianta madre e rinvasato in composto per orchidee (vigorplant. Non so come compontarmi con le innaffiature, ma temo che qualcosa stia andando storto perché vedo un principio di ingiallimento nelle foglie. Generalmente ogni quanto dovrei innaffiare? In che quantità? O devo solo nebulizzare? Grazie mille in anticipo per ogni suggerimento!

    • Ciao Elena, per le varietà di dendrobium che producono keiki, è normale l’ingiallimento e la caduta delle foglie. Tieni il composto umido e attendi che dalla base della piantina spunti una nuova vegetazione.
      Guido

  2. xDaniela: con le Phalaenopsis non è scontata la produzione di keiki, anzi, gli ibridatori cercano di selezionare incroci il più possibile fioriferi. Se vuoi Phalaenopsis che producono keiki con facilità devi cercare specie e/o ibridi di P. equestris, venosa, fasciata ed altre simili.
    Ciao
    Guido

    • la sosiddetta “colla di keiki” non è altro che un preparato contenente ormoni per la crescita, nelle fiere delle orchidee è facile che qualche venditore ne sia provvisto, ma a che ti srve la colla? tutto è difficile con le orchidee, fuorchè la produzione di keiki.
      Ciao
      Guido

      • Ho tante Phale, da tanti anni e nonostante le piante siano in ottima salute e fioriscano spesso e riccamente, non ho mai avuto il piacere di avere un keiki 🙁 e non capisco perchè.
        Ho letto qualche articolo su internet sulla colla di keiki ma vivendo in un paesino sulle Alpi trovarla è un terno al lotto e su internet, l’ho trovata solo in America e spenderei troppo per la spedizione.
        Adesso sto pensando di provare ad innaffiarle con vitamina B1 che pare stimoli la pianta a produrre keiki.
        Anche qst è tutto da vedere cmq…l’ho letto su internet.
        Suggerimenti?

  3. Come Guido forse ricorda, tempo fa anch’io ero in una situazione analoga col dendrobium di… mia suocera!
    Dopo la fine della fioritura, quando le radichette erano di un bel 5 cm, ho staccato alcune keiki mettendole a gruppi di 3 in due vasetti con bark piccolo e poco sfagno.
    Le piantine sembravano ferme, e cosi’ son rimaste a parte un episodio di “sterratura accidentale” per alcune, finche’ e’ venuto il momento del fresco secco della pianta madre per vedere se mi riusciva contro ogni speranza di farla rifiorire.
    A quel punto mi son dettto “se il monsone arriva, arriva per tutti, piccoli e grandi”.
    Ho messo “a secco” anche le keiki… col risultato di seccarle fuori tutte quante! – a meno che siano in un riposo vegetativo tipo coma clorofilliano!!! 😉
    Speriamo nella continuazione della pianta madre!! 😀
    A proposito… per quest’anno sara’ ora di smetterla col il secco o no? si deve aspettare un qualche segnale tipo ripresa vegetativa, morte, sofferenza… o si aspettano un tot settimane e poi via con acqua e concime?

Ciao! Che ne pensi?

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